La S.T.o.E. (Sigmasophy Theory of Everything), proposta dal Sigmasophy Institute and University, è alla base delle profonde trasformazioni, dei paradigmi esistenziali, delle relazioni sociali, del modo di vivere la realtà quotidiana che i ricercatori in formazione in Sigmasofia stanno evidenziando: affermano, cioè, di aver intrapreso e di vivere forti trasformazioni che determinano il proprio cambiamento Io-somato-autopoietico.
 
La pratica operativa ha evidenziato la trasformazione del concetto di formazione, di scienza e di arte. Il riconoscimento vissuto della possibilità di sperimentare e di conoscere nuove regioni dell’inconscio autopoietico transfinito è stato l’antidoto all’identificazione dogmatica nel solo sensibile che ho potuto osservare nella storia personale di qualcuno, elemento che ha delineato una visione di ricerca continua transfinita, che evita soste identificative.
 
Tale orientamento non aumenta il nozionismo, bensì l’autoconsapevolezza: più un Io, formatosi a se stesso, trova nuove autoconsapevolezze vere, autopoietiche, più riduce l’accumulo di nozioni, in quanto si avvicina maggiormente al riconoscimento del funzionamento d’insieme, quello olistico. Sembra evidenziarsi un processo molto particolare:
  • ·         più vissuti empatici viscerali si raggiungono, più si rivela la visione intuitiva, sincronica, autopoietica
  • ·         più si accresce l’apprendimento soltanto sensoriale, legato alla separazione proiettiva tra soggetto e oggetto, più si evidenzia l’enormità dell’accumulo nozionistico.
 
Come noto, la Sigmasofia è attenta al funzionamento d’insieme del sovrasensibile con il sensibile: quando ciò accade realmente, il bagaglio di nozioni va in remissione e si evidenzia la visione intuitiva, sincronica, autopoietica, sigma della vita, dell’inconscio autopoietico, che trova specifiche ricadute in ogni luogo della manifestazione sensibile e sovrasensibile. Tali ricadute nell’azione bioetica autopoietica quotidiana sono esprimibili attraverso la
 
igma Art® [1],
 
di cui sto presentando soltanto alcune delle innumerevoli morfologie e dei molti applicativi, attraverso cui può essere espressa, praticata.
 
Ho potuto constatare che i ricercatori finora incontrati ignoravano molto riguardo alla costituzione e agli ingredienti autopoietici formanti la coscienza, anche se questa è, in assoluto, lo strumento maggiormente utilizzato. Molti riferivano di essere consapevoli di un rapporto effettivo tra Io-mente e materia. Nessuno sospettava che tale visione fosse superata in ciò che riconosce l’Io-soma-autopoiesi essere un unico ente, un processo inscindibile e inseparabile: le tre componenti non hanno rapporti, semplicemente funzionano all’unisono e i fenomeni scaturenti da tale funzionalità non sono anomali, ma rigorosamente normali. Tutti gli studi e le ricerche della Sigmasophy Theory of Everything, e quindi della igma Art, mettono in evidenza, esprimono ed agiscono tali processi.
 
Agire le proprie facoltà sigma, autopoietiche significa, di fatto, porre in remissione gli stati identificativi che possono essere somatizzati in conflitti, in psicosi, in nevrosi ecc.
 
Modificando il paradigma esistenziale, la ricerca continua ed autopoietica, intuitivamente e sincronicamente sicura della transfinitezza degli Universi-parte, sta innescando nei ricercatori la formulazione di diverse considerazioni esistenziali innovative.
 
Valutiamone alcune.
 
