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IL MANIFESTO DELLA SIGMASOFIA

Sezione: Essere umano ed eco-societa' olistico-autopoietica » Articoli
Data: 09/03/2013
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Autore: Nello Mangiameli
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Caporipa, Sutri VT Italy
SIGMASOFIA
onlus
e
INTERNATIONAL SIGMASOPHY UNIVERSITY
presentano
 
IL
MANIFESTO
DELLA
COSCIENZA E DELLA CONOSCENZA
OLISTICO-AUTOPOIETICA
per la creazione dell’essere umano e dell’eco-società olistico-autopoietica:
lo stato di autoconsapevolezza che include la
scienza della coscienza e la coscienza della scienza
e la sua naturale transmutazione,
l’ontos-sophos-logos della coscienza e la coscienza dell’ontos-sophos-logos,
Nello Mangiameli
 
 
PREMESSO CHE
 
-consapevolezza olistico-autopoietica-
1.    abbiamo raggiunto un punto di fondamentale importanza nella presa di consapevolezza delle funzionalità dell’Io-psychè, della coscienza, innate e acquisite, attraverso cui abbiamo creato la conoscenza di cui disponiamo.
Attraverso questa consapevolezza stiamo operando, percreare
l’essere umano e l’eco-società olistico-autopoietica:
la transmutazione dell’attuale paradigma socio-politico, economico e culturale.
Stiamo percorrendo la lunga Via che conduce a questa creazione.
La conoscenza, la consapevolezza olistico-autopoietica, di cui disponiamo, deriva dalla capacità vissuta di transmutazione di eventi, anche sconvolgenti, che accadono da sempre e che continuano ad accadere, nonché degli studi, delle ricerche e dei vissuti d’avanguardia, creatori, che accadono da sempre e continuano ad accadere. In questo quadro, si evidenzia l’esistenza di stati opposti-complementari, da sempre creati dall’Io-psyché, dalla coscienza, ossia dal campo localistico e non locale, unitario, inscindibile, da cui ogni opposto-complementare, ogni dicotomia, ogni enantiodromia nascono. Si tratta della consapevolezza, attraverso cui creeremo soluzioni per noi stessi, i nostri figli, le future generazioni.
 
-linea del destino-
2.    Stiamo creando la linea del destino innata e acquisita, di noi stessi, dell’Umanità, dell’Universi di cui siamo parte, integrante e inscindibile. L’Io-psychè dell’Universi-parte, noi stessi, di cui stiamo parlando, è chiamato a creare l’autoconsapevolezza vissuta di che cosa sia la vita-autopoiesi che trova espressione sul Pianeta Terra, su cui operiamo e in cui ci riconosciamo. Stiamo utilizzando l’avanguardia della consapevolezza complessiva raggiunta, derivante dalle esperienze, dalle azioni, dalle scoperte realizzate dagli Io-psyché dei nostri padri-madri, degli avi che integralmente assumiamo di trasmettere ai nostri figli. In quest’accezione, tale Io-psychè include la società globale, olistica, cooperante e creante e sta olos-direzionando verso ogni espressione della vita che riconosciamo nelle parti-Universi, in noi stessi.
 
