Non c’è
differenziazione tra soggetto e oggetto,
tra Io e Tu
Tutto è riconosciuto come
inscindibile
e
simultaneo
L’esperienza di vita vissuta
viene transmutata in insegnamento,
in conoscenza vissuta sintetizzati,
che l’Io-psyché
mette a disposizione di sé stesso.
VERSO IL BIOS
Lo
stato di avanguardia di conoscenza della Sigmasofia
è composto da due elementi (che in realtà sono un processo unico) denominati:
- funzione Ypsi acquisita[1] (Io-somatica)
- funzione Ypsi innata (energetica -autopoietica-)
che, integrate insieme, formano lo
Stato Sigmasofia
Io-somato-autopoietica
che, per comodità espositiva e di sintesi, ho denominato
-Il Bios-.
La funzione Ypsi acquisita (Io-somatica)
La
funzione Ypsi acquisita
(Io-somatica)
è, quindi,
il processo, vissuto,
attraverso il quale il ricercatore in Sigmasofia,
raggiunge la sommatoria e la sintesi dell’insegnamento,
individuato in sé stesso,
estrapolato dalle proprie esperienze vissute,
che si è autorizzato a vivere.
integrando la propria componente conscia con quella inconscia.
L’esperienza di vita viene
transmutata
in auto-insegnamento, in auto-conoscenza vissuta che
l’Io-psyché mette a disposizione di sé stesso.
Il ricercatore in Sigmasofia,
vive, riconosce e integra
componenti della propria identità,
represse e nascoste in sé,
che ne ostacolavano la
progressione.
Si tratta del percorso formativo, per
diventare ciò che si è,
Integrazione dell’inconscio acquisito (personale e collettivo) e di quello innato (autopoietico)
La Sigmasofia vive che l’Io-psyché è composto da
una componente conscia, relativamente vasta, estesa
e da un
inconscio di cui non è consapevole
attraverso il vissuto diretto.
Tale inconscio innato, transfinitamente esteso,
è ricco di immagini, di simboli, di
in-formazioni non ancora rese consce.
La funzione Ypsi Io-somatica richiede
vissuti continui dei
trentatré ostacolatori,
individuati dalla Sigmasofia,
che si ottiene, prevalentemente, attraverso la pratica delle
autopoiesi olosgrafiche Io-somatiche,
le sue tecno-ontos-sophos-logie operative,
basate sul
vissuto diretto ed elaborato
di ogni singola componente Io-somatica producibile
(istinti, emozioni, difese, condizionamenti…).
Nell’inconscio collettivo opera l’olos-pathos che ha come ingredienti che lo formano processi Io-somatici denominati i
facilitatori dell’olos-pathos,
ad esempio:
- androgynus che evidenzia, simultaneamente, i principi attivi maschili e femminili;
- le iper-sensibilità, quali la de-localizzazione dell’Io-psyché, la visione remota, la telepatia (…)
- le azioni, i vissuti che aprono alla disidentificazione dallo
spazio-tempo
-direzione
-passato-futuro-
al
continuo presente
delle
in-formazioni innate.
La funzione Ypsi acquista d’avanguardia
È la
sommatoria di tutte le esperienze e delle
consapevolezze vissute
(l’estrapolazione dell’insegnamento sintetizzato che abbiamo riconosciuto in esse),
sempre ampliabili, che l’Io-psyché può vivere sul piano Io-somatico, è ciò che veicola la propria
conoscenza vissuta, dinamica, del momento.
La funzione Ypsi acquisita d’avanguardia veicola:
- l’auto-consapevolezza vissuta dell’Io-somatico;
- conoscenza vissuta dinamica del campo istintivo-emozionale e del conscio;
- la facoltà di trans-mutazione delle proprie identificazioni-fissazioni in schemi Io-somatici interiori ostacolanti;
- la scoperta vissuta dell’olos-pathos;
- il riconoscimento, vissuto, della funzionalità simultanea tra le parti-Universi.
La funzione Ypsi acquisita d’avanguardia può essere ampliata, potenziata, soltanto nel periodo di tempo che va dal concepimento al punto morte.
