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I SETTE ASPETTI DELLA NUOVA COSCIENZA..

Dialogo tra Flower di Villaggio Globale e Nello Mangiameli
Sezione: Interviste e dialoghi » Articoli
Data: 17/01/2013
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Autore: Nello Mangiameli
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Flower di Villaggio Globale
Il grande compito, la grande sfida del nostro tempo è cambiare se stessi. Vorrei fare un elenco di sette caratteristiche della nuova visione, della nuova coscienza, perché è possibile acquisirla, tutti possono evolvere, tante persone l'hanno già ed è diventata una conditio sine qua non della nostra sopravvivenza sulla Terra.
 
Nello Mangiameli
L’indicazione applichiamo queste caratteristiche (pre-costituite prima del vissuto), per ottenere quel risultato, senza dare altre specificazioni e approfondimenti, rischia di non essere efficace come si vorrebbe. Il motivo è semplice: ad oggi, le centinaia di ricercatori, che mi hanno chiesto di seguirli nella loro formazione vissuta a se stessi, hanno sempre inequivocabilmente indicato che il praticare direttamente esperienze integrali di vita, penetrarle estrapolarne l’insegnamento che ne ricevono, da cui far nascere la costruzione della propria teoria conseguente al vissuto è stata quella integralmente accettata. Tale auto-maieutica porta a creare le proprie caratteristiche e non ad applicarrne alcune pre-costituite, anche se in molti casi hanno dimostrato di essere efficaci. La mia esperienza mi suggerisce la Via della maieutica, dell’automaieutica in modo che ognuno possa indicare la propria via, quella che sta seguendo o che ha seguito, per raggiungere la coscienza olistica e, perché no, anche la visione olistica. Se poi le caratteristiche sono sette, nove o tre, poco importa perché quel soggetto le sente come autocreate, vissute e in tal modo può più facilmente con-parteciparle con altri esseri umani che hanno seguito altre Vie. Un essere umano nato in Afghanistan è differente da un essere umano nato in Messico, come cultura acquisita: creare il punto di incontro di integrazione tra tali realtà richiede tempo tecnico, per farlo in modo reale, vissuto.
L’indicazione al pensare, all’agire positivo , nel bene nell’amore non ha mai sortito particolari risultati.
Basti pensare alle indicazioni e agli inviti di pace che, in diversi modi, esseri umani, riconosciuti da taluni come autorità (come il papa, il Dalai Lama, capi di stato, personalità laiche) periodicamente inviano al mondo, non avendo, però, puntualmente la forza di far ricadere nell’azione quotidiana. È sufficiente seguire le cronache giornaliere, provenienti dal mondo, per rendersene conto.
Dopo trent’anni di ricerche, abbiamo prodotto decine e decine di prove sull’esistenza del campo coscienziale olistico-autopoietico. Lo abbiamo denominato così, perché si dischiude, si estende a partire dalle microstrutture, dalle meccaniche sub-quantistiche (grandezze di Planck  soltanto per dare un riferimento) , verso la non località. Le microstrutture che ci formano sono inscindibili da tale campo, come noto psiche e soma sono inscindibili, un campo unico, proprio per questo motivo. La psichè che veicola ognuno di noi è esattamente la quantità di questo campo, necessaria localmente al corpo fisico di ognuno per funzionare, agire, produrre visioni, visione olistica. Per darvi un riferimento, immaginate un oceano, in cui sono conficcate tante bottiglie dalla parte del collo: l’oceano è la coscienza olistica e la quantità di oceano all’interno della bottiglia, del corpo, è la quantità di acqua che ci serve per funzionare, per vivere,. L’abbiamo chiamata Io- psichè ma è emanazione del campo coscienziale olistico: si tratta di un processo unico. Poi, all’interno della bottiglia, del corpo, ognuno produce le proprie esperienze la propria cultura ecc. . Tutto questo per dire che non esiste una nuova coscienza, perché il campo coscienziale olistico-autopoietico esiste ed è continuamente presente, anche se si è identificati nel proprio acquisito, nella propria cultura (di quello che accade localmente nella bottiglia, nel corpo, talvolta non ci accorgiamo. Quindi, la mia opinione non è tanto di formare una nuova coscienza (non si può modificare l’innato di cui siamo parte integrante), quanto di prendere consapevolezza di tale oceano transfinito (mai finito) che è il campo coscienziale olistico autopoietico, simultaneamente localistico e non localistico. Da quanto ho descritto, si evidenzia la necessità su come procedere nel trasmettere la necessità, l’esigenza che l’Io-psichè di ognuno viva integralmente se stesso, anche nelleproprie estensioni non localistiche: la coscienza e la visione olistica che include ogni opposto complementare, che vive ciò che è tecnicamente in grado di produrre il bene e il male, l’amore e l’odio, la vita e la morte, pre-manifestazione della dicotomia, della dualità, per reintegrarle, transmutandole.
 
