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PRESUNTA CONFUTAZIONE DELL'OLISMO

Sezione: Interviste e dialoghi » Articoli
Data: 04/02/2013
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Autore: Nello Mangiameli
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PRESUNTA CONFUTAZIONE DELL’OLISMO
 
Riccardo Calantropio
La VISIONE DELLA REALTA' della RETE DEGLI INCONSCI dell'Ing. Riccardo Calantropio AFFERMA
 tutti gli inconsci umani sono collegati tra di loro come in una rete internet; per cui anzi trova CONFERMA, se mai ce ne fosse stato bisogno, in quello che ha scoperto il professor M. Raichle. Quest'ultimo ha ipotizzato e dimostrato con le nuove tecnologie diagnostiche a nostra disposizione, l'esistenza di una 'rete di default' a cui il nostro cervello e' costantemente collegato, definito anche 'lato oscuro' o 'rumore' che potrebbe essere individuato con il nostro inconscio collegato a qualcosa d'altro, una vera e propria rete I network: sembrerebbe che il nostro cervello sia al massimo dell'attivita' proprio quando dormiamo o meditiamo, mentre quando svolgiamo una funzione, es. parliamo o leggiamo il brusio e l'attivita' cala per poterci concentrare in queste funzioni.

Nello Mangiameli:
La pratica della coscienza olistica (accezione Sigmasofica) ci evidenzia che i cosiddetti inconsci
NON SONO COLLEGATI E NON COMUNICANO TRA LORO,
bensì
SONO UN UNICO CAMPO COSCIENZIALE FUNZIONALE, INSCINDIBILE CHE CO-CREA SIMULTANEAMENTE IN-FORMAZIONI
(comunque nell’indicazione, sono collegati tra di loro…, è possibile partecipare un passaggio fatto diversi anni fa dalle nostre sperimentazioni conclusesi con ottimi risultati. Per decine e decine, di volte abbiamo sperimentato quella che pensavamo fosse comunicazione, come comunicare con un altro essere umano, attraverso il sogno lucido, e trasmettere un’immagine, un breve messaggio).
Se per rete di default (predefinita), si intende lo stato di un sistema in assenza di interventi espliciti, non si tratta sicuramente di una rete, ma del campo coscienziale olistico, sensibile e sovrasensibile, locale e non locale, di cui il cervello è emanazione e strumento, attraverso cui specializziamo in stati coscienziali tale campo, attivando specifiche aree (le stesse che stanno sperimentando le neuroscienze). In quel luogo, riscontriamo l’acquisito dell’umanità, le sue scienze, le sue tradizioni, la sua spiritualità, ma anche e soprattutto l’estensione olistico-autopoietica, naturale (in sigmasofia, si chiama inconscio autopoietico, comune ad ogni parte-Universi, inscindibile da quello collettivo, nell’accezione junghiana e da quello personale).
Il cervello può essere portato al massimo della propria attività, quando, svegli e consapevoli, praticando specifiche tecno-ontos-sophos-logie, si raggiungono stati differenti di coscienza che, per intenzionalità, vogliamo evidenziare anche sensorio-percettivamente (Autopoiesi olosgrafiche, paragonabili a meditazioni dinamiche avanzate). Quando procediamo con le autopoiesi olosgrafiche non locali, quella particolare attività del cervello si riduce, in quanto si vive
l’autonomizzazione (disidentificazione) dell’Io dal sistema nervoso e cerebrale
(ossia quello che sensorializza e riduce lo stato olistico). Tale autonomizzazione evidenzia lo stato in cui abbiamo individuato, visto, riconosciuto e codificato il campo coscienziale olistico non locale.
Da anni, abbiamo raggiunto la facoltà di produrre sogni lucidi, in modo ripetibile! Possiamo attivare la fase REM e NREM, anche durante lo stato di veglia e possiamo essere razionali durante il REM E l’NREM (ossia si può innescare tecnicamente un sogno mentre siamo svegli e operiamo, possiamo sovrapporlo al dato di realtà sensorio-percettivo ordinario che stiamo vivendo, meccanismo utilizzato nell’archeologia olistico-autopoietica- che usiamo durante le escursioni, il torrentismo, i viaggi della conoscenza che realizziamo).
 