È, quindi, il processo Io-somatico continuo che ha raggiunto il picco di autoconsapevolezza complessiva, vissuta.
Nella Maieutica Io-somatica sigmasofica, la funzione Ypsi acquisita d’avanguardia si evidenzia come
insights di simultaneità
tra conscio e inconscio
(un campo unico).
In sintesi:
La funzione Ypsi acquisita d’avanguardia è composta dai seguenti processi:
- Consapevolizzazione vissuta dell’inconscio ed elaborazione del proprio intento scopo di vita.
- Lavoro simbolico reale e reale-simbolico sulla propria coscienza conscia e inconscia e crescita della propria conoscenza olistico-autopoietica.
- Presa di consapevolezza intuita del campo coscienziale olistico-autopoietico-Io-psyché, che opera nell’Universi di cui siamo parte integrante e inscindibile, siamo entangled (vedi dopo).
- (…).
La funzione Ypsi innata (energetica)
È la folgore
improvvisa,
è il lampo,
che si presenta come
certezza,
come
dato di fatto.
La funzione Ypsi innata è il processo vissuto, attraverso il quale un ricercatore in Sigmasofia raggiunge la consapevolezza di
innumerevoli in-formazioni, funzionalità, innate,
in un modo tendente verso una maggiore conoscenza,
in particolare, utilizzando l’intuito-sincronicità.
L’Io-psyché è un processo simultaneamente innato e acquisito è la
continuità delle in-formazioni innate in essere,
il Bios
che permette all’Io-psyché-soma di vivere e di elaborare processi logici-discorsivi, convenzionali, acquisiti. In sintesi, è l’attività innata che crea la possibilità tecnica dell’Io-psyché di elaborare concetti sequenziali, analitici e procede per fasi successive:
il contenuto dell’attività innata
è mediato, modulato, da regole acquisite convenzionali.
L’origine dell’Io-psyché è innata e può, quindi, esprimersi in modo
conscio, logico-razionale.
L’Io-psyché può creare anche e soprattutto
l’intuizione-sincronicità
che si manifesta attraverso
un pensiero immediato prodotto,
non mediato dai processi logici-discorsivi,
convenzionali, acquisiti ed è percepito come un
insight velocissimo, non previsto, improvviso.
L’Io-psyché che produce intuizione-sincronicità è quindi
conoscenza immediata
che non nasce, rigorosamente, dal ragionamento.
È la conoscenza intuitivo-sincronica diretta di una parte-Universi.
L’Io-psyché produce intuizione-sincronicità, quando legge, nell’immediato, nel proprio campo coscienziale, conscio e inconscio, sensibile e sovrasensibile, localistico e non locale da cui si evidenzia. Non attinge dal canale sensorio-percettivo.
È la folgore improvvisa,
il lampo psichico, che può venire vissuto come
certezza, come dato di fatto.
L’origine dell’intuito-sincronicità è quindi inconscia, pre-logico-razionale.
Sostanzialmente, l’Io-psyché produce due modalità, per creare conoscenza:
- l’intuizione-sincronicità
la evidenzia dal continuo presente, istantaneamente, senza mediazioni di nessun tipo. Possiamo riconoscere che è intuizione-sincronicità perché
ci sembra di conoscere una parte-Universi, prima ignota
e
non si sa come si è arrivati a conoscerla.
- Il pensiero,
attraverso cui l’Io-psyché descrive l’intuizione-sincronicità della parte-Universi, dell’esperienza, dello spazio-tempo convenzionale. Possiamo riconoscere che è pensiero dal fatto che sa ricostruire tutti i passaggi della conoscenza intuitivo-sincronica espressa.
Per la Sigmasofia, l’intuito-sincronicità
è una facoltà producibile dai processi innati automatici, neuro-cognitivi.
La forma-azione sigmasofica prepara i ricercatori a prendere consapevolezza del proprio campo coscienziale conscio e inconscio, sensibile e sovrasensibile, localistico e non locale utilizzandolo, ad esempio, per adottare decisioni, compiere azioni più efficaci (…). Una particolare attenzione va data alla componente sincronicità: infatti, si manifesta come
un’in-formazione innata a-causale,
evidenzia due o più eventi di vita-autopoiesi
che accadono in modo simultaneo e decodificati
come se avessero un
nesso, appunto, non causale,
l’uno non deve influire sugli altri
pur appartenendo allo stesso contesto e significato della decodifica e
veicolanti la stessa folgore, velocità e significati dell’intuito.
