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L’effetto placebo-nocebo

Sezione: Sigmasofia autorig » Articoli
Data: 03/02/2013
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Autore: Nello Mangiameli
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L’effetto placebo-nocebo
di
Nello Mangiameli
 
Circa quindici anni fa, con due ricercatori che stavano vivendo un intenso transfert (in Sigmasofia, traslazione) positivo nei miei confronti, feci un esperimento. Ad uno dissi che in una bottiglia avevo messo dell’acqua di sorgente, trattata per trenta giorni con specifiche tecniche meditative che avevano il potere di sviluppare una forte capacità di rilassamento che si sarebbe innescato il mattino successivo del giorno di somministrazione. L’effetto sarebbe durato un giorno. All’altra ricercatrice dissi che avevo trattato quella stessa acqua, con stati di coscienza molto aggressivi e tesi, stato che si sarebbe scatenato in lei il mattino successivo al giorno di somministrazione. Tale stato sarebbe durato un giorno. In realtà, si trattava di semplice acqua minerale Sangemini, senza alcun trattamento.
Il mattino successivo, i due ricercatori iniziarono, rispettivamente, a sentirsi rilassato e a sentirsi aggressiva, tesa, fino al punto che a metà giornata quel loro stato si esasperò, per poi entrare in remissione tre ore prima la fine della giornata.
Quei due ricercatori produssero i loro rispettivi stati Io-somatici, di rilassamento e di tensione, in conseguenza del fatto che entrambi avevano fiducia in me, in conseguenza dei cinque anni, intensi, di formazione vissuta, coinvolgente il piano Io-somato-autopoietico, integralmente e con molti risultati ottenuti. Quindi, dicendo loro che quell’acqua aveva quei principi attivi ed effetti, si auto-convinsero facilmente e, di fatto, crearono stati di rilassamento e stati di tensione. Hanno prodotto quello stato per fiducia e per traslazione investita su di me. Il fatto di dirglielo è stato sufficiente per innescare in loro il corrispettivo interiore di quegli specifici stati, attivarono, quindi, loro specifiche funzionalità psicosomatiche (la facoltà di poter produrre rilassamento e tensione). Lo stato coscienziale di fiducia e di traslazione è riconoscibile come la pre-disposizione che gli consentì di poter creare rilassamento e tensione. I vissuti integrali e di traslazione autopoietica, condivisi per anni, possono essere, e spesso lo sono, gli attivatori di fisiologia psicosomatica che ha il potere di creare stati di salute e di patologia, di rilassamento-meditazione e di tensione, stress (…). Tali effetti placebo e nocebo possono produrre psico-somatizzazioni misurabili e possono avere effetti, per cui aspettative auto-indotte possono produrre effetti di salute psico-somatica o di patologia psico-somatica, anche estremi: ossia l’auto-somministrazione dello stato coscienziale di rigenerazione vitale e dello stato coscienziale punto morte.
Durante gli studi sigmasofici, abbiamo verificato che lo stato di traslazione negativo che, dopo una diagnosi di cancro, taluni ricercatori hanno manifestato verso il termine e la prescrizione della chemioterapia, può determinare l’effetto nocebo, in modo così intenso che taluni hanno iniziato a sentirsi ancora peggio, prima dell’inizio del trattamento.
Se le persone non vivono che cosa sia la traslazione e altri stati psicosomatici, al momento in cui il medico le informa su una diagnosi grave, sugli effetti collaterali gravi di un farmaco, di un intervento chirurgico (…), potranno essere influenzate così tanto, da generare l’effetto nocebo, appunto perché hanno già prodotto traslazioni negative verso la diagnosi di cancro, gli effetti della chemioterapia che l’esperienza collettiva di tutti evidenzia come dannosi e correlati al temuto punto morte. La questione non può essere gestita soltanto con il soppesare le parole da parte del medico, quando comunica al paziente la diagnosi di cancro: è necessario formare, in specifici modi, la consapevolezza e quindi, di conseguenza, le reazioni del paziente. Ai ricercatori che sono in preda alla preoccupazione, alla paura, di dover affrontare una chemioterapia e i suoi effetti collaterali (ma pur sempre nella speranza che la traslazione che possa essere benefica e risolutiva prevalga), propongo delle tecniche denominate autopoiesi olosgrafiche direttive (paragonabili all’ipnosi lucida),unitamente ad una lettura olistica della questione, di fatto, differente da quella riduzionista e collassata ordinariamente utilizzata dalle convenzioni attuali. Lo scopo di tali tecnologie coscienziali è quello di andare a indurre stati di profondo rilassamento psicosomatico e simultaneamente di potenziare l’intenzionalità del soggetto, nonché di destrutturare la traslazione (proiezione) di aspettative. La diminuzione dello stato di tensione e stress, il potenziamento dell’intenzionalità finalizzato al riconoscimento vissuto di stati estesi, olistici di coscienza e la disidentificazione da aspettative cosiddette negative, inducono l’innesco del potenziamento del proprio sistema di difesa immunitario, soprattutto coscienziale.
