(…) l’innato
continua a “splendere”
come il “primo” giorno.
Il declino dell’Io-psyché: un’analisi profonda su violenza di Stato, metabisogni e ostacolatori che impediscono l’autorealizzazione umana.
Per la Sigmasofia, una delle evidenze più significativa che dimostra il
declino dell’Io-psychè di molti esseri umani
è quella che ha creato le leggi statali che
proibiscono
l’omicidio come
atto privato,
ma lo autorizzano come
atto pubblico, statale.
Mi riferisco al presunto diritto di
monopolio della violenza legittima
(Max Weber, Politik als Beruf, 1919)
attraverso cui quando
uccidono civili, donne e bambini,
quegli Io-psyché, quegli Stati,
violano:
- le loro stesse leggi
- il diritto internazionale
- le Convenzioni di Ginevra (1949)
che
proibiscono e sanzionano
esplicitamente
l’omicidio.
Propongo tre esempi applicati
all’assassinio, alle stragi, alle uccisioni seriali
che molti Stati
impunemente
somministrano ad altri.
In questo studio mi riferisco ai seguenti Paesi
- Islamici (che applicano la Sharia),
- Stati Uniti,
- Israele.
1. Assassinio nelle leggi interne
| 1.1. Paesi che applicano la Sharia | SANZIONE |
| Nella giurisprudenza islamica classica (fiqh), l’omicidio intenzionale (qatl al-ʿamd) è definito come: «Uccisione deliberata di una persona mediante un mezzo letale» (Fonti: Qur’an 5:45, Manuali di fiqh hanafita e shafi‘ita) | – Qisās (pena di morte), salvo perdono della famiglia – Diyya (risarcimento) – In alcuni Paesi: ergastolo o morte secondo codici penali moderni |
| 1.2. Stati Uniti | SANZIONE |
| Nel diritto statunitense, l’assassinio (murder) è: «Uccisione illegale di un essere umano con malizia premeditata» (Fonti: U.S. Code, giurisprudenza statale) | – Ergastolo – Pena di morte in alcuni Stati e in casi federali |
| 1.3. Israele | SANZIONE |
| Il Penal Law 1977 definisce l’omicidio intenzionale come: «Uccisione illegale con intenzione di causare la morte o con indifferenza estrema verso la vita umana» | – Ergastolo – Pena di morte solo per atti terroristici gravissimi (quasi mai applicata) |
2. Strage e omicidio di massa nelle leggi interne
| 2.1. Paesi che applicano la Sharia | SANZIONE |
| La Sharia non distingue in base al numero delle vittime: uccidere una persona o cento rientra sempre in qatl al-ʿamd. Tuttavia, esiste una categoria più ampia: Ḥirāba / fasād fī l-arḍ – “corruzione sulla terra” Applicata a chi semina terrore, uccide ripetutamente o destabilizza la società. (Fonti: Qur’an 5:33) | – Morte – Crocifissione (oggi simbolica) – Amputazione – Esilio |
| 2.2. Stati Uniti | SANZIONE |
| La legge non prevede il reato di “strage”. Gli eventi vengono scomposti in: – Omicidi multipli – Terrorismo – Hate crimes – Uso di armi proibite | – Ergastoli consecutivi – Pena di morte federale in casi di terrorismo (Fonti: 18 U.S.C., FBI) |
| 2.3. Israele | SANZIONE |
| La “strage” non è un reato autonomo. È trattata come: – Omicidio multiplo aggravato – Terrorismo (se colpisce civili per motivi politici/ideologici) | – Ergastolo obbligatorio – Pena di morte in casi eccezionali (Fonti: Counter-Terrorism Law 2016) |
3. Serial killer nelle leggi interne
| 3.1. Paesi che applicano la Sharia | SANZIONE |
| Non esiste una categoria criminologica equivalente. Gli omicidi ripetuti rientrano in: – qatl al-ʿamd (omicidio intenzionale) – ḥirāba (se seminano terrore) | – Morte – Amputazione – Esilio |
| 3.2. Stati Uniti | SANZIONE |
| Definizione FBI: «Uccisione di due o più vittime in eventi separati con un periodo di raffreddamento» (Fonte: FBI, Serial Murder Symposium) | – Ergastoli multipli – Pena di morte in alcuni Stati |
| 3.3. Israele | SANZIONE |
| Definizione operativa (non legale): «Uccisione di tre o più vittime in eventi separati» | – Ergastoli multipli – Possibile qualificazione come terrorismo |
4. Esempi concreti
4.1. Israele – Gaza
- Oltre 75.000 palestinesi uccisi dal 2023 al 2026
(Fonti: UN OCHA, WHO, Gaza Ministry of Health)
- Percentuale altissima di civili, inclusi decine di migliaia di bambini
4.2. Hamas – 7 ottobre 2023
- Circa 1.200 israeliani uccisi
(Fonti: Israeli Ministry of Health, Times of Israel)
4.3. Stati Uniti – guerre post-2001
- 900.000 – 1.200.000 morti totali
- 300.000 – 400.000 civili
(Fonti: Brown University – Costs of War Project)
5. Inconsapevolezza coscienziale ed etico-giuridica
Gli Stati sopra indicati puniscono l’omicidio privato come:
- assassinio
- strage
- omicidio seriale
Ma quando gli stessi atti sono compiuti dai:
- loro eserciti
- loro governi
- loro coalizioni militari
- loro gruppi armati
proiettano giustificazioni intellettuali del tipo:
- Si tratta di operazioni militari”
- Si tratta di autodifesa”
- Si tratta di necessità nazionale strategica
- Si tratta di danni collaterali
- (…)
LE MOTIVAZIONI
L’omicidio è quasi sempre il risultato in rabbia-violenza
di una rottura nei meccanismi che normalmente frenano
l’impulso aggressivo-rabbioso-violento.
