La predisposizione alla Sigmasofia

La predisposizione alla Sigmasofia è il Mauna-Vac, il silenzio-suono innato, uno dei contenuti, fondamentali, iniziali alla pratica sigmasofica.

copertina della dispensa La predisposizione alla Sigmasofia, sfondo bianco con al centro lo scudo blu con gli otto raggi, simbolo della Via di Conoscenza Sigmasofia.

L’approccio olistico-autopoietico alla
conoscenza

(…) per auto-riconoscersi qual realmente si è,
Maieuta Sigmasofico
o
Agathoi iatroi autopoietico:
l’essere amante dei significati-significanti,
 dell’ontos-sophos-logos-olos-Kraino
vissuti e riconosciuti
(attraverso technè autocreate),
all’essenza della vita-autopoiesi,
del campo coscienziale olistico-autopoietico-Io-psyché
dell’Universi-parte, se stessi.

Per conoscere i termini Sigmasofia Io-soma-autopoiesi si rimanda alla pagina L’approccio sigmasofico alla conoscenza – La Sigmasofia Io-somato autopoietica“.

La Via di conoscenza Sigmasofia è innovativa e nuova.

Il Mauna-Vac
-la predisposizione alla Sigmasofia-
che illustro in questa monografia, è uno dei suoi contenuti, fondamentali,
iniziali.

La Sigmasofia, forma il ricercatore utilizzando un’intensa auto-disciplina finalizzata alla

conoscenza vissuta,

l’Io-psyché è l’ente innato-acquisito fondamentale mediante cui ottenerla che evidenzia facoltà innate-acquisite attraverso cui può divenire

psiconauta delle proprie estensioni inconsce, sovrasensibili, non locali, innate.

Si tratta della facoltà tecnicamente in grado di esplorare e consapevolizzare le estensioni del campo coscienziale innato, entangled, da cui si evidenzia,

producendo pensiero cosciente e consapevole dell’esplorato.

L’auto-disciplina da noi indicata, forma l’Io-psyché, trans-mutandolo in una forza cosciente di concentrazione, di risalita a se stesso.
Attraverso la propria semovenza, l’Io-psyché, percepisce e diviene consapevole delle estensioni coscienziali innate,

dell’unica forza simultanea originaria di cui ogni essere umano è evidenza.

Per il ricercatore è fondamentale apprendere il metodo della

pragmatica della
disidentificazione de-fissazione
dal solo acquisito,
dal solo sensorio-percettivo.

Normalmente, l’essere umano passa da uno stato Io-somatico all’altro, o da una parte-Universi all’altra ma, di fatto, produce concetti, pensieri, che gli fanno ritenere questo. Muove, mediante pensieri, concetti (…) delle parti-Universi, ma

ignora come la capacità di concettualizzare, di pensare (…), si formi in lui, se consapevolizzasse tale scaturigine innata si renderebbe conto che le cause risiedono nel campo coscienziale entangled e che i concetti, i pensieri, gli stati Io-somatici non sono scissi da detto campo, come un’onda emessa dal mare: possiamo riconoscerla come distinta ma essa è
parte integrante e inscindibile del mare,
del campo coscienziale innato.

Il concettualizzare, il pensare (…) vengono utilizzati in modo incompleto, ossia soltanto tenendo conto del corpo semovente che li emette, senza percepire il campo entangled da cui si evidenziano, ciò che permetterebbe di riconoscere che quegli spostamenti concettuali, pensati, non interpretano adeguatamente la realtà complessiva innata-acquisita:

lo stato di simultaneità entangled innato viene sostituito dall’identificazione-fissazione soltanto nel sensibile,
scisso in parti separate una dall’altra.

Il campo coscienziale innato da cui si evidenzia ogni concetto, ogni pensiero, ogni (…),

è la reale forza dell’Io-psyché

e risponde alla

innata simultaneità, entangled, delle
parti-Universi.

L’Io-psyché, scisso, di molti esseri umani di questo tempo utilizza la relazione tra le parti-Universi sensibili, scambiandola

per realtà oggettiva, logica,

per questo motivo,

esistono molte logiche tante quante sono gli Io-psyché acquisiti dell’essere umano,

opinioni soggettive spesso ridotte, collassate, al solo range culturale acquisito. Questo è

l’incompletismo sigmasofico.

