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IL TUMORE E LA METASTASI?: MALE ASSOLUTO, NO, PREZIOSISSIMI MESSAGGERI…!

Sezione: Sigmasofia autorig » Articoli
Data: 03/02/2013
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Autore: Nello Mangiameli
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IL TUMORE E LA METASTASI?:
MALE ASSOLUTO, NO, PREZIOSISSIMI MESSAGGERI…!
di Nello Mangiameli
 
La discrasia che denominiamo tumore dal latino tumor, che significa rigonfiamento, in realtà è una nuova formazione Io-somato-autopoietica, anche detta neoplasia (neo significa nuovo e plasia significa formazione). Non viene prodotta in forma benigna o maligna, ma in forma naturalmente omeostatica e autorigeneratrice, esistente (analizzeremo più avanti, nel dettaglio, il motivo). L’aumento della riproduzione di alcune cellule del corpo è un automatismo innato: si tratta
dell’azione di ripristino delle naturali funzionalità olistico-autopoietiche.
In pratica, l’Io-soma di chi la produce ha determinato disfunzionalità al patrimonio genetico (rispetto al naturale innato fluire ecologico).
Migliaia e migliaia di esseri umani producono lo stato coscienziale punto morte, in conseguenza del manifestarsi della neoplasia.
La neoplasia è un prodotto dell’essere umano, delle parti-Universi! E’ quindi necessario osservare in lui gli elementi, le componenti che la producono, locali e non locali.
Ci sono esseri umani che, pur conducendo la stessa vita di altri che si ammalano, non la producono.
La neoplasia è un accrescimento progressivo di una parte dell’Io-soma, in conseguenza del fatto che alcune cellule proliferano (per specifici scopi) in modo che sembra essere diversamente articolato e diversamente ordinato, rispetto alla funzionalità normalmente agita.
Quando le cellule, che compongono la neoplasia, non si staccano, non si separano dal luogo dove hanno proliferato e, quindi, non invadono organi, tessuti vicini (in questo caso, per convenzione medica, il tumore viene definito benigno), è possibile riconoscere specifiche informazioni che si evidenziano sul corpo, attraverso quel male. Nel caso contrario, si parla di tumore maligno, che può essere riconosciuto come veicolo di maggiori e complesse informazioni. Tale invasione-proliferazione è detta anche metastasi: dal greco metastasis, composto da metà, che significa al di là e stasis, che significa stato, posizione.
Significa
nuova formazione (neoplasia), al di là del proprio stato posizione (metastasi),
quindi ci trasmette l’informazione di
trans-mutazione, di cambiamento in atto.
Questa etimologia ci fornisce interessanti informazioni che hanno trovato riscontro nella pratica.
E’ interessante che la neoplasia interagisca con il nucleo delle cellule, che è esattamente il luogo in cui sono custodite le informazioni olistico-autopoietiche e complesse del genoma somatico e coscienziale.
Tutte le cellule, che nascono da questa proliferazione, da questo moltiplicarsi, possiedono le stesse caratteristiche.
Ci troviamo di fronte ad un fatto molto simile a quello che accade alla cellula embrionale: in quei momenti, è funzionale soltanto alla propria riproduzione, mossa e modulata processi vitali innati (dal determinismo olistico-autopoietico (genoma coscienziale) che veicola. In tal senso e con questi significati, sembra comunicarci, per così dire, la ri-attivazione di processi già partecipati dall’embrione che opera appunto attraverso la moltiplicazione e la crescita,
la nuova formazione al di là del proprio stato.
E’ come se l’Io-soma rimettesse in funzione un meccanismo che già originariamente ha agito, ossia una condizione di proliferazione cellulare, funzionale alla crescita dell’Io-soma. Un primo segnale che la neoplasia ci suggerisce è quello che, ri-attivando il nucleo, dove i principi attivi olistico-autopoietici operano, stimola proprio quel piano che, spesso, nell’azione quotidiana ha il corrispettivo nella
creatività-creazione, nell’azione che crea
(il nuovo corpo che sta nascendo).
