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NEUROSCIENZE E COSCIENZA

Sezione: Interviste e dialoghi » Articoli
Data: 15/01/2013
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Autore: Nello Mangiameli
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NEUROSCIENZE, SCIENZE E COSCIENZA OLISTICO-AUTOPOIETICA

Le pratiche operative Sigmasofiche si distinguono da quelle neuroscientifiche e scientifiche, in quanto è notorio che i protocolli scientifici non assumono, non prevedono, di realizzare le proprie ricerche attraverso la presa di consapevolezza vissuta,  praticata al di fuori del linguaggio verbale, intellettuale della
coscienza della cellula e della coscienza dell’atomo (e oltre)
stati di coscienza raggiungibili, a nostro avviso, soltanto
dall’Io-psychè che sperimenta, percepisce, e vive se stesso,
anche nelle sue estensioni non localistiche.
Quando agisce riduzionisticamente, la scienza, si aliena straordinarie possibilità conoscitive, dirette, dell’esistente.
Partecipiamo-osserviamo insieme visioni esistenti proposte dalle neuroscienze in relazione a vissuti di coscienza olistico-autopoietica.
 
Neuroscienze, scienze
Antonio Damasio, portoghese, e uno dei più noti neuro scienziati viventi , che lavora negli Usa e che ha scritto il libro l’Errore di Cartesio, tradotto in 19 lingue, più altri due libri similari, basandosi su documentati casi clinici ha dimostrato che molte funzioni del cervello sono localizzate.
Per quanto riguarda infine il numero dei ricordi che un cervello può immagazzinare, visto che ci sono circa 100 miliardi di neuroni, e che ognuno si può collegare con gli altri mediante le sinapsi (fino a mille ciascuno), chi ha un minimo di nozioni di calcolo combinatorio comprende che vi è un numero di combinazioni più che astronomico (altro che 280 miliardi di miliardi J)
 
Sigmasofia
Molte funzioni del cervello sono certamente localizzate ma sono soltanto una parte della funzionalità olistico-autopoietica complessiva. Infatti, gran parte delle funzionalità della coscienza sono sovrasensibili e non locali.
Il cervello non immagazzina nulla!
in quanto le memorie sono registrate, memorizzate, nel campo coscienziale olistico-autopoietico. Per evocarle, per ricordarle, tale campo si avvale dello strumento che ha contribuito a generare: il cervello e i neuroni sinapsi di cui dispone ( e che continuamente produce). Per questo motivo, i neuroscienziati che ritengono di poter individuare la memoria nel cervello, di fatto, vedono soltanto un pezzo, reale, ma soltanto un pezzo, del funzionamento, scambiandolo per completo. Per la Sigmasofia, si tratta dell’indicatore, implicito, che non hanno ancora vissuto la coscienza olistico-autopoietica, luogo in cui tali memorie (conseguenti all’esperienza praticata e ad altro) sono state memorizzate. In sintesi, non riuscendo a vivere il campo coscienziale olistico-autopoietico che si dischiude al livello di meccaniche sub-quantistiche (mondo sub-Planckiano, per dare loro un riferimento), sono obbligatoriamente e riduzionisticamente stati costretti a riconoscere tale funzionalità soltanto localisticamente. 
 
Neuroscienze, scienze
Sappiamo che il cervello non è olografico, per cui la domanda stessa di Pribam non era corretta (Ricordiamo alcuni passaggi: A questo punto sorse però la necessità di rispondere ad un quesito fondamentale: se l’immagine della realtà nel cervello non è realmente un’immagine, ma un ologramma, è un ologramma di che cosa? Pribram si rese conto di non poter trovare una risposta all’interno della scienza neurofisiologica ed allargò le sue ricerche entrando nel campo della fisica. I suoi studi lo portarono ad approfondire il lavoro del fisico David Bohm, il quale era giunto alla conclusione che l’intero universo fosse un ologramma.)
Inoltre, l’interpretazione di Bohm non è condivisa dalla stragrande maggioranza dei fisici quantistici, a partire da Bohr; ed infine è stata definitivamente accertata la DECOERENZA QUANTISTICA, che smentisce un universo olistico globalmente ed unitariamente interconnesso.
 