 Remissione della patologia di autoaggressione
3.    L’intenzionalità a conoscere in modo olistico, globale, che stiamo proponendo, è incoraggiante: stiamo proponendo soluzioni alla perdita di senso e significati olistici ad esistere che moltissimi esseri umani riferiscono di avere. Attraverso la presa di consapevolezza di tali significati, stiamo operando per porre in remissione le azioni dell’Io-psychè che hanno determinato discrepanze tra esseri umani, tra parti-Universi. La coscienza olistico-autopoietica sta evidenziando, in modo inequivocabile, il ritardo mentale e di consapevolezza dei leader delle superpotenze e dei componenti dei governi di tutto il mondo che continuano ad investire migliaia di miliardi di dollari, di Euro, nell’acquisto di armi e in organizzazioni obsolete e anacronistiche. Infatti, le ultime scoperte sull’entanglement coscienziale (studi sigmasofici) e sull’entanglement micro particellare (studi della fisica quantistica) evidenziano che l’Universi, di cui siamo parte, è un unico e inscindibile organismo vivente e che azioni aggressive, violente, di una parte sull’altra o azioni di difesa di una parte dall’altra sono, di fatto, una proiezione, un’autoaggressione: la dimostrazione dello stato di scissione schizoide dell’Iopsychè dalla sua naturale scaturigine olistico-autopoietica. Per tale motivo, proponiamo la formazione alla coscienza olistico-autopoietica, allo scopo di curare quelle psicopatologie e quei ritardi mentali, scambiati per politiche di difesa, adottate da diverse nazioni. Tale patologia, evidenziata da molti Io-psychè, indica una non adeguata indagine scientifica, laica, olistico-autopoietica (realizzata al di fuori delle proiezioni religioso-spirituali) su che cosa sia la morte, lo stato coscienziale punto morte, ossia ciò che l’utilizzo di tali armi si prefigge di somministrare. Si assume di impiegare tali enormi disponibilità economiche a sostegno dell’eco-sistema, della conoscenza.
 
-Entanglement coscienziale-
4.    Essendo consapevole della propria scaturigine olistico-autopoietica, innata, delle proprie estensioni non localistiche, l’Io-psychè si individua e si riconosce come campo non scisso, non frammentato, unitario, che troviamo in ogni parte-Universi, in ogni essere umano che potrà porre in remissione le problematiche ecologiche, socio-politico-culturali, dello sviluppo, dell’esaurimento delle materie prime, del commercio mondiale, dell’innalzamento della temperatura. La coscienza olistico-autopoietica vede e include la complessità, la totalità e propone soluzioni integrali che utilizzino la ragione, la razionalità, facendole nascere, in modo simmetrico, dalla consapevolezza del campo istintivo-emozionale e dell’intuito, della sincronicità e dello stato di entanglement coscienziale, ossia facendole nascere dal Tutto è atomicamente e coscienzialmente legato e inscindibile che siamo, l’Universi-parte, noi stessi.
 
Pedagogia olistica
5.    La pedagogia olistico-autopoietica, che proponiamo, porrà in remissione stati identificativi e fissati sulla separazione tra Io e Tu, tra soggetto e oggetto, perché questa è la realtà esistente, a livello microstrutturale e non localistico (come è stato provato). Tale consapevolezza transmuterà le consapevolezze riduzioniste e autoreferenziali, da cui proveniamo, facendole divenire olistiche, ossia lo stato da cui partecipare-osservare gli stati localistici, identificati e fissati patologicamente su se stessi.
 
