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I PERCHE DI UNA NON INIZIAZIONE

Sezione: Religioni e spiritualita' Tradizioni ed esoterismo » Articoli
Data: 15/03/2013
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Autore: Nello Mangiameli
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Intervento di Nello MANGIAMELI per

ALCHIMIA ALCHIMIE 2009
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I PERCHE’ DI UNA NON INIZIAZIONE
 
Una delle scoperte vissute dalla Sigmasofia Io-somato-autopoietica e di maggior interesse è il
campo coscienziale olistico-autopoietico
Si è potuto sperimentare e riconoscere che, dalle meccaniche quantistiche e sub-quantistiche, si dischiude, si estende tale campo, formato da una serie di
principi attivi archetipici autopoietici[3]
che creano e informano le micro-particelle (continuamente emesse e riassorbite)., Aggregandosi e disaggregandosi, formano gli atomi, le molecole, le cellule (…). Tale campo, sovrasensibile e non locale, include in sé le forze fondamentali della fisica:
la gravità, l’elettromagnetismo, la forza nucleare forte e quella debole,
oltre a quella morfo-genetica (nell’accezione sigmasofica). Tutto l’insieme è anche denominato
campo morfo-atomico-coscienziale o, abbreviato, campo M.A.C.[4]
Operando nell’essenza di ogni atomo, si viene a determinare che
è tutto l’Universi, di cui siamo parte integrante ed inscindibile,
ad essere, in questo modo, creato e informato,
producendo l’impossibilità, tra l’altro, di distinguere il cosiddetto organico dall’inorganico, a quel livello di funzionalità. Il campo coscienziale locale e non locale[5], transfinito  è ciò che fa funzionare simultaneamente
l’Universi-parte, noi stessi.
Il vissuto diretto, fusionale, integrale, del campo coscienziale olistico-autopoietico, operante nel tempo autopoietico (continuo presente), che include il morfo-atomico e genera ogni spazio-tempo e ogni onda-particella formante l’Universi, è denominato
stato Io-somato-autopoietico E.C.A.
(Entanglement Coscienziale Autopoietico).[6]
Molte dinamiche si riscontrano in tali vissuti, tranne il vuoto, inteso nell’accezione comune. Non c’è alcun vuoto, bensì, all’opposto, qualche cosa di
inconcepibilmente pieno di morfologie frattali, bios-luminescenti, più che tridimensionali:
sono i già citati
principi attivi archetipici autopoietici o genoma autocoscienziale,
gli stessi che, come detto, creano e informano le morfologie sensibili. Un riferimento sensoriale, conosciuto dalla scienza, da cui inizia a dischiudersi tale campo coscienziale, è al livello della scala o campo di Planck. Una delle peculiarità è quella di non conservare le memorie, le informazioni, le esperienze dell’Universi-parte, come se fosse un grande contenitore, bensì si tratta di un grande generatore, creatore di quell’esperienza, di quella memoria: è autocreando, che può formare, evidenziare quell’evento che denominiamo memoria. Quindi, in questo senso, non conserva ogni memoria dell’Universi-parte, ma ha facoltà di poter autocrearla, in base alle necessità, transfinitamente!
Dal momento della scoperta vissuta di tale campo, la Sigmasofia sta spiegando, in modo innovativo, un insieme inesauribile di funzionalità Io-somatiche anche sensibili, localistiche. Ciò è dovuto, in particolare, al già citato stato E.C.A. che consente, con continuità, di generare sincronicità[8] che è possibile applicare all’azione sensorio-percettiva quotidiana.
La coscienza olistico-autopoietica si evidenzia nella parte, nel localistico, riducendosi, collassandosi[10] sensorio-percettivi. Denominiamo la riduzione-collasso, densificazione,
principio attivo di annichilazione autopoietica[11].
Anche se l’identificazione nella parte, nel sensorio-percettivo, nel solo acquisito, non consente a molti ricercatori di essere consapevoli di tale campo coscienziale comune, questo, ovviamente, esiste, è concreto, ed opera: infatti, lo vediamo in azione, quando genera, utilizzando il cervello-sistema nervoso (che ha contribuito a formare), stati di coscienza localistici. Ad esempio, per quanto concerne la parte-Universi essere umano, quando genera lo stato Io-somatico funzionale del pensare, del sentire, del volere, dell’immaginare, del sognare (…), indipendentemente da ciò a cui penserà, o che sentirà, vorrà, immaginerà, sognerà (…), comprende facoltà coscienziali acquisite, archetipiche collettive (accezione Junghiana), di olospresenza coscienziale che osserviamo, con diverse funzionalità, nelle parti-Universi.