L’origine bios-logica dell’impulso violento
Le motivazioni che li spingono ad
essere assassini, stragisti, killer
sono una
miscela di funzionalità bios-logiche innate
di pedagogia-psicologia,
di cultura acquisite.
Dinamiche tra metabisogni e desideri
La causa alla base di un unico processo funzionale convergente è la seguente:
l’essere umano nasce e manifesta ciò che denomino i metabisogni, che distinguo dai bisogni-desideri per cui,
se non si soddisfano i metabisogni,
l’Io-soma-autopoiesi in cui ci individuiamo produce la propria morte,
se invece non si soddisfano i bisogni-desideri non si muore.
La ridotta o mancata soddisfazione dei metabisogni evidenzia una pulsione Io-somatica, uno stimolo, il segnale,
la pulsione dell’aggredior
(stimolo della fame, della sete, dell’evacuazione…).
Ove la soddisfazione del metabisogno e, come vedremo più avanti, di alcuni ostacolatori-discrasie ritardi o non avvenga
l’aggredior cresce in intensità,
è la
potenzialità aggressiva
(l’etimologia di aggressività deriva da aggredior)
che, se reiteratamente continuasse a non essere soddisfatta, potrebbe (e lo fa)
intensificarsi fino al
rango di violenza anche letale.
È la
combinazione di fattori innati con quelli acquisiti.
Rispetto a quanto ci è stato finora insegnato, l’aggressività non serve a
- difendere presunti territori,
- proteggere i bambini,
- competere per ottenere risorse
- evidenziare il proprio status
- (…)
anche se è stata ampiamente utilizzata per detti motivi. Di base,
la pulsione dell’aggredior innata è funzionale
a soddisfare i propri metabisogni
che, per specifici motivi, in Sigmasofia individuiamo in
- Mangiare
- Bere
- Respirare
- Dormire
- Evacuare
- Congiungersi (affettività-sessualità-sensualità)
- pulsione olistico-autopoietica a vivere e a conoscere
(in-formazioni genomiche, principi attivi di autodeterminazione-realizzazione-organizzazione, omeostatici, auto-rigenerativi-guaritivi ambientali).
Il ruolo dell’aggredior e della biologia
Nell’essere umano, l’aggredior-aggressività-violenza coinvolge
- l’amigdala (paura),
- la corteccia pre-frontale (controllo delle pulsioni),
- gli ormoni (testosterone, cortisolo),
funzionalità innate che non costituiscono il
programma innato che non serve a
commettere assassini, stragi, uccisioni seriali (…):
molti riferiscono di utilizzare questo potenziale di aggredior in quanto si sentono minacciati e quindi reagiscono,
ma la funzionalità innata non ci rivela questo,
l’organizzazione Io-somatica acquisita sì.
L’omicidio è quasi sempre il risultato in rabbia-violenza di una rottura nei meccanismi che normalmente frenano l’impulso aggressivo-rabbioso-violento.
In molti casi, l’Io-psychè che riconosce i metabisogni, per specifiche cause, ha
trasposto la funzionalità riferita,
in funzionalità a soddisfazione di bisogni-desideri valutati, proiettivamente, come metabisogni fondamentali.