Principi attivi olistico-autopoietici
6.    La coscienza e la conoscenza olistico-autopoietiche evidenzieranno l’innovativo modo di pensare, basato sui principi attivi di autodeterminazione-realizzazione, di autorigenerazione-guarigione, di autoorganizzazione, omeostatici, di creazione (autopoiesi) e di conoscenza da cui si evidenzierà il principio di autoresponsabilità
Esprimere tali stati di coscienza è la dote genetica, presente nell’Universi-parte noi stessi, sono principi attivi innati e non acquisiti culturali. Metteremo a sostegno dell’acquisito, della cultura, della scienza, della filosofia, tali funzionalità per transmutare gli elementi costituenti di ciò che denominiamo la civilizzazione. Le tecnologie, lo stato ecologico del Pianeta, lo stato sociale del mondo sono creazioni dell’Io-psyché ed è soltanto utilizzando consapevolmente i principi attivi che lo formano che possiamo applicarli all’edificazione simmetrica del culturale, dell’acquisito, in modo che le forze olistico-autopoietiche, che hanno creato l’Universi, di cui siamo espressione, siano allo stesso modo edificatori dell’azione quotidiana, attraverso cui creiamo scienza, filosofia, conoscenza, organizzazione sociale.
Formarsi alla consapevolezza dei principi attivi che ci formano è la condizione necessaria che proponiamo, per creare la società globalmente, olisticamente interconnessa, simultaneamente funzionante, ponendo in remissione nazionalismi proiettivi e individualismi riduzionisti.
Si riconoscerà che ogni specifica identità, ogni diversità unica e irripetibile, che partecipiamo-osserviamo in natura, nasce dallo stato di funzionalità innate, localistiche e non locali, da cui ci evidenziamo. Si tratta dell’autonomia fusionale autopoietica ossia del riconoscimento che ognuno, nel proprio acquisito, è differente da ogni altro: autonomia, ma nascente dallo stesso Universi e dalle stesse leggi innate che lo formano (fusionalità) e che tutto ciò è realizzato in modo autopoietico (autocreato). È questa consapevolezza che ci fa permette di conoscere l’unità del molteplice e i differenti strumenti musicali di un’orchestra. Sono i diversi colori e le diverse morfologie, che ci fanno riconoscere l’unità d’insieme, la bellezza di un quadro, la differenziazione cellulare e le morfologie differenti, da essa create, che ci fa riconoscere l’unità del corpo, allo stesso modo l’essere umano rispetto all’Universi, da cui si evidenzia.
La diversità culturale dell’identità è, quindi, essenziale, ma va riconosciuta come emanazione di un organismo unitario, l’Universi-parte transfinito: sono opposti-complementari che nascono dal determinismo olistico-autopoietico, simultaneamente sensibile e sovrasensibile, localistico e non locale.
L’eco-società olistico-autopoietica, che stiamo creando, è basata sull’autonomia fusionale autopoietica. Si assume che la consapevolezza globale dell’Universi-parte raggiunta sia l’elemento da porre a sostegno delle diverse etnie, culture. Per questi motivi, valorizziamo ogni tipo di diversità, di bios-diversità, per cui la globalizzazione, la visione olistica non significa poche verità, uniformizzazione: le diverse culture e civilizzazioni saranno consapevoli della propria scaturigine universale non localistica, unitaria, ma pur sempre evidenziatrice di prese di consapevolezza sempre diverse e nuove, intere regioni dell’Universi interiore ed esterno sono ancora da consapevolizzare.
 
Ventunesimo secolo
7.    Nel ventunesimo secolo, lavoreremo, per potenziare la diversità di culture, di filosofie, di scienze, di organizzazioni sociali, politiche, economiche, di stili di vita. Tuttavia, ciò verrà fatto, trasmettendo la formazione vissuta secondo cui ognuna nasce dal campo coscienziale olistico-autopoietico, il campo che dà coesione, coerenza, dignità innata ad ogni espressione dell’acquisito. La coscienza e la conoscenza olistico-autopoietica sono il campo che rappresenta l’essere umano e il Pianeta Terra dove vive e si riconosce.
All’essenza, la storia dell’Io-psychè è caratterizzata dal fatto che questi, consciamente o inconsciamente, ha sempre lavorato per vivere e riconoscere se stesso, le proprie origini fino a viversi come un’onda che nasce dall’oceano, ossia dal campo coscienziale olistico-autopoietico. In tale campo, opera il determinismo innato quello della creazione dell’Universi, di cui siamo parte integrante e inscindibile. Dietro i metabisogni del mangiare, bere, respirare, evacuare, congiungersi, dormire, pulsione autopoietica a vivere, operano i principi attivi che hanno saputo creare quegli stessi bisogni. Per questo motivo, la semplice soddisfazione del metabisogno è insufficiente: abbiamo necessità di produrre coscienza e conoscenza olistico autopoietica, conoscere noi stessi. Ciò ci ha fatto divenire maggiormente consapevoli delle nostre azioni, assumendo specifiche responsabilità: come individualità, come esseri umani, come abitanti del pianeta Terra.
Come autonomia, identità, assumiamo l’intenzionalità a essere ricercatori in formazione continua a noi stessi, l’Universi-parte, in tutte le sue manifestazioni. Riconoscendoci come unico corpo inscindibile e seguendo l’autoformazione personale, realizzata in gruppo, non interferendo con l’autoformazione di nessuno, siamo sicuri di trovare un punto d’incontro, reale fusionale con l’altro, esattamente nella consapevolezza delle funzionalità innate, da cui ognuno si evidenzia. È lo stato di autoconsapevolezza che pone in remissione ogni forma di aggressione all’espressione integrale della vita, dell’intenzionalità e dello sviluppo: nel riconoscimento dello stato di dignità olistico-autopoietica che ogni parte-Universi veicola.
Procederemo nella realizzazione di politiche simmetriche alla coscienza olistico-autopoietica. Tale assunzione di responsabilità porrà in remissione l’attuale organizzazione politica e le scelte dei politici. Si creeranno le basi che consentono la realizzazione dell’intenzionalità dell’Io-psychè, delle sue aspirazioni e, quindi, delle comunità.
Attraverso la decrescita, si determina la condizione per cui i prodotti e i servizi rispondono ai reali meta-bisogni umani, senza danneggiare le parti-Universi, l’l'ambiente.
Come fusionalità, esprimere la consapevolezza di essere Universi-parte, per cui ogni forma di violenza è visceralmente vissuta come autoaggressione, evidenziando la comprensione reciproca, corrisponde al vissuto di parti di se stessi da estendersi alle nazioni, fino all’Universi-parte.
È tale consapevolezza che determinerà le condizioni per questa azione, senza precedenti.
 
