SIGMASOPHY INSTITUTE


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Settore: Interviste e dialoghi

SUPER-ORGANISMI
verso una nuova alleanza


di Nello Mangiameli

 Super-Organismi Verso una Nuova Alleanza, nell'ottica della Coscienza Olistica (accezione Sigmasofia). Ripresa da creativi culturali.ning: O. Pluchino-Partecipatorio olistico (Nello Mangiameli)   O. Pluchino Nel corso della storia delle civiltà umane, i grandi Super-Organismi (S.O.) sociali hanno utilizzato varie forme di condizionamento per costringere la vita psichica degli individui all’interno di particolari regioni del loro spazio mentale in modo da poterli meglio controllare (e ottenere quella che lo psicologo Charles Tart chiama ‘trance consensuale’ [34] e che F.Varela e H.Maturana – i già citati teorici dell’autopoiesi – chiamano ‘coordinazione comportamentale consensuale’ [35]).   Nello Mangiameli Ogni essere umano veicola l’Io-psychè che, potenzialmente, ha piena e totale disponibilità di se stesso. Tecnicamente, può posizionarsi e assumere di partecipare ogni regione coscienziale o altre estensioni. Anche in presenza dei cosiddetti condizionamenti, le potenzialità, le facoltà disponibili all’Io-psychè restano esattamente quelle che sono. Infatti, a prova di quanto sto affermando, la sperimentazione ci dimostra che, ove qualcuno, Super Organismo o no, volesse tentare di condizionare un Io-psychè, formatosi attraverso il vissuto diretto alla coscienza olistica (accezione e vissuti Sigmasofici), semplicemente non potrebbe, di fatto, riuscirci, anche ove volesse esasperare tale tentativo di condizionamento. Voglio comunicare che la trance consensuale e la coordinazione comportamentale consensuale sono facilmente gestibili da un Io-psyché, realmente formatosi attraverso il vissuto integrale (non importa come si sia formato, l’importante è che lo abbia fatto: mi riferisco ai sistemi della Sigmasofia, perché conosco quelli, altri parleranno in base alla propria esperienza). C’è, inoltre, da affermare che le ultime scoperte sull’entanglement (delle microstrutture e coscienziale) ci evidenziano che, se un super organismo deve esistere, è senz’altro individuabile nell’Universi, di cui siamo parte integrante (Universi-parte, noi stessi che, di fatto, include, contiene ogni super organismo sociale, con qualunque meme, per utilizzare un termine di Pluchino). Tutto è atomicamente e coscienzialmente legato: ne abbiamo le prove e le abbiamo verificate! Di conseguenza, qualunque condizionamento inserito entrerebbe a far parte anche delle funzionalità, di cui i somministratori del condizionamento, di qualunque tipo, sono parte e che lo somministrerebbero, di fatto, anche a se stessi. Se si assume che siamo Olos, Uno, interagenti, queste sono delle implicazioni possibili. Voglio comunicare che un Io-psychè, una mente, realmente formata a se stessa, può esplorare qualunque regione di sé, locale e non locale, sensibile e sovrasensibile e non può essere riconosciuta come confinata soltanto ad una, anche se il condizionamento fosse riuscito. Infatti, esistono prove che quell’Io, anche in presenza di condizionamenti, produce processi di autonomia coscienziale che possono manifestarsi durante la vita onirica o, improvvisamente, attraverso insights intuitivi e sincronici.   O. Pluchino Il più semplice, ovvio e primitivo meccanismo di controllo sociale è certamente il metodo coercitivo basato sulla forza diretta, il quale fa leva sui bisogni di basso livello dell’essere umano, quali l’istinto di sopravvivenza e la tendenza ad evitare dolore e sofferenza (D.C. filogenetici), attaccando fisicamente quei membri che si comportano in modo deviante, ferendoli, torturandoli o uccidendoli. Questo tipo di controllo fondato su pene e punizioni, se pur probabilmente tra i più usati nel corso dell’intera storia umana (e in gran parte ancora oggi), è tuttavia molto costoso, in quanto richiede che alcuni membri del gruppo sociale dedichino il proprio tempo a vigilare sugli altri e devono essere mantenute a spese della comunità.   