A CHE PUNTO È IL GIORNO -l’olos-pathos-

A che punto è il giorno: in risposta all’articolo del prof. Mario Bruschi “A che punto è la notte“.

 Due scienziati il Dott. Hyman e la Dott.ssa Jessica Utts che condussero, studiarono e controllarono presso lo

S.R.I
Stanford Research Institute

e, in seguito, presso la

S.A.I.C.
Science Applications International Corporation

venti anni di ricerche ufficiali, finanziate dal governo americano, conclusero la ricerca in questo modo, cito testualmente:

“l’evidenza statistica a favore della R.V.
(Remote Viewing= visione a distanza)
è schiacciante.”

Inoltre, la dott.ssa Utts sostenne che:

“Usando i criteri di giudizio standard in ogni altro campo scientifico,
 è assolutamente provata l’esistenza dei poteri psichici;
 benché l’effetto misurato sia tra il piccolo e il medio,
i risultati si sono dimostrati riproducibili in esperimenti ben congegnati.
Si raccomanda al Governo di non sprecare ulteriori risorse in esperimenti
volti a provare l’esistenza di tali fenomeni
(perché questa è già stata ampiamente provata!)
si consiglia di finanziare studi per cercare di capire
come tali capacità psichiche funzionino e come si possa ampliarle.”

La posizione della Sigmasofia

La posizione della Sigmasofia, rispetto alla parapsicologia, tiene conto di questi studi ai quali si rimanda e ad altre esigenze che sono emerse durante la pratica operativa delle tecno-ontos-sophos-logie della Sigmasofia.

Pur non occupandosi direttamente di queste tematiche, la Sigmasofia, durante gli anni della sua nascita e crescita, ha avuto la possibilità di incontrarle e di verificarle e le ha strutturate e riorganizzate in

facoltà olistico-autopoietiche
(o facilitatori autopoietici),

denominandole in altri modi funzionali alle esigenze innovative della Sigmasofia. Provo a delineare le caratteristiche di ciò che, in definitiva, ho denominato

olos-pathos.

Entriamo.

lo stato coscienziale punto morte
(ossia dagli esseri umani, dagli animali, dalle piante, dai minerali: dalla
 parte-Universi).

Questa possibilità di

percezione olistico-autopoietica

utilizza stati di auto-consapevolezza differenti da quelli che sostengono il normale funzionamento dell’Io-psyché e dei sensi ordinari. Inoltre, l’esperienza ci prova che questa possibilità non si limita soltanto a fatti che accadono al cosiddetto momento presente della percezione, ma può essere applicata anche a fatti scaturenti da ciò che chiamiamo il futuro e da ciò che chiamiamo il passato. Aver raggiunto tale olos-pathos significa

utilizzare iper-sensibilità, collegate ai sensi,
di cui costituiscono l’espansione,

per percepire il

continuo presente

ossia quel preciso stato coscienziale in cui ciò che chiamiamo passato-presente-futuro risultano essere nella condizione di presente continuo o, nell’accezione Sigmasofica, di

Tempo autopoietico.

stati di consapevolezza, di vita
(mutazioni cellulari, atomiche, della coscienza…),
senza utilizzare mezzi convenzionali
(come gli arti, i muscoli, i mezzi elettronici e meccanici).
È la simultaneità tra l’Io-psyché e la materia,
ossia la prova che
la realtà e il suo stato sono determinate, in ultima partecipazione-osservazione, da un’azione penetrata dell’Io-psyché.

de-localizzazione dell’Io-psyché,

possiamo prendere coscienza di contenuti, situazioni, principi attivi innati (…) che hanno caratteristiche, e forma differenti da quelle che normalmente conosciamo e percepiamo utilizzando le sole facoltà sensibili. Possiamo, cioè, incontrare e percepire consapevolmente in questo Universi-parte olosgrafico archetipi sovrasensibili che generano e da cui si evidenzia la manifestazione Io-somato-autopoietica, sensorio-percettiva. Lo

stato coscienziale Sigmasofia

che sto evidenziando governa e regola

gli insights intuitivi e le sincronicità di eventi

che è possibile incontrare, sperimentare, vivere.

Lo stato coscienziale Sigmasofia raggiunto attraverso la de-localizzazione dell’Io-psyché ci può offrire la possibilità di sperimentare direttamente le

estensioni non locali del campo coscienziale.

esperienze ai confini con lo stato coscienziale punto morte.

Tra le altre cose, si tratta di una specifica sperimentazione di

concentrazioni-transmutazioni autopoietiche
abbinate al vissuto della de-localizzazione dell’Io-psyché

volte ad indagare profondamente e consapevolmente lo

stato coscienziale prossimo al punto morte

(senza dover avvicinarsi ad esso in maniera traumatica attraverso il coma, infarti ecc.).

L’olos-pathos come punto di passaggio possibile

L’olos-pathos rappresenta, specifici stati coscienziali che è possibile incontrare durante la forma-azione in Sigmasofia.

Quindi, non è un punto d’arrivo, bensì di passaggio possibile.

È per questo motivo che l’olos-pathos non costituisce un obiettivo diretto della forma-azione in Sigmasofia.

Al momento in cui il ricercatore in forma-azione segnala il raggiungimento o che gli è accaduto un avvenimento rientrante nell’olos-pathos, su richiesta, può verificare, con maggiore attenzione, la consistenza e l’attendibilità del suo raggiungimento, misurandolo.

Nel caso di superamento delle verifiche, realizzate con specifici protocolli, il ricercatore, può essere inserito in una seconda fase formativa in cui sono previsti studi e ricerche finalizzati a cercare di capire come tali iper-sensibilità funzionino e come possa ampliarle e trasformarle.

Ci potremo chiedere, ora,
“a che punto è il giorno?”
(la ricerca sull’olos-pathos)
è l’alba!

È stata accertata l’esistenza delle

facoltà olistico-autopoietiche,

da studiare, quindi,

non si deve ripartire da zero.

È alla luce di questo motivo che l’Associazione ∑ophy sta organizzando e strutturando il

laboratorio dell’olos-pathos

che verrà utilizzato per le ulteriori misurazioni di questi fenomeni (già accertati) e le nuove modalità di approfondimento attraverso specifiche forma-azioni.

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