Sigmasofia
Le ipotesi di partenza della visione neuroscientifica, sono sbagliate!
Infatti, ciò che è olosgrafico è il campo coscienziale olistico-autopoietico di cui il cervello è la manifestazione percepibile dai sensi (Io-psychè e soma sono inscindibili!). In questo, senso, la risposta alla domanda è semplice: per simmetria è un olosgramma del campo coscienziale olistico-autopoietico che, allo stato della ricerca, nessun strumento tecnologico esistente, può misurare. Tale campo può essere misurato soltanto dall’Io-psichè che si forma, attraverso il vissuto diretto, a se stesso.
Non essendo consapevoli di questa possibilità di vissuto, i neuroscienziati e gli scienziati si sono, necessariamente, autocostretti ad una visione incompleta (Bohm, forse, è l’unico, tra gli scienziati, che si è avvicinato di più alla coscienza olistico-autopoietica!). Per questo motivo, hanno, necessariamente, dovuto creare la, ancora una volta incompleta, decoerenza quantistica. Il motivo è semplice: non sono tecnicamente in grado di vivere l’O.o.B.E. Out of Body Experience o la sua transmutazione, le autopoiesi olosgrafiche non locali proposte dalla Sigmasofia. Tale tecno-ontos-sophos-logia permette, inequivocabilmente, di vivere e di riconoscere,
l’Universi-parte olistico e coscienzialmente interconnesso
ed essendo questi inscindibile dalla propria densificazione, anche
microstrutturalmente e inscindibilmente interconnesso.
 
Neuroscienze, scienze
A parte il fatto che abbiamo già visto che il cervello non è olografico, e che la maggior parte degli scienziati non crede nell’universo olistico, tramite le neuroscienze, sappiamo che la COSCIENZA non è un qualcosa di IMMODIFICABILE e PREDEFINITO, ma un qualcosa che hanno acquisito solo alcuni esseri viventi (come l’uomo) e che ha tutto un suo percorso evolutivo, che probabilmente ancora non è terminato.
 
Sigmasofia
Abbiamo già visto che è il campo coscienziale olistico-autopoietico ad essere olosgrafico e che molti scienziati sono caduti in riduzioni-collasso inevitabili, in quanto utilizzano soltanto il sensorio-percettivo per sperimentare. 
La coscienza olistico-autopoietica è indefinita, in quanto transfinita. Per questo motivo, le consapevolezze vissute che ne abbiamo sono transfinitamente modificabili:
intere regioni del campo coscienziale olistico autopoietico sono ancora da consapevolizzare!
La coscienza olistico-autopoietica crea e irrora ogni singola microstruttura. Per questo motivo si può affermare che ogni parte-Universi la veicola ed è la sua manifestazione sensibile. Ogni parte-Universi produce diversi picchi di funzionalità: localisticamente parlando, veicola specifiche e individuabili autoconsapevolezze. Tali funzionalità avvengono simultaneamente, si evidenziano dal continuo-presente (o tempo autopoietico) in cui opera la coscienza olistico-autopoietica. Tale stato, pone in remissione definitiva la cosiddetta evoluzione. Però, essendo identificati nel solo spazio-tempo, taluni Io-psychè  continuano a proiettare la sua esistenza (si creano quella realtà perché, per mancanza di reali vissuti del continuo presente, hanno potuto individuare soltanto successioni spazio-temporali, -passato direzione futuro o futuro direzione passato-, non importa), autocostringendosi così a ipotizzare l’inesistente evoluzione
 