Nello Mangiameli E’ possibile riconoscere i descritti bisogni di basso livello in altri modi, rispetto a quello per cui il significato è riferito all’effimero, a qualche cosa di cui si può fare a meno, al subordinato rispetto al culturale o al basso, attribuendo un’accezione negativa. Infatti, la sperimentazione ci dimostra, per natura, per potenzialità innate, che noi nasciamo pronti a produrre, a generare metabisogni (mangiare, bere, dormire, respirare, evacuare, congiungersi, pulsione olistico-autopoietica a vivere). Per metabisogno, si intende quel bisogno senza la cui soddisfazione il corpo fisico produce il punto morte. In tal senso, l’istinto di sopravvivenza può essere riconosciuto come significativo. Chi produce e gestisce i metabisogni è l’Io-psychè che, per soddisfarli, produce azioni dirette o indirette. La caratteristica del metabisogno è produrre aggredior. Spiego. Se un essere umano non mangia, attraverso l’Io-soma, produce i segnali dell’appetito, sente che ha fame, sensazione che aumenta progressivamente via via che trascorrono i giorni senza mangiare. Allo stesso modo, con il respirare: se inibite la possibilità ad un essere umano di respirare, assisterete, in pochi secondi, all’aumento di pulsioni che lo spingono a respirare e, dopo due minuti di blocco, quella sensazione cresce così tanto che il soggetto sarà pronto a qualunque azione per liberarsene. La sensazione che cresce è appunto l’aggredior, da cui il termine aggressività. Essendo un meccanismo innato, l’aggredior non è, di fatto, condizionabile: infatti la sua produzione non dipende dal tipo di condizionamento somministrato, come se non ti comporti così io ti chiudo in prigione o ti uccido. Anche se possono condizionare, impaurire, di fatto, tali minacce non vanno ad interagire sulla produzione dell’aggredior, appunto perché questa dipende da funzionalità Io-somato-energetiche innate, e serve a far funzionare i meta-bisogni. Un Io-psychè, che si forma a se stesso, non può non incontrare l’organizzazione dei metabisogni innati ed anche i processi di fisiologia somatica e sovrasensibile che quelli formano. Se esiste un istinto, un ‘emozione, ci sarà pur qualche cosa che li produce…, quindi, attraverso il vissuto, un tale Io-psychè scopre come gestire i metabisogni, l’aggredior, e posso affermare che quello specifico raggiungimento consente di produrre un’azione di prevenzione, di profilassi adeguata che funziona a prescindere dei tentativi di condizionamento, somministrati da altri, dai cosiddetti super organismi. Ma, non è sufficiente. Una siffatta conoscenza di sé, vissuta, evidenzia l’incontro con altre modalità di relazione con il punto morte che, per dirla in breve, può ridursi, nei fatti, verificati, di un buono e consistente ottanta per cento, così come per i suoi derivati: la paura di soffrire, di ammalarsi, e similia. Il fatto che tali tentativi costino molto, non è rilevante ai fini della nostra discussione. Il cambiamento di ottica consiste nel fatto se l’Io-psychè assume o meno di formarsi a se stesso. Quando ci si riesce, non culturalmente, non intellettualmente, si esprime un processo che, vedremo, sarà riconosciuto come importante per la tesi, qui presentata.   O. Pluchino Le culture più evolute hanno quindi sviluppato dei meccanismi di controllo e condizionamento più raffinati, basati essenzialmente sul naturale bisogno di accettazione degli individui (e quindi sull’attivazione di D.C. di tipo emozionale), riducendo così la richiesta di risorse umane e fisiche (polizie e penitenziari).Uno di questi meccanismi è utilizzato nelle cosiddette ‘culture della vergogna’, in cui i bambini vengono educati e condizionati a sentirsi davvero male quando l’armonia del gruppo sociale a cui appartengono viene infranta: se la gente sapesse che avete fatto una cosa proibita, provereste una grande vergogna, gettereste discredito su tutti gli altri (la vostra famiglia, la vostra ditta, etc.) oltre che su voi stessi e l’armonia della comunità ne sarebbe distrutta. Non solo una speciale classe di poliziotti, bensì chiunque vi vedesse compiere quell’azione proibita applicherebbe la propria censura: e voi, per paura di essere messi alla gogna evitereste di fare ciò che è proibito. Avendo la sicurezza che nessuno verrà a saperlo, tuttavia, la tentazione di fare qualcosa di proibito rimane grande.   