La Via di conoscenza Sigmasofia forma il ricercatore

  • dall’Io-psyché identificato-fissato nel solo sensorio-percettivo, incompleto,
  • all’Io-psyché che vive, simultaneamente, l’innato unitamente all’acquisito,

ed essendo l’innato transfinito,

  • unisce il finito acquisito al trans-finito innato:

si tratta della

tendenza verso il completismo, sempre incompleto.

Molti esseri umani non tendono e non vogliono tendere verso il completismo sempre incompleto, questo accadrà finché non si consegue la disidentificazione-fissazione dal solo sensorio-percettivo, dal solo acquisito, si tratta di ciò verso cui fanno riferimento

  • il Mauna-Vac 

e le

  • tecno-ontos-sophos-logie sigmasofiche.

Qualsiasi orientamento culturale o ideologico egli accolga prima di una tale disidentificazione, lo rende strumento di un modo di vivere dove rischia la produzione di

coazioni a ripetere del limitato conosciuto e relativa perdita di significato,
auto-ostacolando così la sua progressione verso se stesso e di conseguenza verso l’evoluzione della società di cui fa parte.

Per creare il prototipo
 essere umano olistico-autopoietico.

Il Mauna rappresenta uno degli ingredienti fondamentali formanti le

Autopoiesi olosgrafiche
(innovative meditazioni-concentrazioni dinamiche-statiche proposte dalla Sigmasofia),

è il

silenzio interiore-esterno.

Lo stato dell’Io-psyché in Mauna è uno stato di

auto-percezione delle
funzionalità innate

senza identificazioni-fissazioni nell’ostacolatore[1] acquisito, o oltre l’identificazione nel solo sensorio-percettivo.

Il Vac è il

principio attivo innato da cui si evidenzia il suono, la parola, il linguaggio.

Si tratta di un altro degli ingredienti fondamentali formanti le Autopoiesi olosgrafiche, è

il suono-parola interiore-esterno.

È il potere dell’innato, di poter creare ed evidenziare il suono-parola. È funzionale alla conoscenza, alla musica e, se lasciato liberamente fluire, se non ostacolato, possiamo riconoscerlo nell’eloquio. Si dice che sia

musica ed eloquenza.

Non va rigorosamente confuso con il linguaggio parlato ordinario, ma va riconosciuto nei processi innati, pre-linguaggio verbale, che lo formano. Durante l’emissione dei

mantra sigmasofici

possiamo riconoscere, in specifici modi, la presenza del Vac (se pronunciati con la consapevolezza dell’Io-psyché che ha saputo penetrare se stesso).

Il Mauna-Vac è, quindi,

il silenzio interiore-esterno emesso,
riconosciuto e vissuto
simultaneamente
al suono-parola interiore-esterno.

Si tratta di uno degli ingredienti fondamentali formanti le Autopoiesi olosgrafiche ossia, le tecno-ontos-sophos logie operative della Via di Conoscenza Sigmasofia.

Iniziamo a riconoscere il Mauna-Vac come l’azione che è

il primo olos-direzionamento verso la creazione
dell’humus sigmasofico,
funzionale alla
creazione del prototipo essere umano olistico-autopoietico.

In Sigmasofia, il termine

humus autopoietico

si riferisce, in senso figurato, alla consapevolezza vissuta e culturale che può favorire la

creazione
del
prototipo essere umano olistico-autopoietico.

Il concetto di “humus” è utilizzato per descrivere il terreno fertile (interiore) da cui emerge ciò che si è seminato (gli stati psicosomatici, il pensiero, le azioni…).
L’humus sigmasofico rappresenta quindi il terreno Io-somato-autopoietico fertile da cui si evidenziano l’Io-psyché e i propri contenuti. È il sostrato innato riferito al terreno fondamentale per la crescita delle piante, ma estendendo questo significato può divenire la metafora che riguarda il campo coscienziale innato in-formato, da cui si evidenzia la

conoscenza olistico-autopoietica sigmasofica:
è il terreno da cui l’Io-psyché trae nutrimento.

Questo humus sigmasofico è visto come uno degli  elementi costitutivi dell’Io-psyché, come il

fondamento da riconoscere, funzionale alla propria crescita.

