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La coscienza olistico-autopoietica

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Sezione: Nello Mangiameli Opere » Articoli
Data: 01/05/2013
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Autore: Nello Mangiameli
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Il CAMPO COSCIENZIALE OLISTICO-AUTOPOIETICO-IO-PSYCHÉ[1]

 

In ultima analisi, l’intero Universo (con tutte le sue particelle,

comprese quelle che costituiscono gli esseri umani,

i loro laboratori, gli strumenti di osservazione ecc.)

deve essere compreso come una singola totalità indivisa,

in cui l’analisi in parti esistenti in modo separato e indipendente

non ha una fondamentale ragion d’essere."

David Bohm

 

Gli stati coscienziali sensibili e sovrasensibili, locali e non locali, di Entanglement Coscienziale Autopoietico, che si sono rivelati fondamentali per la comprensione dell’Universi-parte, noi stessi, si evidenziano come il trans-finito campo coscienziale olistico-autopoietico che, nel sensibile, assume le morfologie riconoscibili nella natura complessiva.

Nello Mangiameli

 

Il termine coscienza deriva dal latino cum-scire che significa sapere con, insieme

La Sigmasofia e le sue tecno-ontos-sophos-logie operative, le Autopoiesi olosgrafiche, come visto, hanno un riferimento fondamentale:

il campo coscienziale olistico-autopoietico,

a cui, ho ricondotto ogni espressione e manifestazione del piano sensibile e di quello sovrasensibile. Essendo formato da ingredienti autopoietici, quali gli atomi, le microstrutture, i quarks, le stringhe (…), da molecole, DNA, organismi biologici (…), ovvero da tutte le manifestazioni sensibili, compresi il sistema solare e le galassie transfinite, in un Tutto collegato, l’Universi-parte è, in alcune sue parti tangibile e misurabile. È un campo unico, transfinito: all’interno di esso, non ha senso parlare di velocità, anche quando ci si riferisce ai suoi ingredienti come le particelle, le molecole (…). Tutto è in continuo movimento, non importa a quale velocità, se superiore a quella della luce, o inferiore.

Quanto descritto compone ciò che ho denominato lo stato coscienziale Sigmasofia, parte integrante del campo coscienziale olistico-autopoietico, in cui ho individuato i diversi principi attivi autopoietici o genoma coscienziale, da cui potranno nascere le basi fondamentali dell’essere umano e dell’eco-società olistico-autopoietici e oltre alla remissione spontanea degli ostacolatori alla formazione a se stessi, l’Universi-parte.

I principi attivi del campo coscienziale olistico-autopoietico non sono politicamente corretti: la Sigmasofia non tiene minimamente conto del fatto che i termini innovativi che utilizza possano essere quelli che, in questo momento storico, non vengono ufficialmente riconosciuti dalla scienza o dalle Vie coscienziali tradizionali. Essendo dei principi che emergono dal vissuto e moventi all’essenza dell’Universi-parte, di noi stessi, non lottano contro nessun clima intellettuale scientifico, coscienziale, politico-sociale (…), in quanto anche questi enti sono prodotti, scaturenti dal campo coscienziale olistico-autopoietico.

Non voglio associare i principi attivi autopoietici agli innumerevoli contesti acquisiti, prodotti dagli studi e dalle ricerche di sempre, da parte dell’Io-psyché. Non tratterò, quindi, di principi filosofici, scientifici, orientali o occidentali, quanto di quelli autopoietici che tali tradizioni sono stati in grado di edificare.

La funzione Ypsi utilizzata risente del proprio stato di consapevolezza, in funzione della scoperta vissuta dei principi attivi del campo coscienziale olistico-autopoietico e, quindi, dovrà necessariamente essere considerata come incompleta e in continua auto-formazione, se vorrà procedere verso la scoperta di vastissime regioni dell’inconscio autopoietico e di altri principi attivi, ancora da esplorare, ma, nello stesso tempo, sono sicuro che quelli presentati si basano su processi inequivocabilmente vissuti e verificati.

L’armonizzazione, il punto d’incontro dell’archetipo ∑igma con tutti i processi esistenti è proprio nell’orientamento che, potenzialmente, ogni manifestazione, sensibile e sovrasensibile, può essere vissuta, risalita, integrata e transmutata.