Coscienza e conoscenza olistico-autopoietica
8.    Siamo consapevoli che il potenziale, esprimibile dall’Io-psyché, è in continua espansione. Tale consapevolezza verrà utilizzata, per porre in remissione stati di identificazione in forme di sottosviluppo dell’Io-psychè che partecipiamo in diverse regioni del Pianeta. La proposta della Pedagogia e della Psicagogia olistico-autopoietica, espanderà le facoltà di apprendimento di creatività, di creazione e di autoconsapevolezza dell’Io-psychè soprattutto dei bambini. Ciò porrà in remissione stati di frustrazione, risentimento, ribellione e le conseguenti reazioni a tali stati. Il vissuto diretto, realizzato al di fuori del piano intellettuale e culturale sarà la base di esperienza viscerale, da cui far emergere la costruzione della Propria Teoria conseguente il vissuto, a cui si potranno integrare in-formazione culturale, in comunicazione. Tali consapevolezze destruttureranno la caduta identificativa nel processo di sottosviluppo e conseguente frustrazione: sarà la consapevolezza vissuta a farlo.
Siamo consapevoli di essere Universi-parte. Per questo, possiamo riconoscere lo stato unitario tra essere umano, società e natura, soggetti che, di fatto, operano simultaneamente a livello di funzionalità innate, a cui faremo corrispondere l’acquisito.
Tutto ciò potrà espandere la consapevolezza dell’Universi-parte che vive e riconosce e consapevolizza se stesso.
Siamo la transmutazione in azione, la coscienza e la conoscenza olistico-autopoietica è un processo innato presente in ogni parte-Universi, in ognuno di noi e raggiungendola attraverso il vissuto diretto ci farà agire alla luce di tale consapevolezza, esprimendo azioni che pensano in modo olistico, planetario e questo porrà in remissione lo stato di Io-psychè identificati nella posizione riduzionista, localistica.
La ricaduta nell’azione quotidiana di tale consapevolezza olistico-autopoietica è il compito che ci siamo dati per questo ventunesimo secolo: l’insegnamento della
scienza della coscienza, della coscienza della scienza e della sua naturale transmutazione:
l’ontos-sophos-logos della coscienza e la coscienza dell’ontos-sophos-logos,
l'osmosi che cementerà il genere umano del terzo millennio.
 