In sintesi, il termine “humus” evoca il terreno sensibile e sovrasensibile, innato, che funge da base, da sostrato della consapevolezza vissuta raggiunta.

Il Mauna-Vac non è un precetto rigido, ma l’invito da parte del fondatore della Sigmasofia, Nello Mangiameli, a praticare, con costanza, tutte le

tecno-ontos-sophos-logie operative
sigmasofiche

che possono permettere di conquistare consapevolmente:

  • la partecipazione-osservazione di se stessi
  • l’inizio della gestione consapevole dei propri stati Io-somato-autopoietici
  • l’inizio della ricerca della conoscenza e della coscienza olistico-autopoietica
  • la simultaneità tra in-formazioni innate e acquisite
  • la comprensione vissuta del proprio campo istintivo-emozionale e aggredior.

Ciò consente:

  • la gestione del campo istintivo-emozionale,

per evitare che diventi il solo processo che può alimentare l’Io-psyché.

  • La consapevolizzazione vissuta dell’innato.

È la forma-azione ai processi innati che ci costituiscono dopo aver posto in remissione gli ostacolatori-discrasie acquisiti (difese Io-somatiche).

  • La Risalita e la transmutazione degli ostacolatori-discrasie.

La forma-azione sigmasofica richiede la capacità di risalire e trascendere ogni singolo ostacolatore-discrasia che, di fatto, nasconde la maggiore completezza che veicoliamo: l’integrazione consapevole tra inconscio e conscio, innato e acquisito.

  • La pratica giornaliera delle Autopoiesi olosgrafiche che può consentire di maturare progressivamente maggiore consapevolezza vissuta e capacità di transmutazione.

 

In sintesi, si tratta

dell’invito alla progressione-implementazione della consapevolezza vissuta per formare il proprio
stato Sigmasofia[2].

Altresì, consta nel consapevolizzare, attraverso il vissuto diretto,

i principi attivi innati da cui si evidenzia
l’Io-psyché.

La pratica del Mauna-Vac consiste nel rivolgere l’attenzione cosciente dell’Io-psyché su un determinato oggetto, su una parte-Universi, inizialmente associando altri stati Io-somatici che abbiano un nesso logico con essa. L’oggetto, il tema, è richiesto dall’organizzazione pratica dell’esercizio in quanto serve per

tentare di consapevolizzare i principi attivi innati che utilizziamo per produrre presa di consapevolezza:

la fisiologia dell’Io-psyché innata che si attiva ogniqualvolta applichiamo la Meditazione-Concentrazione-Transmutazione (l’attenzione intensa).
Il Mauna-Vac conduce a prendere coscienza di elementi formanti il

potenziale innato dell’Io-psyché,

che è indipendente dal significato-significante acquisito, convenzionale, che attribuiamo all’oggetto su cui applichiamo la Meditazione-Concentrazione-Transmutazione.
Per la sua riuscita è importante allenare continuamente l’Io-psyché a

lasciar fluire ogni distrazione dalla
continuità d’attenzione.

Ciò significa che si dovrà raggiungere, progressivamente, la

continuità di Meditazione-Concentrazione-Transmutazione della durata
non inferiore ai nove minuti.

In seguito, questa durata si implementerà via via che la sperimentazione giornaliera del Mauna-Vac proseguirà.
Di solito, accadono miglioramenti dell’Io-soma-autopoiesi del ricercatore praticante. Tutto avverrà senza particolari sforzi, ma per

intensificata funzionalità dell’Io-psyché.

Gli olos-direzionamenti qui presentati si evidenziano dal vissuto diretto integrale, realizzato al di fuori del linguaggio verbale e di speculazioni noetiche, nei principi attivi olistico-autopoietici innati,

riconosciuti come il fondamento della forma-azione vissuta dell’Io-psyché che indaga e si forma a se stesso, ossia all’interiorità dell’essere umano anche come strumento di auto-rigenerazione-guarigione di ogni ostacolatore-discrasia.

