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Natura ed ecologia

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Sezione: Natura ed ecologia » Articoli
Data: 15/10/2013
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Autore: Nello Mangiameli
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Natura ed ecologia

 
Noi, le specie viventi, la specie umana, l’Universi-parte, siamo giunti a un grado di autoconsapevolezza, da cui si evidenzia, perentoria, la necessità di adottare una scelta, una decisione.   L’Io-psyché si trova in uno stato di autoconsapevolezza senza precedenti. Infatti, il Pianeta Terra, di cui siamo parte integrante, sta manifestando una peculiare discrasia che sta divenendo terminale.

 

 Si tratta del fatto, per cui le condizioni strutturali del Pianeta Terra, quelle che permettono di ospitare le specie viventi, a tutti gli esseri di esistere, respirando, adattandosi ad un range di temperatura congruo, vivendo un’ecologia autopoieticamente sana, usufruendo di materie prime autopoieticamente sane (…), semplicemente si stanno distruggendo ed esaurendo. Tutto ciò è determinato dalle azioni dell’Io-psyché degli esseri umani che, ad esempio, immettono quantità eccezionali di bi-ossido di carbonio nell’esile guscio di aria-ossigeno del Pianeta, alterando così il campo di calore tra Terra e Sole (e altri). Questo sta determinando un aumento della temperatura media e, se proseguiremo su questi standard (che presto aumenteranno, a causa della produzione di biossido da parte delle nazioni emergenti), raggiungeremo livelli di temperatura mai conosciuti in precedenza. Verrà destrutturato e transmutato l’equilibrio climatico-funzionale, da cui dipende la possibilità di esistere, esattamente nel modo in cui lo facciamo.

 

 

 

L’Io-psyché ha ritenuto di dover bruciare quantità incredibili di carbonio (carbone e petrolio) e lo sta facendo, immettendo 70-80 milioni di tonnellate di CO2 al giorno. Stiamo raggiungendo l’incredibile cifra di 390 parti per milione, l’anno. Al di là delle ripercussioni Io somatiche, questo ci sta facendo avvicinare ad una condizione irreversibile che entro pochi anni arrecherà un danno irreparabile all’abitabilità del Pianeta: il principio attivo autopoietico omeostatico sarà costretto a riequilibrare le funzionalità autopoietiche, creando serie e, in alcuni casi irreversibili, discrasie alle specie viventi, compreso l’essere umano. 

 

 

 

 

 

 

 

Per approfondimenti sulla Sigmasofia Ecologica:  http://www.sigmasophy.com/institute/scuolaEcologica/?sez=1

 

 

 

Le prove si evidenziano dal fatto che la calotta polare artica che ha, tra l’altro, la funzione di raffreddare il Pianeta, sta sciogliendosi ad un ritmo almeno cinque volte superiore a quanto hanno previsto alcuni modelli informatici di pochissimi anni fa. Con gli attuali standard, i ghiacci sono destinati a scomparire entro i prossimi venti anni, determinando l’innalzamento del livello delle acque e, di conseguenza, cambiamenti strutturali alle condizioni di diverse nazioni, costringendo all’emigrazione e a spostamenti, milioni di esseri viventi.

 

Lo stesso fenomeno è in atto al Polo sud, con gli stessi standard.  La bios-etica autopoietica Sigmasofica mi suggerisce che è ora di prendere posizione. Si tratta di una questione, legata al diritto-dovere di poter autodeterminarsi alla formazione a se stessi, l’Universi-parte che sta per essere posto in remissione dalla cosiddetta civiltà umana. In tal modo, stiamo distruggendo la possibilità di poter esistere (anche con questa finalità di potenziamento della formazione a se stessi, l’Universi-parte) alle generazioni che verranno dopo di noi, costringendoli ad affrontare ostacolatori, complessi e difficili che, di fatto, collasseranno la funzione Ypsi dell’Universi-parte. 

