SIGMASOPHY INSTITUTE


(http://www.sigmasophy.com)

Settore: Sigmasofia autopoietica

IL NOME SOPHY


di Nello Mangiameli

IL NOME ΣOPHY       Per comprendere il nome dell’Oikos, è necessario spiegare l’accezione della lettera Σ (sigma) che forma il nuovo conio Σophy. Sigma è una lettera dell’alfabeto greco e, quando maiuscola, è riprodotta graficamente nel simbolo grafico già indicato, Σ. Oltre ad essere un grafema di utilizzo linguistico, Σigma viene impiegata in vari ambiti e discipline: in questo caso, interessa l’accezione di sommatoria, che sintetizza la somma degli addendi, ossia le esperienze realizzate dal ricercatore, dal concepimento al momento storico attuale più tutte le funzionalità, innate, ecologiche, sensibili e sovrasensibili, consce e inconsce, locali e non locali. La somma degli addendi-esperienze-innate dà luogo alla somma, a cui vengono aggiunte tante esperienze quante sono quelle praticate e le funzionalità ecologiche, di cui si è consapevoli. La somma finale è Σigma. Lo stato di sommatoria transmuta le caratteristiche, i singoli significati-significanti e intensità istintivo emozionali e autopoietiche degli addendi-esperienze-innate praticate, vissute. La loro unione permette al sistema, formato dalle esperienze complessive, di evidenziare proprietà peculiari, non per intero spiegabili, ma simmetriche, conseguenti ai significati significanti e alle caratteristiche funzionali delle singole esperienze. Tra loro, esistono interazioni non lineari, soprattutto tra i principi attivi olistico-autopoietici, da cui è possibile creare il processo della facoltà del produrre esperienze. Le proprietà emergenti peculiari sono complesse, perché i principi attivi sovrasensibili non locali sono dello stesso tipo. Le leggi olistico-autopoietiche non locali e locali che regolano l'Universi-parte, conducono ad evidenze sensorio-percettive assai complesse. La proprietà emergente si evidenzia sempre in ogni Io-psyché, in conseguenza dei principi attivi, in esso agenti, della sommatoria delle esperienze praticate e del suo stato di autoconsapevolezza: tutto dà sempre origine ad altre azioni e, quindi, esperienze che coinvolgono l'Universi-parte. La proprietà emergente dalla sommatoria in molte sue componenti non è predicibile e può non avere caratteristiche, individuabili in quelle delle esperienze precedenti, il che rappresenta un nuovo ed intuitivo-sincronico stato di possibile autoconsapevolezza di quel sistema. Tale proprietà emergente è complessa, nel senso che non coincide con singole proprietà proprie delle esperienze praticate o del principio attivo autopoietico. Classico è l’esempio della morfologia e del comportamento di uno stormo di uccelli, per cui l’esperienza del singolo contribuisce a formare la proprietà emergente dalla sommatoria delle circumnvoluzioni di volo che agisce sincronicamente con altri, evidenziando, ad esempio, morfologie geometriche, volumi, sincronicità di movimenti. Una delle ragioni della proprietà emergente, peculiare per ogni ricercatore, dipende dal fatto che l’Io-psyché evidenzia un certo numero di interazioni e questo è stabilito dallo stato di autoconsapevolezza del momento (perché in realtà è presente l’unica proprietà emergente del sistema Universi-parte complessivo, transfinito). Ma, l’autoconsapevolezza di ogni singolo Io-psyché può evidenziare soltanto ciò che, allo stato raggiunto nella sua formazione, può esprimere in quel momento storico, quindi mette in sommatoria il numero delle esperienze, di cui è consapevole, consentendo così soltanto quel peculiare comportamento, veicolante sempre nuovi impercettibili e percettibili tipologie di azione di comportamento. L’azione, il comportamento emergente è formato dalla sommatoria e dalla consapevolezza veicolata: può accadere che alcuni addendi-esperienze possano annullarsi l’uno con l’altro, mentre in altri casi si mettono in fase o danno somme risultanti dalla mediazione. Si partecipa-osserva che molti fattori evidenziano la proprietà emergente: in ciò, svolge un ruolo importante il proprio modo di organizzare quella sommatoria e l’autoconsapevolezza raggiunta. Un esempio: identità di ricercatori che si sono organizzati l’interiorità in modo gerarchico, in base a priorità, possono generare forme di burocrazia Io-somatica esistenziale, molto diversa da alcune caratteristiche di singole esperienze che formano quell’organizzazione. L'Universi-parte, atomicamente e coscienzialmente legati, esprimono sommatoria più proprietà emergente, che, essendo una funzionalità non localistica, transfinita e localistica, evidenzia uno stato che include ogni entropia, in quanto generatrice di ogni singolo stato, esperienza. Eessendo un sistema transfinito, se ne estrapola l’elemento nascente, sempre diverso, essendo mai finito. Troviamo dettagliatamente e simultaneamente espresso tutto ciò nell’Oikos, L’intelligenza autopoietica dell'Universi-parte si evidenzia dalle funzionalità dei principi attivi coesi, inscindibili, grazie alla cui azione si spiega perchè le connessioni tra neuroni che formano il cervello, a loro volta, non possono non veicolare intelligenza localistica della parte stessa. Quindi, i singoli neuroni sono intelligenti, per funzionalità sovrasensibili non locali e per funzionalità localistiche acquisite. Le proprietà emergenti sono, perciò, create dall’unico singolo evento che è l'Universi-parte transfinito: tale determinismo autopoietico può formare qualunque schema, qualunque parte, le cui interazioni producono Σigma. Ma, essendo collegate sempre a quelle dell'Universi-parte complessivi transfiniti, se ne deduce che tutti gli stati Sigmasofia di sommatoria danno vita sempre a qualche cosa che è più di una mera somma di addendi-esperienze, appunto perché funzionante con l'intero Universi-parte taransfinito. Tale caratteristica è evidenziata dall’Oikos autopoietico Σophy. Di conseguenza, lo stato coscienziale Io-somato-autopoietico, denominato Sigmasofia (Σophy) dell'Universi-parte transfiniti, è l’ente che, vigente nell'Universi, non può non trovare evidenza ridotta, collassata nella parte, formando gli stati sigmasofia localistici, condizione sintetizzata nello scettro con la parte a psi che, se posizionata orizzontalmente, evidenzia il simbolo di sommatoria, che è possibile individuare anche in se stessi, nell’Oikos.     Tale stato di sintesi (che, ripeto, non consiste nella mera somma delle parti, ma è sempre un insight intuitivo-sincronico, di entanglement coscienziale, di olospresenza in più) rappresenta il potere reale olistico-autopoietico, racchiuso ed esprimibile dall’uso dello scettro, di se stessi. Il ricercatore è formato ad agire dallo stato Sigmasofia localistico, assumendo l’intenzionalità di formarsi continuamente a quello non localistico, motivo per cui il lituo Ypsilambd assume la denominazione definitiva, dopo la formazione di base, di scettro Σophy:     la saggezza dell’Oikos autopoietico, di se stessi, da cui ho evidenziato il nome.