Questa
trasposizione proiettiva
è la causa dell’implementarsi dell’aggredior in rabbia e, per gli esseri umani che veicolano altre tipologie di ostacolatori (che tratterò più avanti), può divenire, appunto, espressione di
assassinio, stragismo, esecuzioni seriali.
A questo punto è, però, necessario specificare che la maggior parte degli esseri umani prova aggressività-rabbia e relativamente pochi arrivano alla violenza omicida, stragista.
La mancata forma-azione vissuta a sé stessi
modula profondamente la violenza-assassinio (…).
Gli Io-psychè dei ricercatori sigmasofici formati a loro stessi dimostrano che la
pulsione dell’aggredior per determinazione individuale può essere gestita, olos-direzionata anche se si trova in condizioni di insoddisfazione grave.
Assassini, stragisti, serial killer uccidono per
una causalità comune,
non per motivi completamente diversi
(come molte esegesi ci riferiscono).
La chiave è formarsi a vivere i processi sopraindicati che se non adeguatamente trattati possono destrutturarsi (rompersi) e
transmutarsi in quella rabbia-violenza
che arriva a
togliere la vita ad un altro essere umano.
L’inizio del processo è quello sopra indicato, ma in molti specifici casi
non si uccide per mancata soddisfazione estrema del metabisogno
(motivazione che non giustifica, in ogni caso, l’omicidio!),
bensì per
bisogno-desiderio interiore-esterno ripetuto.
Alcuni esempi:
- per reattività ad abusi, violenze, trascuratezze subite che hanno alterato lo sviluppo istintivo-emozionale;
- per un non adeguato sviluppo pedagogico-psicagogico dell’empatia che può avere come conseguenza la disumanizzazione integrale;
- per insorgenza dell’ostacolatore potere (impotenza-onnipotenza, vedi dopo),
infatti, l’omicidio suscita la
illusoria sensazione di sentirsi onnipotenti
nei confronti di un altro essere umano.
Mi riferisco a causa comune, in quanto, inizialmente, l’omicidio è la conseguenza dell’insoddisfazione estrema del metabisogno che, unito ad altri ostacolatori, si transmuta in impulsività, proiettata in situazioni meno significative ai fini dell’assassinio, quali:
- paura
- interessi economici
- assenza di adeguata formazione vissuta, quella che può permettere il controllo-gestione del campo istintivo-emozionale
- (…).
Dalla
soddisfazione o meno dei metabisogni innati,
risoluzione o meno degli ostacolatori-discrasie acquisiti
emerge il comune denominatore causale, delle uccisioni
che possono evidenziarsi come
il declino dell’Io-psychè.
Entriamo nel merito degli ostacolatori-discrasie ricorsivi (spesso presenti), nell’
eziologia delle uccisioni.
OSTACOLATORE META-BISOGNI E BISOGNI-DESIDERI
La simultaneità innata
pone in remissione il concetto proiettivo di gerarchia,
Simultaneità funzionale e la remissione della gerarchia
L’olos-presenza delle funzionalità innate-acquisite dell’essere umano
pone in remissione ogni concetto di piramide o di gerarchia, in quanto si evidenziano dallo
stato di simultaneità funzionale complessiva
del suo Io-soma-energia.
Non si tratta di una teoria psicologica, ma della partecipazione-osservazione vissuta dei
metabisogni e dei bisogni-desideri dell’essere umano.
Per funzionalità innate e per dare continuità di manifestazione della vita-autopoiesi nel corpo in cui l’essere umano si individua,
è necessario soddisfare i metabisogni
che sono continuamente olos-presenti, simultanei e all’opera
qualunque sia l’azione acquisita, di vita quotidiana che l’essere umano svolga, pratichi.
Si può descrivere l’olos-presenza di tali funzionalità innate-acquisite come azioni di vita esprimibili che, in base a specifici parametri e contenuti, anche diversi per ognuno (quelli acquisiti), determinano l’individuazione di ognuno che si evidenzia da funzionalità innate ecosistemiche comuni a tutti.
Il fondamento vissuto riconosce che, per raggiungere la propria individuazione, l’essere umano deve vivere le funzionalità innate-acquisite in modo integrale e simultaneo, individuando gli
eventuali ostacolatori al loro flusso innato-acquisito,
per applicarvi l’azione correttrice: il senso è che l’innato-acquisito complessivo di ognuno deve trovare la propria modalità per essere vissuto, da cui
estrapolare la consapevolezza conseguente
(in Sigmasofia, funzione Ypsi).
Simultaneamente ai metabisogni, in modo inscindibile (anche quando i metabisogni sono soddisfatti), si evidenziano i bisogni-desideri.