L’Io-psyché del ricercatore in Sigmasofia, viene quindi formato a
“leggere” a “decodificare”
in modo istantaneo, simultaneo, rapido,
una parte-Universi, una situazione di vita.
Quando l’Io-psyché del ricercatore, formato all’intuito-sincronicità, prende una decisione, integra le proprie in-formazioni innate, quelle ambientali, ai propri contenuti esperienziali memorizzati (ricordi, apprendimenti, vissuti…), spesso lo fa senza rendersene conto è l’
intuitive and synchronicity insight.
L’intuito-sincronicità emerge da connessioni neurali costruite dall’innato e, nel tempo, attraverso le esperienze di vita e attraverso la pratica delle tecno-ontos-sophos-logie sigmasofiche, in particolare dell’olos-pathos. In questo modo, ogni attività dell’Io-psyché conscia e inconscia, deriva dai nuovi
solchi coscienziali, neurologici,
creati dalla pratica delle autopoiesi olosgrafiche
che permettono di trovare soluzioni
(intuiti-sincronicità),
avendo disponibili più percorsi.
Quando il pensiero razionale, sensoriale, non basta a rispondere, l’Io-psyché attiva la ricerca, maggiormente estesa, dentro sé stesso, tra i solchi coscienziali e le reti neurali meno praticati (le tecniche coscienziali, in genere vengono praticate meno della razionalità giornaliera, tali percorsi conseguenti alla metodologia operativa permettono di vivere, contenuti innati e dell’inconscio collettivo che possono risultare sorprendenti, intuitivo-sincronici). In sintesi,
l’intuizione-sincronicità è presa di consapevolezza immediata di in-formazioni innate e di contenuti acquisiti collettivi inconsci, che in quel momento l’Io-psyché non ha disponibili come consapevolezza logica razionale.
Sostanzialmente, l’intuito-sincronicità è formato da due componenti:
- acquisita: conscia personale-collettiva, basata sulle esperienze personali e collettive accumulate nel tempo presente e nel tempo passato;
- innata: inconscia, basata, appunto, su in-formazioni innate, su leggi della natura ancora non consapevolizzate.
Nell’inconscio innato e acquisito collettivo, veicoliamo una incommensurabile quantità di dati, di in-formazioni che non sono disponibili al conscio.
Quando l’Io-psyché produce intuito-sincronicità lo fa, come detto,
in modo fulmineo simultaneo,
ma è il risultato delle esperienze di vita
(anche di chi ci ha preceduto),
da in-formazioni innate e dai solchi coscienziali
creati con le autopoiesi olosgrafiche.
Per la Sigmasofia, si tratta di un processo dell’Io-psyché naturale, cognitivo.
Quando è veramente un’intuizione-sincronicità
Intanto è suggeribile
crearla, mentre si pratica l’esperienza
e si è connessi con l’inconscio acquisito e innato
ossia, con memorie, contenuti che l’Io-psyché-cervello ha già elaborato precedentemente.
Faccio degli esempi:
ho la competenza nel campo psicosomatico sigmasofico e “sento” che un ricercatore evidenzia un ostacolatore (un flusso psicosomatico “stonato, ostacolato”), lo intuisco perché posso confrontarlo con il flusso libero e non ostacolato in me stesso e, di conseguenza, riconoscerlo.
Altro segnale è quello che
sento in modo calmo meditativo in piena assenza di ogni forma d’ansia, in modo innatamente silenzioso, non stressato.
È veramente intuizione-sincronicità, quando rispetta i
propri cifrari psicosomatici vissuti di riferimento,
che fanno comprendere se un Io-psyché
è in fase con essi o non lo è:
l’intuito-sincronicità
non è contrapposizione.
Il fatto di averne prodotte molte con successo, mi fa comprendere se quella del momento ha caratteristiche simili a quelle precedenti che hanno funzionato.