Durante la pratica delle Autopoiesi olografiche, precisamente nel momento in cui compare la visione autopoietica interiore (e/o con traslazione all’esterno), quando l’ambiente tridimensionale della coscienza è uniforme, omogeneo, ho osservato di poter produrre immagini fortemente strutturate e sicuramente legate al mio psichismo, conscio ed inconscio. Altresì, ho potuto constatare che, prima della loro creazione e come potenziale esprimibile, tali immagini erano incluse nella fisiologia localistica e autopoietica, nel campo coscienziale. E’ come se questo rappresentasse la sovrapposizione di tutti gli stati coscienziali, potenzialmente producibili e, ovviamente, altro. Tale stato coscienziale Sigmasofia è raggiungibile attraverso il vissuto diretto dell’Io acquisito che si forma a se stesso, ma è difficilmente riferibile con il solo ausilio delle parole, perché dovremmo affermare frasi non convenzionali, assurde per la logica, in cui molti si riconoscono. Significa, per esempio, affermare: quel ricercatore mentre ama, nello stesso tempo odia, nello stesso tempo studia, nello stesso tempo sessualizza, nello stesso tempo medita e si spaventa… e non fa niente di tutto questo, è malato e simultaneamente sano, in nessuno e in tutti e due gli stati; è giovane e nello stesso tempo vecchio e in nessuno o in tutti i due stati e così via (…). E’ lo stato autopoietico dell’Io acquisito, non riscontrabile nell’esperienza ordinaria. Infatti, nel momento in cui l’Io acquisito, consapevolmente, produce uno stato di coscienza, come l’odio, avviene il cosiddetto collasso-riduzione di tutti gli altri stati simultaneamente esistenti: si tratta della riduzione-collasso della funzione campo MAC che studiamo in Sigmasofia, cioè del Sigma (sommatoria e proprietà emergente), dell’insieme dei principi attivi autopoietici, non locali. Nel caso citato, l’odio avviene precisamente nel momento in cui l’Io acquisito produce odio e, quindi, lo determina dalla realtà coscienziale Io-somato-autopoietica del momento, per cui gli stati di coscienza, così come noi li edifichiamo, sono opera della coscienza, dell’Io acquisito! Questa possibilità tecnica di poter determinare gli stati coscienziali dovrà essere portata, attraverso la formazione progressiva, sotto il totale controllo dell’Io acquisito che la produce.
 
Le Autopoiesi olografiche e le Concentrazioni-transmutazioni autopoietiche stanno dimostrando che l’Io acquisito è potenzialmente e tecnicamente in grado di ridurre il collasso della funzione campo MAC, potenziando la propria l’intenzionalità e l’autoconsapevolezza. Ora, consideriamo che la coscienza sia un campo, presente all’essenza di ogni atomo, nel campo sub-quantico (non visibile alle più potenti strumentazioni informatiche ed elettroniche esistenti), che lì si dischiude: essendo tutto formato da atomi, se ne ricava che tutto è atomicamente e coscienzialmente legato. Quindi, quando un Io acquisito, che si forma a se stesso, sperimenta insieme ad altri, che si formano a loro stessi, (è il caso di alcuni setting proposti dalla Sigmasofia), accade che i processi descritti diventino più potenti. Durante la seduta e le sperimentazioni l’Io acquisito di ognuno, parte di un campo unico, anche se con identità individuali diverse, guida e determina la nascita di psichismi. Se si producono immagini, queste sono osservabili interiormente e, se si ha la forza di traslarle nel cosiddetto esterno, divengono visibili: tenete presente che le immagini visualizzabili sono lo stesso processo osservabile interiormente. Si vedono perfettamente proiettate all’esterno, assumono una veste, per così dire, trasparente e tridimensionale, che dipende dalla forza traslante, e hanno le stesse identiche caratteristiche di quelle oniriche (infatti, sono le stesse proiettate, traslate). Sostanzialmente, si tratta di un campo bios-chimico, bios-elettromagnetico-coscienziale: per questo, non possono assumere la tensegrità di un oggetto sensibile. Vedere queste immagini, questi campi-atmosfere, determinate da stati coscienziali, è stupefacentemente semplice e nelle disponibilità di qualunque Io acquisito che abbia interesse a produrle. Forse, per meglio crearle, è possibile indicare una condizione adatta, quando si visualizzano: è necessario entrare almeno nella condizione determinata dalle onde theta[2], delta[3] e sigma[4] (profondo rilassamento, concentrazione e meditazione dinamica), situazione che preferibilmente sarà raggiunta da ricercatori che lavorano in reciprocità e in pieno riconoscimento dell’altro. Ciò implica una prassi formativa continua. L’interessante della questione non risiede nella possibilità di produrre immagini di ogni valenza, perché queste sono la riduzione, l’evidenza di uno stato coscienziale producibile e, quindi, un collasso-riduzione di funzionalità dell’inconscio autopoietico transfinito. E’ al campo MAC, all’inconscio autopoietico, al campo coscienziale (non misurabile da strumenti, ma soltanto dall’Io acquisito che osserva e partecipa se stesso), che rivolgo l’attenzione. E’ di questo stato di consapevolezza che la Sigmasophy Theory of Everything sta mostrando e spiegando i funzionamenti: processo che trova espressione nella Tavola Autopoietica del ricercatore in formazione e, quando assunta, nella realizzazione di qualunque tipo e genere di igma Art. Propongo alcuni esempi:
  • ·         laboratorio di Teatro e Giullarismo autopoietici[5]
  • ·         musica e danza autopoietiche
  • ·         ergosofia occupazionale[6] (muratoria, agricoltura, fotografia, cinema, video,                     fai da te autopoietici, in chiave coscienziale)
  • ·         bibliosofia e biblioterapia autopoietiche
  • ·         disegno, pittura e scultura autopoietiche
  • ·         archeotorrentismo autopoietico,
 
tutte forme di Sigmasofia artistica: di igma Art®,.
 