Il campo coscienziale coincide con l’Io-somato-autopoietico, ma questo, così come il primo, trova la sua sintesi fondamentale nella componente coscienziale.

Tali semplici scomposizioni vengono stabilite, soltanto per comodità espositiva, ma si tenga conto che esse, è bene ribadirlo, sono un processo unico integrato: sono lo

stato coscienziale Sigmasofia,

base fondamentale, per procedere consapevolmente all’esplorazione dell’inconscio autopoietico, evidenziando, così l’archetipo ∑igma.

Quindi, l’ingrediente fondamentale dei principi attivi del campo coscienziale olistico-autopoietico è l’Io-psyché e l’archetipo acquisito funzione Ypsi, in quanto, senza la presenza di questa funzione, nessuna componente della manifestazione sensibile e sovrasensibile, locale e non locale, potrebbe semplicemente essere riconosciuta, in quanto mancherebbe lo strumento d’indagine, in grado di riconoscerla.

Ricordiamo che l’archetipo acquisito funzione Ypsi è la facoltà che può partecipare il Tutto o parte del Tutto che indaga, tenendo conto che non è separata da ciò che partecipa. È ciò che determina il vissuto, il riconoscimento dell’esistente complessivo. Non importa, se ciò possa essere considerato o meno una nuova gerarchia, magari investita di significati-significanti riduzionisti, perché qualunque cosa s’intenda, risulterà essere uno dei tanti termini, processi da vivere, integrare, risalire e transmutare.

L’Universi-parte, noi stessi, è composto da miliardi, infiniti contenuti, strutture autopoietiche, processi dinamici dentro altri processi dinamici, tutti perfettamente uniti gli uni agli altri, in ogni loro manifestazione.

ll campo coscienziale olistico-autopoietico è la singolarità, è il contenitore transfinito, entro cui si sviluppano tutti i fenomeni, tutte le dinamiche sensibili e sovrasensibili, locali e non locali descrivibili, dell’Universi-parte, noi stessi.

            Come visto, esiste la possibilità tecnica di poter agire un’azione che, come caratteristiche autopoietiche, venga esercitata in uno stato di coscienza che abbia saputo risalire e trascendere lo spazio-tempo: l’azione simultanea.

            Secondo Einstein, la velocità massima di una microstruttura, di una particella subatomica, anche con massa infinitamente piccola, è inferiore alla velocità della luce che, secondo lui, rappresenta il limite. Per raggiungerla, necessiterebbe una spinta con quantità di autopoiesi (energia) infinita e, quindi, anche la sua massa diverrebbe infinita. Ma, che cosa significa che una cosa piccolissima può diventare grande, soltanto per effetto della velocità? La luce raggiunge quella velocità, perché è priva di massa. In questo senso, l’Universi-parte può essere considerato un campo transfinito. Possiamo affermare che l’ente che ha prodotto l’idea di campo è l’Io-psyché: è lui che lo definisce e lo interpreta e, in ultima partecipazione-osservazione, esso stesso è il campo. Questo, di cui l’Io-psyché è parte integrante, influisce sulle cose: il campo gravitazionale, il campo elettrodebole e quello nucleare determinano alcuni funzionamenti, come per noi l’attrazione al terreno della forza di gravità e per il Pianeta Terra, l’orbita intorno al sole. Il campo coscienziale olistico-autopoietico si manifesta nel corpo come archetipo c.a. che traduciamo in azione, dallo stato coscienziale punto nascita allo stato coscienziale punto morte, interagendo con l’atmosfera, in cui è inserito (sempre sua emanazione) e in cui respira.

Il concetto di campo è di vitale importanza. Come visto, possiede informazioni intelligenti: per rendersene conto, è sufficiente osservare una pianta che nasce, noi stessi, le forme di attrazione tra pianeti, tra galassie, il movimento e le dinamiche delle microstrutture.