CONFERMATO CHE
A. la formazione vissuta ai significati-significanti dell’Universi, di cui siamo parte integrante ed inscindibile (Universi-parte), maturata in più di trent’anni di studi e di ricerche, ci evidenzia che la scienza, le religioni, la spiritualità, la filosofia, la sociologia, la politica, la cultura, la coscienza, si basano su principi attivi olistico-autopoietici non dicotomici, non dualisti, non enantiodromici, bensì unitari indivisi e che, non scindendo il soggetto dall’oggetto, pone in remissione definitiva dogmi e visioni settarie, campanilismi, creando, di fatto, forme di coscienza e di conoscenza olistica dello stesso tipo, per cui separazione, scissione, conflitto, violenza, potere non reale tra esseri viventi, sessuofobie, avidità economica (…) tra parti-Universi entrano anch’esse in totale remissione.
B. Le visioni indicate hanno determinato condizioni di vita, esistenziali, conoscitive che tendono alla completezza, alla reintegrazione con lo stato ecologico, eco-sistemico, non scisso, unitario, di cui, per natura, siamo parte integrante e inscindibile. Incoraggiano, quindi, reintegrazioni funzionali, ecologiche, scientifiche, religiose, spirituali, politiche, filosofiche, culturali, ponendo in remissione autoreferenzialità anche di tipo totalitaristico, dogmatico e orientano verso la transmutazione delle forme di dipendenza, se non di schiavitù. Dato fondamentale è la remissione dello stato di fede, appunto perché si assume di andare a conoscere, attraverso il vissuto integrale, l’ente verso cui la si investe, evidenziando così stati di olos-direzionalità, verso la ricerca vissuta continua.
C. Lo stato di unità, di tutto è atomicamente e coscienzialmente legato, di entanglement coscienziale che, direttamente e indirettamente, stiamo evidenziando, ha indotto stati di disidentificazione dal solo sensorio-percettivo (dalla sola manifestazione sensibile), rilevando tendenze alla completezza, sempre più estese sul piano della consapevolezza, dell’esistente complessivo, nonché stati di disidentificazione dal proprio sapere e dalla propria cultura localistici, dalla propria conoscenza soltanto acquisita. Riconoscendosi in tale campo coscienziale olistico-autopoietico unitario, ogni essere umano individua la scaturigine innata di ogni parte-Universi e s’individua, quindi, come Universi-parte. Vivendo tale condizione innata, ha percepito il ritardo auto-formativo dei sintomi, denominati guerra, pulizie etniche, sfruttamento, totalitarismo, discriminazioni tra etnie, tra presunte classi sociali (…).
D. Essendo rese coese dal riconoscimento vissuto dello stato ecologico innato, dello stato di entanglement coscienziale e fisico dell’Universi, di cui siamo parte, le re-integrazioni tra le diverse identità, di fatto, incrementano la produzione di conoscenza olistico-autopoietica, di avanguardia della consapevolezza raggiungibile dall’Io-psychè.
E. Tali consapevolezze pongono in essere visioni socio-economiche, politiche, culturali, scientifiche, religiose, spirituali che non hanno necessità di proselitismo, di esportare e di affermare, spesso con forza, stati identificativi: tutto ciò, sempre valutando la con-partecipazione, nel pieno rispetto di quella parte di noi stessi che sono le altre visioni dell’esistenza, della vita. Si vive il modello democratico come anacronistico e, nello stesso modo, le questioni prettamente economiche, trattandosi di strutture collassanti e riduzioniste dei significati-significanti innati dell’esistere.
F. La consapevolezza dell’olistico-autopoietico ci orienta verso la formazione dell’Io-psychè a se stesso, l’Universi-parte e pone in remissione l’intenzionalità a voler estendere ad altri propri stati di consapevolezza, localistici e temporanei. Si vivono i principi attivi di autodeterminazione-realizzazione-organizzazione, invitando l’Io-psychè all’auto-maieutica in modo che ognuno possa scoprire, attraverso il vissuto diretto, la Via che conduce a se stesso, l’Universi-parte. L’Io-psychè si auto-educherà in base alla prese di consapevolezza che saprà raggiungere e, nello stesso modo, potrà creare la propria bios-etica autopoietica (autocreata) e non religiosa o laica.
G. La scoperta che tutte le discipline scientifiche e coscienziali-spirituali funzionano simultaneamente, in quanto non sono scindibili, ci indica un innovativo approccio alla vita, alla reintegrazione dell’Io-soma-autopoiesi in un'unica funzionalità. Divisioni, scissioni tra scienza, coscienza, filosofia, religioni, vanno in remissione e creano i presupposti alla visione olistica. Ci si riconosce come ontos-sophos-logos (essere, saggezza scienza-linguaggio) innati!
H. Ci si riconosce come parti-Universi, esseri umani, che assumono di essere, consapevolmente, diretta emanazione delle potenze ecologiche, eco-sistemiche dell’Universi-parte e la creazione di tecno-ontos-sophos-logie sostituiranno tecnologie nascenti da visioni dicotomiche, dualiste, riduzioniste. Favorendo modelli di presa di consapevolezza di riconoscimento dell’equilibrio omeostatico dell’Universi, di noi stessi, per cui anche la relazione andrà in remissione e verrà sostituita dalla capacità di creazione simultanea, all’unisono, come in una grande orchestra.
I. Attraverso l’eco-società olistico-autopoietica, che stiamo costruendo, si sviluppa la conoscenza e la coscienza olistico-autopoietica, per cui i principi di giustizia e ingiustizia lasciano il posto alla risalita e alla transmutazione di entrambi, per raggiungere il vissuto profondo ecologico di ciò che li genera. Tali conoscenze pongono in remissione stati di alienazione e le eventuali crisi di passaggio sono vissute come opportunità, per formarsi a prendere coscienza di ciò che la crisi genera.
È giunto il momento di divulgare il Manifesto della conoscenza e della coscienza olistica auto-consapevole: stato raggiungibile attraverso la formazione, vissuta, non intellettuale a se stessi, l’Universi-parte che siamo.
 