Non esistono realtà più complesse intorno a noi, ma nel tutto è atomicamente e coscienzialmente legato, di cui siamo parte integrante: gli Universi-parte. Infatti, ampli settori scientifici (la meccanica e la biologia quantistica, in particolare) e coscienziali le attuano ordinariamente. La lunga pratica delle Autopoiesi olografiche conduce, irresistibilmente ed inequivocabilmente, a queste evidenze, tanto che da tempo ho inserito nelle Scuole di Maieutica Sigmasofica tale realtà e possibilità di naturale autoconsapevolezza.
 
I ricercatori in formazione in Sigmasofia hanno già modificato o trasformato il loro paradigma identificativo dominante, tanto che alcuni, conclusa la formazione, hanno aperto Scuole o hanno integrato la Sigmasofia nella psicoterapia, o hanno trasmesso tale pedagogia autopoietica ai figli, agli amici ecc.: tutte forme di igma Art.
 
Sono certo che l’essere umano non è un Io separato dal Tu, ma atomicamente e coscienzialmente legato agli Universi. I ricercatori in formazione vivono questo stato! Tutti gli stati coscienziali Io-somato-autopoietici da loro producibili sono proiezioni, traslazioni, nell’accezione sigmasofica, che continuamente producono stati coscienziali più o meno intensi, immagini, emozioni, istinti, stati autopoietici (…), e, quindi, traslano valenze acquisite e valenze autopoietiche.
 
Nel tutto è coscienzialmente e atomicamente legato che siamo, ogni stato di coscienza prodotto viene memorizzato e resta disponibile all’Io acquisito. Ciò significa che, quando l’Io acquisito evoca il ricordo, lo riprende e lo utilizza e, come ho dimostrato attraverso lo stato coscienziale di Entanglement Coscienziale Autopoietico (E.C.A.), l’Io, l’autocoscienza è un campo sensibile e sovrasensibile, locale e non locale: per questo, troviamo gli stati e le immagini memorizzate ognidove: una facoltà degli Universi-parte, noi stessi.
 
Per questi motivi, quando, praticando le Autopoiesi olografiche in ogni luogo di noi stessi, gli Universi-parte, attingiamo a memorie registrate, di ogni natura, attinenti ad un determinato posto, possiamo ricostruirne frammenti di storia: abbiamo ormai molti documenti a sostegno di tale esperienza. Si riconoscono le atmosfere autopoietiche di un luogo, ossia quale stato di autoconsapevolezza sia stato, lì, più praticato.
 
Ciò dimostra, ancora una volta, che gli stati coscienziali acquisiti sono di importanza e significato relativi, ed è proprio nel formare l’Io acquisito del ricercatore a vivere la fisiologia autopoietica, i principi attivi che sono in grado di formare le immagini, gli stati coscienziali, lo spazio-tempo che, per così dire, si riattivano sul piano della consapevolezza le funzionalità autopoietiche transfinite, dinamiche, ponendo in remissione gli stati identificativi nel solo sensibile che possono essere somatizzati.
 
Ripristinare la naturale funzionalità autopoietica pre-acquisito è la ricaduta nell’azione che si prefigge la Sigmasophy Theory of Everything e, molte fasi di questa formazione e i raggiungimenti ottenuti possono essere rappresentati attraverso la
 
igma Art®.
 
E’ possibile applicare la Sigmasophy Theory of Everything e la igma Art in diversi settori della vita quotidiana:
 
·         l’autorigenerazione autopoietica, ossia l’osservazione partecipata della fisiologia autopoietica formante la patologia, la somatizzazione, che il ricercatore in formazione risale e transmuta, dopo averla giocata e vissuta, attraverso le Autopoiesi Io-somatiche e la Concentrazione-transmutazione autopoietica.
 
·         La ricostruzione della storia personale, attraverso la formazione dell’Io acquisito a se stesso, le immagini, gli stati coscienziali prodotti dal concepimento al momento in cui si trova e riconosce e vive, quelli ereditati, ma sempre dopo aver ricostruito la propria storia e risalendo alla fisiologia che quelle immagini-stati coscienziali, forma.
 