Altra legge fondamentale che si evidenzia è quella secondo cui il
campo coscienziale non locale si autocrea come campo localistico,
come manifestazione sensibile densificata,
ovvero, è lo stesso campo MAC, che assume quella determinata morfologia, nel
tutto è atomicamente e coscienzialmente legato che siamo.
E’ un’evidenza sorprendente, in quanto ci indica che
coscienza e materia sono un unico ente funzionale,
che non sono mai state distinte, ma rappresentano lo stesso processo che si manifesta in differenti identificazioni-densificazioni autopoietiche.
Ogni cervello-sistema nervoso operante nelle parti-Universi che siamo è, quindi, diretta emanazione del campo MAC. Si tratta dei principi attivi autopoietici archetipici densificati per annichilazione: per questo motivo, preparandosi al vissuto diretto di tali processi che, per natura autopoietica, veicola, il ricercatore in Sigmasofia, può incontrare le estensioni non locali, transfinite di se stesso, l’Universi-parte. Se vogliamo denominare questo stato di autoconsapevolezza vissuta, viscerale, iniziazione, possiamo farlo, ma sono preferibili, altre denominazioni, per specifici motivi. Ne indico alcuni.
In generale, l'iniziazione è un insieme di ritualità che identificano un inizio, segna l’avvio di una particolare azione o evento. Per esempio, presso alcune tribù, segna l’avvio di un adolescente alla vita integrale del gruppo.
Lo status funzionale del campo M.A.C. è, però, pre-spazio-tempo (passato-presente-futuro o futuro-presente-passato o quant’altro), pur inglobandolo, appunto perché può generarlo. Quindi, le nostre funzionalità autopoietiche, innate, essenziali non possono essere
iniziate a qualche cosa,
in quanto, alla propria essenza, evidenziano processi che
trascendono la dicotomia inizio-fine.
La cosiddetta iniziazione è, in questo senso e con questi significati-significanti, una produzione dell’Io-psyché dell’essere umano, non consapevole di tali funzionalità: se così non fosse, non utilizzerebbe terminologie che si riferiscono, che richiamano lo spazio-tempo, ossia la condizione da vivere, risalire e transmutare, se si vuole sperimentare lo stato di non località, di entanglement coscienziale (equiparabile all’iniziazione normalmente intesa), indicato.
Presso altre culture, il futuro iniziato deve superare delle prove, al fine di dimostrare di poter essere accettato nel gruppo. Anche questo concetto va in remissione, in quanto, negli stati di non località, nello stato coscienziale Sigmasofia, non esiste il gruppo (inteso nell’accezione comune), ma un Universi-parte, inscindibile, in azione e le organizzazioni socio-culturali localistiche delle diverse culture acquisite, dei diversi gruppi-stato (africani, australiani, cinesi…) che definiscono, ognuno a proprio modo, il gruppo, hanno soltanto valenza acquisita localistica che, pur essendo emanazione delle funzionalità complessive, non può essere riconosciuta nella funzionalità olistica, integrale dell’Universi-parte, in cui sono potenzialità generabile.
Secondo altri, l’iniziazione è una serie di azioni rituali, guidata e proposta da esseri che si posizionano ad un livello gerarchico-conoscitivo più alto e, alla luce di questo, guidano il neofita, attraverso un processo di incremento della conoscenza, fino a farla equivalere a quella che loro stessi veicolano (di più, tecnicamente, non potrebbero). Secondo l’accezione appena espressa, anche questo meccanismo va in remissione, in quanto ogni essere è parte-Universi, inscindibile, per cui il potenziale di autoconsapevolezza raggiunto dalla parte (Maestro, Esperto …) che dovrebbe legittimarlo più in alto nella gerarchia-conoscitiva è, di fatto, parte integrante delle potenzialità-funzionalità dello stesso neofita. Per fare degli esempi, dal punto di vista delle funzionalità complessive del corpo fisico, non avrebbe alcun senso dire che
il cuore è gerarchicamente superiore al cervello o allo stomaco,
in quanto sono parti integranti e funzionali dello stesso Io-soma, di cui o si è consapevoli o non lo si è. A livello quantistico-autopoietico, funzioniamo già di fatto nello stesso modo, quindi quello di cui necessitiamo è una pedagogia-psicagogia olistico-autopoietica[12], per prendere coscienza di ciò che, per natura innata, già stiamo agendo.