Neuroscienze, scienze
Antonio Damasio, una delle figure di maggior spicco a livello mondiale nel campo delle neuroscienze, sostenuto dall’osservazione di diversi casi clinici, afferma che il cervello non può essere studiato senza tener conto dell’organismo a cui appartiene e dei suoi rapporti con l’ambiente. L’errore di Cartesio è stato quello di non capire che la natura ha costruito l’apparato della razionalità non solo al di sopra di quello della regolazione biologica, ma anche a partire da esso e al suo stesso interno. Nella concezione di Damasio, la coscienza non è monolitica, ma può essere distinta in: Proto-sé, fenomeno primordiale di autoidentificazione che l’uomo condivide con gli animali superiori, alle cui base sono le emozioni, eventi strettamente biologici, sui quali si sviluppano poi i sentimenti; Coscienza nucleare, fenomeno biologico nel quale sono contemporaneamente presenti tre elementi: l’oggetto di sui si è coscienti, la posizione del proprio corpo rispetto a quell’oggetto e la relazione che si stabilisce tra queste due entità. La coscienza nucleare fornisce all’organismo un senso di sé qui e ora; non ci dice nulla riguardo al futuro. L’unico passato che possiede è quello, vago, relativo a ciò che è appena accaduto; e la Coscienza estesa, che si forma sulla base della coscienza nucleare ed è all’origine del “sé autobiografico”. Questo livello di coscienza richiede il linguaggio, poiché solo attraverso di esso possiamo formulare la nostra storia personale, in cui prendono posto i ricordi, le speranze, i rimpianti e così via.
Per cui la visione olistica, riguardo alla coscienza, avrebbe senso solo nell’attuale breve stadio evolutivo umano, e non avrebbe senso per i miliardi di anni precedenti. Inoltre, vi sono probabilmente più livelli di coscienza (il conscio, l’inconscio, e vari livelli di inconsci collettivi di gruppo).
 
Sigmasofia
A tali assunti, nessuno escluso, ho risposto nel dettaglio, nel mio articolo Coscienza olistico-autopoietica, miscellanea, a cui rimando .
Approfondiamo.
La coscienza olistico-autopoietica ha senso e significati-significanti innati. Non può essere riferita a brevi stadi evolutivi umani, in quanto, come visto, non esiste il processo evolutivo. Anche se fossero realmente esistiti i cosiddetti miliardi di anni precedenti, si sarebbe comunque dimostrato che hanno veicolato i principi attivi autopoietici o geneoma coscienziale (ingredienti innati della coscienza olistico-autopoietica da cui si evidenzia, inscindibile da essi l’Io-psychè). Infatti, la coscienza olistico–autopoietica è esistente nel continuo presente e, per meccanismi suoi interni, può produrre la sua densificazione sensorio-percettiva. Non sono mai esistiti (se non per la convenzione) i miliardi di anni precedenti. Sarebbe sufficiente vivere un insights di continuo presente, di Universi-parte, di coscienza olistico-autopoietica (tutti formanti un campo unico) e si potrebbe prendere coscienza che non esistono, inequivocabilmente e perentoriamente, consci, inconsci collettivi, personali, a reti, bensì un unico campo coscienziale che soltanto interpretazioni localistiche, riduzioniste e autoreferenziali interpretano in modo scisso.
Immaginate il mar Tirreno. Un essere umano si posiziona al Lido di Ostia e vede il mare mosso. Un altro essere umano si posiziona sul Lido di Genova e vede il mare calmo. Entrambi, il mare mosso e il mare calmo, sono evidenza dello stesso mare. Le manifestazioni mosso, calmo sono gli Io-psychè che si evidenziano dal mare: il campo coscienziale olistico-autopoietico. Tali Io-psichè comunicano perché sono, di fatto, la creazione continua (per Entanglement Coscienziale Autopoietico), del mare, del campo coscienziale olistico-autopoietico. Tra l’altro, allo stato della ricerca, ripeto, tale mare è transfinito. Fuor di metafora, tale mare coincide con le estensioni non localistiche del campo coscienziale olistico-autopoietico, mentre le onde calme-mosse, coincide con gli Io-psychè (la manifestazione localistica del campo coscienziale olistico-autopoietico), ossia il luogo dove i neuroscienziati si sono identificati e inamovibilmente (almeno per ora) fissati. Questo non significa che tali neuroscienziati non abbiano scoperto alcune funzionalità dell’onda mossa-calma, ma, anche nel caso fossero vere, sono inequivocabilmente, incomplete!
 
Neuroscienze, scienze
Inoltre vi sono due tipi di trasmissioni: quella NON LOCALISTICA che arriva direttamente all’inconscio e che non si serve di onde e vibrazioni (in quanto nel teletrasporto quantistico non vi è scambio di energia portante delle onde e delle vibrazioni) e una localistica indipendente che usa vibrazioni ed onde che vengono percepite dai nostri sensi e poi trasmesse al cervello.
 