Il fatto che si ricrei la proliferazione autopoietica cellulare, ci suggerisce, ci indica che i processi di creazione-creatività dell’Io-soma sono inattivi o meno attivi, pertanto il principio attivo olistico-autopoietico di omeostasi e di autorigenerazione innesca di nuovo la riproduzione cellulare (che ovviamente coinvolge l’Io, in quanto inscindibile dal soma): è come se avvenisse un nuovo parto, per ripristinare funzionalità genericamente dette di benessere naturale (o salute). Viene a crearsi l’intenzionalità effettiva di transmutare la situazione esistente, in modo così intenso che le funzionalità dell’Io-psichè ci comunicano di agire su azioni o comportamenti esistenziali distonici, discrasici, disfunzionali che hanno superato la soglia di naturale autorigenerazione prodotta dall’Io-soma. Ci sono condizioni esistenziali così deviate dal naturale fluire eco-sistemico olistico autopoietico da produrre somatizzazioni. Viene così a determinarsi una condizione che vuole talmente auto-modificarsi che l’omeostasi prodotta autopoieticamente arriva a determinare mutazioni a livello dei geni, del nucleo, dando così il via alla trasformazione, alla trasmutazione della parte, oggetto della somatizzazione. A mutazione genetica, si risponde con mutazione genetica (similia similibus): sono i principi attivi olistico autopoietici omeostatici e di autorigenerazione guarigione in azione.
La neoplasia è il segnale, è l’amico fidato, vero che, di fatto, ci sta avvertendo (senza ipocrisie) della disfunzionalità in atto e che sta già agendo, ancor prima che la consapevolezza se ne renda conto. Vuole ri-iniziare da capo, cercando di ri-orientare quella variazione-contrasto dal naturale fluire: paradossalmente, è proprio a causa di questa differenza di potenziale che, per variazione-contrasto di stato, possiamo renderci conto di che cosa abbiamo agito, di che cosa sta accadendo! (Se la neoplasia è prodotta da un bambino la questione richiederebbe una integrazione di spiegazioni che mi riservo di trattare in un altro articolo).
Le cellule si riforniscono di ossigeno attraverso il sangue, ma quella neoplasica non ha più l’interesse a nutrire quelle originarie, da cui si è, per così dire, autonomizzata, perché, appunto, sta creando una nuova formazione (neoplasia) al di là del proprio stato posizione, che deve, per omeostasi, transmutare.
La neo-nata plasia non provvede e non vuole comunicare con le cellule cosiddette sane, in quanto sta tentando di correggerle, appunto perché esprimenti stato discrasico, disfunzionale, che coinvolge interamente l’Io. Le cellule neoplasiche, l’Io inscindibile da esse, vogliono talmente cambiare stato che proliferano, coprono, invadono tutto il territorio che hanno a disposizione: paradossalmente, si tratta della pulsione olistico-autopoietica in azione.
Spesso, si partecipa-osserva che la vita della persona affetta da tumore è talmente inaccettabile per il proprio Io che il sistema di difesa immunitario ovviamente si auto-organizza, si difende da quello stato. Abbiamo partecipato casi in cui quell’essere umano si auto-aggrediva con elementi chimici presenti in alcuni alimenti, in diversi farmaci, in idrocarburi, fumo, alfatossine, ecc., solo per riferirsi ad alcuni aspetti sensibili! C’è da dire che, a monte di queste esposizioni, c’è un Io-psiché che non ha saputo vivere, riconoscere le sostanze a cui si è esposto e che hanno indotto mutazioni genetiche (sono soltanto esempi e, ribadisco, nel caso la produzione sia agita da bambini la questione richiede maggiori specificazioni).