Secondo ancora altre tradizioni, il potere dell’iniziatore o il proprio status si trasferisce, trasla, all’essere umano che sta per essere iniziato: ma, il potere olistico-autopoietico[13], da cui si evidenzia ogni Io-psyché che, a sua volta, ha creato il concetto e la prassi di iniziazione, è già per intero parte integrante e inscindibile del presunto iniziando, quindi non si può trasferire, traslare ciò che è già caratteristica strutturale funzionale, innata, di noi stessi, l’Universi-parte.
Risulterebbe essere una mistificazione e, se ben si partecipa, questo è applicabile anche al metodo (sostanzialmente si tratta della conoscenza diretta di rituali intesi nell’accezione più ampia) che si intende trasmettere, trasferire: essendo funzionalità in essere, ogni atto di vita potrebbe arrivare a prendere coscienza di ciò, come dimostrano semplici esseri umani che, senza conoscenza di alcun rituale o prassi, risvegliano autoconsapevolezza, semplicemente esistendo, praticando la vita. Non ci sono successioni, se non per l’Io-psychéo[14] non adeguatamente formato a se stesso che, così, le vive e le interpreta.
L’iniziazione non può essere consenso peculiare verso un esperto, un guru, un maestro (…), in quanto, di fatto, coinciderebbe con lo stato identificativo in una parte-Universi e non nell’Universi-parte transfiniti, di cui anche l’esperto, il guru, il maestro (…), sono emanazione. Non si tratta di seguire quello o quell’altro modus vivendi, ma uno, inscindibile:
la vita-autopoiesi, il campo MAC, unico, non locale, transfinito.
I ricercatori, di qualunque estrazione, devono valutare concretamente le conseguenze dell’assunto su cui, di solito, concordano, secondo cui il
Tutto è Uno e pre-dualità.
Se Tutto è Uno, di fatto, si viene a determinare e a vivere che non è più possibile individuare processi realmente scissi; se, invece ciò accade, significa che lo stato di autoconsapevolezza è localistico, ossia non consapevole, attraverso il vissuto diretto, di questo Uno. E, non esserne consapevoli non significa che le meccaniche quantistiche-autopoietiche smettano di funzionare o che una nuova supernova non venga generata o che una regione dell’inconscio olistico-autopoietico non funzioni, esattamente come deve fare (…).
Il concetto d’iniziazione ha svolto un’azione fondamentale e propedeutica, ma allo stato delle autoconsapevolezze scientifico-coscienziali raggiunte, ha assunto caratteristiche anacronistiche. Ripeto. L’iniziazione, come denominazione e per altro, è qualche cosa che ha a che fare con lo spazio-tempo, che è esattamente ciò che bisogna risalire e transmutare definitivamente, se si vuole vivere, realmente, il campo coscienziale autopoietico, non locale, transfinito, equiparabile a quanto lo stato d’iniziazione, normalmente e talvolta soltanto intellettualmente inteso, presume di indicare.
Iniziato richiama a finito e, quindi, di fatto, l’iniziato assume quella caratteristica (altrimenti l’avrebbero denominata finiziazione o similia) e, quindi, implicitamente, veicola la riduzione-collasso al dicotomico, in quanto l’Universi-parte (allo stato degli studi e delle ricerche Sigmasofici) si mostra essere transfinito, mai finito. Ergo, anche il concetto di finito si destruttura, va in remissione.
L’Universi-parte transfinito (unità che trascende ma, nello stesso tempo, include e può generare ogni spazio-tempo) che siamo, che abbiamo vissuto, legittima soltanto la condizione di
liberi ricercatori di se stessi,
appunto perché i processi da esplorare e di cui prendere consapevolezza sono dello stesso tipo, mai finiti e, per questo motivo, la Sigmasofia assume tale orientamento formativo.
Con la scoperta vissuta del campo coscienziale olistico-autopoietico e della sua funzionalità inscindibile dalla componente morfica e atomica, il processo non locale, pre-spazio-tempo, lo stato coscienziale Sigmasofia [15],ossia l'insieme di tutti questi processi descritti, sta evidenziando il paradigma :
essere umano ed eco-società olistico-autopoietici[16],
ossia la destrutturazione e la transmutazione dell’anacronistico, ma propedeutico, stato di iniziazione.