I bisogni-desideri sono molteplici: in conseguenza dell’azione dei metabisogni, l’Io-psyché vive, sente e riconosce che, per poter soddisfarli con efficacia, dovrà dare continuità di integrità e salute innata al proprio Io-soma-autopoiesi, motivo per cui dovrà organizzarsi per:
- mantenere la temperatura corporea all’interno del suo range di funzionamento innato
- costruire la propria casa,
- vestirsi
- soddisfare i propri metabisogni
- (…)
o simili per non produrre il punto morte.
Vivere in un modo che l’Io-psyché possa, per quanto possibile,
gestire la sicurezza fisica del proprio Io-soma-autopoiesi
(eventi naturali, aggressività discrasiche eventuali somministrate dall’altro da sé),
è in questo quadro di riferimento simultaneo che esprime il bisogno-desiderio di realizzare quanto descritto anche con la funzione che ha denominato, la relazione. Ad esempio, può con-partecipare con altri il metabisogno pulsione olistico autopoietica a vivere, a conoscere, a congiungersi attraverso l’amicizia, la coppia e similia.
La pulsione innata a vivere e a conoscere è di fondamentale importanza, perché attraverso di essa l’Io-psychè dell’essere umano sta vivendo e riconoscendo e applicando le leggi innate-acquisite esistenti, è la conoscenza della propria scaturigine e delle proprie creazioni: per poter farlo, ha necessità
di essere libero di (…), libero da (…),
in modo da poter esprimere
libertà autocreata
(autopoietica)
che gli consentirà di vivere e di consapevolizzare quanto descritto.
In questo quadro, questioni proiettive come i concetti di autostima, di accettazione, di gloria o reputazione e similia vanno, necessariamente, in remissione, perché, in genere, sono segnalate come ostacolanti l’auto-realizzazione innata-acquisita.
L’autorealizzazione e l’entanglement coscienziale
L’auto-realizzazione mai finita coincide con il raggiungimento dell’
autonomia fusionale autopoietica
(autocreata)
che può evidenziare forme di
introiezioni progressive di sicurezza ontos-sophos-logica,
via via che le esperienze penetrate vengono agite: in tale progressione, si
evidenzia sempre progressivamente il concetto di
Kraino
che significa
Io compio
(autorealizzazione).
Nella componente fusionale, emerge il riconoscimento dello stato di
entanglement micro-particellare e coscienziale,
stato che, se realmente vissuto, determina la consapevolezza per cui
l’altro è una parte di noi stessi
ossia, degli ingredienti inscindibili della componente innata. In tale quadro, vissuto, si evidenziano dei
marcatori dell’azione esprimibile:
l’Io-psychè sa
riconoscere e distinguere l’innato dall’acquisito,
pur vivendoli in modo simultaneo,
ossia in modo che
l’acquisito sia simmetrico e diretta emanazione dell’innato.
L’Io-psychè è consapevole di
poter riconoscere ogni eventuale ostacolatore
soltanto all’interno di se stesso
(anche se sembra provenire dall’altro da sé,
in quanto a livello innato c’è l’entanglement).
In un Universi che, a livello innato, evidenzia l’entanglement coscienziale e micro-particellare, necessariamente si
pone in remissione ogni concetto di privacy localistica o collettiva,
in quanto si rileva la pulsione a conoscere l’esistente attraverso il vissuto.
Si riconosce che
la cultura è un prodotto dell’Io-psychè e della pulsione innata-acquisita a conoscere e conseguente alle esperienze penetrate che ci si auto-autorizza a vivere,
lette con gli occhi della propria
individuazione,
per cui non ha alcun senso di confliggere con altri esseri umani.
I metabisogni non evidenziano alcuna necessità di essere conformisti o anticonformisti, sono come sono per leggi naturali, soltanto da vivere e da consapevolizzare.
La remissione degli ostacolatori si rileva con l’assenza di stressor, di ansie, ossia in un modo rilassato disteso, sorridente e intriso di stupore (si manifesta così la scoperta delle leggi innate anche con una sorta di autoironia auto-clemente, per non essercene resi conto prima).
Le dinamiche che sto descrivendo si manifestano con un aumento progressivo delle intensità istintivo-emozionali che mettiamo a sostegno delle esperienze penetrate che ci auto-autorizziamo a vivere.
Quando non si vivono integralmente i metabisogni e i bisogni-desideri, risaltano gli ostacolatori-discrasie che indicano sempre la presenza
dell’ostacolatore alienazione estraneazione da sé stessi,
dall’innato entangled che siamo.