Flower di Villaggio Globale
La prima caratteristica è l'olismo, la visione olistica, per contrastare la visione frammentaria, disciplinaria, atomistica, che separa tutto: la mente dalla natura, l'uomo e la società dalla biosfera, e tutti i campi della realtà l'uno dall'altro. La visione olistica è proprio quella comprensione unitaria che si sta sperimentando nei vari centri per la coscienza planetaria intorno al mondo, ed è una caratteristica fondamentale della nuova coscienza.
 
Nello Mangiameli
La mia lunga premessa includeva in sé un’ulteriore scoperta, quella dello stato E.C.A. ossia di Entanglement Coscienziale Autopoietico. Spiego. Essendo psiche e soma inscindibili, è evidente che la scoperta dell’entanglement fisico (delle microstrutture) coinvolgesse anche quello coscienziale. Anzi, per essere preciso, l’oceano di cui sopra, ossia il campo coscienziale olistico autopoietico, è il processo che include quello fisico che probabilmente ne è la densificazione (questo tema richiede un trattamento a parte). Quindi, la visione frammentaria, dicotomica, dualistica enantiodromica è parte integrante del tutto è atomicamente e coscienzialmente legato che siamo, quindi non si tratta di contrastarla, ma di viverla integralmente, di penetrarla, di risalirla (renderla oggetto di ascesi, di attraversamento, per transmutarla e reintegrare tutto in funzionalità coerenti. Questa operazione non è di contrasto, ma di reintegrazione funzionale. Nel Tutto c’è veramente posto per tutto, in modo non scisso. Anche la separazione è parte integrante del tutto funzionale che siamo, ed è proprio la visione olistico-autopoietica ad evidenziarcelo. La visione olistico-autopoietica non nasce nei centri intorno al mondo, ma nella psichè che è riuscita a vivere integralmente se stessa e a percepirsi, a viversi nelle proprie estensioni olistiche non locali (transfinite) . Tale consapevolezza raggiunta diviene parte integrante del campo coscienziale olistico autopoietico e, quindi, parte della coscienza, non della nuova coscienza.
 
Flower di Villaggio Globale
La seconda è il pensiero trasversale, globale, tra i due emisferi e tra i tre cervelli: non pensare sempre con l'emisfero sinistro razionale, o essere dipendenti solo dall'emisfero destro, quello più creativo e mistico e meno orientato all'uso della lingua. Bisogna avere la possibilità di muoversi, in modo armonico e fluido, tra l'uno e l'altro, utilizzare l'interezza delle nostre potenzialità. Questa è la base della vera creatività.
 
Nello Mangiameli
Le pratiche di vita, le esperienze integrali, le tecniche da seguire per fare in modo che l’Io-psichè produca le proprie azioni al di fuori del linguaggio verbale, intellettuale, utilizzando consapevolmente neocorteccia, emisfero sinistro e destro, cervello limbico, rettiliano, cervello enterico, viscerale e cervello core-energetico (e altro ancora), necessitano di un Io-psichè integrale e non di solo pensiero trasversale (il pensiero è soltanto uno dei tanti stati coscienziali producibili dall’Io-psichè). In tal modo, si inizia a muoversi in modo armonico, fluido e utilizzando parte delle potenzialità (l’Universi di cui siamo parte integrante e inscindibile è, allo stato della ricerca, transfinito, ossia mai finito, quindi non sappiamo se ci sono altre potenzialità ancora da scoprire da vivere). In ogni caso, per raggiungere la quantità minima di comportamento e potenzialità indicate, nel nostro setting formativo ci impieghiamo circa dieci anni di lavoro integrale, vissuto, viscerale. Ne viene fuori un quadro di questo tipo: l’indicazione è l’Io-psichè che assume di agire nell’azione la totalità delle proprie consapevolezze che ha già dimostrato a se stesso di aver raggiunto, da questa avanguardia, differente per ognuno, tentare l’estensione, l’allungamento ossia il tentativo di produrre insights intuitivi e sincronici, per potenziare la propria avanguardia in modo da far ricadere nella propria azione tali elementi che proveranno a trovare punti di integrazione con altri Io-psichè: la base per potenziare autoconsapevolezza e attraversare le diverse forme di creatività per iniziare a penetrare attraverso il vissuto diretto i processi di creazione, autocreazione (autopoietici), presenti nell’Universi di cui siamo parte integrante e inscindibile.
 