Tale paradigma nascente non è riferibile specificamente alla via di conoscenza Sigmasofia, in quanto si tratta della sommatoria più la proprietà emergente di tutte le esperienze, locali e non locali, prodotte da ogni Io-psyché, in qualunque scuola scientifico-coscienziale, religione, movimento spirituale o estrazione si riconosca, in quanto autopoietiche, ossia autocreate.
 

P.S.:

 

Iniziazione non iniziazione.
 
Con le considerazioni fin qui presentate, elaborate in seguito alla ricerca approfondita con l’ottica della Sigmasofia, non si intende negare l’esistenza e la funzione delle pratiche iniziatiche, come accompagnamento alle diverse fasi della crescita dell’essere umano, osservate dal piano acquisito, visibile, storicizzabile nell’ambito del tempo cronologico, comunemente inteso.
I vissuti presentati indicano l’importanza della presa di consapevolezza che dovrebbe accompagnare l’azione, esattamente come si tende a raggiungere per qualunque tipo di atto che l’essere umano produce: l’unione, il ∑igma (sommatoria più proprietà emergente)  tra acquisito e innato.
 

 
Nello Mangiameli
Fondatore della Sigmasofia


[3] Principi attivi autopoietici o fisiologia autopoietica. Il principio è l’origine, la causa. In un Io-psyché, è il costituente che gli conferisce le specifiche proprietà, utili alla formazione degli stati coscienziali. E’ ciò che, in particolare, rappresenta il fondamento della funzionalità dell’autocoscienza acquisita (Io acquisito). E’ attivo e autopoietico, quando lo si vive, direttamente, sotto forma di fisiologia autopoietica sovrasensibile, che sottende alla nascita di uno specifico stato coscienziale, della fisiologia Io-somatica degli esseri viventi (animali, vegetali…) o alla nascita di funzionalità archetipiche non locali, sovrasensibili, del campo morfo-atomico-coscienziale. Di seguito, alcune denominazioni dei principi attivi autopoietici: di sophy insight, di adattabilità e d’intenzionalità autopoietici, d’indeterminazione sigma, di simultaneità autopoietica, di assunzione di morfologia, di remissione dell’estensione e della profondità, di olosdirezionalità, di potere autopoietico (…).
[4]Inconscio autopoietico o campo morfo-atomico-coscienziale. La Sigmasofia suddivide il movimento unico, che è l’inconscio, in due parti fondamentali, inconscio autopoietico e inconscio acquisito che, a sua volta, si suddivide in collettivo e individuale. I principi attivi autopoietici archetipici che hanno saputo edificare noi e la manifestazione sensibile, sovrasensibile, locale e non locale, di cui siamo parte integrante, coincidono con il campo morfo-atomico-coscienziale che all’Io acquisito risulta essere inconscio, in quanto non lo ricorda, non ne è consapevole.
[5] Non località o autonomia dell’Io-psyché dal corpo, dal sistema nervoso. Al principio di località, si integra il principio di non località. Si tratta del processo, secondo cui ciò che accade in un luogo influisce simultaneamente su ciò che accade in un altro, specificamente sull’intero unico corpo coscienzialmente e atomicamente legato, gli Universi-parte, evidenziando così l’esistenza di campi di forza che viaggiano a velocità superiori a quella della luce o sono addirittura simultanei. Una delle prove scientifiche è rappresentata dal principio attivo autopoietico di E.C.A., Entanglement Coscienziale Autopoietico, che lega due particelle che hanno interagito tra loro. L’entanglement coscienziale autopoietico fa sì che le variazioni che accadono ad una particella abbiano effetti istantanei anche su altre, indipendentemente dalla distanza che le separa (principio di non separabilità). Nell’essere umano, sia le microstrutture che l’autocoscienza acquisita, che ne è parte, hanno interagito e interagiscono tra loro. L’autonomia dell’Io acquisito dal corpo, dal sistema nervoso è lo stato di coscienza e di autoconsapevolezza che può raggiungere l’Io acquisito, quando pratica le tecno-ontos-sophos-logie operative, denominate Autopoiesi olosgrafiche non locali. La sensazione provata è quella dell’Io acquisito che non si sente costretto, rinchiuso nella morfologia del corpo fisico, del sistema nervoso, ma assume la delocalizzazione, provando una sensazione di libertà e di autonomia di movimento nella morfologia olistica, transfinita degli Universi-parte, seppur continuando a sentirsi in collegamento indelebile con il corpo fisico.