Gli effetti dannosi della chemioterapia sono già stati riscontrati in parenti, in amici, nei diversi studi e ricerche, in ospedali, nella voce di popolo e il fatto di verificare che, spesso (siamo sull’ordine del 50% dei casi, dati OMS), gli affetti da cancro muoiano malgrado, appunto, la chemio o la radioterapia, determina la predisposizione all’effetto nocebo. Secondo come tale introiezione di potenziale malessere è stata agita, si può assistere ad un nocebo (o placebo nel caso opposto) di diversa intensità e manifestazione
Ogni Io-psychè può, potenzialmente, produrre effetto placebo-nocebo: la misura dipende dal livello di consapevolezza e di formazione vissuta a se stesso che ha saputo raggiungere. Più è ampia, meno si producono effetti placebo e nocebo. Negli Io-psychè meno formati, si partecipa-osserva una non adeguata capacità di gestione del condizionamento e delle aspettative conseguenti, generando effetti nocebo, somatizzazioni più consistenti. Tali processi coinvolgono integralmente l’Io-soma-autopoiesi (psiche, soma, energia) e creano, ad esempio, modifiche nell’encefalo quali riduzione della dopamina e dell’attività oppioide che spiegano l’aumento e la diminuzione del dolore (ma non è questo il piano che voglio evidenziare).
In sintesi, se l’Io psychè produce aspettative di dolore, si attivano i corrispondenti somatici, allo stesso modo, se produce con intensità aspettative positive,di benessere. Tali intensità devono raggiungere specifici livelli, diversi per ognuno, per poter osservare l’effetto, la somatizzazione. Anche se tutto è un processo unico, inscindibile, la causalità è riconoscibile prevalentemente nell’attività dell’Io-psychè: se un paziente proietta con continuità la paura di morire sotto i ferri o in conseguenza dell’uso della chemio, superata la propria intensità massima (non quantificabile ma con l’esperienza riconoscibile), molto probabilmente lo farà! Così come abbiamo osservato casi in cui il timore di produrre un attacco di cuore, alla lunga, sia riuscito.
Siamo creatori di stati psicosomatici!
Come può un Io-psychè, non adeguatamente formato a se stesso, rispondere consapevolmente al primario di fama internazionale, fornito del massimo dei titoli accademici, che alla luce dei sofisticatissimi esami clinici ci sentenzia: lei ha un cancro e non più di tre mesi di vita! Difficilmente, quell’Io-psychè potrà trovare altre soluzioni di autorigenerazione-guarigione, se non quella della delega assoluta a quel medico-demiurgo! Che, appunto perché tale (super-titolato), è meritevole di totale fiducia! Per me, la risposta è soltanto una: aumentare la formazione vissuta dell’Io-psychè a se stesso in modo che possa vivere e riconoscere
lo stato di auto-determinazione-realizzazione, di autorganizzazione, omeostatico, di autorigenerazione-guarigione, di conoscenza olistico-autopoietica,
che pur tenendo conto del medico-demiurgo sappia elaborare stati non identificativi e fissati soltanto sulla risposta di quell’esperto.
Senza tale produzione di autoconsapevolezza quale volete che sia l’esito della diagnosi e della prognosi ricevute?
In un caso da me seguito, accadde che tutti, medici e la totalità della famiglia, si erano rassegnati al responso del medico-demiurgo, quindi,
non c’era alcuna ragione perché Gigi (nome di fantasia) non morisse:
“Come potrebbe non accadere visto che i protocolli internazionali indicano quella prognosi, e poi quel mio parente stretto non avrebbe mai potuto mentirmi, non a me, lo so con certezza” (da verbalizzazione di Gigi).
Le cattive notizie di fatto possono innescare cattiva fisiologia, allo stesso modo le buone notizie possono innescare buona fisiologia: è giunto il momento di formarci a vivere e a riconoscere che ci sono
stati di autoconsapevolezza pre-produzione di buona-cattiva fisiologia, pre opposti-complementari, bene e male, amore e odio, salute e malattia (…).