Flower di Villaggio Globale
Terzo è la valorizzazione della comunicazione, non solamente possedere delle conoscenze, ma comunicarle. Comunicare è sicuramente la legge della vita e di tutta l'evoluzione. Questa possibilità di valorizzazione del comunicare, di condividere le esperienze, le idee è una caratteristica della nuova coscienza.
 
Nello Mangiameli
Essendo evidenza del campo coscienziale olistico-autopoietico, ogni Io-psichè veicola conoscenza olistico-autopoietica, talvolta senza esserne consapevole: di fatto, esistendo, evidenzia e quindi comunica di essere un ente sofisticato, si muove, agisce, in lui opera il genoma, il cervello, il sistema nervoso, la coscienza, in stato di entanglement e così via. Già soltanto questo ci indica la scaturigine di cui siamo evidenza, l’Universi-parte.
Ma, a ben partecipare-osservare come può un unico essere, un olos, un unico corpo comunicare?
Se prendiamo in considerazione il corpo umano non possiamo affermare che l’alluce del piede destro comunica con il naso, in quanto, di fatto, sono parte integrante di una stessa funzionalità inscindibile che è il corpo. Soltanto la nostra lettura, l’interpretazione pensano alla comunicazione: di fatto, sono parte integrante di ciò che simultaneamente sta creando ciò che gli facciamo fare, l’energia che li muove e di cui sono parte è unica e ciò non vieta che ognuno possa muovere soltanto l’alluce o tenere fermo il naso, ma ciò non pone in remissione il fatto per cui sono entrambi simultaneamente funzionanti, così come é il corpo umano rispetto all’ambiente, al cosmo. Attraversando la comunicazione, dobbiamo trascenderla e transmutarla fino a riconoscere attraverso il vissuto la creazione anche di ogni forma di comunicazione.
Creare è legge olistico-autopoietica dell’Universi-parte noi stessi e lo fa come olos, Uno, coerentemente. Il porre in remissione la comunicazione (dopo averla vissuta integralmente, fase propedeutica) ci apre non all’evoluzione ma ancora una volta a forme olistiche di autoconsapevolezza, in cui molto probabilmente non c’è nulla che evolve ma processi, enti, atti, continuamente creati dal continuo presente. La remissione della comunicazione, in favore della creazione simultanea e autoconsapevole è atto della coscienza olistica.
 
Flower di Villaggio Globale
Quarto, lo stile di vita semplice. C'è un nuovo movimento verso la semplicità - non di chi è dominato da un movente economico, "siamo troppo poveri per non essere semplici" - ma la semplicità volontaria, scegliere di vivere in maniera più semplice e naturale, senza tutto questo eccesso attorno a noi nella civiltà occidentale. Questo è un movimento per il consumo responsabile, ecologico, etico molto rapido e forte nei Paesi cosiddetti industriali, e speriamo che dia una spinta di sviluppo anche negli altri Paesi.
 
Nello Mangiameli
La presa di consapevolezza integrale, viscerale dell’ecosistema dei principi attivi che ci hanno creato, che hanno creato la manifestazione sensibile sono i processi da consapevolizzare e da cui far nascere l’azione che sarà simmetrica ed ecologica anche nelle sue tecnologie. Quindi, se semplice significa ecologico, innato, lo stile è con-partecipabile. Non c’é necessità di decrescita ma di assunzione consapevole di ciò che siamo e questo porrà in remissione ogni surplus, acquisito, culturale, intellettuale. Ancora una volta le tematiche ci riconducono alla formazione vissuta dell’Io-psichè a se stesso: non è questione di paesi o di aree del pianeta, ma di reale formazione vissuta dell’Io-psichè a se stesso. Quindi pratica di vita quali ricercatori in formazione continua a se stessi, l’Universi –parte, da cui si evidenzierà l’emergenza di azione di stile di vita, necessariamente eco-sistemico. 
 
