SIGMASOPHY

BENVENUTI NEL SITO UFFICIALE DELLA SIGMASOFIA


IL TEATRO DI STRADA COME OPERA SOCIALE

Sezione: Sigmasofia artistica » Articoli
Data: 11/11/2014
Questo articolo č stato letto 747 volte
Autore: Alessandro Ferrara
Argomenti correlati: -
Scegli la lingua
 
:: Versione Stampabile ::
 
 
 
Penso alla ricaduta nel sociale dei principi della Sigmasofia, penso al mio lavoro e agli ambienti che frequento: il D.S.M. Na 2, l'ospedale pediatrico S. Bono di Napoli, le piazze e i teatri.
L'espressione più immediata per esprimere i miei vissuti è un esplosione di gioia: ma, come rappresentarla su un foglio? La gioia è un esperienza da vivere in prima persona, quindi posso soltanto concentrarmi a descrivere le varie fasi che ho attraversato prima di giungere al lavoro da me stesso ideato con il sostegno dell'A.S.L. Na2 dopo 5 anni di volontariato: teatro di strada e riabilitazione.
Dal caos è emerso in me un aspetto latente: l'arte. La  Sigmasofia mi ha sostenuto nella forgiatura, così, lentamente, ho iniziato a frequentare gli ambienti dello spettacolo, da artista. Ne ero completamento assorbito e condizionato, mi sono avvicinato all'onnipotenza, in me, latente e quando questa ha preso il sopravvento sono stato bastonato, ma, le bastonate, da cui, anche se istintivamente, mi sarei sottratto, si sono rivelate benedizioni.
Qual è il nesso tra arte e riabilitazione? La Sigmasofia mi ha spronato al vissuto diretto. Da artista esaltato quale ero ad artista impegnato nel sociale: questo è il passaggio fondamentale che ha cambiato il mio modo di vivere l'arte. Dalla chiusura in un mondo di illusioni, all'apertura verso altri esseri umani, con i quali condividere un percorso spalla a spalla. Il vissuto mi ha insegnato che per poter costruire qualcosa di significativo nella vita, il tempo investito in conflitti interiori ed esteriori deve ridursi sempre di più, ed è proprio da questa riduzione che il mio sogno sembra lentamente avverarsi. Ogni movimento, che sia politico, religioso o economico, dispone di un luogo dove i valori ad esso connessi vengono ritualizzati attraverso forme che vanno dal sacro al profano. L'essere umano, che nel profondo è legato ad un unico movimento il vivente, ha come unico tempio il cielo e la terra (cit. Nello Mangiameli), pertanto ho pensato che la strada potesse rappresentare il luogo migliore dove compiere azioni autopoietiche attraverso l'arte.
I teatri classici sono i templi dell'arte teatrale, sono luoghi nei quali, nella maggior parte dei casi, l'attore diventa sacerdote-divinità in un rituale che lo pone al disopra degli spettatori, sia fisicamente che umanamente. I nostri teatri sono figli di esseri umani che sentono di incarnare il ruolo di divinità.
La struttura architettonica rispecchia la mente di chi l' ha concepita.
Gli addetti ai lavori sostengono la necessità di abbattere la cosiddetta quarta parete, usando come arma un rapporto più diretto con il pubblico, ma spesso non sanno come attuarlo, non sanno comunicare, donarsi emotivamente poiché l'onnipotenza, strumento che edifica barriere, regna sovrana in gran parte dei teatri. Per instaurare un rapporto profondo con il pubblico bisogna penetrarlo emotivamente e lasciarsi penetrare, ciò significa aprire il cuore, esprimersi sia attraverso le emozioni che attraverso le tecniche teatrali. In questo tipo di teatro si concepiscono scenografie che nascono dalla ricerca interiore, nulla è lasciato al caso, anche i corpi contribuiscono alla costruzione scenografica, poiché muovendosi lasciano segni indelebili nell'atmosfera. L'attore può compiere un'opera sociale, soltanto se agisce i suoi spettacoli tra la gente e con la gente. Immersi nelle emozioni, gli attori sono spettatori di spettatori, trasformati in attori.
Per l'attore, la strada rappresenta anche il luogo della lotta contro se stesso, contro la paura ad aprirsi autenticamente, così come per i passanti rappresenta il luogo della lotta contro l'imbarazzo ad essere coinvolti e penetrati da emozioni improvvise.
L'improvvisazione non è causale, ma poggia su anni di esperienze vissute in teatro e nella ricerca interiore. Il teatro può rappresentare la vita, e la vita degli esseri umani è fatta di opposti, rituali di apertura e chiusura del cuore. Un'opera sociale, attraverso il teatro di strada, pretende un'elevata qualità dello spettacolo, laddove per qualità intendo capacità di creazione di nuovi valori sociali. Bisogna capovolgere il concetto di bello che ci siamo imposti attraverso preconcetti culturali. Le nostre menti strette dovrebbero aprirsi ed accogliere l'apparente bruttezza di un'espressione crudele. Il teatro di strada come opera sociale per me rappresenta l'azione individuale che può sfociare in autorigenerazione collettiva
Pagine:
INSERISCI COMMENTO
la ringraziamo se vorrą inviarci il suo giudizio utilizzando il form sottostante
Nome e Cognome:
Inserisca qui la sua E-mail:

Inserisca il codice numerico di cinque cifre visualizzato nell'immagine:

Sezioni disponibili:
[Antropologia/Etnologia] [Archeologia] [Arte] [Biologia] [Elettronica ed Informatica] [Essere umano ed eco-societa' olistico-autopoietica] [Esseri umani consapevoli] [Filosofia] [Fisica e Astrofisica] [Gioco, risata e sport] [Interviste e dialoghi] [Istruzione] [Media] [Medicina allopatica, omeopatice e naturale] [Natura ed ecologia] [Nello Mangiameli Opere] [Parapsicologia] [Politica ed Economia] [Psicologia Io-ontos-sophos-logia] [Religioni e spiritualita' Tradizioni ed esoterismo] [Sigmasofia artistica] [Sigmasofia autopoietica] [Sigmasofia autorig] [Sigmasofia bioetica] [Sigmasofia diz. Encic] [Sigmasofia Ecologica] [Sigmasofia Io-somatica] [Sigmasofia pedagogica] [Simbolismo] [Storia e Sociologia] [Suono, Danza, Musica e Canto] [Viaggi della conoscenza] [ » Ricerca articoli «]

I ricercatori che decideranno di utilizzare materiale Sigmasofia per pubblicarlo su altri siti web sono tenuti a citarne la fonte di provenienza nel seguente modo:

FONTE
"Associazione Sigmasofia®"
Nello Mangiameli-
www.sigmasophy.com