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Olfatto

L’olfatto è lo strumento dell’Io-psyché che, avvalendosi di specifici apparati cerebrali, può individuare stimoli di natura bios-chimica che riconosciamo sotto il nome di odori. Anche in questo caso, entra in funzione il solito meccanismo: la radiazione percettiva va a stimolare cellule che funzionano come recettori olfattivi (presenti nelle fosse nasali). L’Io-psyché raggiunge-produce l’odore, attraverso particolari strutture nervose, denominate telencefalo, neoencefalo (…).

Ricopre un’importanza particolare, disponibile all’Io-psyché, tanto che, in alcune specie animali, l’area cerebrale che ne controlla la funzionalità è molto vasta. È possibile distinguere molti odori, grazie ad una diversa radiazione, impulso, presente nell’aggredior e nelle bios-luminescenze. Questa riveste un ruolo di primaria importanza, a seconda che sia l’umore di richiamo per la sessualità, per la ricerca di cibo, o per altro.

La comunicazione di odori rappresenta un linguaggio specifico: se si sentono, qualcuno dovrà pur produrli, essendo radiazioni emesse dal corpo, che variano a seconda del livello di consapevolezza del proprio campo istintivo-emozionale e degli archetipi autopoietici.

Gli odori non ridotti, non collassati, provenienti direttamente dal campo M.A.C., hanno un effetto di apertura della sensibilità-sensitività-percezione e possono rappresentare un ponte tra il sensibile e il sovrasensibile. Per questo, in alcuni rituali, si utilizzano particolari profumi che, se percepiti e seguiti interiormente, possono diventare una traccia, un riferimento da seguire, a cui agganciarsi durante le Concentrazioni-transmutazioni autopoietiche e gli stati di de-localizzazione.

Attraverso il naso, percepiamo gli odori che possiamo interpretare come piacevoli o spiacevoli. L’olfatto è una delle sensorialità più estese disponibili all’Io-psyché e quella meno deviata dalle diverse sovrapposizioni acquisite: infatti, l’Io-soma, attraverso il cervello e altre funzionalità, irradia la percezione olfattiva direttamente dalle sue funzionalità innate, senza elaborazioni. In tal senso, l’Io-psyché in base al riconoscimento dell’odore innato può distinguerlo da quello acquisito, conseguenza di aggregazioni chimiche mediate da esigenze estetiche. Traslando la facoltà di riconoscimento dell’innato dall’acquisito, si può sviluppare l’insight intuitivo, anche guidati dall’olfatto.

Essendo, per così dire, animali, l’olfatto ci può consentire di scoprire e di riconoscere l’odore innato, naturale del corpo, ad esempio per distinguerlo da quello acquisito se nella scelta del partner lo si preferisce prevalentemente orientato verso il naturale. Possiamo riconoscere lo stato di salute, in base all’odore che emaniamo, quando ci sono sovrapposizioni acquisite, come quella del fumo, di una alimentazione non sana. Possiamo riconoscere patologie e probabili cause anche in altri. Formarsi all’uso integrale dell’olfatto in qualche misura significa formarsi a sviluppare le facoltà intuitive, a razionalizzare di meno. Taluni utilizzano l’olfatto per riconoscere il profumo dell’umore del proprio partner e lo sentono come richiamo, attrazione sessuale. In prossimità di una persona molto malata sappiamo riconoscere inequivocabilmente l’odore della morte. A volte, in conseguenza di specifiche somatizzazioni, l’Io-psyché produce la remissione dell’olfatto (l’anosmia). Tale ostacolatore impedisce l’entrata di in-formazioni olfattive-intuitive, processo che, a volte, può essere pericoloso come nel caso di presenza di gas letali, riconoscibili con l’olfatto.

Ogni Io-psyché può esprimere peculiare sensibilità, nei confronti di odori esistenti, vivendo emozioni che, per lui, vi sono collegate. Assumendo tali produzioni, di fatto, cambia lo stato di consapevolezza.

Quando l’Io-psyché seleziona e produce riconoscimento di odori, si può determinare una coerenza di allineamento sulla stessa produzione da parte di altri Io-psyché: per questo motivo, gli odori innati possono essere utilizzati per indurre determinati stimoli. Mi riferisco soprattutto agli odori presenti in natura.

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