Flower di Villaggio Globale
Il quinto è la spiritualità, il rinascimento della nuova spiritualità. E' molto interessante, molti maestri, saggi e lama possono fare da guida. Questa spiritualità viene dall'antichità, ha migliaia di anni, e non localizza la divinità fuori dalla natura e dall'uomo, ma dentro: tutto è divino e siamo tutti collegati attraverso questa divinità. Anche questo è un movimento in crescita ed è una grande speranza per il futuro.
 
Nello Mangiameli
La nostra esperienza ci apre la via irresistibilmente al porre in remissione accezioni e modalità antiche di spiritualità! Considerata questa forse forte affermazione è necessario spiegarla. Primo. L’assunzione della formazione viscerale, diretta, integrale, realizzata al di fuori del linguaggio intellettuale ci ha dimostrato che la guida, l’orientatore è l’Io-psichè che assume di formarsi a se stesso. I cosiddetti maestri spirituali, se lo sentiranno, potranno fare lo stesso con loro stessi e addivenire a quello che saranno in grado di raggiungere, di vivere come chiunque altro. Questo non significa non tenere conto di quella parte di noi stessi che è l’altro, maestro o quant’altro sia (tutti veicoliamo genoma , entanglement coscienziale, e altro). Questo modo di procedere viene dalla presa di consapevolezza diretta che sa integrare a sé e transmutare visioni anacronistiche della spiritualità. Dopo migliaia di ore meditative, non ho mai incontrato, dico mai, qualche cosa come la divinità o altre ipotesi, se non come interpretazioni spiritualistiche dell’Io-psichè di milioni di umani. Ripeto: ogni volta che siamo entrati in stati differenti, estesi, non locali di coscienza, si sono evidenziati più campi funzionali, più principi attivi dei funzionamenti microstrutturali e energetici autopoietici. Se le parole divinità, dio, sono un loro sinonimo, in base alla nostra esperienza ci siamo: per questo motivo, siamo aderenti soltanto a ciò che siamo riusciti a vivere e che abbiamo chiamato coscienza olistico-autopoietica, visione olistico-autopoietica. Comunque, tutto ciò è sperimentabile all’interno dell’Universi-parte transfinito che siamo. La nostra esperienza ci porta a vivere che ciò che ci fa funzionare simultaneamente, che ci rende Uno, olos è la coscienza olistico-autopoietica. Tale raggiungimento ci indica che è necessario non ri-cadere più in anacronistiche formulazioni, interpretazioni della ricerca spirituale che, quando non sa raggiungere vissuti diretti che spiegano l’esistenza dell’Universi, crea quelle parole dio, divinità, sperando che con questo artificio soltanto linguistico si possa spiegare quelle estensioni inspiegabili (da verbalizzazione di un ricercatore in Sigmasofia). Ed ecco che rivolgersi a processi come la fede, è dimostrazione di non aver vissuto nulla dell’ente, su cui si investe la propria fede, perché, in caso di vissuto diretto, il soggetto procederebbe verso la descrizione di quanto ha vissuto e non entrerebbe nella proiezione fede. L’esperienza integrale consapevolmente penetrata è la remissione della fede.
 
Flower di Villaggio Globale
Sesto è riscoprire la salute globale, individuale, il movimento verso i cibi naturali, l'ecologia, l'ambiente sano, l'unità dell'uomo con il suo ambiente per ritrovare la salute in un senso molto complesso e olistico, non soltanto come assenza di malattia, così come la pace non è solo l'assenza della guerra ma una totalità, un funzionamento del sistema al suo livello ottimale.
 
Nello Mangiameli
L’assunzione vissuta di vita ecologica ha come conseguenza la trasformazione naturale del proprio modo di nutrirsi Io-somato-autopoieticamente (energeticamente). Ma, significa anche integrare la pratica quotidiana con tecnologie operative psicosomatiche ed energetiche, escursioni e vissuti integrali ecologici, con viaggi della conoscenza interiori-esterni. Uno stile di vita ecologico, olistico-autopoietico tende a creare la condizione che non necessita di produrre sintomi e patologia ed, ogni volta che ci si discosta da tale profilassi olistico-autopoietica, non è particolarmente difficile riconoscere tale variazione-contrasto dal naturale e autorigenerativo modo di esistere, di vivere. La consapevolezza che siamo Universi-parte ci permette di riconoscere che l’altro, qualunque sia la sua consapevolezza, è di fatto parte integrante del proprio corpo, per entanglement psicosomatico, ed è per questo che si può procedere con l’autoguarigione, per guarire quella parte di noi. Le implicazioni dell’entanglement coscienziale olistico autopoietico sono estese e in gran parte ancora da scoprire.
 