Quando non è veramente un’intuizione-sincronicità
In senso sigmasofico,
non è un’intuizione-sincronicità
quando nasce da
deviazioni dalla ∑igma-logic,
da deviazioni dai cifrari Io-somatici di riferimento, vissuti e seguiti.
Tali deviazioni possono essere, per così dire, scorciatoie dell’Io-psyché che si usano, talvolta, per risparmiare il tempo e la fatica.
Non sono intuizione-sincronicità, bensì
proiezioni automatiche inconsce
(i cosiddetti Bias cognitivi[2]).
Quando
l’intuizione-sincronicità
è carica di istinto-emozione
(paura, ansia, urgenza…),
allora è una reazione istintivo-emozionale.
L’intuizione-sincronicità funziona di più se è simmetrica alla propria funzione Ypsi, ossia, alla propria esperienza sinteticamente consapevolizzata e in modo calmo. Ad esempio,
non è vera intuizione
quando
contiene desideri o agitazione.
Se ci sono dati che supportano l’intuizione-sincronicità probabilmente non si tratta di quella vera, in quanto verificabile.
L’intuizione-sincronicità viene prodotta dall’Io-psyché
e il veicolo che, soltanto dopo, utilizza è il pensiero.
Si può manifestare anche come un
sistema complesso di cogniti che lavorano
e funzionano simultaneamente.
L’intuizione-sincronicità è la
sintesi di in-formazioni innate e acquisite,
l’Io-psyché-encefalo produce stati Io-somatici (sensazioni, ricordi, parole, immagini) e li combina insieme, li trasforma in modo non passivo, nasce dal funzionamento innato-acquisito simultaneo di molti significati e di molte reti neurali.
L’esperienza dell’olos-pathos
È l’apertura olistica verso l’avanguardia di consapevolezza dell’Io-psyché.
Si sente che l’avanguardia include e trascende elementi consci e inconsci sensibili e sovrasensibili, localistici e non locali, simultaneamente (quelli raggiunti durante la forma-azione a sé stessi). Si tratta del riconoscimento vissuto dell’
ontos-sophos-logos-kraino
(essere, saggezza, scienza, io-compio).
È una disponibilità che potenzialmente l’Io-psyché può applicare su sé stesso e su ogni parte-Universi.
Si riconosce la vita-autopoiesi ovunque,
in ogni parte-Universi,
interiormente ed esternamente, un campo unico.
Il campo istintivo-emozionale fluisce senza ostacoli.
Si sente di poter
includere, fusionalmente, ogni parte-universi
e nello stesso tempo di poter trascenderla.
L’esperienza del pieno inconcepibilmente vuoto e del Vuoto inconcepibilmente pieno di in-formazioni
È l’esperienza integrale che precede la
possibilità di de-localizzazione dell’Io-psyché.
- Tutto ciò che si percepisce lo si intuisce, si vive,
come se fosse formato da enormi (inconcepibili)
parti piene che si percepiscono come vuote,
formate da solo silenzio-suono innato.
- Tutto ciò che si percepisce lo si intuisce, si vive,
come se fosse formato da enormi (inconcepibili)
parti vuote che si percepiscono come piene,
formate da
immisurabili in-formazioni e da suono-silenzio innati.
- Tutto sembra essere percepito come un
campo trasparente
(invisibile, ma deducibile, transfinito, coscienziale)
con immisurabili, ripeto, in-formazioni innate.
- L’identificazione-fissazione dell’Io-psyché nel solo sensorio-percettivo va in remissione ma, simultaneamente,
dispone di
intensa individuazione,
determinata dal
vuoto inconcepibilmente pieno e dal
pieno inconcepibilmente vuoto,
lì si intuisce come la fonte creatrice dentro sé stessi, di stati Io-somatici.
Il riconoscimento vissuto del Campo coscienziale olistico-autopoietico-Io-psyché
Si tratta della
remissione del dualismo, dicotomia, enantiodromia,
che rappresenta
il livello di consapevolezza vissuta,
molto significativo per la Sigmasofia.