La Via di Conoscenza Sigmasofia propone delle tecno-ontos-sophos-logie che, rigorosamente, non provengono

  • da nessuna identificazione-fissazione in vie religiose o spirituali (buddiste, islamiche, induiste, cristiane …)
  • da nessuna identificazione-fissazione nell’ateismo, nell’agnosticismo
  • da nessuna identificazione fissazione in filosofie o realtà socio-culturali new age, next age dell’epoca

bensì

dall’indagine vissuta dell’Io-psyché su se stesso e sulle sue estensioni non localistiche coscienziali, attuata
senza stabilire valori prima del vissuto.

La Via della Conoscenza Sigmasofia forma al vissuto integrale della

libertà olistico-autopoietica

dopo aver incluso e trasceso la

  • libertà di (poter esprimere agire qualunque stato Io-somatico)
  • libertà da (ogni ostacolatore-discrasia).

Persegue e raggiunge

l’auto-proselitismo sigmasofico,
ossia
l’azione dell’Io-psyché che
converte se stesso,
i propri contenuti innati-acquisiti, alla propria consapevolezza vissuta,
sempre implementabile.

Il termine auto-proselitismo deriva dal greco autos, che significa se stessi, da pros e da erchomal che significano venire, è il

venire verso
se stessi.

L’auto-maieutica sigmasofica ha molto da dire e da far fare a se stessi, appunto perché auto-riconosce che in un Universo interiore-esterno transfinito anche la sua presa di consapevolezza vissuta è dello stesso tipo,

mai finita
e in continua
transmutazione-implementazione.

Il potere reale innato
disponibile
all’Io-psyché dell’essere umano

L’Autopoiesi olosgrafica giornaliera
della Via di conoscenza Sigmasofia

Il Mauna-Vac è l’Autopoiesi olosgrafica (meditazione-concentrazione
dinamica-statica),
giornaliera, della
Via di conoscenza Sigmasofia.

Include uno degli

assiomi, dei cifrari,
più importanti da praticare

ed è illustrata nell’Opera in sedici volumi S.T.o.E.

Mauna-Vac
è stato creato per

l’essere umano del terzo millennio.

Il termine Autopoiesi olosgrafica è la denominazione di tutte le tecno-ontos-sophos-logie operative della Via di conoscenza Sigmasofia.
Sostanzialmente,

l’Autopoiesi olosgrafica Mauna-Vac consiste
nell’olos-direzionamento volitivo e concentrato
dell’Io-psyché
sulla consapevolizzazione vissuta della
fisiologia innata
(o campo coscienziale olistico-autopoietico)
che lo forma e da cui si evidenzia.

In sintesi,

si indirizza l’Io-psyché su uno stato Io-somatico da lui producibile,
semplice,
di facile evocazione, percezione e riconoscimento,
lo si pone al centro della
meditazione-concentrazione,
lasciando fluire, senza trattenimento, pensieri, significati
o altri stati Io-somatici che hanno un nesso con esso
(in quanto operano nello stesso campo coscienziale).

La relativa semplicità percettiva del contenuto evocato facilita l’esecuzione dell’esercizio e lo rende più efficace. Mentre pratica Mauna-Vac, il ricercatore ha un solo obbiettivo:

non è interessato al contenuto su cui si concentra ma, soprattutto e unicamente, alla fisiologia innata che gli permette di poter percepire-visualizzare quel contenuto, evocato.

La tecno-ontos-sophos-logia può condurre a intuire-percepire la fisiologia coscienziale che sottende e da cui si evidenzia ogni stato Io-somato-autopoietico producibile
 dall’Io-psyché
(il pensare, l’immaginare, il concettualizzare, il volere, il percepire, il sentire ecc.).

È ovvio che la pratica giornaliera dovrà

prima e, per un relativamente lungo periodo di tempo,
potenziare la capacità di meditazione-concentrazione e di attenzione,
riducendo al minimo la disattenzione, la distrazione,
arrivando a concentrarsi, con continuità, su quella evocazione, come detto,
per almeno nove minuti,
e senza sforzo.

Successivamente,

ognuno potrà implementare quel tempo.

Tutte le Autopoiesi olosgrafiche proposte dalla Via di Conoscenza Sigmasofia includono, in diversa misura, questo scopo, di cui sono la propedeutica.