Flower di Villaggio Globale
Settimo è la coscienza planetaria. Imparare a sentirsi parte del sistema Terra, passare da una vita locale ed egocentrica ad una visione globale, planetaria. E' importante comprendere la bellezza e la complessità della rete ecosistemica e umana che forma l'intero pianeta, Gaia. Le sue leggi, le sue difficoltà, gli ostacoli al suo sviluppo armonico. Allargare il nostro punto di vista, usare la tolleranza, l'etica per superare ingiustizie e fanatismi, per un futuro planetario umano e sostenibile.
 
Nello Mangiameli
Ci sono prove che l’entanglement coinvolga processi universali e non soltanto il pianeta terra: il sistema non è soltanto la Terra, ma l’Universi intero. Lo denomino Universi, per indicare che è uno e che può includere diverse dimensioni, come tutte quelle studiate o ipotizzate dalla fisica. 
L’esperienza ci evidenzia che, quando ci apriamo alla consapevolezza vissuta delle estensioni non locali dell’Io-psichè, ossia a consapevolizzazioni del campo coscienziale, queste non si limitano al solo sistema terra, ma ovunque nell’Universi, il che non significa conoscerlo tutto, ma intuire e vivere che il processo coinvolge l’intero. L’organizzazione ecosistemica del campo coscienziale è dell’Universi di cui siamo parte integrante e non della sola terra. Lo stato dell’Universi è lo stato della parte (noi stessi) e viceversa. Quindi, coscienza olistico-autopoietica dell’Universi-parte (se stessi) è questo: il raggiungimento vissuto, a cui tendere perché, di fatto, queste sono le funzionalità di cui siamo parte anche se spesso non ne siamo consapevoli.
 
Flower di Villaggio Globale
Concludendo, penso che tutte le attività pratiche e culturali che avvengono nei centri per la coscienza planetaria sparsi in tutto il mondo, esprimano la nuova coscienza. E' importante perché la nuova coscienza si sviluppa attraverso la sperimentazione, sperimentare come vivere in questo modo, non solo pensarci in modo astratto, ma viverci dentro. ( di Ervin Laszlo) ♥
 
Nello Mangiameli
Siamo certi che ogni Io-psichè, per entaglement, é parte della presa di consapevolezza di funzionalità più estese che veicoliamo e tali possibilità non sono dei centri di ricerca, ma dell’Io-psichè che può assumere o meno di partecipare ad un centro di ricerca. E non partecipando, non significa che non  possa prendere coscienza di tali estensioni olistiche, per autodeterminazione. Ribadisco: non si esprime nuova coscienza, ma prese di consapevolezza del campo coscienziale olistico-autopoietico, da cui ci evidenziamo. Le sperimentazioni integrali, che pratichiamo giornalmente per ore e ore, ci hanno portato a prese di consapevolezza che non richiedono più gli inviti a sperimentare al di fuori dell’intellettualità, appunto perché sono trenta anni che non facciamo altro! Non solo ci viviamo dentro, ma abbiamo mappato numerose estensioni non localistiche dell’Universi-parte, compreso il progetto Genoma Coscienziale che è già in fase avanzata (e altro)!
Per non cadere in tali inviti a sperimentare, sarebbe bene forse chiedere a chiunque che cosa abbia sperimentato e consapevoli  di ciò, trovare il punto d’incontro sul piano della consapevolezza perché a livello olistico autopoietico già siamo un'unica unità un unico olos, in essere.
Spero che queste mie opinioni relative possano essere da stimolo al potenziamento della visione olistica e non a forme di identificazioni nella proprie posizioni. Questa risposta è aperta ad altre e, se ritenute opportune, non esiterà a integrarle. Ciò che interessa è conoscere, prendere coscienza di nuovi insights di coscienza olistico autopoietica
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Nello Mangiameli-
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