Il bimbo, il nuovo stato deve crescere, esattamente come un neonato, per questo motivo nelle autorigenerazioni olistico-autopoietiche che proponiamo, ci si basa sulla conversione-transmutazione integrale dello stile, delle azioni di vita del richiedente, e molto altro che andrà ad INTEGRARSI AI PROTOCOLLI MEDICO-SCIENTIFICI CLASSICI IN VIGORE NELL’EPOCA E CHE IL SOGGETTO STA SEGUENDO.
Le cellule neoplasiche non tengono conto di confini, di limiti: anche se hanno posseduto queste regole, ora le lasciano, devono modificarsi, devono transmutare lo stato in atto.
Una cellula normale, avente in sé informazioni su uno specifico organo, opererà in funzione di quell’organo e non eccederà dall’ambito previsto, resterà entro i limiti. Invece, quella neoplasica deve necessariamente trasformarsi, fino ad assumere altre caratteristiche e funzioni, oltrepassando i limiti funzionali e, per i motivi che stiamo evidenziando, producendo altre modalità.
Le mutazioni genetiche, che sono alla base dell’origine neoplasica, evidenziano un’inequivocabile corrispettivo coscienziale. Abbiamo però visto che alcune di queste radiazioni, mutazioni, possono avvenire per determinismo olistico-autopoietico (vedi prossimi articoli.)
E’ necessario partecipare che cosa colpisce a lungo la cellula, tanto da inibirla. Ad esempio, fumare, alla lunga, colpisce tramite il catrame, così come l’esposizione a continue radiazioni o ad agenti inquinanti, o le coazioni a ripetere di specifiche pulsioni istintivo-emozionali che, somatizzandosi, fanno altrettanto.
La cellula è organizzata per contenere tali variazioni-contrasto, investimenti, produzioni coscienziali acquisite, la cui reiterazione, coazione a ripetere, spesso, fa sì che in un momento di debolezza, per specifici motivi, una cellula evidenzi tutto ciò, reagendo attraverso la propria degenerazione. Non contiene più tali investimenti ripetitivi abitudinari discrasici e genera un processo/tentativo omeostatico più forte, innesco di un nuovo funzionamento, in quanto quello vecchio ha portato a forme di degenerazione insopportabile, non ecologiche. Si impone un’autorealizzazione diversa.
In questa nuova crescita, c’è il messaggio empatico, empatonico che il contesto precedente non era più sostenibile.
La cellula si libera e, a suo modo, indica la trasformazione.
Il sistema di difesa immunitario è una funzione che controlla e annulla, spesso, le varie forme di degenerazione, derivanti da azioni discrasiche quotidiane. È strettamente connesso con l’archetipo acquisito campo istintivo-emozionale e aggredior e indica la funzionalità naturale ecologica innata e, quando rileva una variazione da questo naturale fluire armonico, interviene o ristabilizza. Quando la coazione a ripetere, la radiazione è continua (come fumare 40 sigarette al giorno!), può accadere che alla lunga non ce la faccia.
Per questo gli specifici allenamenti di Arte Marziale Interiore o danza olistico-autopoietica, che puntano al potenziamento del funzionamento naturale, ecologico e, quindi, del sistema di difesa immunitario, stanno dando buoni risultati.
E’ importante notare che quando la cellula degenera, muta, significa che da anni sta subendo processi, stimoli. Per questo è importante impostare un sistema di autoascolto, autopartecipazione-osservazione del proprio funzionamento, del proprio stato Io-somato-autopoietico.