Come scritto prima, la
simultaneità innata
pone in remissione il concetto proiettivo di gerarchia,
Per questo motivo, la
conoscenza avviene quando l’Io-psyché vive sé stesso in modo olistico,
non riduzionista, non specialistico.
Infatti, funzionando simultaneamente tutti i metabisogni e i bisogni desideri indicati richiedono una soddisfazione simultanea e non di ogni singolo, come proiettivamente molti ritengono, operazione e consapevolezza che si può evidenziare soltanto da uno stile di vita che tenga conto di tali parametri.
Il congiungersi va collocato necessariamente nei metabisogni innati, infatti
con la riproduzione sessuale l’essere umano garantisce la propria continuità di padre-madre in figlio, che, se non ci fosse, il prodotto essere umano decadrebbe.
Il riconoscimento della dimensione che
trascende l’individualismo localistico auto-referenziale è evidente, infatti, la prospettiva è la continuità bios-logica innata.
Per questo motivo, la sessualità e la riproduzione sessuata naturale sono un metabisogno universale dell’Universi-parte e non c’entra nulla con il fatto che taluni adulti sembra possano vivere tutta la vita senza praticarlo (in quanto la pulsione è sicuramente presente in ognuno). Il non utilizzo è semplicemente nelle disponibilità di scelta dell’Io-psyché di ognuno.
OSTACOLATORE-DISCRASIA POTERE
– nella relazione-
È il mancato vissuto dell’integrazione reale del proprio Io-psychè
con le in-formazioni innate e acquisite che veicola.
In Sigmasofia,
l’impotenza e l’onnipotenza dell’Io-psychè hanno la stessa causa, la stessa scaturigine: infatti, sono poli opposti-complementari dello stesso
ostacolatore-discrasia, denominato potere
- l’onnipotenza dell’Io-psychè può evidenziarsi in modo sovra-compensatorio come impotenza;
- l’impotenza dell’Io-psychè può evidenziarsi in modo-sovra-compensatorio come onnipotenza:
sono l’oscillazione enantiodromica del suo essere ostacolante-discrasico.
L’enantiodromia tra impotenza e onnipotenza
Questa enantiodromia si manifesta, maggiormente, quando l’Io-psychè del ricercatore affronta
contenuti significativi dell’inconscio.
L’impotenza e l’onnipotenza sono contenuti dell’ostacolatore-discrasia potere, in particolare quando si vivono squilibri, a-simmetrie nell’interazione ostacolante tra Io-psychè e l’inconscio, da cui si evidenzia.
L’impotenza
viene creata quando l’Io-psychè lucido e consapevole del ricercatore è sovrastato da situazioni, da contenuti di vita, per lui importanti, interiori-esterni, riconosciuti, per qualche motivo, in quel momento irrisolvibili o per cui non riesce ad individuare una soluzione che, assorbendolo, gli procura la remissione (momentanea) della capacità di olos-direzionarsi nella realtà.
L’onnipotenza
viene creata quando l’Io-psychè lucido e consapevole del ricercatore si identifica-fissa con contenuti innati dell’inconscio, archetipici, ritenendosi maggiormente conoscitore della realtà rispetto a quella vissuta e verificata che, assorbendolo, gli fanno sentire la remissione (momentanea) della capacità di vivere il proprio potere reale di riconoscimento vissuto della realtà esistente, quello non ostacolante-discrasico.
Entrambe derivano dal
mancato vissuto dell’integrazione reale del proprio Io-psychè
con le in-formazioni innate e acquisite che veicola.
Declinazione impotenza
Significato-significante
Sentendosi sopraffatto dalle dinamiche vissute e interpretate come ostacolanti il fluire della vita quotidiana, sentendo di non poter gestirle, orientarle, per specifici motivi personali, l’Io-psychè si sente come privo di forza, di intensità. Di fatto, riduce-collassa (l’ostacolatore) le proprie ordinarie funzionalità dell’Io-psychè.
Eziologia
L’Io-psychè incontra e vive in sé stesso contenuti del proprio inconscio personale e collettivo che, risuonando con gli ostacolatori interiori esterni del fluire delle situazioni di vita quotidiana si auto-disorienta, e resta identificato-fissato con i contenuti dell’inconscio, riconosciuti e vissuti come risonanti.
