S.T.o.E.

Sigmasophy Theory oEverything®

di

Nello MANGIAMELI

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ABULIA (D.E.)

Uno degli stati coscienziali che costituiscono l’autocoscienza acquisita, è conosciuto sotto il nome di volontà, volere . Quando i principi attivi autopoietic che compongono la volontà, per qualche motivo si riducono, nasce lo stato di abulia dell’Io acquisito.
Dal greco
A-bulia,
alfa privativo
e
buolè
che significa
volontà.
Per quali ragioni l’Io acquisito può essere privo, può ridurre la volontà? Come può essere abulico?
Nella sua componente acquisita, la riduzione della volontà è identificabile nel momento in cui i metabisogni autopoietici, l’aggredior, vengono continuamente frustrati, negati, resi difficili. Lo sforzo automatico dell’aggredior a procacciarsi il nutrimento che sente mancare, determina anche per identificazione, per fissazione nel processo, la riduzione della volontà.
Ad esempio, cerco con continuità il vissuto di un’adeguata dimensione affettivo-sessuale ma questa viene negata, ciò coincide con l’aumento di quello specifico metabisogno, dell’aggredior, l’ulteriore sforzo, diretto e indiretto, a soddisfarlo e, se ancora frustrato, può costringere alla nascita di aggiustamenti, che creano strutture dell'Io acquisito compensatorie (per nascere, tali strutture dell'Io acquisito compensatorie hanno bisogno di principi attivi autopoietici, di campo istintivo-emozionale che creano squilibri all’insieme) che a loro volta possono determinare una riduzione dell’intensità del volere.
Anche nell’abitudine, che è arrivata al punto di far perdere i significati-significanti, l’interesse, perché sempre uguale a se stessa, non attivante, stimolante, intuitiva, sincronica, può attivare la riduzione-collasso di volontà, in virtù di meccanismi compensatori e sovracompensatori che produce.
La riduzione dei principi attivi autopoietici della volontà a sostegno dell’Io acquisito e quindi dell’azione, determina così come testimoniano i ricercatori in formazione, incapacità di decidere e di realizzare, anche quando si tratta di azioni semplici.
Viene segnalata la perdita di significati-significanti, di motivazione, riducendo i principi attivi autopoitici anche nei confronti di situazioni, progetti per cui prima ha molto contato.
In alcuni casi, l’Io acquisito può produrre la riduzione quasi completa della volontà! Succede, quando costellazioni dell’inconscio collettivo si impossessano (per così dire) dell’Io acquisito e lo fissano su di loro, bloccandone l’autonomia e la funzionalità. Alcune di queste si impossessano dell’Io acquisito, stupendolo (sono diverse forze) e quindi attraendolo. Lo stupore e l’attrazione sono così forti che l’Io acquisito, di fatto, si immobilizza su quel processo, o al contrario può accadere che lo stimolino verso un’iperattività di azioni, ma con caratteristiche di stereotipia.
Ciò che anticamente veniva insegnato e trasmesso come incontro interiore auspicabile e gestibile con specifiche modalità, attualmente è denominato forma catatonica di schizofrenia. Questi vissuti identificativi possono determinare la riduzione quasi totale della fisiologia autopoietica formante la volontà. Ripeto, ho potuto osservare che questa forza può bloccare ogni attività intellettuale Io-somatica.
La volontà autopoietica, risiede nel campo morfo-atomico coscienziale, ed è uno dei processi che ha una componente del tutto autonoma, dal corpo, dal sistema nervoso in cui ci identifichiamo. Alla fine della Concentrazione-transmutazione autopoietica di un qualunque stato coscienziale, fino ai principi attivi autopoietici che lo fanno nascere, troviamo sempre il principio attivo autopoietico inerente la volontà!
Lo stato di riduzione della volontà, quindi, se risalito e transmutato, può ritrovare per intero i principi attivi che lo generano. Per questo motivo, la pratica, in particolare della Sigmasofia autopoietica, può eliminare anche in tempi straordinariamente brevi, le forme di abulia dell’Io acquisito.
Ovviamente, si tratta di operazioni di Concentrazione-transmutazione autopoietica che vanno realizzate unitamente a tutte le altre tecnologie, per una presa di consapevolezza autopoietica dei processi trattati.

 
 
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