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IL METODO SCIENTIFICO E INCOMPLETO

Botta e risposta Calantropio- Mangiameli su creativi culturali
Sezione: Interviste e dialoghi » Articoli
Data: 04/02/2013
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Autore: Nello Mangiameli
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IL METODO SCIENTIFICO E INCOMPLETO
 
RETE DEGLI INCONSCI – Calantropio-
"ma penso che si debba distinguere le cose scientifiche che dico (e su cui nessuno, onestamente ed intellettualmente, DOVREBBE DUBITARE)",
E aggiungo che non ho mai criticato chi non accetta la mia visione (RETE DEGLI INCONSCI) e sfido chiunque a trovare un rigo in cui lo ho fatto; però giustamente critico chi non appartenendo al mondo scientifico, HA LA PRESUNZIONE DI CRITICARLO E DI METTERLO IN DUBBIO. La mia è una difesa personale e di tutto il mondo scientifico stesso.
 
 
Nello Mangiameli
Affermando che il metodo scientifico è incompleto affermo un fatto facilmente dimostrabile.
Infatti, il metodo scientifico ha la necessità di sperimentare e di provare le teorie che vuole verificare e di renderle ripetibili in ogni altro laboratorio scientifico, gestito da altri scienziati e di procedere con pubblicazioni ufficiali internazionali ( e altro). Ma, come noto,  per poter sperimentare e provare deve poter misurare il fenomeno, la teoria che vuole studiare. Necessita, quindi, di strumenti di misura idonei a farlo, ciò serve per ricondurre quanto misura a processo matematicamente e coerentemente (secondo la logica scientifica) esprimibile. Per molte tematiche trattate in Sigmasofia,  la scienza non dispone di strumenti di misura idonei, in quanto non li ha ancora inventati. Non dispone di un intuitometro per misurare l’intuito, quindi non può studiarlo; non dispone di un coscienziometro per misurare la coscienza (come processo in se, non mi riferisco alle aree cerebrali attivate dal campo stesso), quindi non può studiarla (pur utilizzandola a iosa, non conosce gli ingredienti da cui psichè è formata!); non dispone di un meditometro per misurare la meditazione, quindi non può misurarla; e così via.  Il metodo scientifico si è dato delle regole convenzionali e  internazionalmente condivise che gli scienziati seguono. Tali regole, come indicato, gli consentono di trattare soltanto quello che tecnicamente possono trattare. Veniamo al punto. La maggior parte delle tematiche che si discutono sul network della coscienza olistica, sono, nella stragrande maggioranza dei casi, come detto, non misurabili dalla scienza. Quello che qui si tratta è la tecnologia coscienziale per produrre prese di consapevolezza, espansione di coscienza, insights intuitivi e sincronici, stati olistici di coscienza, per creare aperture coscienziali verso la condivisione, la cooperazione, la co-creazione (…), tutte  aree al di fuori del dominio, misurabile e matematicamente esprimibile, della scienza che, al massimo, attraverso la neonata scienza della coscienza inizia misurare qualche onda cerebrale, o qualche area cerebrale che si attiva, o correla (spesso forzando e impropriamente) funzionalità genomiche-cellulari a qualche stato coscienziale (…), tutti atti veri, ma incompleti, in quanto non esaustivi rispetto a quanto ogni serio e vero ricercatore sulla coscienza, da millenni, vive, come testimoniano molti ricercatori. La Scienza della Coscienza è appena arrivata, la ricerca e i vissuti coscienziali esistono da millenni!
Quindi, allo stato della ricerca, non si hanno dubbi, ma certezze che la scienza è incompleta e, posso tranquillamente affermare, che anche la ricerca sulla coscienza olistico-autopoioetica lo è: infatti ci sono intere regioni coscienziali non locali ancora da consapevolizzare! Tutto ciò non significa mettere in dubbio i diversi raggiungimenti, io, in questo momento sto tranquillamente utilizzando il computer che la scienza mi ha smesso a disposizione; usufruisco, tranquillamente, del servizio medico che mi offre (…), nessuno mette in dubbio questo,  ma se aspettavo che la scienza mi desse indicazioni per produrre le mie facoltà ipersensibili (ripetibili!), di delocalizzazione, di comunicazione simultanea telepatica e telesomatopatica ( e altro) che, giornalmente, utilizzo, forse starei ancora li ad aspettarla J.
NESSUNO DUBITA O VUOLE DUBITARE, ma ciò non significa che ognuno debba assumere che operiamo nell’Universi-parte transfinito e, appunto perché tale (mai finito), molto probabilmente, anche la scienza o la ricerca sulla coscienza sono dello stesso tipo: mai finite!
Per quanto mi consta, io divulgo quanto, in trenta anni di ricerca sperimentale sul campo, ho faticosamente raggiunto e che la scienza, mi dispiace, ancora non può misurare e sarei ben lieto se potesse farlo!
Collaboro, da anni, con Docenti universitari (che hanno prodotto pubblicazioni internazionali) con ottimo e condiviso successo! A noi non ci è mai capitato di mettere in discussione alcunché e non solo quegli scienziati non si difendono ma mi hanno chiesto, spesso insistentemente, informazioni sulle tecnologie che utilizzo per sviluppare le facoltà ipersensibili ed io, a mia volta,  non mi astengo dal chiedere loro informazioni su tematiche scientifiche (pur provenendo io stesso da studi scientifici). Abbiamo creato formidabili sinergie: non ultima è stata la conferenza sulla non località poi riportata su un DVD tenuta da me dal prof. Bruschi (fisico teorico) e dal prof Vittorio Marchi (fisico). In questo momento, ad esempio, stiamo cooperando con diversi scienziati per creare l’Oikos . Voglio comunicare che siamo troppo impegnati nello studio e nella ricerca per perdere tempo ad attaccare qualcuno o qualcosa (tranne nei casi in cui si è coinvolti, a cui semplicemente rispondiamo nel merito).
 
 
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Nello Mangiameli-
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