Il vissuto che ci sono funzionalità coscienziali unitarie, principi attivi coscienziali, tecnicamente in grado di generare ciò che denominiamo la salute, il bene e ciò che denominiamo patologia, il male, ci porta in stati di disidentificazione, di de-fissazione dallo stato psicosomatico in circolo, condizione da cui iniziano ad innescarsi stati di autorigenerazione-guarigione e di conoscenza maggiormente funzionali alla risoluzione della patologia, dello stato psicosomatico che noi stessi stiamo creando.
Il modello biomolecolare attuale, quello che non tiene conto delle intrinseche funzionalità coscienziali inscindibili da esso, deve trovare un’adeguata revisione! Al di là della scienza e delle sue avanguardie, ogni Io-psychè può auto-organizzarsi per creare quanto indicato, formandosi visceralmente a se stesso. Ricordo il caso di un ragazzo che era stato appena lasciato dall’amore totale della sua vita e assunse tutte le pillole che aveva nell’armadietto dei medicinali. Immediatamente dopo, si pentì del suo gesto e si fece accompagnare da un amico in fretta all’ospedale. Peggiorava e sembrava che non ci fosse possibilità di salvarlo: respirava malissimo e in modo affannato, collassò, la pressione sanguigna crollò, sudava, vomitava e diveniva sempre più pallido, peggiorava a vista d’occhio. Ma non appena arrivarono gli esami, niente, malgrado l’assunzione di decine e decine di pillole, non c’era alcuna traccia di nulla, ma continuava a peggiorare. Dopo qualche giorno la sua ex-ragazza inviò il messaggio che, temendo un gesto del genere (lo aveva verbalizzato durante un litigio), aveva sostituito tutte le pillole con altre, assolutamente innocue, di cui disponeva. Ecco spiegato il perché non c’erano tracce nelle analisi,
 ma allora perché produceva malessere, peggiorava a vista d’occhio?
Non appena venne a conoscenza che le pillole erano innocue nel giro di due ore si rimise prontamente in forma!!! Tutti i parametri, fino a quel momento modificati, tornarono normali!.
L’effetto placebo-nocebo non è poi così misterioso: la spiegazione si trova nelle intensità istintivo-emozionali ed energetiche con le quali si carica lo stato coscienziale dicotomico prodotto, l’esperienza e il relativo significato. In pratica, se lo stato identificativo prodotto è caricato di intensità superiori ad una determinata soglia (ognuno dovrebbe formarsi a riconoscere la propria), inizia a somatizzarsi, ad evidenziarsi, in modo significativo, sul soma, attivando la fisiologia corrispondente e creando quello che condizionamento e aspettativa gli richiedono. La chiave è nella capacità di gestione e di transmutazione dei condizionamenti che abbiamo in circolo e che, anche inconsciamente, produciamo. Ciò dipende anche dal proprio modo di introiettare il contesto, gli usi e i costumi socio-culturali, in cui si è inseriti che, a forza di ripetersi centinaia di volte, creano un solco condizionante anche in Io-psychè che sembrano essere meglio organizzati e autoconsapevoli. Nel modo di introiettare il contesto in cui viviamo, riconosciamo inneschi di attivazioni, in diversi modi, del sistema immunitario che funziona di più o di meno, in conseguenza di quelle intensità. Quindi, il raggiungimento vissuto dello stato pre-dicotomia può funzionare come attivatore della remissione di quegli stati, di qualunque intensità, facendo funzionare il sistema immunitario in funzione autorigeneratrice. Si, sto affermando proprio questo: possiamo accendere, a comando, per innesco psichico consapevolmente auto-determinato, la risposta del sistema immunitario, raggiungendo, attraverso la formazione vissuta, lo stato olistico di coscienza, unitario, pre-identificazione, fissazione in stati gli opposti-complementari.
Lo stato pre-dicotomia permette stati olistici di coscienza che, se realmente raggiunti, hanno il potere di
porre in remissione e di transmutare lo stato di riduzione-collasso, identificativo, positivo o negativo che sia interpretato.
Non si tratta di aspettative positive create dell’Io-psychè, quanto della produzione consapevole dello
stato di autorigenerazione olistico-autopoietica pre- manifestazione degli opposti-complementari, di ogni effetto placebo-nocebo.
 
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Nello mangiameli
 
 
 
 
 
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FONTE
"Associazione Sigmasofia®"
Nello Mangiameli-
www.sigmasophy.com