·         L’autoconoscenza: l’esplorazione di diverse regioni dell’inconscio acquisito, individuale e collettivo o di quello autopoietico consente di prendere consapevolezza di funzionalità di se stessi, gli Universi-parte.
 
·         La remissione degli stati identificativi religiosi-filosofici-scientifici: riconoscendo gli Universi-parte e vivendo la possibilità di autoesplorazione, di vissuto continuo, ogni speculazione di idee, di pensieri, inerenti la divinità, la religione la scienza, va in remissione a favore dell’esperienza Io-somato-autopoietica diretta e della Costruzione della Propria Teoria dopo il vissuto, per dar vita alla propria Sigmasophy Theory of Everything e alla propria Sigma Art.
 
·         La nascita dell’essere umano e della società autopoietici: l’immediata conseguenza di tali raggiungimenti formativi è l’essere umano e la società autopoietica, ossia della ricostruzione dell’Io acquisito, simmetrica ai principi attivi autopoietici da cui si evidenzia e da cui farà scaturire nuove forme e nuovi significati-significanti dell’acquisito.
 
In questo senso, si possono evidenziare innovative applicazioni della igma Art®.
 
Tutti gli Universi-parte, noi stessi, è una grande autocoscienza acquisita, una plastia, un prodotto di tale ente. Ciò nasce, per determinazione della fisiologia autopoietica ed è stata funzionale al riconoscimento diretto, empatonico, vissuto per variazione-contrasto, per opposto-complementare: le necessità, da cui abbiamo formato la funzione Ypsi che ci consente di riconoscere tutto ciò.
 
Il riconoscimento della funzone Ypsi dell'Universi-parte può essere rappresentata dalla igma Art.
 
Uno dei motivi, per cui, per tutte le finalità di conoscenza vissuta dell’inconscio autopoietico, utilizziamo poco sistemi di misura quali, macchine fotografiche, microscopi a scansione o altre sofisticate tecnologie informatiche ed elettroniche è inerente al fatto che le non hanno tecnicamente accesso, non misurano, né fotografano il campo coscienziale, ma soltanto il prodotto sensibile, misurabile, anche se si tratta di microstrutture, particelle (…). Infatti, il campo coscienziale autopoietico è individuabile in altre manifestazioni non localistiche, di cui le microstrutture, particelle o il DNA, l’autocoscienza acquisita, gli infrarossi, gli ultravioletti, i raggi gamma (…) sono manifestazione: ne sono la porta d’ingresso.
 
Il fatto che l’Io-soma-autopoiesi sia un campo unico, interagente ed indivisibile, sta evidenziando il fatto che i ricercatori che lo vivono realmente, attuano, con il loro Io acquisito e la potenza intenzionale autopoietica, insight intuitivi e sincronici, che possono leggere lo spazio-tempo (passato-presente-futuro) e quindi agire di conseguenza. Sperimentando in gruppo, abbiamo potuto, in alcuni specifici casi, influenzare stati di coscienza di altri ricercatori (perfettamente consapevoli e d’accordo con tale sperimentazione), e provocare deviazioni, variazioni, nel loro comportamento, che sarebbe stato legittimo aspettarsi. Ho osservato che cosa accadeva, in loro stessi, al loro stato coscienziale di identificazione, come poteva essere la loro aggressività da me ampliata, provocata, stimolata, sensibilmente; e nello stesso tempo, attraverso azioni coscienziali sovrasensibili (non rese manifeste nell’immediato), li irroravo di principi attivi autopoietici che, sapevo, avrebbero potuto aiutarli ad evidenziare insight intuitivi e sincronici di riconoscimento di altri significati-significanti attribuibili allo specifico stato coscienziale che avevamo vissuto, generato e amplificato e che, in quel caso, era la rabbia. I risultati sono spesso impressionanti: anziché procedere ad accentuazioni conflittuali, separative, forti, quel ricercatore, incredibilmente e in qualunque luogo si trovasse, sentiva il richiamo e la spinta autopoietica a non dare vita alla propria intenzionalità cosciente che si sarebbe separata. Questo non significa altro che, se l’Io acquisito si forma ai principi attivi autopoietici, accresce la propria autoconsapevolezza. Essendo un campo pre-manifestazione di stati coscienziali sensibili, quali amore-odio, bene-male, opposti complementari, variazioni-contrasto (…) dall’autopoiesi da cui nascono, tali principi vengono da questa reintegrati, appunto perché è ciò che li genera. Se si riesce a dare continuità a tale autoconsapevolezza, anche con l’aiuto di specifiche azioni attuate a distanza, utilizzando i principi attivi E.C.A., è possibile interagire con più efficacia su tutti gli Universi-parte, essendone maggiormente consapevoli.
 