È l’esperienza vissuta attraverso cui
l’Io-psyché vive e sperimenta in sé stesso
il campo coscienziale innato,
da cui si evidenzia come
processo di fondamentale importanza.
Si percepiscono in sé stessi in-formazioni innate, che si intuisce essere quelle che
formano, evidenziano, la manifestazione sensorio-percettiva,
la consapevolezza vissuta innata-acquisita.
Si ha la sensazione vivida che
il campo coscienziale olistico-autopoietico-Io-psyché
possa contenere includere e trascendere
ogni parte-universi, si vive il
principio attivo innato di
inclusione.
Il campo coscienziale olistico-autopoietico-Io-psyché
è
dell’Universi-parte,
se stessi.
Si vive il
Mauna-Vac,
il silenzio-suono innato,
calmo,
non deteriorabile dall’acquisito,
immobile e nello stesso tempo in movimento.
Ci si sente partecipatori fusionali-osservatori di
sé stessi,
l’Universi-parte.
VERSO IL BIOS
L’esperienza del ∑igma, della sommatoria delle due funzioni Ypsi è in Sigmasofia il
livello di consapevolezza dell’Io-psyché
che coincide con lo
stato io-somato-autopoietico
Sigmasofia.
(da cui il nome della Via di Conoscenza)
ossia,
il Bios
Nel campo coscienziale olistico-autopoietico-Io-psyché, si vive
la non separabilità,
l’inscindibilità tra l’Io-psyché e l’ambiente complessivo,
l’Universi-parte.
Il Bios: La remissione del dualismo e lo stato Sigmasofia
Ossia, va in
remissione la sensazione che ci sia un
soggetto osservante e un oggetto osservato.
Si percepisce come
tutto funzioni simultaneamente,
niente escluso.
L’Io-psyché si trova in ∑igma,
nella sommatoria più proprietà emergente
di tutte le onde cerebrali, da lui producibili.
È
partecipatore fusionale-osservatore
di ogni parte-Universi,
vede la realtà complessiva in modo olistico
e simultaneamente riduzionista.
È il luogo coscienziale dove vengono prodotti i
∑ophy-insight,
è
l’Io solo esisto
sigmasofico
che include, per
entanglement micro-particellare e coscienziale,
quella
parte di sé stessi che è
l’altro.
Si tratta del vissuto diretto, integrale, delle estensioni sovrasensibili, inconsce, non locali, entangled, trans-finite, in-formate, da cui si evidenzia l’Io-psyché con cui gli stati Io-somatici e relativi istinti-emozioni e significati-significanti che ordinariamente, normalmente, produce sono simultaneamente simmetrici, in fase.
Se realmente raggiunto, vissuto, tale stato Sigmasofia evidenzia in-formazioni, principi attivi, colti nella loro origine innata.
Il Bios è l’Io-psyché che produce stati Io-somatici e può essere percepito anche soltanto a monte, prima dell’atto della loro creazione. In sintesi, uno degli elementi fondamentali formanti lo Stato Sigmasofia è l’Io-psyché consapevole delle estensioni non locali che lo evidenziano e se in fase e simmetrici anche degli stati Io-somatici e relativi contenuti, sensibili, già creati. In ogni caso, se necessario, l’Io-psyché deve saper distinguere tra gli stati Io-somatici da lui già creati e il campo coscienziale innato, le in-formazioni, il genoma (…) che lo evidenzia ossia, si tratta di ciò che rende olistico-autopoietici l’Io-psyché e gli stati Io-somatici che ha saputo creare.
Tali in-formazioni archetipiche (accezione Sigmasofica) pre-evidenziazione dell’Io-psyché ossia ciò che precede ogni suo applicativo sensibile (teorie, filosofie, logica, dialettica…)
formano l’azione che produce conoscenza olistico-autopoietica
localistica e non locale
Il vissuto integrale dell’innato è reso possibile dalla pratica delle
Autopoiesi olosgrafiche.
Si tratta del modo di vivere gli stati Io-somatici in modo olistico-autopoietico, ossia che esprimono la tangibile presenza delle in-formazioni transfinite innate. È la condizione in cui l’Io-psyché si auto-riconosce come maggiormente completo ed è più consapevolmente se stesso.
