Stage pratico-teorici sulla non località coscienziale e la de-localizzazione dell’Io-psyché
Introduzione
Le
Autopoiesi olosgrafiche non locali,
paragonabili (ma non sono) alle
esperienze extra-corporee,
all’O.o.B.E.
(dall’inglese out-of-body experiences)
coincidono con una delle
avanguardie di auto-consapevolezza
che voglio presentare in questo spazio.
Attraverso tale pratica, indico tutte quelle esperienze nelle quali il libero ricercatore prende consapevolezza che
L’Io-psyché
si evidenzia dal campo coscienziale,
non localistico,
operante nell’intero Universi-parte,
di cui alcune delle sue
“densificazioni”
coincidono con i più che conosciuti,
campo elettromagnetico, campo elettro-debole, elettro-forte,
gravitazionale, atomico-nucleare, morfo-genetico
che, a loro volta, sono determinanti anche nella creazione
da parte dell’Io-psychè di specifici e definiti stati di coscienza
(pensare, volere, sentire, immaginare, concettualizzare, sognare …),
avvalendosi dell’encefalo, del sistema nervoso e di altro.
Utilizzando le proprie intrinseche in-formazioni innate, il campo coscienziale olistico-autopoietico ha evidenziato l’encefalo, il sistema nervoso (il corpo umano) che, a sua volta, produce la secrezione degli stati psicosomatici, il non riconoscimento, vissuto, di questo processo innato sta evidenziando l’incompletezza sul piano dell’auto-consapevolezza di molti esseri umani.
Il campo coscienziale olistico-autopoietico-Io-psyché,
di cui sto trattando, allo stato della ricerca Sigmasofica, risulta essere,
transfinito
(mai finito):
intere regioni genomico-coscienziali devono
essere ancora consapevolizzate
(scoperte).
La de-localizzazione come facoltà innata
Entriamo nel merito.
La pratica della de-localizzazione dell’Io-psyché non ha nulla a che vedere
con presunte
de-personalizzazioni,
infatti
non si tratta
di un disturbo della coscienza
ma
di una condizione innata e di una
facoltà olistico-autopoietica
straordinaria
disponibile ad ogni Io-psyché
che, secondo me, ognuno dovrebbe poter utilizzare ordinariamente.
L’esperienza diretta ci prova che, in ogni fase della giornata ed intenzionalmente, è possibile
produrre de-localizzazioni, che possono trovare peculiari applicazioni
nelle fasi ipnagogiche o ipnopompiche
(precedenti il sonno e il risvegliarsi):
si produce il potenziamento dell’Io-psyché e, utilizzandolo, si procede con particolari
tecniche alla de-localizzazione
(da non confondere con le pratiche di oniro-nautica).
Si procede con la disidentificazione e, quindi, con lo spostamento dell’attenzione (disconnessione) dai circuiti dell’encefalo-sistema nervoso che, continuamente, elaborano in-formazioni prevalentemente sensorio-percettive. È un vissuto importante, poiché aiuta a prendere consapevolezza che ci si può
riconoscere nelle estensioni sovrasensibili dell’Io-soma
(ad esempio, l’Io-psyché può percepire l’infrarosso e l’ultravioletto emessi dall’Io-soma e, ovviamente, altre emissioni, che di fatto sono parti integranti del citato campo complessivo.
In questo modo, proviamo che riuscendo l’Io-psyché a vivere e a riconoscere sé stesso nelle sue estensioni innate, non localistiche
si evidenziano stati estesi di coscienza
(o ingresso nelle facoltà olistico-autopoietiche),
attraverso cui si vive che l’Io-psyché, operante localisticamente come proprietà che
sembra emergere dal solo cervello e sistema nervoso,
in realtà si evidenzia, appunto, dal
campo coscienziale olistico-autopoietico, non localistico, transfinito.
Se realmente raggiunta, si tratta dell’esperienza che consente di
vivere insights di
Universi-parte,
i famosi
(in ambito Sigmasofico)
∑ophy-insights.
Oltre i limiti sensoriali e le quattro dimensioni
È possibile, ora, affermare che
per consapevolizzare, vivere, il campo coscienziale olistico-autopoietico, è necessario raggiungere, attraverso il vissuto diretto, che le quattro dimensioni in cui ci riconosciamo (altezza, larghezza, profondità e spazio-tempo) e operiamo, non sono sufficienti.
Infatti, le fenomenologie che si vivono durante la pratica delle autopoiesi olosgrafiche non locali ci indicano che
l’Universo ha inequivocabilmente più di quattro dimensioni!
Per le nostre necessità iniziali
è sufficiente saper produrre
la disidentificazione, de-fissazione dallo spazio-tempo
(direzione passato-presente-futuro),
in favore della sua trascendenza,
il continuo presente.
Ho letto di teorie scientifiche che ipotizzano 24 dimensioni, altre 11, altre ancora addirittura 64, e così via.
∑ophy−insights e il vissuto del presente continuo
Le autopoiesi olosgrafiche non locali consentono di vivere l’inscindibilità dai campi innati indicati e operanti nell’Universi di cui siamo per entanglement inscindibili. Il continuo presente o tempo olistico-autopoietico è la condizione che permette di produrre