MANIFESTIAMO
      I.        che la conoscenza e la coscienza sono olistico-autopoietiche: sono dell’Universi-parte, noi stessi. Altresì, che ogni Io-psychè, di fatto, esprime la propria visione della conoscenza olistica, seguendo percorsi a lui/lei funzionali e per lui/lei efficaci, non aderendo ad altro, se non all’esperienza vissuta penetrata, da cui estrapolerà la costruzione della propria teoria conseguente al vissuto;
    II.        che la conoscenza e la coscienza olistico-autopoietiche veicolano la presa di consapevolezza dell’unità inscindibile dell’Universi, di noi stessi, e che in esso risiedono i principi attivi localistici e non locali, formanti la coscienza olistica che troviamo all’essenza di ogni parte-Universi, di ogni Io-psychè. Da questa consapevolezza, è possibile proseguire i sentieri della conoscenza dell’esistere, lungo i quali si pongono in remissione termini come divino, divinità, dio, lasciando il posto alla presa di consapevolezza di stati estesi di coscienza che ogni ricercatore denominerà, a proprio modo, dopo averli vissuti;
   III.        che la formazione integrale, vissuta dell’Io-psyché a se stesso, realizzata attraverso l’introspezione, la partecipazione-osservazione, la sperimentazione integrale, la critica co-creatrice quale propulsore della formazione, la ricerca (…), realizzati attraverso la pratica delle tecnologie psico-somato-energetiche, da cui estrapolare la Costruzione della Propria Teoria, conseguente il vissuto. È l’azione da cui creare significati-significanti, che costituiscono azioni di ogni Via di conoscenza di se stessi, nella consapevolezza che, essendo l’Universi-parte transfinito, anche la formazione, la ricerca sarà dello stesso tipo;
 IV.        che la Via di conoscenza Sigmasofia ha, come soggetto, il campo coscienziale olistico-autopoietico e l’Io-psychè che esprime: lo strumento da vivere, attraverso cui praticare esperienza e scoprirne l’inscindibilità con l’ecosistema, con tutte le parti-Universi. La pratica operativa, l’olos, dirigerà verso la presa di consapevolezza delle funzionalità dell’Universi, di cui è parte, ponendo in remissione le proiezioni;
    V.        che dagli innovativi stati di consapevolezza, appena descritti, è nata la ∑igma logic o pensiero Sigmasofico, che fa ricadere, consapevolmente la visione unitaria, olistico-autopoietica a sostegno dell’azione quotidiana e del socio-culturale, reintegrando ciò che stati identificativi quali ideologie, dogmi, politiche, religioni, scienze hanno, attraverso il riduzionismo, separato, scisso, e che tale orientamento veicola verità relativa, da ampliare, da espandere, mantenendo pur sempre l’orientamento olistico che include i necessari momenti funzionali di riduzionismo. Si assume il principio attivo d’inclusione: l’altro viene riconosciuto come parte-Universi, micro-strutturalmente e coscienzialmente inscindibile da sé e, di conseguenza, che l’autorigenerazione-guarigione, l’autodeterminazione-organizzazione includono quella parte di sé che è l’altro, stato che, se effettivamente raggiunto, pone in remissione la competizione. Tutto si auto-organizza e olos-direziona verso pedagogie-psicagogie auto-formative che utilizzano l’auto-Maieutica che estrapola in-formazioni dalla realtà ecologica innata dell’Universi che siamo, in cui si evidenziano le leggi olistico-autopoietiche di auto-determinazione-realizzazione, auto-organizzazione, omeostatiche, autorigenerative-guaritive di conoscenza, da consapevolizzare.
 
