SIGMASOPHY INSTITUTE


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Settore: Simbolismo

INTRODUZIONE AL SIMBOLO-SEGNO


di Nello Mangiameli

  INTRODUZIONE AL SIMBOLO-SEGNO by Nello MANGIAMELI (fondatore della Sigmasofia Io-somato-autopoietica) Il simbolo-segno è sempre qualche cosa che sta al posto di qualche cos’altro e indica altro. Ad esempio, per la convenzione, il cartello stradale con un quarto di cerchio verso destra sta al posto di una curva pericolosa a destra, che troveremo più avanti. Nella tradizione, convenzionalmente, un cerchio può indicare l’espansione del punto, dell’Io-psyché. Un elefante può essere investito del significato di pesantezza. Qualche cos’altro, ossia, ciò che si vuole indicare attraverso l’investimento, ha sempre un’analogia, un nesso con qualche cosa, ossia, con ciò che lo indica, con l’oggetto investito. Senz’analogia, senza nesso, non potrebbe esserci collegamento: il simbolo-segno non esisterebbe. C’è l’originale e ciò che lo simboleggia, il simbolo-segno, l’oggetto, investito di significati-significanti, di vissuti. Il simbolo-segno, l’oggetto, una volta investiti, assumono sempre un significato-significante che evoca l’originale. Nell’esempio citato, se non ci fosse un quarto di cerchio a destra, non ci sarebbe l’analogia, il nesso con la curva pericolosa. Se l’elefante non avesse quelle dimensioni, non ci sarebbe l’analogia, il nesso con la pesantezza. Attraverso l’investimento di significati-significanti, ogni simbolo-segno, oggetto può diventare il simbolo di qualche cosa, dell’originale. Quando camminiamo per strada e osserviamo l’alba densa di colori, possiamo investire e proiettare su quell’immagine il nostro stato coscienziale, ci piace, ci sorprende, ci rilassa (…). Quindi, tra il nostro investimento e l’alba, abbiamo creato un’analogia. In questo caso, l’alba diviene simbolo-segno, l’oggetto autopoietico dell’investimento, della proiezione dell’Io-psyché. L’analogia può essere stabilita soltanto dall’Io-psyché: è, infatti, attraverso essa che possiamo crearla. E’ per questo motivo che, durante le situazioni di vita affermiamo che l’alba, seguendo l’esempio, è il simbolo-segno, dell’investimento dell’Io-psyché. Non possiamo dire che l’investimento dell’Io-psyché è il simbolo-segno, l’oggetto dell’alba, perché l’alba in sé (pur facendo parte dell’Universi-parte) non può elaborare l’analogia, il nesso e investirli: lo può fare il solo Io-psyché. Quindi, l’alba diviene il simbolo-segno, l’oggetto, del ci piace, ci sorprende, ci rilassa, di cui prima. Se un altro Io-psyché avesse investito la stessa alba con mi disgusta e mi fa dispiacere, quell’alba sarebbe diventata il simbolo-segno, l’oggetto del disgusto, del dispiacere. Ogni simbolo-segno diviene inevitabilmente analogia, nesso, che l’Io-psyché può fare. Da qui, la prima legge della dimensione simbolico-reale: l’originale di ogni simbolo-segno, di ogni oggetto risulta essere sempre l’Io-psyché che lo investe di significati-significanti acquisiti o innati. La decodifica del simbolo-segno è sempre l’osservazione partecipata, l’elaborazione, il vissuto dell’Io-psyché che mette in essere l’analogia, il nesso, l’investimento simbolico-reale. L’originale di ogni simbolo-segno è sempre l’attività dell’Io-psyché. Decodificare un simbolo-segno, significa partecipare-osservare, vivere, risalire, trascendere la fonte, da cui scaturisce: l’Io-psyché. Per l’Io-psyché che agisce l’investimento simbolico, il simbolo-segno può trasformarsi effettivamente in ciò che si sta investendo e può identificarsi con esso. La decodificazione del simbolo-segno (ad esempio gli oggetti) è un’arte molto complessa e richiede una grande esperienza e capacità, perché prevede, come accennato, la partecipazione-osservazione, il vissuto profondo, la concentrazione, la trasformazione, in definitiva la conoscenza vissuta dell’Io-psyché, che ha giocato e vissuto direttamente l’investimento simbolico-reale. Per questo, tali decodifiche si svolgono tenendo presente l’intera formazione e, più si maturano esperienze negli anni, più la decodificazione, la comprensione, può essere accurata, approfondita, in un’escalation senza fine. L’organizzazione dell’Io-psyché, che produce l’investimento simbolico-reale, è complessa e, ovviamente, varia da ricercatore a ricercatore, perché la storia acquisita di vita di ognuno è differente, anche per questo motivo, non si seguono decodificazioni precostituite del simbolo-segno. Ci sono alcuni ricercatori che, durante le diverse situazioni di vita, sembrano essere perfettamente consapevoli dell’investimento simbolico-reale che stanno agendo; altri non se ne rendono proprio conto! Nell’esempio di prima, è possibile che l’Io-psyché dica, l’alba, per me, è rilassamento: affermandolo, dimostra di essere perfettamente consapevole dell’investimento simbolico-reale che sta