Sigmasofia
Di fatto, c’è soltanto creazione (anche della comunicazione) per Entanglement Coscienziale Autopoietico, non localistica, che trova manifestazioni localistiche. Comunque, il grosso del processo si svolge nel mare transfinito, nel campo coscienziale olistico-autopoietico. Infatti, non si tratta di teletrasporto ma di olospresenza, non si trasporta nulla da un punto A a un punto B, bensì l’ente in oggetto (onde, vibrazioni) si può evidenziare, simultaneamente, in A e in B. Non si tratta di scambio di energia, appunto perché quella del campo coscienziale olistico-autopoietico, è continuamente presente e irrora ogni parte-Universi, ciò che si è riconosciuto, forse, sono i vettori informazionali, che vengono irrorati secondo necessità. Nel sensibile utilizziamo i cellulari e sono una tecnologia che funziona, ossia trasmettono-ricevono, secondo la convenzione, a distanza. Anche tale funzionalità, super utilizzata, è riconosciuta in modo incompleto, ossia si riconoscono soltanto le vibrazioni e le onde e non il mare transfinito, da cui anche loro si evidenziano. In realtà non si tratta di trasmissione di dati, bensì di creazione evidenziata per olospresenza di dati. Sia il cervello che il campo coscienziale localistico-autopoietico da cui si evidenzia sono parte integrante, partecipatori (che include in sé ogni autopercezione) di  tale processo.
 
Neuroscienze, scienze
Per quanto riguarda l’inconscio, il modello dell’apparecchio televisivo con le frequenze di risonanza, deve essere sostituito da una specie di IP (indirizzo web) dato dal proprio DNA. Nella rete degli inconsci vi è l’equivalente dei GRID (griglie computazionali di migliaia di computer che processano un unico programma), cosa che non trova un equivalente in una mente unica universale. E inoltre virus e spy-ware che entrano nel cervello e lo fanno funzionare male o lo manovrano dall’esterno tramite un altro computer (ad esempio nelle presunte possessioni diaboliche o nell’ipnosi).
 
Sigmasofia
Non esiste alcun indirizzo web dato dal DNA (qualunque cosa, fuor di metafora, si intenda con questo!). Il motivo risiede nel fatto che il DNA,  a sua volta, è formato da microstrutture e, come visto, queste si evidenziano dal campo coscienziale olistico-autopoietico (che include forze elettromagnetiche, elettrodeboli, gravitazionali, nucleari, morfogenetiche, in Sigmasofia campo M.A.C.). Mi dispiace, ma il sistema è molto più complesso!. In Sigmasofia, il GRID è l’Io-psyché che formandosi a se stesso ha prodotto una funzione Ypsi (livello di autoconsapevolezza maturato) che ha saputo trascendere l’identificazione nel solo sensorio-percettivo, ha saputo esplorare, consapevolmente, i principi attivi autopoietici o genoma coscienziale (da non confondere con il genoma umano), ha saputo vivere l’Universi-parte transfinito, da cui ogni Io-psychè si evidenzia. E’ questa consapevolezza che include e può coscientizzare, potenzialmente, ogni altro Io-psychè ( a sua volta, nelle sue funzionalità innate, diretta evidenza dello stesso campo coscienziale non locale). E’ inequivocabile che tale funzionalità possa trovare evidenza e conferma soltanto da un unico e inscindibile  campo coscienziale, appunto per questo lo denominiamo, olistico-autopoietico.
Virus e spy ware sono soltanto stati identificativi dell’Io-psichè in una o più esperienze acquisite, vissute e successivamente somatizzate (come negative o come positive, non importa). Tali stati non entrano nel cervello, ma sono conosciutissime creazioni dell’Io-psychè che si avvalgono del cervello per poter esprimersi e, come ogni ricercatore che ha lavorato su stesso conosce, possono essere posti in remissione.
 
Neuroscienze, scienze
La visione autopoietica è abbastanza condivisibile, ma non dà l’idea veramente realistica del funzionamento del cervello. Bisogna integrarla con altre considerazioni, visto che la natura biologica ha già sperimentato nuove forme di collettività di individui molte prossime ad organismi unitari.
 