Autopoieticamente, tutto forma un unico campo, ma è necessario individuarne le diverse modalità di manifestazione, aventi specifiche funzioni, anche se in un Tutto legato. Ogni espressione esistente, che abbia massa o meno, ha o può assumere comportamenti, cause-effetti: tutte le informazioni vengono materializzate in specifiche azioni. Il campo fa assumere e fa agire a quella microstruttura esattamente ciò che fa e, a sua volta, quella microstruttura incorpora e agisce l’informazione. Ad esempio, un elettrone ruota intorno al nucleo, un fotone viaggia a trecentomila chilometri al secondo, ogni aspetto ha le sue specifiche funzioni ed ognuna è in relazione indelebile (autopoietica) con le altre. Nell’Io-somatico, non può essere differente. Dal campo coscienziale, la microstruttura si individua e si specializza in funzioni specifiche: nel corpo umano, arrivano le informazioni che danno vita agli archetipi alfa. Quando due microstrutture s’incontrano, la loro interazione produce un nuovo campo, da cui nasceranno nuove informazioni, nuove dinamiche. Anche se ci fossero separazioni, si manterrebbero le informazioni ricevute: voglio dire che ogni componente del sensibile, unico o meno, rappresenta una possibile porta d’accesso alla presa di consapevolezza del campo coscienziale olistico-autopoietico.

Più le interazioni particolari dei campi acquisiti interagiscono tra loro, più si creano le condizioni per ulteriori prese di consapevolezza di altri piani e, quindi, di quello coscienziale.

Tutti sono all’opera, funzionano autopoieticamente e automaticamente. Il lavoro consiste nello zoommare su essi, utilizzando uno stesso ingrediente: l’Io-psyché che, per così dire, può realizzare un lavoro di auto-esplorazione, di conoscenza di sé.

Ogni singola parte e il Tutto hanno un’atmosfera riconoscibile (il cosiddetto campo di forza). Interagendo insieme, danno vita all’Universi-parte, noi stessi.

Per creare strutture Io-somato-autopoietiche, l’azione, il sensibile, si danno delle proprietà emergenti che, se adeguatamente vissute e potenziate, possono creare la base tecnica, da applicare al campo, da cui provengono, per riconoscerlo.

Il campo coscienziale olistico-autopoietico è immanente: è un processo sovrasensibile, non localistico che irradia e da cui nasce il campo locale, sensibile, individuale, gli specifici funzionamenti sensibili. Per l’Io-ontos-sophos-logia quantistico-autopoietica, questa realtà è da tenere sempre presente, durante gli interventi di autorigenerazione e di auto-guarigione, che vengono realizzati.

Il campo coscienziale olistico-autopoietico, all’esperienza, risulta essere il più importante e fondamentale. Esso non è modificabile o deteriorabile, in alcun modo dalla componente Io-psyché. Il suo raggiungimento significa avvicinarsi alla consapevolezza, tendente alla transfinitezza e, ovviamente, non mi riferisco al solo corpo fisico, antropomorfo, che la veicola. Si presume, infatti, che l’età convenzionale di questo Universo sia di tredici, quattordici miliardi di anni.

Il campo coscienziale olistico-autopoietico è stato, in parte, riconosciuto anche dalla moderna fisica che lo ha denominato supersimmetria: sostanzialmente mostra l’attiva e continua interconnessione tra forma manifesta e il campo coscienziale olistico-autopoietico. Per raggiungerlo, l’Io-psyché del ricercatore deve entrare nello stato coscienziale punto morte di se stesso e risorgere al funzionamento della completezza. Lo stato coscienziale punto morte, specificamente, consiste in un’opera di disidentificazione dai contenuti acquisiti e nella Risalita e transmutazione dell’Io-psyché stesso. Non significa morte, nell’accezione comune, altresì non significa non trovare più o perdere l’uso dell’esperienza acquisita, ma semplicemente innesca nuove forme di comunicazione con se stessi, con l’Universi-parte. È l’effetto della sommatoria-integrazione ∑igma, dello stato Sigmasofia.

La dimensione sensibile, l’atomo, si evidenzia da una diminuzione della frequenza vibratoria della potenza del campo coscienziale olistico-autopoietico: una sorta di inizio di progressiva cristallizzazione, di progressivo rallentamento del dinamismo del campo coscienziale. Per dare un’immagine, è un funzionamento simile al momento, in cui le eliche di un ventilatore risultano visibili, via via che questi riduce la velocità. Almeno, così appare alla percezione interiore.

Per comprenderla, è necessario sperimentare e scoprire quale sia la finalità funzionale dell’enorme accumulo di esperienze e di memorie, registrate nell’inconscio personale e collettivo, agito dall’Io-psyché e quale ruolo queste svolgano nell’economia quotidiana, immediata, dell’Universi-parte. L’ente, tecnicamente in grado di creare tutto ciò, è il campo coscienziale: in questo senso, campo coscienziale e stato Sigmasofia sono la stessa cosa.