Non si tratta, rigorosamente, di ottenere dei benefici da Mauna-Vac,
 quanto di olos-direzionare
l’ontos-sophos-logos del ricercatore
verso la consapevolizzazione dei principi attivi, della fisiologia innata formante il campo coscienziale-Io-psyché che troviamo all’opera ovunque
 (tenete presente che la densificazione di tale campo coscienziale coincide con il campo elettro-magnetico, atomico-nucleare, gravitazionale, elettrodebole-forte, morfo-genetico …), ossia la consapevolizzazione che ci aprirà, successivamente, alla percezione di ciò che ho denominato

stato E.C.A.:
Entanglement Coscienziale autopoietico[3].

Tale raggiungimento evidenzierà il

potere reale innato, disponibile
all’Io-psyché dell’essere umano.

Si tratta della modalità da me utilizzata con i ricercatori che, per motivi formativi, richiederanno un incontro con me.

Pratico l’olos-direzionamento di questa tecno-ontos-sophos-logia Sigmasofica ormai da molti anni e, dopo i primi mesi in cui la si può sentire come ostica e ostacolante,

si è aperta all’implementazione potente dell’auto-consapevolezza da me raggiunta.

Gli step dell’autopoiesi si possono studiare e praticare scaricando la dispensa La predisposizione alla Sigmasofia

Un’Autopoiesi olosgrafica giornaliera
per sviluppare, per potenziare il
principio attivo dell’auto-disciplina
che realizza se stessa.

La lunga pratica giornaliera del

Mauna-Vac,
unitamente alle altre,

ci apre ad alcune fondamentali riflessioni che qui di seguito indico. Si tratta di

un’Autopoiesi olosgrafica giornaliera

per sviluppare, per potenziare il

principio attivo
dell’auto-disciplina che realizza se stessa.

Infatti, assumere di

auto-disciplinarsi va a favore
dell’auto-realizzazione
del proprio
I.S.V.
 Intenzionalità-Scopo di Vita,
consapevolmente scelta,

significa agire

mossi dalla propria intenzionalità-scopo,

liberamente e individualmente, senza farlo scaturire da relazioni, dal lavoro, da situazioni familiari, amicali ecc. Si tratta di intenzionalità, suggerita dalla propria avanguardia di consapevolezza.

Si assume di trovare nella giornata il momento della pratica in

modo intenzionalmente voluto.

Questa intenzionalità, ribadisco, finalmente voluta e scelta, nasce spontaneamente anche dal riconoscimento che molte azioni giornaliere semplici, come quella lavorativa o di routine familiare, relazionale (ripetute giornalmente), considerate insignificanti, avevano già fatto conseguire il potenziale della volontà a volerne una consapevolmente auto-determinata e

non legata ai dover essere
e dover fare.

Tale processo di auto-determinazione integrale è finalizzato alla

creazione di conoscenza interiore-esterna.

Durante la pratica del Mauna-Vac (così come in ogni altra pratica), si utilizza il campo istintivo-emozionale funzionante simultaneamente (gli istinti-emozioni sono inscindibili, se partecipati-osservati nella fisiologia da cui si evidenziano), per declinarlo consapevolmente come azione volitiva. In questa assunzione coerente, è

possibile riconoscere la remissione dell’enantiodromia,
ossia della corsa verso
l’opposto-complementare
dei propri stati Io-somatici
(sto bene e successivamente sto male, poi di nuovo bene, sono nervoso, poi calmo e poi di nuovo nervoso e così via…),
si riconosce e si vive tale gesto come conseguenza di un’azione concentrata e coerente, quindi, si gestisce la
bi-polarità, la pluri-polarità talvolta espresse,
 ponendo anch’esse in remissione.

L’utilizzo integrale, de-colpevolizzato e de-ostacolato del proprio campo istintivo-emozionale olos-direziona l’Io-psyché verso l’intenzionalità d’avanguardia che si vuole vivere, ossia verso processi innati che pongono in remissione la routine, le abitudini (…) di solito agite.

Per questo motivo, la forma-azione complessiva in Sigmasofia riserva un lunghissimo periodo di tempo alla

liberazione integrale del
campo istintivo-emozionale
in modo vissuto e non dialettificato.