Sigmasofia
Le autoppiesi olosgrafiche non locali ci consentono di vivere da anni l’unico organismo o rete complessa che è l’Universi-parte e ciò che lo rende unitario è stata la scoperta della coscienza come campo olistico autopoietico, non lasciatevi ingannare dal fatto che ad esempio che alcune parti universi, noi stessi localmente siamo semoventi, l’onda del mare agitato si muove e,  pur muovendosi, non è scissa dal mare, nel caso dell’essere umano è che proprio non riesce a vedere che il mare, l’olistico.autopoietico, c’è. A comprova molti scienziati da me interpellati affermano di non aver mai visto la coscienza, capite?!  La utilizzano, ne parlano, la studiano ma non l’hanno mai vista, ciò significa che non si sono formati adeguatamente a quella percezione. Incredibilmente, in quei casi, lo strumento che più utilizzavano e studiavano, risultava essere quello meno scientificamente sperimentato. Procedendo per deduzioni e non per percezione diretta dell’Io-psychè.
 
Neuroscienze, scienze
Potremmo prendere in considerazione il fatto che gli organismi viventi sono in realtà una comunità di singole cellule, ma l’esempio non sarebbe molto esplicativo. Allora prendiamo in esame delle singole comunità di insetti sociali (come api, formiche e termiti) che si comportano come un unico organismo. La domanda da porci, allora è: in questo caso il sistema autopoietico è la singola formica o la sua comunità di formiche, visto che ogni singolo individuo riceve indicazioni dalla comunità su come comportarsi?
 
Sigmasofia
Se la questione la si partecipa dall’Io-psichè, identificato nel solo sensorio-percettivo, le risultanze, forse, possono essere quelle indicate dalle neuroscienze;  ma se la si partecipa, dallo stato olistico-autopoietico e si zoomma su tale parte, si evidenzia un altro quadro. Nel secondo caso, il sistema olistico-autopoietico è l’Universi-parte transfinito e, tale consapevolezza, applicata sulla parte, le termiti ad esempio, ci indica che tra le due risposte quella da scegliere è: la comunità. Però, il processo andrebbe inquadrato considerando il tutto funzionale che è l’Universi-parte (processo molto complesso, ma questa è l’lolosdirezionalità che in Sigmasofia stiamo tentando di seguire). Comunque, le indicazioni su come comportarsi, anche in questo caso, vengono dai principi attivi autopoietici o genoma coscienziale, presente nella coscienza olistico-autopoietica dell’Universi-parte, noi stessi..
 
Neuroscienze, scienze
Nel genere umano, questa evoluzione comunitaria non è ancora così sviluppata, ma già vi sono i primi accenni, e soprattutto la condivisione di una stessa rete di inconsci da cui riceviamo input, senza che ne siamo consapevoli, e che ci condizionano nelle nostre scelte (come le citate profezie che si auto avverano con il concorso di poche o moltissime persone).
 
Sigmasofia
In ogni parte-Universi, come detto, non c’è evoluzione, men che meno comunitaria!
A livello di coscienza olistico autopoietica e nel sensibile, le cose vanno lette, come visto, in altri modi. Non si ricevono input dalla rete di incosnci, ma dal campo coscienziale olistico-autopietico (nel sensibile lo riconosciamo come, metabisogno pulsione autopoietica a vivere e a conoscere, accezione Sigmasofica). E’ vero, di questa attività spesso non siamo consapevoli, ma è quella che determina la linea del destino autopoietica (dell’Universi-parte, noi stessi). Le cosiddette profezie, si avverano quando un Io-psichè, posizionato nel sovrasensibile non locale in cui opera il continuo presente, consapevolmente genera e legge lo spazio-tempo, passato o futuro che sia. Essendo non scisso, tutto l’insieme, contribuisce a tale stato.
 
Neuroscienze, scienze
Per quanto riguarda la validità delle percezioni citata: “anche gli elefanti rosa che l’alcolista vede nelle sue allucinazioni la percezione non è e non può mai essere oggettiva, quindi tutte le osservazioni hanno uguale valore”, aggiungerei ciò che sento e vedono le persone affette da schizzofrenia, ovvero che vedono e sentono cose e persone frutto solo della loro fantasia.
Qui c’è, a mio avviso, lo stesso problema di comprendere il vero senso principio di indeterminazione:
 