Nello Mangiameli Se una cultura, formata dalla sommatoria degli Io-psychè, crea meccanismi di controllo e di condizionamento, dimostra a se stessa di essere tutto meno che auto-consapevole. Il cosiddetto bisogno di accettazione da parte di altri è sempre l’indicatore di una ridotta formazione vissuta a se stessi, altrimenti si saprebbe, per averlo vissuto, che accettazione è auto-riconoscimento e, se il riconoscimento viene somministrato da altri, non è prodotto da noi stessi. Anche se lo accettiamo, significa che stiamo reagendo, rispondendo a quella somministrazione e non creandola a prescindere da ogni somministrazione condizionante o meno. Un Io-psyché realmente formato a se stesso, ad oggi, non ha mai mostrato il bisogno di accettazione, stato di coscienza che, spesso, invece, partecipiamo all’inizio del percorso formativo. Il fatto che possa essere infranta dimostra che quel gruppo sociale non stava vivendo reale armonia, intesa come quella della facoltà di creazione presente nell’Universi di cui siamo parte integrante. Infatti, l’atto di creazione non è tecnicamente eliminabile: anche se mi metto in testa di andare contro-natura, quel terremoto o la nascita di una nuova galassia saranno comunque prodotti. Il sole continua ad irradiare, indipendentemente da ciò che faccio. E in noi, esistono funzionalità che procedono in quel modo: le nostre dinamiche quantistiche funzionano in quel modo, indipendentemente se sono nell’acquisito condizionato o meno. Il timore di perdita di armonie acquisite è sempre rivelatore di incompletezza pedagogica, di non visione olistica che, ove ci fosse, porrebbe in remissione la proiezione della rottura di armonia stessa. Non si tratta di fare o non fare ciò che è proibito (anche se tale meccanismo è prodotto da migliaia e migliaia di esseri umani), quanto di vivere che il giusto o il proibito sono stati coscienziali, livelli identificativi, prodotti da scelte localistiche dell’Io-psychè che, ove questi si scoprisse olistico, includerebbe e transmuterebbe tali stati in altre azioni. La parola chiave è sempre formazione vissuta a se stessi: l’Universi-parte.   O. Pluchino Quindi, facendo appello all’ulteriore bisogno di autostima dell’individuo, le cosiddette ‘culture della colpa’ sono andate oltre nello sviluppo dei meccanismi di controllo sociale: attraverso l’attivazione di opportuni domini cognitivi, soprattutto di tipo emozionale ma anche logico-simbolico (che giocano il ruolo del ‘Super-Ego’ freudiano), queste culture sono in grado di punirvi anche solo per il fatto che state semplicemente pensando di trasgredire una qualche norma, che state ‘peccando in cuor vostro’, e vi fanno sentire male per aver giusto contemplato l’idea di compiere l’atto in questione: se poi fate davvero qualcosa che è proibito, il super-ego continuerà a punirvi con i sensi di colpa anche se nessuno saprà mai che siete stati voi.   Nello Mangiameli L’Io-psychè spesso produce auto-percezioni, da cui nascono auto-valutazioni e auto-apprezzamenti e li sintetizza nel riconoscimento di un presunto valore personale, localistico: l’autostima. L’autostima non è un ulteriore bisogno, ma la conseguenza a cui un Io-psychè giunge, dopo essersi somministrato auto-percezione. Non è ulteriore, perché è semplicemente quello che è e che l’Io-psychè riesce a consapevolizzare. Si dice che non meglio identificate culture della colpa vadano, si prefiggano di somministrare meccanismi di controllo sociale: ma, anche a questo proposito è possibile affermare che tali culture siano la sommatoria degli stessi Io-psychè che producono autostima. Se tale aggregazione propone volontà di controllo sociale significa, in sintesi, che si tratta di non adeguata formazione a sé, giocando ruoli da super-Io che evidenziano di non aver saputo porlo in remissione: se si manifesta nel gruppo sociale è l’indicatore che molti Io-psychè localistici lo hanno messo in circolo, formando quel cosiddetto super organismo. Resta il fatto che, anche se questo S.O. tenta di imporre controllo a scopo personale, non significa che a tale somministrazione altri debbano rispondere, come se fossero costretti ad adeguarsi a quegli assunti. Abbiamo già detto che un Io-psyché, realmente formato a se stesso, può non battere ciglio a tali grossolani tentativi e continuare a produrre la propria azione olistico-autopoietica. In tal caso, i super organismi risultano essere perfettamente irrilevanti, in quanto quel determinato individuo pone in remissione sensi di colpa, ostacolatori, difese e similia: le basi minime da transmutare. Il punto della questione è ribaltare la visione, ridando potere allo stato di autoconsapevolezza dell’Io-psychè formato a se stesso e non a generici S.O. che rappresentano soltanto la sommatoria momentanea di quel tipo di aggregazione di Io-psyché.   