Contenuti inconsci
Quando l’Io-psychè che non si è formato a sé stesso, attraverso il vissuto diretto, non è adeguatamente consapevole può provocare, in modo incontrollato, l’impotenza determinando in tal modo la riduzione o l’impossibilità ad auto-orientarsi nella vita, nel senso voluto. In definitiva, l’Io-psychè del ricercatore non ha contezza, consapevolezza di in-formazioni utili, efficaci ed indispensabili alla propria personalità, individuazione.
Inconsapevolezza dell’Io-psychè di sé stesso
La Sigmasofia, sottolinea che ogni azione vissuta formata, consapevole, cosciente ha sempre dovuto transmutare la parte di sé da cui proveniva (meno consapevole), quando la trans-mutazione deriva da proiezioni, speculazioni intellettuali e “devia” dalla necessaria simmetria tra acquisito e innato, l’Io-psychè evidenzia l’impotenza.
Gli effetti sull’Io-soma-autopoiesi
Il ricercatore si sente come se fosse incapace (in quel momento) di auto-determinarsi, come di solito si dice, di adottare soluzioni adeguate (o di non adottarle), in genere, verbalizzano di sentire, di percepire il proprio Io-psychè come se fosse, appunto, ostacolato, bloccato, da dinamiche che sente come incontenibili, ingestibili.
Declinazione ONNIpotenza
Significato-significante
Si tratta dell’amplificazione dell’Io-psychè che si identifica-fissa in contenuti del proprio inconscio collettivo e innato. In tal caso, può accadere che possa auto-valutarsi come veicolante conoscenza maggiormente estesa rispetto ad altri esseri umani. Questa presunta conoscenza, auto-attribuita, fa sentire taluni in grado di trasmettere una possibilità d’azione speciale, da insegnare, da divulgare.
Eziologia
L’Io-psychè, di fatto, si appropria, di contenuti estesi, alterati, altri dell’inconscio collettivo e innato che ritiene di aver in qualche modo vissuto, ma che hanno una funzione interiore diversa da quella proiettivamente attribuita, ed è appunto questo che gli fa porre in remissione il potere reale, quello che deriva da fatti vissuti e simmetricamente riconosciuti: l’amplificazione-onnipotenza.
Contenuti inconsci
L’Io-psychè del ricercatore che evidenzia onnipotenza è, di fatto, fragile, in quanto, di fatto, reagisce auto-amplificandosi che è, appunto, l’ostacolatore utilizzato per coprire, per sovracompensare l’impotenza sottostante (inconscia).
Gli effetti sull’Io-soma-autopoiesi
Durante la fase enantiodromica onnipotente, l’Io-psychè diviene, come detto, auto-amplificato manifestandosi in modo saccente, pretendendo di saper spiegare ogni ente esistente (o quasi), sentendo di conoscere, di controllare (…) l’esistente in modo pressoché illimitato. Si tratta della fase in cui l’Io-psychè non riconosce i propri limiti conoscitivi e quindi le proprie possibilità reali: si sente esteso, superiore agli altri.
L’auto-esaltazione, l’auto-grandiosità, le auto-certezze assolute (…) in molti casi sono state il preludio alla caduta compensatoria nell’impotenza.
OSTACOLATORE CONGIUNGERSI
Affettività-sessualità-sensualità
Il congiungersi
(affettività, sessualità, sensualità)
è diventato uno dei centri che l’Io-psychè
esprime per caratterizzare la
propria personalità-individuazione
L’ostacolatore congiungersi nell’Io-psychè dell’essere umano, quello che induce il declino, nasce da un insieme di contenuti Io-somato-autopoietici.
Non si tratta, rigorosamente,
di una disfunzionalità innata ma acquisita:
infatti, da molte testimonianze ho registrato quanto segue:
è il risultato di trans-mutazioni che hanno ridefinito, continuamente,
i contenuti acquisiti, culturali dell’Io-psychè e che sono stati fatti ricadere
nelle esperienze che si vivono.