Sigmasofia
Le cosiddette allucinazioni sono un processo esistente, prodotto dall’Io che le produce, compresi gli elefanti rosa!
Nell’Universi-parte coeso, in cui, necessariamente, va in remissione la dicotomia proiettiva, soggetto-oggetto, Io-tu, diviene anacronistico, riduzionista e proiettivo, il cosiddetto vissuto oggettivo: si tratta di preistoria psichica!
 La schizofrenia esiste in colui che appunto scinde il soggetto dall’oggetto, non a caso si parla di scissione schizoide. Il punto è esattamente questo; la scissione e identificazione nel solo sensorio percettivo, non viene denominata, scissione schizoide, bensì normale e naturale funzionalità condivisa da miliardi di esseri umani. Forse si tratta di incompletezza collettiva (non me la sento di parlare di psicosi collettiva) che, comunque, stiamo tentando di porre in remissione. Tutto nell’Universi parte è soggettivo. Anche la fantasia è uno dei tanti stati coscienziali producibili, quindi, esistente. Tutto ciò non significa che il ricercatore in Sigmasofia non sappia vivere e relazionarsi (accezione comune) con la convenzione vigente nell’epoca (spesso i ricercatori sono plurilaureati, hanno ruoli lavorativi di responsabilità che assolvono al meglio ecc.). Ma finito l’adempimento richiesto dalle leggi vigenti nell’epoca, praticano, integralmente, la via dei ricercatori sulla coscienza, in formazione continua a loro stessi: l’Universi-parte transfinito.
Si, è vero, è necessario vivere il principio attivo autopoietico di indeterminazione (accezione Sigmasofica)
 
Neuroscienze, scienze
Nel 1927 il fisico tedesco Werner Heisenberg scoprì che la natura probabilistica delle leggi della Meccanica Quantistica poneva grossi limiti al nostro grado di conoscenza di un sistema atomico. Normalmente ci si aspetta che lo stato di una microparticella in movimento (consideriamo ad esempio un elettrone in rotazione attorno al nucleo) sia caratterizzata completamente ricorrendo a due parametri : velocità e posizione.
Heisenberg postulò invece, che a un certo livello queste quantità sarebbero dovute rimanere sempre indefinite. Tale limitazione prese il nome di Principio di Indeterminazione. Questo principio afferma che maggiore è l’accuratezza nel determinare la posizione di un particella, minore è la precisione con la quale si può accertarne la velocità e viceversa.
Questo, però non significa affatto, visto che ogni particella ha una sua funzione d’onda, che si possa trovare in un posto o a 10.000 km di distanza dall’osservatore. I suoi parametri correlati devono sempre rientrare in un campo ristretto probabilistico. Ugualmente è vero che ogni osservatore percepisce una sua realtà un po’ diversa dagli altri, ma la realtà percepita da una persona schizofrenica non è paragonabile, perché frutto solo della sua fantasia e non come risultato di interazione dei sensi. Altro problema separato è il fatto che ci si possa comunicare con altri inconsci e percepire ciò che vedono il cervello di questi ultimi (ad esempio nei casi delle persone in coma che vedono la stanza dall’alto e infermieri e dottori intorno al loro letto).
 
Sigmasofia
In Sigmasofia, il principio attivo autopoietico di indeterminazione si evidenzia dal fatto che l’Universi-parte essendo transfinito non è determinabile, misurabile, nemmeno dall’Io de-localizzato. (di qui, il termine ricercatori sulla coscienza in formazione continua a loro stessi).
L’osservatore scientifico, identificato nel solo sensorio-percettivo, percepisce in modo diverso dal partecipatore-osservatore che lo fa dalla consapevolezza del campo coscienziale olistico-autopoietico.
La realtà percepita da tale osservatore scienziato non è paragonabile a quella del ricercatore olistico-autopoietico, perché frutto della sua identificazione riduzionista e non come risultato della coscienza olistico-autopoietica che include in sé anche tutte le funzionalità sensoriali e ipersensoriali.
 L’ultimo periodo, trattato come problema, in cui si scrive: “…che vedono la stanza dall’alto…”, è la prova, per noi inequivocabile, che non hanno mai vissuto, realmente, stati di O.o.B.E. di autopoiiesi olosgrafica non locale, ma li hanno semplicemente ricondotti al loro livello di consapevolezza, in questo senso e con questi significati, incompleto.
 
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