O. Pluchino  In queste culture le Religioni e la Chiese, arruolate dal S.O. sociale, prendono spesso il posto del Legislatore e delle forze di polizia nell’operare il condizionamento e esercitare, attraverso il loro specifico patrimonio memetico, il controllo sulle menti, e quindi sulle azioni, degli individui coinvolti: a quale altro scopo servirebbero memi quali i ‘Comandamenti’ o il ‘Peccato originale’ e strumenti quali la confessione o la scomunica? Questi tre tipi di condizionamento si basano evidentemente sulla creazione di un ‘feedback negativo’, nel senso che mirano ad inibire negli individui eventuali tendenze comportamentali devianti o con l’uso della forza e della punizione, o anche seguendo la più ortodossa via dell’educazione (familiare, scolastica, religiosa).   Nello Mangiameli Le religioni, le chiese sono creazioni dell’Io-psychè dell’essere umano, così come i S.O. che le arruola: i legislatori, le forze di polizia utilizzano l’Io-psychè per creare leggi e coercizioni. L’Io-psyché produce memi (termine utilizzato da Pluchino). Qui, si richiedono spiegazioni del termine meme. Nell’accezione classica, significa sostanzialmente informazione legata alla conoscenza umana, replicabile da una mente, una unità informativa che può propagarsi ad un'altra mente, e così via. Intanto, è possibile affermare che chi produce il meme è sempre l’Io-psychè. I comandamenti, il peccato originale sono sue creazioni che si sono espanse a macchia d’olio; così come sono state prodotte, possono essere messe in remissione o se ne possono produrre altri. Una formazione che orienta verso il superamento vissuto degli opposti-complementari non può innescare nessun feedback negativo, in quanto, andando oltre, sarebbe organizzata a produrre creazione-creatività. Tale consapevolezza può produrre auto-determinazione a prova di qualunque punizione, dell’uso della forza e addirittura della morte. Ovviamente, non sto affermando che molti Io-psychè non siano identificati e vittime di tale condizione: sto semplicemente valorizzando l’azione formativa che può porre il remissione, definitiva, tali stati incompleti di coscienza, di consapevolezza.   O. Pluchino  Altre forme di condizionamento – come vedremo meglio in seguito – mirano invece ad alimentare l’orgoglio e la sete di fama, ricchezza e potere individuali, realizzando dei ‘feed-back positivi’ mediante un ponderato sistema di premi e ricompense, vincite e lotterie, elogi e promozioni, medaglie e riconoscimenti. Insomma, attraverso – sostanzialmente – le due principali forme di condizionamento note agli psicologi, quello ‘operante’ (che induce l’obbedienza infliggendo o minacciando sanzioni, oppure offrendo incentivi e ricompense) e quello ‘classico’ di tipo pavloviano (che si serve dell’educazione e sfrutta i sensi di colpa e di vergogna), i grandi super-organismi sociali hanno progressivamente perfezionato la loro abilità nel tenere gli individui mentalmente confinati all’interno della regione mentale circoscritta dalla loro cultura di appartenenza (i cui limiti sono stabiliti dalla condivisione di un vasto patrimonio memetico), mantenendoli quindi in quello stato collettivo di ‘trance consensuale’ necessario per controllarne il comportamento.   