Quindi, in natura, il tumore che noi stessi produciamo dimostra di esserci veramente e sinceramente amico, INFORMANDOCI ED AVVERTENDOCI, senza fronzoli, di processi sempre da noi stessi prodotti, che stanno accadendo e che richiedono attenzione. Quelle cellule non impazziscono, ma attraverso la neoplasia svolgono un’azione di autorigenerazione olistico-autopoietica. Quando l’Io psichè della persona che lo produce non agisce in funzione dell’autocreazione del proprio benessere ecosistemico, scatta il principio attivo di omeostasi, quella produzione è l’organismo che sta tentando di avvertire e soprattutto di riallineare alla vita-autopoiesi innata quel processo. E lo farà irresistibilmente, fino a produrre uno degli stati di coscienza maggiormente prodotti dall’Universi-parte, che coincide con il ripristino della salute, della funzionalità eco-sistemica, ossia lo stato coscienziale punto morte (paradossalmente, la stragrande maggioranza degli Io-psichè è occupata ad impedire lo stato coscienziale punto morte, anche da parte di chi teorizza -ma non vive- la continuità dopo la morte). Nessuna distruzione, bensì intelligent design olistico-autopoietico in azione, che non porta alla morte, nell’accezione comune, dell’intero organismo, ma alla reintegrazione della stessa funzionalità che quella parte, denominata corpo, ha prodotto, ossia all’l’Universi-parte, noi stessi. Nessuna cellula, sana o malata che sia interpretata, in realtà muore, ma si auto-transmuta, per specifici processi, inerenti l’autoconsapevolezza. Intervenendo, possiamo riuscire a porre in remissione la produzione neoplasica, ripristinando il naturale fluire, ma comunque lo stato coscienziale punto morte sicuramente verrà prodotto (gli investimenti e le proiezioni di moltissimi desiderano che ciò avvenga oltre la naturale aspettativa di vita, nell’accezione classica. A comprova, basti osservare il comportamento scientifico, integralmente organizzato a prevenire lo stato coscienziale punto morte e non anche a studiarlo, per conoscerlo. Ad oggi, non mi risulta l’esistenza di nessuno studio scientifico su tale stato, ma tutti sono volti a trovare le modalità per evitarlo e per proteggersi dai correlati come il dolore).
Quando sento giudizi morali che fanno parte, ripeto, di forme di inconsapevolezza, mi motivo per inserire nel processo l’azione auto-rigeneratrice, orientatrice.
La neoplasia e la metastasi possono essere interpretate, per estensione, come forma di autoaltruismo olistico-autopoietico, in quanto essendo noi stessi atomicamente e coscienzialmente legati, questo auto-altruismo, per variazioni-contrasto, può generare autoconsapevolezza dei processi da cui nascono i messaggeri omeostatici neoplasia e metastasi per individuare la loro eziologia e quindi creare le condizioni per porli in remissione, ripristinando funzionalità olistico-autopoietiche innate: consapevolmente.
Chi non produce stati di consapevolezza olistico-autopoietici si identifica nel localismo e lo individua proiettivamente ed ingenuamente come il male. Ma, in questo caso, il problema è lo stato identificativo in forme riduzioniste che possono assumere: forme di nazismo, le pulizie etniche, razzismo o altro. Si tratta sempre di mancanza di formazione dell’Io a se stesso, al di là delle ormai obsolete e anacronistiche categorie di opposti-complementari, quali amore-odio, vita morte, giovane-vecchio, io valgo gli altri no. Sono forme di archeologia coscienziale, in cui l’Io-psichè, non consapevole di se stesso, quale Universi-parte che genera ogni opposto-complementare, ogni enantiodromia, cade, alimentando così ciò che pensa di porre in remissione.
L’interpretazione ariana di neumann (uomo nuovo) dimostra lo stato identificativo e fissato su se stesso di alcuni Io, che si è esteso ad altri e che indica quanto descritto.
In un essere umano, esiste la possibilità di produrre stati di coscienza e relativi significati-significanti a cui l’Io-psichè stesso, riduzionista, fa assumere valenze. Ma, la fonte che produce enantiodromia, variazioni-contrasti, dualismo, è unitaria, innata, è autocoscienza olistico-autopoietica producente ciò che genericamente denominiamo salute.
Il campo coscienziale dell’Universi-parte non è suddiviso in consci e in inconsci: è un campo coscienziale inscindibile e, per questo, olistico, che può essere non consapevole di parti di sé.