 

La discrasia Io-somato-autopoietica dell’Universi-parte, noi stessi, è identificata nei propri interessi individuali, a tutti i livelli ed è quasi totalmente scissa, dai processi ecologici che legano l’uno all’altro gli Io-psyché. Come spesso accade a livello localistico (lo abbiamo verificato in migliaia di casi), nasceranno aggredior-out, crisi esistenziali, funzionali alla presa di consapevolezza dello stato identificativo discrasico come il principio attivo omeostatico, da sempre ci evidenzia. Il punto della questione è che questa volta l’aggredior-out del Pianeta Terra (per certi versi, già in atto: basti pensare ai problemi metereologici come uragani, tornadi ed altro, che tanti danni stanno arrecando), rischia di essere di una intensità non gestibile dagli attuali mezzi disponibili.  

 

Per la prima volta, in modo serio, l’Io-psyché dell’Universi-parte ha creato un livello di discrasia Io-somato-autopoietica, universale estesa. Questo si evidenzia ed è confermato anche dalla funzionalità di altri pianeti: su Venere, il carbonio si trova nell’atmosfera, mentre sul pianeta Terra è nel terreno. Ne deriva che la temperatura sulla terra è pari a 15 gradi Celsius, mentre su Venere, raggiunge i 460 celsius circa. Comincerete a intuire, quali sono gli effetti dell’anidride carbonica nell’aria.

 

La vita-autopoiesi rischia progressivamente di non potersi più evidenziare come da sempre la conosciamo, e questo ci orienta verso una comune sorte o funzione Ypsi che è possibile ri-orientare attraverso la formazione a se stessi, l’Universi-parte.  Non possiamo fare altro che evidenziare la situazione, abbinandola alla proposta di una scuola formativa anche finalizzata ad una Sigmasofia Ecologica che tutela e salvaguarda l’ambiente interiore ed esterno.

 

Ho ideato il ∑ophy International Project, per dare un contributo all’operazione formativa interagente con quanto sta accadendo. Ho anche elaborato una carta dei diritti olistico-autopoietici dell’Universi-parte, da cui, al momento, i risultati sono minimi, ma non posso fare altro che continuare a proporre ciò che sappiamo e a interagire, cooperare con l’esistente per quanto possibile.  

 

Non è più questione di leadership di Stati, quanto di formazione di autoconsapevolezza da parte di chi può adottare provvedimenti. Al momento, non si vede nessun orientamento da parte di leaders politici verso la necessità di prepararsi, di formarsi a loro stessi, l’Universi-parte, ossia la condizione vissuta che consentirebbe loro di vivere dall’interno interiormente, come autoconsapevolezza, quello che sta accadendo, non soltanto registrato da informazioni esterne, spesso ostacolate da stati identificativi discrasici, anche gravi. Voglio comunicare che l’Io-psyché dei governanti potrà riuscire a produrre leggi, in favore della riduzione delle emissione dei gas serra, soltanto se si formeranno a loro stessi, ai principi attivi autopoietici, da cui far nascere l’azione bios-etica, ecologica, eco-sistemica che non ha bisogno di produrre azioni, in contrasto con se stessi, l’Universi-parte. Condizione auto-formativa e auto-consapevole che potrà consentire alle prossime generazioni di ereditare il pianeta Terra, in buone condizioni di salute. Organizzano protocolli a Kioto o altrove, ma se l’Io-psychè non si forma a se stesso non arriveranno mai a ratificarne uno, e potrà accadere qualcosa soltanto in presenza di un aggredior-out catastrofico che costringerà di intervenire per causa di forze omeostatiche maggiori, ma questa volta è differente.  Per essere espliciti, dal punto di vista della Sigmasofia, a livello politico, non si vede capacità di riconoscimenti adeguati, scaturenti dal vissuto. Si osservano deliri identificativi pseudo-religiosi, guidati da stati che privilegiano l’economia-denaro, il potere nella relazione, la sessualità, rigorosamente irrisolti nella propria funzionalità strutturale e, anche quando visti individualmente, coperti da strati di ipocrisia.  In tal senso, non ci sono segnali che l’Io-psyché dei governanti si stia formando a se stesso. L’aspetto drammatico, ma paradossalmente divertente, è che credono di non avere alcun bisogno di formazione vissuta a loro stessi, ritengono ingenuamente che la loro leadership, il potere democratico o meno, che veicolano, sia sufficiente a riconoscere, gestire e porre in remissione la questione, qualunque essa sia.

