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OLTRE LA DIVISIONE TRA MATERIALISMO E SPIRITUALISMO

Sezione: Interviste e dialoghi » Articoli
Data: 04/02/2013
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Autore: Nello Mangiameli
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OLTRE LA DIVISIONE TRA MATERIALISMO E SPIRITUALISMO
 
 
Mizar Claudio Contorni
Mizar è nata anche dall'esigenza di superare la tradizionale e voluta divisione tra spiritualismo e materialismo, tra esoterismo e scienza al fine di operarne l'unione, per ri-legare (da religo) ciò che, per troppo tempo, è stato separato e che ha condotto alla frammentazione dei saperi, della natura, dell'umanità, della coscienza. Il cambiamento di paradigma ,secondo T. Khun, è l'obbiettivo che Mizar si propone.
 
Nello Mangiameli
Sono veramente lieto di aver letto queste parole!
Indipendentemente dal valore (non spetta a me dirlo), posso affermare con forza, quale contributo alla discussione, che la Sigmasofia (significa appunto saggezza, nascente dalla sommatoria, reintegrazione da cui si evidenzia la proprietà emergente di ogni dualità, di ogni dicotomia, tra cui, ovviamente, sono presenti spirito e materia, esoterismo e scienza, e molte altre) è la realizzazione del superamento indicato.  Abbiamo evidenziato così la reintegrazione dei vissuti dell’Universi-parte, noi stessi, che siamo stati in grado di raggiungere. Ssono proprio le applicazioni realizzate che ci hanno consentito di dar vita all’eco-società auto poietica ∑ophy, che evidenzia il cambio di paradigma: essere umano e società olistico-autopoietici, il cui prototipo è vissuto e studiato presso il Sigmasophy Institute.
 
Mizar Claudio Contorni
Proprio per poterlo raggiungere ci siamo avvalsi dei nuovi concetti di emergenza, di computazione naturale, di autopoiesi (Maturana e Varela), della fisica quantistica, del costruttivismo, del lavoro di P.Feyerabend. Alla luce di queste nuove prospettive il metodo galileiano viene superato ma, non avendo ancora a disposizione un nuovo modello teorico e sperimentale da seguire, ci siamo avvalsi della metodologia a tessitura aperta:
1- osservazione iniziale del fenomeno
2- ipotesi plausibile
3- raccolta di dati
4- ipotesi controllata (quando sia possibile)
5- analogia come argomentazione
Le frammentazioni sono solo apparenze e l'unione degli opposti, la visione d'insieme rappresentano il punto di partenza e di arrivo per poter riconnettere l'uomo nuovo a se stesso, agli altri, all'universo intero.
 