Tale tipo di forma-azione permette al ricercatore in primis di abreagire i propri aggredior-out istintivo-emozionali, potendo viverli nella loro eziologia e alla fine gestirli. Praticando poi l’Autopoiesi Mauna-Vac o le altre potrà convogliare in modo coerente tali intensità a sostegno della meditazione-concentrazione che sta vivendo, riducendo, progressivamente, le distrazioni.

Il ricercatore assume la forza innata del campo istintivo-emozionale, ossia l’azione minima da realizzare per aprirsi ad altre più intense potenze innate. Se nella fase propedeutica di vissuto dell’acting-out, si veniva per così dire travolti dall’istinto-emozione, una volta formatosi a se stesso nel modo indicato, l’Io-psyché può ribaltare tale processo

determinando l’assunzione consapevole di quella forza accumulata innata-acquisita da porre a sostegno del principio attivo di auto-determinazione-realizzazione-organizzazione.

Una delle applicazioni è la seguente: in una situazione di forte conflitto, determinato dall’investimento proiettivo aggressivo, violento, da parte di altri, è possibile non produrre reazioni istintivo-emozionali conseguenti a tale atto, ma semplicemente dare

continuità di permanenza nello stato veicolato.

 Si tratta della

gestione integrale della
reazione cosiddetta istintiva
all’atto che si riceve, di cui si è fatti oggetto di investimento.

Malgrado l’evento, la situazione esterna difficile, impossibile, spaventosa ecc., riconosciamo in noi stessi lo sviluppo delle facoltà di gestione della reazione a tali processi, indicatore che la forma-azione vissuta è in essere, sta procedendo.
Se viviamo in noi stessi elementi delle funzionalità innate, ne scaturisce che è possibile individuare tali processi anche dentro altri (tutti siamo evidenza degli stessi processi innati). Indipendentemente se in quel momento l’altro sta esprimendo opinioni, atti acquisiti, è possibile, simultaneamente, riconoscere in lui l’innato, appunto perché vissuto in se stessi. Si vede l’atto agito acquisito, ma, nello stesso tempo, si riconoscono in azione le forze che lo trascendono e da cui si evidenzia.

Si tratta del saper individuare l’opera dell’innato dietro l’acquisito auto-referenziale,
 identificato-fissato in se stesso.

Saper riconoscere tale processo

significa operare in modo olistico,
anche quando ci sono intensi atti riduzionisti.

Nel Mauna-Vac, possiamo partecipare-osservare momenti precedenti di esperienze di vita in cui abbiamo tenuto conto soltanto dell’elemento acquisito sovrapposto e non anche delle funzionalità innate olistico-estese che sempre vi sottendono. Da ogni esperienza penetrata di vita è possibile estrapolare insegnamenti, crescita di consapevolezza, ponendo in remissione le attribuzioni interpretative di esperienza positiva-esperienza negativa, di amore-di odio, di bello e di brutto: si evidenziano gli stati coerenti pre-dicotomia.

Producendo attenzione, meditazione, sul momento presente,

Mauna-Vac forma alla disidentificazione da memorie passate e all’utilizzo di queste ultime come supporto alle proprie azioni:

partecipando-osservando la funzionalità, la visualizzazione in essere in quel momento ci si

auto-orienta verso il continuo presente
(anche se come innesco abbiamo scelto l’evocazione di una memoria passata),

infatti, nel momento in cui la ri-attualizziamo in noi stessi con la concentrazione-transmutazione, la riconosciamo come evidenza,

anche per questo motivo parlo di
trans-mutazione:
dalla memoria registrata, evocata, dal suo significato, si entra e si transmuta nella percezione-visualizzazione della fisiologia che forma il processo dell’evocare, del visualizzare.

È esattamente questa transmutazione che lo apre ad altre consapevolizzazioni di regioni dell’inconscio personale-collettivo e innato, ancora inesplorate.
Il ricercatore in Sigmasofia, in questo modo, tende a mantenere il proprio sguardo sull’innovativo e sul nuovo, sull’insight intuitivo e sincronico: inizia a comprendere, attraverso il vissuto, che cosa significhi

essere l’antidoto della coazione a ripetere,
 della routine stereotipata.

Ovviamente, mi riferisco non soltanto alla pratica di Mauna-Vac giornaliera, ma anche alla

forma-azione sigmasofica
complessiva.