 

Ma, essendo identificati e dentro ai propri interessi, localisticamente auto-referenziali, non sono tecnicamente in grado di disidentificarsi e partecipare-osservare, in maniera più ampia, la questione: vedono loro stessi, identificati e, quindi la loro decisione non può trascendere tale stato. Una simile condizione, messa in relazione, diviene potere contro potere, narcisismo contro narcisismo e identificazione contro identificazione: processo che aggrava e rende irrisolvibile la questione. Assumere la decisione di ridurre le emissioni di gas serra che provocano il riscaldamento, ossia decidere affinché l’industria possa diminuire, in maniera rilevante, la formazione di anidride carbonica è, per loro, tecnicamente impossibile, in quanto non Io-somato-autopoieticamente pronti. Potremo assistere qui a qualche piccola decisione unilaterale, ma nulla di sostanziale come da anni stanno dimostrando. Quando sento dire che alcuni fatti non possono essere resi pubblici, perché la cosiddetta opinione pubblica non sarebbe pronta a ricevere chissà quale messaggio, in realtà proiettano la loro stessa impotenza, il loro stesso non essere formati e pronti a loro stessi, figuriamoci ad una nazione o altro che presumono di governare.

 

Sono talmente identificati, e in alcuni casi in uno stato di insufficienza mentale, che proprio non riescono a riconoscere che cosa sia un'emergenza planetaria. I loro pseudo  impegni differenziati che chiedono ai paesi di soddisfare requisiti di riduzione diversi sono segni della loro spaventosa incapacità di assumere la responsabilità di cambiamento. Nella maggioranza dei casi, i politici non sono psico-somaticamente in grado di assumere e di riconoscere ciò che veramente moltissime persone sarebbero pronte a gestire, senza fronzoli.

 

La discrasia di pochi, in questo senso, sta divenendo un problema di molti, ma questa volta la questione coinvolge su vasta scala, tutti.  Altro esempio di assoluta mancanza di formazione a loro stessi: si esprime grandiosamente, quando usano motivazioni xenofobe o addirittura protettiva nei confronti degli interessi della popolazione nativa. Oppure, quando i paesi in via di sviluppo rivendicano lo stesso diritto di distruggere, esattamente come fanno gli Stati Uniti d’America e l’Europa (…).

 

Si tratta di questioni che non tengono conto che il problema è globale e non localistico. Poi, a questo, rispondono presunte informazioni scientifiche di regime che arrivano a negare addirittura l’esistenza della questione (e non è la sola sul tappeto). Altra prova per queste affermazioni viene data dalle censure delle prove scientifiche, prodotte da Io-psyché di scienziati che hanno percorso più formazione a loro stessi e, quindi, hanno più auto-consapevolezza: le loro indicazioni sulla catastrofe che incombe rimangono in gran parte nascoste. 

 

I politici, a cui accenno sopra, sono talmente psicotici e moventi in uno stato schizoide alienato che, anche nel momento in cui la situazione esplode sensibilmente davanti a loro, non sono tecnicamente in grado di rendersene conto. 

 

Forse, sarà necessario comunicare loro che, se assumono la questione con impegno, potranno ottenere nuovi profitti, utilizzando le lobbies che governano e potranno rimanere tranquilli rispetto al proprio guadagno e potere: di fatto, cambiando rotta, potranno trovare enormi opportunità, per rinforzare le discrasie personali.
 
Forza, politici! Un futuro energetico, pulito, può darvi potere,soldi,forz! Provateci! Non cambierà nulla, per voi!

 
Formandosi, l’Io-psyché può pretendere molto di più da se stesso, considerato che è in gioco la sua stessa modalità di esistenza. In senso formativo, l’aggredior-out del clima può innescare orientamenti verso il riconoscimento dell’Universi-parte, atomicamente e coscienzialmente legato che siamo, un obbiettivo, per cui l’Io-psyché collettivo persegue una causa comune, tentando di mettere in remissione gli stati identificativi localistici e agire secondo la bios-etica autopoietica dell’Universi-parte, se stessi.
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