[6] Entanglement Coscienziale Autopoietico (E.C.A.). E’ un fenomeno quantistico, per cui ogni stato quantico di un insieme di due o più sistemi fisici dipende dagli stati di ciascuno dei sistemi che compongono l'insieme, anche se questi sono separati spazialmente. Il termine viene a volte reso in italiano con non-separabilità, in quanto uno stato entangled implica la presenza di correlazioni tra le quantità fisiche, osservabili dei sistemi coinvolti.
[7]Synchronicity insight. La sincronicità, sinteticamente, descrive la connessione a-causale tra stati dell’Io-psyché ed eventi che stanno accadendo negli Universi-parte, da cui l’Io-psyché stesso si evidenzia. Le coincidenze significative sono connesse con la sincronicità. Sono eventi che accadono simultaneamente e si esprimono, attraverso specifici processi di interconnessione e peculiari significati-significanti, riconoscibili nel tutto è atomicamente e coscienzialmente legato.
[8]Insight intuitivo. Il termine intuire deriva dal latino intueri: in significa in, dentro, e tueri, tuitus significa guardare, quindi guardare dentro. L’ente che ha la facoltà di poter guardare dentro è l’autocoscienza acquisita. Per farlo, utilizza le proprie facoltà. In generale, l’intuito potrebbe essere definito come l’azione Io-somato-autopoietica necessaria a percepire l’essenza di processi dell’inconscio autopoietico e acquisito (collettivo e personale), in particolare i contenuti definiti come memoria, di cui non si è consapevoli, consci. Si tratta, quindi, dell’Io acquisito che percepisce direttamente ed inequivocabilmente un contenuto del proprio inconscio acquisito e autopoietico, componente della fisiologia archetipica che lo forma e delle sue interconnessioni con il tutto è atomicamente e coscienzialmente legato. Una percezione di questo tipo avviene in uno stato di fusionalità con l’ente osservato, senza la mediazione dei riferimenti logico-razionali, intellettuali. In particolare, l’intuito si riconosce a causa della presenza di uno stato coscienziale non identificato nello spazio-tempo convenzionale, ma attivo nel continuo presente, nel tempo autopoietico, in cui è possibile rilevare processi collocati nel cosiddetto passato e futuro.
[9]Collasso-riduzione della funzione campo morfo-atomico-coscienziale. La Sigmasofia vive continuamente il processo, per cui, quando l’Io-psyché indaga un tema interiore o esterno, sovrasensibile o sensibile, di fatto, lo riduce, lo collassa a livello dell’autoconsapevolezza Io-somatica ed autopoietica che ha saputo raggiungere in quel momento storico. Per questo motivo, e se non si attuano le giuste condizioni, ogni applicazione della Sigmasofia, ogni analisi, ogni psicoterapia, ogni studio e ricerca risulteranno incompleti. Nella Sigmasofia Io-somato-autopoietica, s’insegna come applicare il processo, secondo cui ogni Io acquisito deve essere potenziato, espanso, affinché possa progressivamente superare la riduzione della funzione morfo-atomico-coscienziale che, reiteratamente e condizionatamente, applica ogni volta che misura, osserva un processo. Pensare, sentire, concettualizzare, immaginare (…) interiormente rappresenta la riduzione-collasso del processo.
[10]Significati-significanti acquisiti e autopoietici. L’Io-psyché comunica convenzionalmente attraverso gesti, posture, atti, parole, frasi, discorsi, immagini, ideogrammi, oggetti, geroglifici, segni, disegni, suoni, musiche, canti, danze, campi, arti (…) che, attraverso specifici accordi convenuti, facciamo corrispondere all’evento, alla situazione, al vissuto che devono convenzionalmente comunicare. E’ il linguaggio Io-somato-autopoietico, significante qualche cosa. Il significato è il contenuto dei simboli-segni, dei gesti, delle posture, degli atti, delle parole, delle frasi, dei discorsi, delle immagini, degli ideogrammi, degli oggetti, dei geroglifici, dei segni, dei disegni, dei suoni, delle musiche, dei canti, delle danze, dei campi, delle arti (…). Il significato-significante è parte integrante del simbolo-segno, del linguaggio Io-somato-autopoietico, simbolico-reale, è una componente dell’Io-psyché e dell’archetipo acquisito funzione Ypsi: un processo unico.