OSTACOLATORE CONGIUNGERSI
Declinazione ONNIPotenza
Significato-significante
Il congiungersi (affettività, sessualità, sensualità) è diventato uno dei centri che l’Io-psychè esprime per caratterizzare la propria personalità-individuazione, il proprio potere (spesso ostacolante-discrasico, vedi sopra) e, in molti casi, viene verbalizzato come atto di libertà, motivo per cui, è stato sovraccaricato di significati acquisiti amplificati, ponendo in remissione le semplici funzionalità innate
Eziologia
La forma-azione Sigmasofica dimostra che, nel tempo, il congiungersi ha cambiato significati e modi di essere vissuto, trans-mutandosi da funzionalità innata a funzionalità reinterpretata da ognuno, eticamente a proprio modo, fino a diventare per molti espressione di libertà individuale (da verbalizzazioni). Durante la forma-azione, il congiungersi è stato verbalizzato in diversi modi:
• in modo tantrico orientale, attraverso il Fang-pi-shu cinese, ossia facendogli assumere una valenza cosiddetta spirituale;
• in modo etico-morale, come se fosse un atto da controllare, nel modo previsto dalla propria religione;
• in modo individuale: riconoscendo il proprio bisogno-desiderio di congiungersi come espressione della propria funzionalità e consapevolezza innata-acquisita estendendo il concetto di funzione soltanto inerente alla riproduzione sessuata;
• in modo inerente alla libertà di (…), la libertà da (…), in favore della libertà autopoietica (auto-creata): uno dei diritti-doveri fondamentali dell’essere umano.
Contenuti inconsci
Il metabisogno sessualità ha la stessa scaturigine dei metabisogni fame, sete, respirazione, evacuazione, (…) ma il suo modo di declinarsi nel sensibile è diverso, nei tempi, in quanto se non soddisfatto non evidenzia esigenze di sopravvivenza immediata rispetto a quanto richiedono i metabisogni fondamentali. In ogni caso, se l’essere umano non dovesse agire la riproduzione sessuata, nel tempo, andrebbe incontro all’estinzione, alla morte, motivo per cui l’ho inserita nei metabisogni che, soltanto per la convenzione spazio-tempo, non sono equivalenti, infatti. per la Sigmasofia se non li soddisfi in un tempo più o meno lungo l’Io-soma produce la morte. La sessualità è stata abbinata a vissuti di benessere Io-somatico, di fusionalità-affettività, rilassamento, ed è proprio per queste valenze che molti la iper-valutano. Quindi, di conseguenza, è sia metabisogno vitale (tempi più lunghi), sia un bisogno-desiderio di contatto fisico, fusionale, di affetto, di sensualità, di socialità (…) che in senso stretto non sono vitali. Nell’innato:
• dopamina (ricompensa)
• testosterone/estrogeni (desiderio)
• ossitocina (legame)
• endorfine (piacere)
• istinti-emozioni
nell’acquisito:
• conoscenza vissuta di sé stessi in relazione
• verifica della funzionalità del poter vivere il metabisogno sessualità
• fusionalità
• identità-individuazione,
• cultura,
la sessualità è significativamente di più dell’essere una funzionalità innata: la include, ma nello stesso tempo per molti è individuazione, potere nella relazione (…). L’iper-valutazione ha bisogno della piena funzionalità innata del metabisogno sessualità ma è modulata dal proprio acquisito (diverso per ognuno). Questo insieme può determinare il potente bisogno-desiderio iper-valutato di sessualità.
Inconsapevolezza dell’Io-psychè di sé stesso
Meditando sulla sessualità, partecipiamo-osserviamo sia un processo soggettivo individuale e sociale, che determina come costruiamo il suo valore o il suo essere ostacolante. C’è da consapevolizzare attraverso il vissuto diretto che il metabisogno innato è la componente fondamentale senza la quale non potrebbe esserci quella acquisita che può sfociare nell’iper-valutazione: ci si sente desiderati (da verbalizzazione) e di conseguenza di valore e di essere riconosciuti dall’altro/a. L’acquisito, l’individuazione ha il suo peso, quando riteniamo che sia maggiore di quello innato entriamo di fatto nell’ipervalutazione, nell’ostacolatore.
Gli effetti sull’Io-soma-autopoiesi
Vivere in modo equilibrato la sessualità significa riconoscerla e viverla non come il centro della propria individuazione. Non si tratta di ridurla, ma di rendere il proprio acquisito consapevolmente simmetrico con la funzionalità innata ed è questo che crea il vissuto che non ha bisogno di somatizzarsi nell’ostacolatore ansiogeno ossessione, misura del presunto iper-valore auto-attribuito.
OSTACOLATORE DENARO
soltanto l’improbabile
auto-conversione,
auto-provvedimento,
all’auto-incriminazione
potrebbe porre fine al loro
declino.
L’ostacolatore denaro è molto complesso da vivere e da comprendere. Infatti, veicola un valore simbolico reale che evidenzia significati più estesi rispetto a quello, semplicistico, che lo riconosce come mezzo di scambio. Veicola molti significati-significanti Io-somato-autopoietici che possono facilmente evidenziarsi come ostacolatore-discrasia.