Si tratta di cinque orientamenti, atti a creare conoscenza vissuta di e in se stessi, riconoscendo l’orientamento individualistico proprio dell’Uno, dell’olos, dell’unità, dell’unico corpo, dell’Universi-parte transfinito che siamo.
Si evidenzia il modello di conoscenza olistica, nel cui centro è posto l’Universi-parte transfinito, se stessi, per lavorare alla sua tutela e salvaguardia interiore ed esterna: un campo unico inscindibile.
Si è evidenziata la conoscenza olistica che pone in remissione l’antropocosmo, legittimando la visione innovativa di essere Universi-parte centrici.
Siamo consapevoli che la formazione vissuta a se stessi porrà in remissione la prevalenza dell’organizzazione socio-politico-economica-culturale esistente, in favore di ciò che riallineerà con l’ecologico innato, da cui ogni parte-Universi si evidenzia.
Per questo motivo, sta definendosi un nuovo modello di sviluppo, ispirato e nascente dalla formazione integrale vissuta a se stessi, l’Universi-parte, riconosciuto come soggetto di diritto.
 
INVITO APERTO
Ill.mi Amici,
sono Nello Mangiameli.
Con la presente, Vi invito a partecipare alla
creazione dell’essere umano e dell’eco-società olistico-autopoietica globale.
La I.S.U. opera attraverso la proposta della formazione olistica al fine di sviluppare innovative consapevolezze capaci di creare soluzioni alle problematiche individuali, sociali, politico-economiche e di conoscenza del ventunesimo secolo.
In questo difficile compito la I.S.U. è sostenuta dalla propria consapevolezza che assume di con-partecipare con altri esseri, interessati a questo Manifesto e Progetto.
Vi scrivo a nome di questa consapevolezza che, potenzialmente, può coinvolgere e interessare ogni essere umano, in quanto si basa sul vissuto dell’ecologico, delle funzionalità innate dell’Universi di cui siamo parte (Universi-parte).
Essendo innata, ogni essere umano può raggiungere tale consapevolezza attraverso il vissuto diretto in se stesso, nelle proprie funzionalità localistiche e non localistiche. Tale raggiungimento evidenzierà che siamo interconnessi: un unico campo di consapevolezza globale
Ogni Io-psychè può assumere di essere partecipatore-osservatore di tale intenzionalità pedagogico-formativa alla consapevolezza globale che, partendo dal vissuto diretto, può assumere le forme di collaborazione culturale, pedagogica scientifica filosofica, politico-economica e sociale. Siamo olosdirezionati verso la creazione di un
network pedagogico-formativo aperto.
I.S.U. è la promotrice di questa iniziativa che assumiamo di diffondere e che denominiamo
∑ophy International Project.
 