[11] Annichilazione autopoietica, nell’accezione sigmasofica, significa completa transmutazionedi uno o più principi attivi per autocreazione (autopoiesi). In Sigmasofia si parla di annichilazione autopoietica, quando un principio attivo archetipico autopoietico si autodetermina per assumere in modo ridottto-collassato la morfologia di onda-particella. Ciò avviene nell'Universi-parte transfinitamente, tali principi attivi si densificano e assumono la morfologia di onda-particella, veicolano informazione ed intensità per assumere morfologie sensibili definite e durata dal concepimento al punto morte. E’ la transmutazione del principio attivo autopoeitico in massa (densificazione autopoietica).
[12]Pedagogia-psicagogia autopoietica. La Pedagogia è il settore della Sigmasofia che sperimenta, studia le tecnosophoslogie operative e le molteplici tematiche relative all’educazione dell’essere umano, dal concepimento in poi, con lo scopo di contribuire alla formazione dell’identità-autonomia, su base fusionale-autopoietica (l’autonomia fusionale autopoietica). Pur rivolgendosi principalmente al fanciullo, la pedagogia autopoietica non si riferisce specificamente a lui, per questo motivo, è anche psicagogica, ossia, è la pratica e la teoria finalizzate al vivere l’Io-acquisito (dell’essere umano, dell'Universi-parte), per orientarlo, attraverso il vissuto diretto, alla presa di consapevolezza dei principi attivi autopoietici e agli applicativi nella ricaduta nell’azione bioetica quotidiana. Per questo, è definita pedagogia-psicacogia autopoietica. Il Maieuta e il Docente sono degli psicagoghi, ossia, Io acquisiti che hanno maturato, attraverso la maieutica autopoietica, l’abilità nell’orientamento dell’Io-psiché, conscio e inconscio, locale e non locale. .
[13]Potere autopoietico. E’ il disporre, da parte dell’Io acquisito, delle facoltà necessarie a raggiungere l’autoformazione, l’autoconoscenza che si propone, superando gli ostacolatori che trova in se stesso, l'Universi-parte. Il potere (fare, vivere, conoscere…) assume la valenza autopoietica, quando l’Io-psyché che lo agisce è diretta e consapevole emanazione dei principi attivi autopoietici che lo formano. E’ il potere reale autopoietico di creazione.
[14]Io-psychè. Il campo coscienziale olistico-autopoietico è un processo transfinito, non locale, integrato sia all’inconscio autopoietico che a quello acquisito. Rappresenta una funzione unica, inseparabile, continua che può assumere la forma di archetipo autocoscienza autopoietica, che crea e s’identifica in specifiche e localistiche morfologie acquisite. L'Io-psyché è costituito da specifici processi funzionali, quali la percezione e i sensi, il processo del pensare, del concettualizzare, dell’immaginare, del sentire, del volere, le facoltà autopoietiche (…) che le permettono di conoscere le parti che la compongono e quelle che sembrano essere a lei esterne, determinando, così, i significati-significanti: pensare, volere, sentire, concettualizzare qualche cosa di specifico, denominandolo.
[15]Stato coscienziale Sigmasofia. Lo stato coscienziale Sigmasofia è il vissuto dell’integrazione, del Sigma, tra le diverse funzionalità del campo morfo-atomico-coscienziale. Sinteticamente e con maggiore precisione, può essere definito nel seguente modo:consapevolezza vissuta dell’integrazione del campo morfo-atomico-coscienziale, degli archetipi e dell’autocoscienza autopoietici, sovrasensibili, non locali, da cui nascono le facoltà di autorigenerazione, auto-organizzazione, autoguarigione, autodeterminazione, le capacità omeostatiche, l’autonomia dell’Io acquisito dal sistema nervoso (non località auto coscienziale) con i principi attivi (archetipo acquisito funzione Ypsi), emergenti dalla conoscenza vissuta del piano Io-somato-autopoietico, sensibile e del loro utilizzo, integrato e consapevole, nell’azione quotidiana..
[16]Essere umano e la società autopoietici. La società autopoietica è un progetto (in elaborazione) di società globale, planetaria, che individua le funzionalità dell’autocoscienza acquisita, in chiave ecumenica, olistica e scaturente direttamente dalla pratica vissuta della S.T.o.E.. La Società Autopoietica è una società multietnica che vive il punto d’incontro, lo stato coscienziale Sigmasofia tra espressioni individuali e sociali diverse dell’Io acquisito.
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