Quindi, al livello coscienziale sovrasensibile co-crea, per cui tutti gli stati coscienziali prodotti di amore e di odio, di pulizia etnica o di amore universale, di egoismi o di altruismi sono presenti nel campo che è di tutti e che interagisce con tutti (chi non ha espresso un’opinione sul nazismo o sull’amore per l’altro, o così via).
Per questo motivo, come campo coscienziale, noi siamo di fatto tutti quegli stati di coscienza di qualunque valenza, il che non significa che l’individualità, l’azione, la consapevolezza veicolata e che vogliamo agire siano diverse, in quanto, di fatto, quel campo coscienziale è parte di noi (la cellula neoplasica è presente ed opera nell’insieme di cellule che funzionano naturalmente). Non ci resta altro che formarci a noi stessi, fino a raggiungere la fonte pre-dicotomia che genera valenze, significati-significanti a cui attribuiamo valenza positiva o negativa.
Prendendo coscienza del campo coscienziale olistico-autopoietico innato, naturale, eco-sistemico: ogni Io-psichè può produrre consapevolmente consapevolezza olistico-autopoietica e, quindi, non cadere in stati identificativi e fissazioni che legittimino il pedissequo ripetersi dell’ambivalenza, della dicotomia.
Siamo veramente tristi (olistico-autopoieticamente) nel partecipare silenziosi alla questione
rispondo al male con il bene,
pensando che faccia ancora proseliti, perpetuando l’identificazione in forme dualistiche che dobbiamo transmutare, per produrre livelli di consapevolezza bios-etici e olosdirezionarci verso un mondo di co-creazione olistico-autopoietica. Siamo consapevoli che anche tali perpetuazioni proiettive sono funzionali alla risalita e alla transmutazione di se stessi, ma abbiamo prodotto abbastanza nazismi, pulizie etniche, altruismi, volontariati, per renderci conto di quanto descritto, del messaggio degli opposti-complementari, del dualismo e procedere verso l’edificazione consapevole di un noi stessi, consapevole dell’Universi-parte ecologico olistico-autopoietico che è.
NON AGIAMO CON CARITÀ VERSO IL PROSSIMO, perché ci sono prove inequivocabili che il prossimo è inscindibilmente parte di noi stessi: io sono il prossimo e, quindi, assumendo la formazione vissuta a me stesso, contribuisco a rigenerare-guarire quella parte di me stesso che denomino l’altro. Abbiamo prodotto centinaia di prove in tale senso.
Si tratta di un vissuto e non di una disquisizione letta sulla Bibbia, nei Veda o altrove: siamo Universi-parte transfiniti e questo non c’entra nulla con identificazioni localistiche che dicono siamo popolo eletto, popolo non eletto, speculazioni noetiche non autoconsapevoli. Non esiste un vero vangelo o un falso vangelo, ma soltanto un Io-psichè di persone che così vuole interpretarlo. Esiste ciò che esiste, al di là degli aggettivi con cui lo classifichiamo.
A conferma di quanto esposto, riporto l’esperienza diretta, viscerale, di moltissimi che si sono formati realmente a loro stessi e che hanno saputo raggiungere il livello unitario pre-dicotomia, pre-opposti complementari e che hanno fatto ricadere tale faticoso vissuto nell’azione quotidiana.
Trovo assenti di consapevolezza, realmente vissuta, operazioni attraverso cui si estrapolano brani da presunti libri sacri, li si interpreta personalmente, in modo opinabile, si mette l’etichetta di maggiore autenticità rispetto ad altre che, ovviamente, risultano essere false (se così non fosse, come farebbero ad essere riconosciute come vere le proprie?). E siccome non si è sicuri dell’operazione che si sta attuando, si cercano sostegni forzati nella scienza veicolata, conosciuta e riconosciuta come ufficiale.
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Nello Mangiameli-
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