Riccardo Calantropio
Per cui, quello che dice il prof. M. Raichle VALE per entrambe le ipotesi, RETE DEGLI INCONSCI e CERVELLO OLISTICO di Bohm. Chiarito questo, dobbiamo intenderci cosa intendeva dire Bohm con cervello olistico e perchè le NEUROSCIENZE lo hanno ormai definitivamente CONFUTATO.
Da qui, esclusa l'ipotesi del cervello olistico di Bohm, la VISIONE dell'Ing. Riccardo Calantropio, ne esce ulteriormente RINFORZATA, come ormai accade, immancabilmente, da circa 10 anni con lo sviluppo del progresso scientifico.
In parole semplicissime un cervello olografico NON DOVREBBE AVERE le singole memorie e le funzioni specifiche LOCALIZZATE in specifiche aree, ma si dovrebbe comportare come un ologramma, in cui una parte contiene il tutto e viceversa; cosa ormai ampiamente smentita rispetto alle conoscenze all'epoca di Bohm. E l'attivazione nel cervello di aree diverse nei monaci e nelle suore, nè è ulteriore conferma.
 
Nello Mangiameli
Infatti! Non è il cervello ad essere olistico (anche se di diritto è parte integrante del Tutto), bensì è la coscienza ad essere olistica (ossia olos-presente nell’Universi e, ovviamente, non è soltanto una proprietà emergente dal cervello, un epifenomeno!) che si avvale del cervello, per specializzarsi in stati coscienziali, che attivano specifiche aree ed evidenziano proprietà emergenti.
Per non incorrere in confusioni (in Sigmasofia), utilizzo il termine campo coscienziale olistico-autopoietico. In ogni caso, il termine olistico è utilizzato per indicare l’insieme complessivo esistente sensibile e sovrasensibile, olos significa tutto (nulla di più nulla di meno) e non ha nulla a che vedere con Bohm, Pribam (che, tra l’altro, non è vero che sono stati confutati, anzi insieme a molti altri, sono gli studiosi che maggiormente si sono avvicinati alla scoperta della coscienza olistico-autopoietica).
Il cervello, comunque, a suo modo è sempre olistico!
Se mi concentro su un organo, non significa che gli altri smettano di funzionare; se mi concentro sulla produzione di uno stato coscienziale che attiva prevalentemente un’area, non significa che le altre si disattivino, in quanto contribuiscono alla creazione di quella prevalente). Tutto questo accade perché non hanno scoperto, sperimentato, riconosciuto tale campo sovrasensibile non locale transfinito che, paradossalmente, quando lo si raggiunge e ci si de-localizza, determina la riduzione dei parametri cerebrali, appunto perché de-localizzati, autonomizzati.
Infatti, inizialmente, per poter de-localizzarsi, si deve essere tecnicamente in grado di produrre la catalessi autopoietica. Si tratta di uno stato paragonabile al sonno, all’ipnosi (lucida) e talvolta è accompagnata da un irrigidimento della struttura muscolare e sensoriale. Soltanto per dare un rifermento: è come se fosse una morte apparente (simile a quella reale, nell’accezione scientifica), in quanto si pone in remissione il sensorio-percettivo, la sensibilità (ma ciò non significa che chi la pratica non sia consapevole). Si manifesta con la quasi impossibilità di percepire il battito cardiaco e la respirazione: avendo autonomizzato l’Io, c’è assenza di riflessi (in alcuni casi abbiamo osservato flaccidità e rilassamento degli sfinteri). La temperatura si abbassa fino ai 25 gradi (non meno). A volte, tale stato spaventa, per questo da più di dieci anni sto sperimentando nuove metodiche di accesso.
Le neuroscienze, misurando, non hanno quindi, di fatto, confutato nulla!
Hanno semplicemente misurato le diverse aree che si attivano ed hanno interpretato la cosa con i loro codici. Punto, stop.
Ribadisco: rispetto al raggiungimento dell’esperienza del campo coscienziale olistico-autopoietico attraverso la delocalizzazione,
LA MISURAZIONE E LO STUDIO SCIENTIFICO SEMPLICEMENTE
NON APPORTANO NULLA
(come Sigmasofia, insegniamo semplicemente a raggiungere tali stati a chi ne fa esplicita richiesta) e quando i ricercatori li vivono sono a prova di confutazioni.
Il cervello non ha memorie! Ma è lo strumento utilizzato dal campo coscienziale olistico per estrapolarle da sé ed evidenziarle nel sensorio-percettivo (Io-psichè).
L’ologramma è qualche cosa di complesso per ora serve più ai laser che non alla coscienza.
L’attivazione delle aree del cervello di monaci e suore, alla luce di quanto sopra indicato, conferma che stavano attivando quei centri perché quelli stavano stimolando ma, in ogni caso, si tratta di attivazioni determinate dal campo coscienziale olistico
Questa è la visione coscienza olistica (accezione sigmasofica).
Nello Mangiameli
 
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