Nello Mangiameli L’Io-psychè, che assume di alimentare se stesso per fama, ricchezza, potere individuale, ancora una volta evidenzia una non adeguata formazione a se stesso. Infatti, uno dei primi effetti della formazione, specialmente in ambito coscienza olistica, è quello di porre in remissione gli stati identificativi in situazioni, enti localistici, riduzionisti: fama di ricchezza, e similia, sono soltanto elementi localistici, non particolarmente significativi ininfluenti al raggiungimento vissuto della coscienza olistica. Anche se esistono i tentativi di condizionamento operanti sono perfettamente irrilevanti, per un Io-psyché che si è formato e mi riferisco soprattutto a quelli pavloviani che risultano essere di facile gestione. Faccio un esempio. Non è tecnicamente possibile, per qualunque super organismo, pensare di poter tenere un ricercatore in Sigmasofia all’interno di una regione mentale circoscritta. Sarebbe veramente divertente, in quanto ogni singola azione e vissuto sono realizzati in funzione della coscienza olistica, a trascendere gli stati identificativi nel localistico, rendendo l’azione olistica: l’antidoto, la profilassi ad ogni ingenuo tentativo di condizionamento. Non ci si riconosce in culture di appartenenza, ma nella cultura olistico-autopoietica, continuamente. Non c’è meme che tenga, neanche quello della Sigmasofia. Infatti, non a caso, ho organizzato la Sigmasofia, per proteggerla da se stessa, aderendo transfinitamente alla produzione continua di insights intuitivi e sincronici. Si innesca così una consapevole e lucida trance consensuale, verso l’azione che trascende, nell’immediato, ogni trance consensuale,  necessaria, per liberarsi definitivamente da comportamenti che, ingenuamente, tentano di condizionare altre parti-Universi.   O. Pluchino Nel corso del ventesimo secolo, peraltro, con la rapida evoluzione dei mezzi di comunicazione di massa (i cosiddetti ‘media’: libri, riviste, telefoni, radio, televisione e oggi, soprattutto, computer collegati in reti informatiche globali su scala planetaria), un nuovo, sottile e potente meccanismo di condizionamento è entrato in possesso dei super-organismi: la persuasione occulta. Oggi infatti qualsiasi tipo di informazione, cioè qualsiasi meme o gruppo di memi, che sia prodotto dalla mente di un singolo individuo o da un qualsiasi super-organismo, può raggiungere e ‘contagiare’, praticamente in tempo reale, un enorme numero di individui: così, ad esempio, un’intera nazione può essere rapidamente ‘invasa’ dai memi di una nuova moda o di un nuovo spot pubblicitario di tendenza, dal meme rappresentato dal discorso di fine anno del presidente della repubblica, dalle parole del Papa all’Angelus, o dall’immagine di un goal decisivo segnato in una finale dei mondiali di calcio, trasmessa in diretta televisiva oppure ‘on line’ su Internet... Da "Super-Organismi - verso una nuova alleanza" di A. Pluchino, pagg 43-44   Nello Mangiameli Proprio per quei motivi, in Sigmasofia, siamo organizzati per una sperimentazione integrale, vissuta per più di dieci ore al giorno, a cui seguono momenti di uso delle tecnologie: il reale vissuto che ogni tanto assume di passare al virtuale, per utilizzarlo nelle sue funzioni più utili. Per noi, affermazioni come passare dal virtuale al reale, sono semplicemente assurde, perchè siamo esseri che vivono fusionalmente, in entanglement, con la natura e le sue estensioni non locali. E’ la condizione di base, è ecologica, è olistica, non è virtuale: nell’ambito di quest’ultima, possiamo assumere di utilizzare tecnologia, punto e basta. L’illusione di molti consiste nel fatto che internet significa comunicare a distanza nell’immediato, cosa che il ricercatore sulla coscienza vorrebbe fare, vivendolo, ma non ci riesce con la stessa capacità delle mailing-list. Se non mi credete, al posto della e-mail provate ad inviare a trenta persone, simultaneamente, una frase e osservate se ci riuscite con la stessa garanzia di successo del computer. Internet è la soddisfazione tecnologica di un sogno telepatico, telesomatopatico del ricercatore, è sapere immagazzinato, disponibile immediatamente, poichè tutti sogniamo di produrre conoscenza siffatta, e così via. Io so con certezza che gli esseri umani, realmente formati, agiscono in altri modi e sicuramente sanno gestire il tentativo condizionante da qualunque super organismo provenga e, se proprio si deve riconoscere un super organismo, questo è, senza alcun dubbio, l’Universi-parte transfinito, noi stessi.