Nello Mangiameli
In Sigmasofia, pratichiamo la computazione autopoietica. Si tratta di sperimentare le sommatorie (senza tagliare nulla) di ogni singolo stato Io-somato-autopoietico, producibile dall’Universi-parte, noi stessi, da cui appunto si evidenzia la proprietà emergente, di cui sopra. In quale modo? In modo autopoietico ossia attraverso modalità che tentano di includere la visione di Maturana e Varela, dando tuttavia prevalenza di attenzione all’accezione di creato da se stessi (autos significa se stessi, poiesis significa creazione. In questi passaggi, il ricercatore vive ciò che denominiamo la coscienza dell’atomo (non nell’accezione della Bailey o di Aurobindo-Mere), in cui tutti i corrispettivi coscienziali di tale funzionalità quantistiche sono computate. A tutto questo ( e molto altro) integriamo, inoltre, una specifica modalità di ricostruzione dell’Io-psichè, che tra l’altro, prevede la ricostruzione soggettiva, vissuta di quanto si è stati in grado di consapevolizzare dell’Universi, di cui si è parte integrante. Ognuno esprime la propria capacità e consapevolezza di ricostruzione di sé.
Il ricercatore agisce integralmente, al di fuori del culturale conosce e, da ciò elabora la Costruzione della Propria Teoria conseguente il vissuto diretto (CPT). E’ come se ognuno generasse il proprio mondo, fino a rendersi conto, a vivere non culturalmente che tutto si trova è in uno stato di Entanglement Coscienziale Autopoietico (stato E.C.A., passaggio che gli fa riconoscere di essere Universi-parte e non parte-Universi). Quindi, l’esperienza penetrata, vissuta integralmente, è, per così dire, l’inizio, della conoscenza che via via porterà il libero ricercatore a vivere che il proprio Io-soma-autopoiesi (l’Universi-parte transfinito intero) non può avere una struttura determinabile. 
Il fatto che, inizialmente ogni singolo ricercatore risponda in maniera diversa ad uno stesso stimolo non deve sorprendere, infatti, proseguendo, incontrerà lo stato di Entanglement Coscienziale Auto poietico che inserirà in lui il processo unificatore preesistente, la nascita dello stato denominato di autonomia fusionale autopoietica, per cui la differenza cognitiva (autonomia) è parte integrante e inscindibile della fusionalità, dell’entanglement coscienziale (fusionale). Tutto questo viene realizzato da se stessi, attraverso la risalita vissuta a sè: l’Universi-parte. I ricercatori vivono e riferiscono che la figura dell’osservatore è superata, per far posto alla figura del partecipatore fusionale che, da quella condizione realmente raggiunta, può zoommare (osservare) sul particolare.
Inizialmente, partendo dall’acquisito, dalla propria esperienza, il ricercatore determinerà e si comporterà in modo conseguente al proprio sapere (stato di riduzione-collasso del reale e integrale stato di Universi). Ma, proprio a questo punto scatta uno dei principi fondamentali della formazione sigmasofica: il tentativo di superare e trascendere tale riduzione–collasso al proprio range sensoriale e culturale. Si giunge allo stato, in cui l’Io-psichè è in grado di evidenziare l’esistenza soggettiva di in-formazioni sovrasensibili non locali di Universi (non della parte-Universi, del ricercatore singolo) intuendo, così, che l’in-formazione ha un’esistenza soggettiva, la quale deve riferirsi, ripeto, all’Universi. Si conlude che possiamo evidenziare in-formazioni dell’Universi (principi attivi olistico-autopoietici o genoma coscienziale, sono sinonimi) senza ridurle-collassarle alla consapevolezza riduzionista del solo osservatore. Possiamo affermare che in Universi- esiste e opera In-formazione.
Le cose e l’osservatore, viste dallo stato, di Entanglement Coscienziale Autopoietico, sono lo stesso processo, essendone parte-integrante. Non può che evidenziarsi lo stato di partecipatore fusionale, in modo che la realtà possa essere vissuta soggettivamente.  Ergo, tutte le proprietà si rivelano parti del partecipatore, dell’Universi-parte, noi stessi. Così, la realtà può essere considerata in senso soggettivo, non localistico, perché è il soggetto a farne esperienza. Nello stato ECA tale soggetto coincide con l’Universi-di cui è parte integrante e non con il singolo essere umano. Quindi esiste un unico Universi-parte che include ogni universo, quanti sono gli esseri esistenti senzienti.
E’ vero che ogni soggetto costruisce la propria realtà, esattamente nel modo in cui è in grado di costruirla (soggettivismo localistico)  e che questa è mutevole, in base alla consapevolezza e alle esperienze che via via praticherà. Ripeto: accadrà che l’incontro vissuto con l’entanglement transmuterà nell’immediato tale stato, entrando così nella gnoseo-ontos-sophos-logia olistico autopoietica (dal greco gnosis che significa conoscenza, ontos, significa essere, sophos, significa saggezza, e logos significa scienza, discorso su, quindi: essere saggezza e scienza della conoscenza creata da se stessi, l’Universi-parte). Tale processo è vissuto, ponendo in remissione la dicotomia soggetto-oggetto.
L’universi-parte si autoconosce e può assumere di essere ciò che ha saputo autoconsapevolizzare.
La danza autopoietica dell’Universi che partecipa e riconosce se stesso.
Vediamo uno dei modi di procedere:
1-    Partecipazione fusionale e successivamente in stato ECA dell’ente, del fenomeno.
2-    Vissuto e Costruzione della Propria Teoria inerente il vissuto (non ipotesi, ma teoria nascente dal’esperienza)
3-    Creazione della tavola olistico-autopoietica , raccolta e integrazione delle costruzioni della propria teoria conseguenti al vissuto
4-    Verifica in altri laboratori-coscienza del vissuto (dalla tavola autopoietica estrapoliamo tecnologie coscienziali)
5-    Superamento del procedimento logico, attraverso cui si cerca di estendere l’applicabilità delle proprietà dei principi vissuti: non passiamo da un vissuto noto ad un altro, senza prima averlo raggiunto, sempre attraverso il vissuto. Non è questione di somiglianza, ma di reintegrazione in un tutto funzionale solo da vivere. Analogia non è simmetrico a unicità funzionale, quindi si procede per sommatoria più proprietà emergente da tale somma-reintegrazione.
Lo stato ECA e lo stato Sigmasofia sono l’unione degli opposti-complementari , vissuta, realizzata; e sono il reale inizio della conoscenza, è l’Universi-parte, se stessi che si autoriconosce nelle sue estensioni non locali transfinite.
Nello
 
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Nello Mangiameli-
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