Senza tali funzionalità innate l’Io-psyché veicolato da ogni essere umano non potrebbe esistere.
Gli stati Io-somatici vissuti, riconosciuti, da soli senza l’integrazione della loro scaturigine innata coincidono con ciò che in Sigmasofia denomino
’incompletismo
L’innato è ciò che permette a quanto descritto di esistere, di evidenziarsi, per questo formo i ricercatori a cogliere tale processo mentre è in azione. Questa è l’esperienza olistico-autopoietica formante lo
Stato Sigmasofia
Poter realizzare tale vissuto richiede intensa auto-disciplina e sembra non essere spontaneo in ogni caso, significa riconoscersi, in modo vissuto, nel sovrasensibile.
È lo stato Io-somato autopoietico, risultante dal
∑igma
(sommatoria)
tra la funzione Ypsi acquisita
(Io-somatica)
e la
funzione Ypsi innata
(energetica).
È, quindi, lo stato di
massima avanguardia di consapevolezza olistico-autopoietica vissuta:
il traguardo, sempre espandibile, della
conoscenza vissuta conseguita.
L’Io-psyché si riconosce come
disidentificato, de-fissato da ogni ostacolatore-discrasia,
da ogni facilitatore, da ogni ente acquisito, da ogni parte-Universi.
L’Io-psyché evidenzia, consapevolmente, la sua
forma originaria innata,
pre-acquisito,
Una volta raggiunti, questi insight di
conoscenza vissuta d’avanguardia,
mantenendo lo stato non interferente,
entrano consapevolmente in circolo
e
l’Io-psyché può ricordarli:
si tratta, quindi, della
possibilità di transmutazione della consapevolezza vissuta.
È stabilità Io-somato-autopoietica.
Vivere lo
stato Sigmasofia
significa
la remissione completa dello stato di scissione, di separazione dell’Io-psyché,
in favore del vissuto della simultaneità, dell’unità continua con ogni altra delle
parti-Universi.
Verso la de-localizzazione dell’Io-psyché
L’Io-psyché esercita, assume il proprio
Dominus
su sé stesso,
in particolare, sugli istinti -emozioni.
Si vive con continuità
l’archetipo
Io rido:
è la
partecipazione fusionale
e, simultaneamente,
l’osservazione di sé stessi, dell’Universi-parte.
È il
nuovo paradigma sigmasofico
che l’Io-psyché evidenzia e può agire con continuità.
È esperienza vissuta,
è stabilità nella simultaneità, nello
stato di entanglement micro-particellare e coscienziale
in cui vivono le parti-Universi e nella
facoltà di
de-localizzazione dell’Io-psyché
che sta ad indicare tutte quelle esperienze nelle quali
l’Io-psyché
percepisce la propria attenzione e consapevolezza
al di fuori
del proprio corpo fisico,
oltre la propria pelle, anche a distanze notevoli (…).
Ci si sente con
l’Io-psyché semovente, fluttuante all’esterno del soma,
riuscendo a percepire-intuire il corpo in stato di rilassamento integrale dal luogo de-localizzato. Tale
processo autoscopico
è funzionale alla creazione della
conoscenza vissuta.
La Sigmasofia,
per dare la parola al cervello rettilico e viscerale
e alle sue connessioni con il cuore
e con l’inconscio olistico-autopoietico innato, non localistico, transfinito.
Per connettere, tramite il cervello limbico, la neocorteccia, con esso
e partecipare-osservare e consapevolizzare quello che insieme comunicano:
lo stato Sigmasofia
Io-somato-autopoietica.
Il Bios.
Note:
[1] Funzione Ypsi: è la sintesi dell’estrapolazione degli insegnamenti ricavati dalle esperienze che l’Io-psyché si è auto-autorizzato a vivere integralmente, dal concepimento al momento attuale.
[2] Bias cognitivi: sono errori sistematici di interpretazione, scorciatoie dell’Io-psyché-cervello adottate per elaborare rapidamente situazioni di vita. Riconoscerli migliora la funzione Ypsi elaborata dall’Io-psyché.
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