S.T.o.E.

Sigmasophy Theory oEverything®

di

Nello MANGIAMELI

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ABBANDONARE (Voce D.E.)
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ADAMO ED EVA (D.E.)
ADATTAMENTO (D.E.)
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ADOLESCENZA (D.E.)
ADULTISMO (D.E.)

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ADAMO ED EVA (D.E.)

Per la Bibbia, sono coloro che innescarono, che diedero il via al genere umano, i nostri progenitori, la coppia originaria. L’abbinamento con la cellula, lo spermatozoo e l’ovulo è inevitabile (come momento di passaggio), per il cultore della Sigmasofia.
Le cellule non possono non avere espressione od immagine rassomiglianti a colui che le ha create.
Adamo ed Eva sono un processo creatore di riferimento.
Risalire ad Adamo ed Eva non significa giungere agli inizi, alla componente primitiva, ad uno dei passaggi evolutivi, ma semplicemente ad un processo dinamico, sempre in atto, operante al di fuori della convenzione spazio-tempo, così come la riconosciamo.
Significa che ci troviamo di fronte ad un processo autopoietico, da cui dipendono le diverse nascite, i processi a Ipsilon Y, madre-padre, figlio.
Adamo ed Eva, per così dire, sono l’androgino.
Adamo ed Eva, l’androginia del corpo e dell’Io acquisito, un incontro vissuto, inevitabile. E’ una porta: la coscienza della cellula, di Adamo ed Eva!
(In Sigmasofia, non utilizziamo la denominazione Adamo ed Eva).
Come dicevamo, le cellule sono espressione del padre-madre, dei principi attivi autopoietici che l’ha formata, ne porta i caratteri Io-somato-autopoietici (infatti, nascendo si evidenzieranno le funzioni Io-somato-autopoietiche).
Ci troviamo di fronte al luogo in cui processi meramente sovrasensibili si materializzano, nel senso che assumono una forma fisica, materiale, è la manifestazione dei processi di autopoiesi nella materia.
La cellula è a immagine di ciò che l’ha edificata: un religioso direbbe che Adamo ed Eva sono a immagine e a somiglianza di Dio!
Adamo ed Eva, nella loro posizione, hanno due direzioni, quella verso la manifestazione sensibile, quindi l’unione, la nascita del figlio, e quella del mantenimento del proprio stato autopoietico che li ha evidenziati.
All’osservazione attenta, emerge che la pulsione verso l’unione e la nascita è parte integrante della funzionalità di Adamo ed Eva. Al vissuto diretto della coscienza della cellula, non si individua alcuna colpa e men che meno peccato.
Si tratta di un preciso disegno autopoietico, finalizzato alla nascita del corpo e dell’autocoscienza acquisita (le esperienze realizzate).
Non ci troviamo di fronte al rifiuto della dipendenza dalle forze creatrici, del Creatore, ma semplicemente di fronte a specifiche funzionalità che, individuandosi, vivendo nel corpo fisico, potranno creare, per variazione e contrasto dallo stato autopoietico di provenienza, quel campo di forza, le funzionalità dell’Io acquisito (che denomino funzione Ypsi), necessarie a riconoscere e ad esplorare consapevolmente, oltre il sensibile, anche l'autopoietico, il campo morfo-atomico-coscienziale, da cui si proviene, si nasce.
Nel momento in cui l’Io acquisito si identifica nell’esperienza che realizza, di fatto, si dimentica (anche solo come attenzione), dell'autopoietico che l’ha edificato. La morte, come consapevolezza, dell'autopoietico, del paradiso terrestre, coincide con la nascita del sensibile, del tangibile.
Ovviamente, tutte i principi attivi autopoietici continueranno a muovere nell’inconscio autopoietico: sono l’inconscio autopoietico, luogo in cui poggia l’autocoscienza acquisita, ed è per questo che si può notare la grandiosa spinta alla Concentrazione-transmutazione autopoietica (su se stessi) nei ricercatori (osservando oltre le identificazioni nell’acquisito che pure segnalano esse stesse questo orientamento).
L’uomo che tende farsi eguale a Dio, a Risalire consapevolmente all'autopoietico che l’ha edificato, non è mai, ripeto mai, punito da sanzioni folgoranti, come ingenue visioni tradizionali o religiose hanno sempre tentato di farci credere.
Adamo ed Eva sono l’incarnazione, la materializzazione di funzionalità più sottili: la cellula è composta da atomi, da particelle, e queste sono interconnesse con i principi attivi autopoietici, non locali, transfiniti.
Quando si sentono frasi come
incarnazione del Verbo,
alla luce della Sigmasofia, è possibile leggerle in modi specifici:
- principi attivi autopoietici, archetipici che generando e irrorando gli atomi ne determinano il funzionamento aggregandoli e disaggreandoli, differenziandoli fino a generare la cellula, le specie viventi e (...);
- nessun Verbo, ma processi funzionali su cui Concentrarsi autopoieticamente, attraverso il vissuto diretto;
- non ci sono colpe, ma processi funzionali da vivere, semplicemente;
- Adamo ed Eva, la cellula è manifestazione di vita autopoietica degli Universi-parte: noi stessi.
E’ la saggezza autopoietica che l’Io acquisito spesso ci rappresenta, attraverso immagini specifiche culturalmente legate alla coscienza, alla cultura: il padre, il grande padre, il vecchio saggio, il profeta, il santo. Ogni Io acquisito se lo rappresenta a modo suo.
L’incontro con queste figure rappresenta un attraversamento da realizzare, per raggiungere le forze autopoietiche già presenti nel DNA.
La reintegrazione vissuta con queste potenzialità latenti è il ricongiungimento dell’Io acquisito con le potenzialità dell’autocoscienza autopoietica (sono entrambi un unico processo che abbiamo separato).
Per realizzare questa reintegrazione, è necessario uno specifico lavoro formativo di se stessi.
Originariamente, non ci fu una prima insufflazione .
Adamo ed Eva, la cellula, sono espressione di una funzionalità, di un unico corpo complessivo in vita, atomicamente e coscienzialmente collegato che non necessita di insufflazioni.
Come nella mitologia del Golem che, sostanzialmente, rappresenta soltanto uno stato di autoconsapevolezza.
Tutti i processi dinamici, vitali, Autopoietici sono sempre presenti nel cuore di ogni atomo-cellule e nell’antimateria, negli Universi dimensionali ad essi collegati. Tutto è indelebilmente interconnesso, e ciò che lo anima, nell’Unico corpo: gli Universi-parte.
Adamo ed Eva sono funzionalità degli Universi-parte in azione:
li creò maschio e femmina
(Genesi, 1, 27),
simultaneamente, la cellula.

 
 
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