Anche per questi motivi, la

Via di conoscenza Sigmasofia
pone in remissione
dogmi, fideismi, proiezioni devozionali, religioni, spiritualità
e non ha necessità di convertirsi da una identificazione ad un’altra: infatti attraverso l’auto-maieutica assume di formarsi all’innato, alla vita-autopoiesi presente in noi stessi, ad esplorarla e ad aprirsi cioè allo
stato di
entanglement coscienziale autopoietico,
raggiungendo la consapevolezza di
essere parte-Universi, che tende verso la transmutazione per riconoscere di essere Universi-parte, l’Io-psyché diviene cosciente di ciò che è sempre stato.

In conclusione:

la tecno-ontos-sophos-logia del Mauna-Vac
consiste nel potenziare la consapevolezza dell’Io-psyché di se stesso,
della fisiologia innata da cui si evidenzia e delle sue estensioni
(come campo coscienziale)
che si aprono alla non località.

Tale azione, penetrata, di percezione a monte dell’Io-psyché,

non è praticata dalla stragrande maggioranza dei ricercatori, degli esseri umani da me fino ad oggi incontrati.

Si tratta del riconoscimento vissuto della

funzionalità simultanea dell’Io-psyché con il campo istintivo-emozionale
e con il campo coscienziale innato,

ossia,

per integrare alla percezione del solo sensorio-percettivo
(i vari stimoli, le percezioni dell’ambiente, delle situazioni di vita)
quella sovrasensibile, non localistica.

Partecipo-osservo che l’essere umano di questo tempo è prevalentemente identificato-fissato soltanto su ciò che percepisce (proiettivamente) come esterno a lui (a livello micro-particellare siamo un campo unico, un unico corpo per entanglement, quindi, l’esterno a quel livello percettivo è parte di se stessi). La disidentificazione, de-fissazione dal solo sensorio-percettivo, dall’esterno a lui,

significa liberare fisiologia coscienziale continuamente utilizzata per quell’operazione,

ma anche per pensare, per emozionarsi in modo correlato. Infatti, produciamo continuamente pensieri, immagini, stati Io-somatici in risposta a stimoli cosiddetti esterni: si tratta di produzioni random, per molti disordinate, taluni le riferiscono come confuse, senza olos-direzionamento conoscitivo. In taluni, le identificazioni-fissazioni più intense sfociano in discrasie Io-somatiche, quali l’ostacolatore discraiosi, l’ostacolatore nevrosi, le scissioni schizoidi che, sostanzialmente, sono un modo di esprimersi di tale produzione Io-somatica, identificata sul solo sensorio-percettivo.

Il punto fondamentale è che Mauna-Vac permette di interrompere, di destrutturare il flusso identificativo-fissativo continuo, ci consente di assumere con decisione e forza l’orientamento da dare all’Io-psyché, togliendolo dalla

disfunzione reattiva all’evento,
attraverso il
percepire la percezione,
conoscere la conoscenza.

Si tratta di insights che possono provenire dall’Io-psyché che si occupa della fisiologia e delle sue estensioni da cui si evidenzia, non a caso da me denominata:

campo coscienziale olistico-autopoietico-Io-psyché.

La pratica di Mauna-Vac, nel tempo e unitamente alla forma-azione integrale Sigmasofica, consente di decidere di disporre del proprio Io-psyché e di farlo funzionare secondo propria auto-determinazione innata-acquisita e non guidati da eventi di vita random, su cui poggiamo la percezione e reagiamo.

Non siamo reazione,
figli dell’evento (esterno), ma
creiamo eventi di vita funzionali alla
conoscenza olistico-autopoietica sigmasofica.

Tutte le tecno-ontos-sophos-logie della Via di Conoscenza Sigmasofia sono state create seguendo questo intento. In sintesi, il Mauna-Vac, giornaliero, a sua volta, prepara l’humus, la predisposizione auto-maieutica su cui assumiamo di vivere tutte le altre e tutti gli aspetti formativi-conoscitivi.