Il ∑ophy International Project nasce dalla consapevolezza che ciò che ha scandito il progresso della civiltà su questo Pianeta sono state le prese di consapevolezza esistenziali che ci hanno condotto alle attuali avanguardie conoscitive, scientifiche, coscienziali, filosofiche. Organizzazioni come l’ONU e l’Unesco, la creazione di Internet, la scoperta dell’Entanglement ci testimoniano che ci stiamo dirigendo verso la consapevolizzazione della coscienza e della conoscenza olistico-autopoietica,
Tali consapevolezze vissute segneranno il futuro di noi stessi, dei nostri figli, della parte-Universi: il processo è già in atto. Per ampliare tale avanguardia, disponiamo del know-how coscienziale e tecnologico.
Ne individuiamo la prova anche nel crescente numero di esseri umani e di associazioni che si occupano spontaneamente di sostenibilità ecologica e sociale, di decrescita economica, e di altro. Miliardi di esseri umani stanno producendo tali interessi e consapevolezze.
Per Entanglement coscienziale, siamo parte di un movimento di consapevolezza olistico-autopoietica. È la moltitudine che sta attuando la transmutazione di stati identificativi, nel solo sensorio-percettivo, nel solo localistico. Stiamo lavorando, per trovare un punto d’incontro tra i molteplici esseri umani e le associazioni, per direzionarci verso la creazione di soluzioni olistiche, globali.
Proponiamo la peculiare formazione maieutica per raggiungere lo stato di entanglement coscienziale olistico-autopoietico, che ci consente di vivere e di riconoscere di essere Universi-parte, inscindibili e simultaneamente agenti, attraverso l’azione quotidiana.
Per questo motivo, abbiamo creato la possibilità di partecipare a questo progetto formativo, segnalando la propria adesione al
∑ophy International Project
-partecipanti-
 
Partecipare è già un primo passo per unire la propria autonomia, identità a quella di altri indicando così dalla fusionalità comune innata la propria identità e specializzazione
Ogni essere umano ogni associazione di esseri umani può partecipare ed indicare così che è veicolatore di informazioni di pratiche operative da vivere che lo hanno condotto alla consapevolezza olistico-autopoietica con-partecipata. Lo scopo è quello di evidenziare di divulgare le diverse conoscenze operative che sono state utilizzate per raggiungere lo stato di coscienza e di conoscenza olistico-autopoietica.
L’intenzionalità è quella di mettere le diverse modalità operative, le tecnologie utilizzate a disposizione di tutti, per raggiungere gli stati di autoconsapevolezza indicati, in modo da disporre sempre più di strumenti operativi, necessari a produrre consapevolmente coscienza e conoscenza olistica, da far ricadere nell’ecologia, nel sociale, nella politica, nella filosofia, nelle scienze, nella spiritualità, in modo da renderle simmetriche allo stato unitario pre-dualismi, pre-dicotomie.
Conoscenza consapevole di tecnologie psicosomatiche, per realizzare quanto indicato.
Tale immissione di tecnologie operative alla disponibilità dei partecipanti o di ogni essere umano non ha capi né dogmi: si tratta di conoscenza tecnologica operativa e coscienziale che non ha nulla a che fare con appartenenze politiche, partitiche, spirituali, religiose, tradizionali. Si ispira alle funzionalità olistico-autopoietiche innate, quelle che hanno saputo edificare la manifestazione sensibile, l’ambiente complessivo così come lo percepiamo, indipendentemente dalle interpretazioni acquisite che ne diamo. Essendo provenienti tutti da tale realtà olistico-autopoietica, in questa, individuiamo il leader del movimento e, per questi motivi, le tecnologie operative proposte diverranno strumento per la Maieutica che ognuno assumerà per sé, se lo riterrà opportuno.
Il Manifesto da noi proposto è soltanto l’indicatore di quanto abbiamo consapevolizzato, seguendo la Via di conoscenza e di coscienza olistico-autopoietica, denominata Sigmasofia. Altri potranno indicare la propria, sempre nella consapevolezza della scaturigine unica, che siamo Universi-parte inscindibile.
 
 
In attesa di un Suo cortese riscontro,
Cordialmente
Nello Mangiameli
Presidente di Sigmasofia onlus
Direttore della International Sigmasophy University
Pagine:
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la ringraziamo se vorrà inviarci il suo giudizio utilizzando il form sottostante
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FONTE
"Associazione Sigmasofia®"
Nello Mangiameli-
www.sigmasophy.com