∑ophy-insights
(intuitivi e sincronici)
e di iniziare a sperimentare le facoltà olistico-autopoietiche, quali la
precognizione, la retrocognizione, la visione remota (…).
È importante che l’Io-psyché non produca auto-mistificazione: lo sa chiunque abbia vissuto tali insights.
L’Universi non ha bisogno che le parti da cui è composto comunichino, in quanto sono già impegnate in azioni di
creazione simultanea innata
(in ogni caso, comprendiamo la necessità di chi vuol fare comunicare tali parti tra loro, consce o inconsce che siano. Si tratta di azioni propedeutiche, necessarie, che ogni auto-consapevolezza in crescita dovrà incontrare, ma già definitivamente superate da altri studi e ricerche,
in modo conscio e consapevole!).
L’Olismo e la metafisica autopoietici, sigmasofici, non ha sotto branche, appunto perché olistici, sono il naturale e ovvio raggiungimento che si ottiene dopo il superamento, realmente vissuto, delle fenomenologie esoteriche, parapsicologiche e ordinarie di ogni tipo:
si intuisce che non esistono
reti, parti separate
(se non per l’interpretazione di alcuni).
Grazie alle esperienze coscienziali vissute da sempre e alle avanguardie attualmente raggiunte, sappiamo che la
scienza ordinaria ufficialmente e internazionalmente riconosciuta ancora non include e, quindi, non studia tali possibilità.
Per questo motivo, se interessato alla questione che sto proponendo, il ricercatore scientifico ortodosso dovrà assumere, come ogni altro, che le tecnologie sperimentali che qui si propongono
sono strutturalmente differenti da quelle
utilizzate nei laboratori scientifici di fisica, di biologia, di chimica, delle neuroscienze …
(un conto è produrre la coscienza della cellula e dell’atomo, attraverso sistemi meditativi dinamici, utilizzati da sempre e per mezzo di quelli innovativi;
tutt’altro è studiarli con tecnologie elettroniche bio-mediche ed informatiche).
La ricerca scientifica sigmasofica e l’approccio outsider
A noi interessa praticare direttamente le esperienze, e non soltanto leggerle su Nature, su Science o studiarle all’Università ….
Trattandosi di una proposta finalizzata alla sperimentazione diretta e considerata la delicatezza delle questioni trattate, il ricercatore dovrà verificare se può assumere:
- di procedere attraverso il vissuto diretto, viscerale, realizzato al di fuori del linguaggio intellettuale (scientifico o tradizionale che sia), in favore della sperimentazione diretta, pura
- di accettare la possibilità di mettersi in discussione.
Alla luce di molti anni di esperienza sul campo e di molti corsi seguiti, si invita chi riconosce di non poter assumere tali indicazioni
di non seguire le lezioni e di non iscriversi al corso
(lo scopo è quello di evitare inutili perdite di tempo per tutti).
Certamente l’esistenza di consolidate teorie e prassi operative Sigmasofiche aiutano a porre le
giuste domande
(pratica sperimentale)
e ad
interpretare correttamente le risposte
(costruzione della propria teoria, conseguente al vissuto).
Di fatto, molti dei grandi e repentini progressi nella Sigmasofia sono dovuti al coraggio di aver assunto la veste di
ricercatore outsider
e di aver elaborato sperimentazioni vissute insolite e/o di
aver accettato con entusiasmo
risposte impreviste
(serendipità sigmasofica).
La pratica delle autopoiesi olosgrafiche non locali è una proposta insolita (almeno rispetto ai canoni della ricerca coscienziale e scientifica tradizionali). Quanto ad oggi raggiunto mi induce ad affermare che la
pratica della de-localizzazione,
attraverso metodologie innovative non convenzionali,
è possibile!
E, tale fenomeno può essere misurato dall’Io-psychè che si forma a sé stesso.
Dopo aver accertato e accettato la non località, abbiamo posto fine alla necessità di ripartire sempre da zero, finora in atto nel campo della Tradizione, della ricerca sulla coscienza. Abbiamo innescato il fruttuoso processo Sigmasofico di
sommatoria più proprietà emergente
(accumulazione di costruzioni delle proprie teorie conseguenti il vissuto)
che potrà condurre a una comprensione più profonda e, possibilmente,
ad una spiegazione teorica d’avanguardia del campo coscienziale olistico-autopoietico
e della non località coscienziale da far ricadere, a sostegno dei
neonascenti
essere umano ed eco-società olistico-autopoietica.
Si rimanda ad alcuni esempi di riflessioni a cura di liberi ricercatori scientifici che più si sono avvicinati alla Coscienza olistico-autopoietica e relativa traduzione in aforismi Sigmasofici: https://www.sigmasophy.com/2025/11/09/scienza-sigmasofia/ riferimento Editoriale n.2.
Specifiche del corso
Conduttori