Si ottiene il risultato partecipando-osservando la semplicità dei contenuti che creiamo (semplici in quanto sappiamo crearli), in ogni caso indipendentemente se lo stato su cui ci concentriamo ha per noi importanza o non la ha. Infatti, questa tecnologia si applica

sull’assolutamente semplice
e
sull’assolutamente complesso
 per noi stessi,

fino a dimostrare di farcela con entrambi. La pratica continua dimostrerà che, anche se l’oggetto semplice di concentrazione è astratto, è pur sempre penetrabile, diviene irrilevante se sia vasto o non lo sia, una volta compreso, vissuto, come poter transmutarlo.

Per il Mauna-Vac non vi indicherò (come caposcuola) temi precostituiti su cui concentrarsi, per

non creare un’indicazione preferenziale,

ma per creare la condizione affinché siate voi a scegliere lo stato Io-somatico da cui iniziare, in base alla consapevolezza, alla capacità intuitiva, di visualizzazione di cui si dispone. È proprio praticando che si apre la Via della propria concentrazione-transmutazione che, progressivamente, renderà gestibile, non influente, non interferente, lo stato Io-somatico scelto.

Lo scopo di questa tecno-ontos-sophos-logia è quindi quello di

contribuire a preparare
l’humus auto-maieutico
alle tre grandi fasi formative sigmasofiche vissute:
destrutturazione-ricostruzione-ricaduta nell’azione quotidiana.

I quindici olos-direzionamenti conoscitivi sono attitudini, tendenze Io-somatiche su cui il ricercatore sulla coscienza dovrà

iniziare a riflettere se
intende intraprendere la
forma-azione
in
Sigmasofia
Io-somato-autopoietica:

  1.  Superamento della segretezza
  2. Progressione formativa simbolico-reale e reale-simbolica
  3. Auto-disciplina quotidiana
  4. Auto-maieutica
  5. Remissione dei gradi e dei livelli
  6. Transmutazione dell’ostacolatore enantiodromia
  7. Stato Io-somato-autopoietico Sigmasofia
  8. Solitudine dinamica nel gruppo
  9. Olos-direzionamento oltre la bi-pluri-polarità
  10. Autopoiesi olosgrafiche
  11. Azione olistico-autopoietica sigmasofica
  12. Auto-determinazione innata e archetipo acquisito c.a. (campo istintivo-emozionale e aggredior)
  13. A.Si.re. Azione Simbolico-reale
  14. Auto-determinazione olistico-autopoietica
  15. Aequilibrium innato-acquisito

Per studiare nel dettaglio gli olosdirezionamenti è possibile scaricare la dispensa La predisposizione alla Sigmasofia“.


[1] Ostacolatori: Rappresentano lo stato di opposizione, conscio o inconscio, attuato dall’Io-psyché, durante la forma-azione a se stesso. L’identificazione nella sola esperienza sensibile è uno degli ostacolatori più significativi, riconosciuti dalla Sigmasofia. Gli ostacolatori condizionano, deviano il naturale e innato fluire dell’Io-psyché nelle azioni, nelle relazioni quotidiane convenzionali, socio-culturali. Sono parti di sé acquisite, costruite che, nella prima fase della forma-azione, sono destinate ad essere destrutturate.

[2] Stato coscienziale Sigmasofia: è la consapevolezza vissuta dell’integrazione del campo coscienziale olistico-autopoietico, sovrasensibile, non locale, da cui nascono le facoltà di auto-rigenerazione, auto-organizzazione, auto-guarigione, auto-determinazione, le capacità omeostatiche, l’autonomia dell’Io-psyché dal sistema nervoso (non località coscienziale) con i principi attivi (archetipo funzione Ypsi), emergenti dalla conoscenza vissuta del piano Io-somato-autopoietico, sensibile e del loro utilizzo, integrato e consapevole, nell’azione quotidiana.

[3] Stato E.C.A.: è un fenomeno quantistico, per cui ogni stato quantico di un insieme di due o più sistemi fisici dipende dagli stati di ciascuno dei sistemi che compongono l’insieme, anche se questi sono separati spazialmente. Il termine viene, a volte, reso in italiano con non-separabilità, in quanto uno stato entangled implica la presenza di corre lazioni tra le quantità fisiche, osservabili dei sistemi coinvolti. Essendo lo stato quantico una densificazione del campo coscienziale, si evidenzia che lo stato di entanglement, di non separabilità sia una caratteristica del campo coscienziale, stesso.