La caratteristica di campo coscienziale transfinito, unitamente agli altri principi attivi autopoietici, si distingue dalle diverse decodificazioni che, da sempre, sono state tentate: penso al Daimon dei greci, al Genius dei romani, al Ka e al Ba degli Egizi, al Mista Peo degli indiani (…)

Il campo coscienziale olistico-autopoietico è lo strumento che utilizziamo, per produrre processi alchemici autopoietici, transmutazioni, che conducono al vissuto dell’Universi-parte transfiniti, ente che include la finitezza e la deteriorabilità dell’identificazione, nel solo sensibile, e che, nello stesso tempo, la trascende. Mostra il proprio ontos, il proprio sophos, il proprio logos, dopo che, dallo stato acquisito, attraverso cui si evidenzia, utilizzando la funzione Ypsi creata, applica la Concentrazione-transmutazione su se stessa, per divenire autoconsapevole.

Il campo coscienziale include alcuni significati-significanti che sono stati attribuiti al concetto di anima. Ora, sappiamo che alcune di quelle teorie sull’anima sono confermate dall’esperienza, ossia che il campo coscienziale, che la include, se diviene autoconsapevole, intuisce, partecipa a maggiore profondità i significati-significanti dell’esistere. Quindi, con il termine campo coscienziale olistico-autopoietico, intendo riferirmi a quello specifico processo, campo, proprio dell’Universi-parte transfiniti, noi stessi, che è l’autoconsapevolezza di sé come individuo, come unico corpo, derivata dalla capacità di sperimentazione di tutte le espressioni Io-somato-autopoietiche complessive, consce ed inconsce, locali e non locali.

Tutti i principi attivi, componenti lo stato coscienziale Sigmasofia sono espressioni del campo coscienziale, così come lo sono tutte le manifestazioni acquisite, attraverso gli archetipi alfa e la funzione Ypsi.

Quello stato Io-somato-autopoietico, interiore ed esterno, conscio e inconscio, di sapere insieme, di simultaneità, che dà vita a forme di consapevolezza, alla ragione. Il termine scienza deriva dal latino scientia, che significa conoscenza. Il termine Olistico deriva dal greco holon e significa Tutto. Quindi, si tratta del

sapere con, insieme, della conoscenza del Tutto attraverso la proprietà emergente che è la ragione, la consapevolezza.

Alcuni ricercatori hanno scambiato e identificato la coscienza con un mero prodotto, emergente del cervello, evidenziando, così, soltanto una piccola parte del funzionamento che, nella realtà innata, è riconoscibile come

campo coscienziale olistico, simultaneamente

non locale e locale.

Tale campo coscienziale è parte integrante ed inscindibile di ciò che denominiamo materia, soma, che ne è, appunto, la densificazione, la manifestazione sensibile. Ci sono prove, inequivocabili, che tale campo si estende

Trans-finitamente

(in modo mai finito),

fino al sovrasensibile non locale.

In definitiva, non si tratta di interazioni tra il materiale e il coscienziale, ma dell’unica funzionalità che denomino

Universi-parte.

Coscienza Olistico-autopoietica e cervello (materia, soma) sono, allo stato della ricerca, uno stesso processo: all’essenza, non si tratta di due entità, interagenti tra loro, bensì di

un'unica inscindibile unità

(Uno, Tutto, Holon),

funzionale in azione.

Sono Universi-parte, noi stessi.

La Coscienza olistico-autopoietica, non locale, è innata.

Tutti, alla nascita, siamo pronti a funzionare, a produrre stati coscienziali (ossia pensieri, emozioni, stati d’animo), poi, in base all’esperienza e al significato individuale, ognuno li farà divenire propri e questi potranno anche essere modificati. Ma, Tutto è olisticamente Uno, come funzionalità innata e non locale (dell’Universi). Quindi, le esperienze acquisite, le funzionalità locali e non locali, ossia quelle funzioni riferite a ciò che è percepibile dai sensi (il locale) e dal campo vitale (il non locale) che crea i sensi, contribuiscono a formare

consapevolezza olistico-autopoietica

e l’atto stesso del prendere coscienza. Nello specifico, si tratta del campo coscienziale olistico che assume la funzionalità e la specializzazione acquisita, ossia tutti gli stati coscienziali producibili, tra cui il concettualizzare, il pensare, il sentire, il volere, l’immaginare, la vigilanza, la consapevolezza, lo stato di veglia, di sonno-sogno (…). Sono tutti processi che fanno parte integrante di ogni essere umano che li riconosce all’interno di sé: per questo,

prenderne coscienza significa auto-coscienza, consapevolezza.