agendo. Un altro ricercatore potrebbe avere, nel proprio inconscio, la registrazione di un momento di rilassamento vissuto durante un’alba, non ricordarlo e, in quel momento, a causa di altre dinamiche, potrebbe aver bisogno di rilassarsi. Ebbene, incontrando l’alba, i colori, il fresco (…), potrebbe crearsi una risonanza e quindi sentire un’attrazione, non meglio identificata. In questo caso, sentendo tale attrazione, tale bisogno non chiaro, l’Io-psyché può decidere, più o meno consapevolmente, d’investire verso quell’alba. E’ soltanto un semplice esempio: ognuno utilizzerà i propri. L’alba potrebbe diventare, quindi, la sostituzione simbolico-reale del bisogno di rilassamento. L’analogia è uno dei processi di funzionamento che attua l’Io-psyché. Uno stato di coscienza viene investito su un oggetto che sembra essere esterno e si fonde in esso. Ripeto, il simbolo-segno, l’oggetto racchiude l’investimento dell’Io-psyché e, per questo, è necessario allenarlo a fondo e renderlo fluido. Nelle Situazioni di vita, mi baso sulle analogie che appaiono attraverso i vissuti, rigorosamente spontanei, istintivi, fluidi, sia sul piano Io-somatico che su quello ecologico-innato. L’analogia che svela l’organizzazione degli stati coscienziali., di cui prima non si era consapevoli, rappresenta soltanto un momento autoformativo. Far partecipare-osservare, vivere, dinamizzare, risalire, transmutare l’investimento simbolico-reale del simbolo-segno, dell’oggetto inizia ad avvicinare il ricercatore alla percezione dell’inconscio personale, collettivo e innato (autopoietico). Ogni decodificazione delle situazioni di vita, della dimensione simbolico-reale, risente inevitabilmente dello stato di consapevolezza dell’Io-psyché che la attua. Per questo motivo, uno degli orientamenti prevalenti è quello di non decodificare, tranne in alcuni, inevitabili, momenti analitici! Si tratta di partecipare-osservare semplicemente, di concentrarsi, di meditare sulle analogie, sugli investimenti simbolico-reali agiti (dopo averli vissuti a fondo). Quest’operazione di Concentrazione-transmutazione ci permette comunque di conoscere la nostra proiezione, di non complicarla ulteriormente con le diverse analisi e interpretazioni, di parteciparla-osservarla e di riconoscerla per quello che è. Da lì, quindi, s’inizia la Concentrazione-transmutazione più approfondita, fino alla fonte da cui l’investimento stesso scaturisce: la conoscenza vissuta dell’Io-somatico che sfocia nell’innato (autopoietico). In ogni caso, quando, durante gli inevitabili momenti analitici, si elabora una decodificazione, è necessario non ridurla ad un’interpretazione precostituita, senza vita, senza dinamismo. Ogni momento dell’esistenza quotidiana è una situazione di vita, tutto può essere un oggetto, investito di significati-significanti, da comprendere e da risalire. Molte situazioni di vita possono essere finalizzate alla disidentificazione dei molteplici dover fare o dover essere che si trovano nell’inconscio personale acquisito. Giocando, vivendo, liberamente ogni singolo stato coscienziale, nessuno escluso, possiamo utilizzare infinite possibilità d’investimento simbolico-reale che, messe in relazione Io-somato-energetica con quelle degli altri, offrono altrettanti e transfinite possibilità di vissuti: tutto materiale con cui attuare la Concentrazione-transmutazione. Il gioco e il movimento liberi, soprattutto quelli agiti a contatto con la natura, possono lasciar fluire tutti i processi dell’aggredior. Ciò permette di incontrare resistenze, difese, ostacolatori e di transmutarli, dopo averli vissuti. Ogni azione motoria cosciente è sempre legata alla motricità Io-somatica e del campo energetico (autopoietico), agente in ogni essere umano. Lasciarsi andare al vissuto di qualunque stato coscienziale permette di entrare in relazione con investimenti simbolico-reali, con traslazioni, con esperienze dirette. Per questo, durante le Situazioni di vita, talvolta si attua l’indicazione di non utilizzare il linguaggio verbale, intellettuale, strutturato. La pratica delle Situazioni di vita e della Concentrazione-transmutazione ci aiuterà nell’arte della partecipazione-osservazione, delle analogie, dei nessi, degli investimenti simbolico-reali. In questa pratica, compare sempre un messaggio conscio, intellettuale, razionale, che ha alle proprie radici tutta la struttura inconscia del campo coscienziale (Io-somatico), da cui emerge. Durante le Situazioni di vita, si partecipa-osserva che il momento in cui si abbandonano le difese razionali, sovrastrutturali, corrisponde, quasi sempre, ad un aumento dell’intensità istintivo-emozionale che caricherà i gesti, gli atti. Abbandonando l’identificazione nell’istinto-emozione, può emergere il campo energetico, autopoietico, attraverso il quale gli atti, i gesti si caricano di potenza innata (autopoietica).