Didatta – Supervisore –
Nello Mangiameli
Fondatore della
Via di Conoscenza
Sigmasofia

Maieuta
dott. Gaia Ruia
Fisioterapista,
Maieuta di Sigmasofia Io-somatica

Maieuta
dott. Flavia Chiricozzi
Psicologa clinica e della salute, psicoanalista junghiana, psicosessuologa clinica,
Maieuta di Sigmasofia Io-somatica

Docente
dott. Piera Iade
psicologa, psicoterapeuta, psicomotricista relazionale,
analista corporea della relazione,
Maieuta di Sigmasofia

Ma.S.e – L –
dott. Francesco Di Mario
Maieuta di
Sigmasofia Ecologica
Tema e modalità
- Presentazione e discussione degli studi e delle ricerche sulle tecno-ontos-sophos-logie denominate
Autopoiesi olosgrafiche non locali
(non località coscienziale),
- Pratica operativa di quanto presentato al punto precedente attraverso
cinque stages residenziali
(quattro di due giorni e mezzo; uno di sei giorni).
Scopo del corso
- Per conoscere la Via di conoscenza denominata
Sigmasofia
- Per sperimentare le innovative tecno-ontos-sophos-logie, denominate
autopoiesi olosgrafiche non locali
- Per apprendere metodologie che
sarà possibile utilizzare
per tutta la vita.
Date
- da concordare, presentazione e discussione degli studi e delle ricerche sulle tecno-ontos-sophos-logie denominate Autopoiesi olosgrafiche
- da aprile ad agosto, pratica operativa di quanto presentato al punto precedente.
Luogo
Ass.ne ∑ophy
- la presentazione e la discussione degli studi e delle ricerche sulle tecno-ontos-sophos-logie denominate
Autopoiesi olosgrafiche non locali;
avverrà presso
l’Associazione ∑ophy
Via di Caporipa, snc
01015 SUTRI VITERBO,
google maps: sigmasofia
Info
- Se sei interessato alla proposta devi procedere con la pre-iscrizione agli stages inviando la tua richiesta di adesione a info@sigmasophy.com
Non appena sarà raggiunto il numero minimo di 6 (sei) max 12 (dodici), riceverai la mail di
accettazione ufficiale alla sperimentazione