La coscienza olistico-autopoietica non è contrapposta all’inconscio, ma non è consapevole di parti di sé. L’inconsapevolezza indica e orienta, implicitamente, verso un possibile percorso di ricerca.

Alla luce di quanto finora detto, si può affermare che non esiste il momento in cui, nel feto, inizia a formarsi la Coscienza, appunto perché

si tratta di un campo pre-esistente che troviamo nel cuore della cellula, degli atomi, delle meccaniche quantistiche-sub-quantistiche e oltre,

che sottendono alla nascita di un essere vivente.

L’essere umano, quando si occupa delle sue esperienze, emozioni, azioni, ossia di tutto ciò che rientra nella sfera dei sensi, non riconosce che è costituito anche dal campo vitale, ossia da ciò che consente il suo stesso essere in vita e, di conseguenza, il suo produrre pensieri, emozioni, ecc.. L’identificazione nella sola sfera sensibile comporta una riduzione della propria attenzione e, spesso, della consapevolezza in quella componente: è come se la collassasse, pertanto questa operazione è denominata riduzione-collasso della funzione campo MAC (medesimo processo che, in Fisica quantistica, viene denominato riduzione-collasso della funzione d’onda). Da ciò, nasce l’orientamento di molti scienziati a cercare i correlati soltanto neuronali della Coscienza, riconoscendone in tal modo soltanto una minima parte. Pertanto, sento la responsabilità di comunicare agli scienziati, che hanno una visione volta al programma riduzionista e che pensano di trovare la Coscienza da qualche parte del cervello, nei suoi circuiti, nella sua fisiologia, ossia nei

correlati neuronali della coscienza

(Neuronal Correlates of Consciousness),

che il campo coscienziale olistico-autopoietico si esprime sia localmente sia non localmente. Quindi, è necessario poter riconoscere la realtà sovrasensibile, olistica, non locale e transfinita, che si estende, nell’olosdirezionalità sovrasensibile, dalle cosiddette esistenze materiali. Infatti, la Coscienza utilizza mezzi fisiologici, ma la sua scaturigine si evidenzia dal campo non localistico, in gran parte non osservabile dagli attuali strumenti di misurazione scientifica. Di fatto, non siamo soltanto un

bunch of neurones

(un mazzo di neuroni),

ma anche e soprattutto principi attivi coscienziali olistici, transfiniti.

È arrivato il momento di convertire i

correlati neuronali della coscienza

in

correlati olistico-autopoietici, non locali, transfiniti della Coscienza,

ossia il principio di riferimento che respireremo, durante il dischiudersi di questo studio e ricerca d’avanguardia sul campo coscienziale olistico-autopoietico.

A questo punto, potremmo chiederci con maggiore forza: che cos’è precisamente la densificazione del campo coscienziale olistico-autopoietico, il campo M.A.C. (Morfo-Atomico-Coscienziale)?

1.     Nel termine coscienziale, fondamentale, ossia il campo coscienziale olistico-autopoietico che si densifica, rientrano specificamente

i principi attivi olistico-autopoietici, sintetizzati negli archetipi innati, denominati, Ypsilon, Psi, Lambda e ∑igma

2.     Nel termine morfo, rientra precisamente il

campo morfo-genetico autopoietico.

3.     Nella parola atomico, rientrano specificamente quattro campi conosciuti dalla fisica moderna, ma assumenti significati-significanti sigmasofici coscienziali, differenti da quelli scientifici, che sono

  • il campo elettromagnetico autopoietico
  • il campo gravitazionale autopoietico
  • il campo elettrodebole autopoietico
  • il campo nucleare autopoietico.


[1] Per approfondimenti, V. S.T.o.E. –autopoietica-

 

 

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Nello Mangiameli-
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