Il ricercatore in forma-azione riferisce, verbalizza quello che il denaro rappresenta per lui:
- Il denaro mi suscita la sensazione, i pensieri, che mi fanno sentire protetto, sicuro, se ne dispongo di un quantitativo significativo, mi rende sereno nell’affrontare il mio futuro (G.).
- Per me, è ciò che mi dà la possibilità di auto-determinarmi, di scegliere, e, importantissimo, di non dipendere dagli altri, di essere autonomo (F.).
- Quando dispongo di molto denaro, ho la sensazione di essere una persona di valore e di potere in quanto mi permette di dominare, di affermarmi (T.).
- Da quando sono riuscito ad ottenere più denaro, la mia ragazza si è avvicinata di più e questo mi fa stare bene (B.)
- Guadagno bene e sono contenta, perché finalmente posso viaggiare liberamente, posso permettermelo, ho potuto cambiare il significato alla mia vita (T.).
In diversi ricercatori ho partecipato-osservato come il denaro sia stato transmutato in ostacolatore-discrasia:
- nei casi di proiezione reiterata della paura di non guadagnarne in misura sufficiente per vivere, per soddisfare metabisogni e bisogni-desideri, facendolo diventare in unico metro di auto-valutazione;
- nei casi di conflitto nella relazione di coppia, a causa di incomprensioni in come gestirlo;
- (…):
Il denaro è quindi il sintomo di inconsapevolezze ostacolanti che guidano la sua utilizzazione.
Le intensità istintivo-emozionali che investiamo sul denaro possono essere somatizzate.
Negli anni ho potuto verificare l’interdipendenza tra
- tensioni muscolari e il peso di responsabilità eccessive;
- disturbi all’apparato digerente e la difficoltà a digerire una situazione di vita;
- mal di testa e sovraccarico di pensieri, inerenti decisioni importanti di vita;
- insonnia e stato ansiogeno, per ipotizzare come si sarebbe sviluppato il proprio futuro;
- ostacolatori-discrasie dell’apparato respiratorio e mancanza d’aria, assilli relazionali.
Dietro al denaro, muovono gli stati Io-somato-autopoietici di
- Sicurezza
- Auto-valore personale
- Libertà di azione
- Propria storia di vita
- Paura del futuro
- Istinti-emozioni non formati ed elaborati.
I quattro ostacolatori di cui ho trattato hanno rivelato la loro presenza nei casi di assassinio, stragismo, esecuzioni seriali indicate che possiamo riconoscere come componenti formanti il
declino dell’io-psychè dell’essere umano.
In conclusione,
6. Il diritto internazionale è chiarissimo
Le Convenzioni di Ginevra stabiliscono:
- È vietato attaccare civili
- È vietato colpire donne, bambini, anziani
- È vietato colpire ospedali, scuole, ambulanze
uccidere civili non è guerra: è un crimine di guerra
(Fonti: Geneva Conventions I–IV, 1949)
Alla luce delle definizioni giuridiche e dei dati pratici illustrati e dell’analisi Sigmasofica, emerge
lo stato di
inconsapevolezza formativa patologica
a se stessi.
Gli Stati (formati da esseri umani) compiono atti che, se commessi da singoli, sarebbero classificati come
assassinio, strage o omicidio seriale.
La distinzione tra:
- omicidio privato (proibito) e
- omicidio di Stato (presunto autorizzato)
non elimina l’inconsapevolezza formativa patologica, grave, né quella giuridica.
Gli Stati (formati da esseri umani) sopra indicati
hanno creato leggi che proibiscono
l’uccisione,
ma hanno creato anche le loro
auto-assoluzioni intellettuali
(proiettivo-criminali)
che permettono a loro stessi
di uccidere impunemente.
Se applicassero a loro stessi le leggi che applicano agli altri esseri umani nelle Nazioni che governano dovrebbero:
- auto-incriminarsi
- auto-processarsi
- auto-condannarsi
per assassini, stragi e uccisioni seriali che essi stessi
definiscono e puniscono.
Evidenziano una
inadeguata consapevolezza e forma-azione
alla bios-etica innata operante in loro stessi,
quella che, se vissuta, porrebbe in remissione, il loro
essere assassini, stragisti, killer seriali …
soltanto
l’improbabile
auto-conversione,
auto-provvedimento,
all’auto-incriminazione
potrebbe porre fine
al loro declino.
VIDEO
Video degli interventi realizzati sul tema IL DECLINO DELL’IO-PSYCHÉ DELL’ESSERE UMANO, durante il ∑ophy International Congress 2026, con presentazione dei libri ESSOTERISMO SIGMASOFICO e PSICONAUTICA IMMAGOGICA.
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