Anni di ricerca e di studio in Sigmasofia mi hanno confermato l’esistenza di funzionalità dell’inconscio autopoietico di cui, pur essendone emanazione diretta, non ne ero consapevole.
 
La pulsione autopoietica a conoscere, presente in ogni Io acquisito, mi ha spinto a intraprendere la formazione a me stesso. Ho sempre seguito la spinta della natura autopoietica maestra, non dando nulla per scontato e immergendomi in ogni singola esperienza possibile, per poi risalirla e trasmutarla. Tutte le tecnologie operative utilizzate sono finalizzate a vivere e a riconoscere sempre più impulsi, segnali, campi, prodotti dagli Universi-parte, noi stessi. Ho stimolato e rimesso consapevolmente in funzione aree del cervello limbico, rettilico, viscerale, autopoietico, aumentando la consapevolezza delle sue funzionalità, ed innescando così una penetrazione più profonda di me stesso.
 
 
 
 
[1] igma Art: E’ l’azione bioetica autopoietica artistica, nascente direttamente da prese di consapevolezza di uno o più principi attivi autopoietici operanti nel campo MAC. Può assumere diverse morfologie: la danza e la musica autopoietiche, l’ergosofia, la pittura, la scultura, il teatro e il giullarismo autopoietici, attività manuali filosofiche scientifiche ecc. .
 
 
 
[2] Onde theta. Per approfondimenti, (V.) anche capitolo quarto, paragrafo Onde theta, pag.      Sono le onde cerebrali bioselettricche, biochimiche coscienziali che si presentano durante il sonno e la pratica delle autopoiesi olografiche (meditazione dinamica e statica profonda). Sono parte integrante della visione autopoietica, la rendono chiara e intellegibile, aumentano la creatività-creazione autopoietici, l’insight intuitivo e sincronico.
 
 
[3] Onde delta. Per approfondimenti, (V.) anche capitolo quarto, paragrafo Onde delta, pag.     Sono le onde cerebrali bioselettricche, biochimiche coscienziali che si presentano durante il sonno profondo e la pratica delle autopoiesi olografiche legate alla non località. Queste onde sono la condizione per innescare i processi di autorigenerazione e auto guarigione autopoietiche concorrono a ripristinare il funzionamento naturale, autopoietico del sistema di difesa immunitario, preparano alle onde sigma.
 
 
[4] Onde sigma. Per approfondimenti, (V.) anche capitolo quarto, paragrafo Onde sigma, pag. Sono le onde cerebrali bioselettricche, biochimiche coscienziali che si presentano durante gli stati di non località effettivamente raggiunti e durante gli stati di esplorazione consapevole del campo MAC e dei principi attivi autopoietici operanti nel campo MAC. Sono la condizione naturale dello stato coscienziale sigmasofia, includono tutte le altre onde cerebrali.
 
 
[5] Giullarismo autopoietico. Il gliullarsimo è praticato dai Giullari autopoietici, che sono ricercatori in formazione in Sigmasofia, la cui professione e arte è quella di divulgare nel mondo, viaggiando, i principi attivi autopoietici, utilizzando tecniche circensi da clowns, da saltinbanchi, da giocolieri, da cantastorie. Sono musicisti e danzatori, sanno meditate olograficamente. Rappresentano le tipologie del Teatro autopoietico.
 
[6] Ergosofia autopoietica. Da sempre, l’Io acquisito dell’essere umano ha cantato, suonato, danzato, dipinto, scolpito, lavorato la natura, ha scritto anche per affermare il proprio stato Io-somato-autopoietico, riconosciuto come patologico. L’ergosofia artistica terapeutica, dal greco ergon, che significa lavoro, è la saggezza del lavoro artistico, che ha la proprietà terapeutica auto-guarente, auto-rigenerante, formante, in quanto, attraverso questo processo occupazionale, l’Io acquisito del ricercatore potrà manifestare, abreagire i propri stati coscienziali anche distonici, rilassando e ponendo in remissione stati identificativi dell’Io acquisito. L’ergosofia artistica viene attuata durante gli incontri di Autorigenerazione autopoietica residenziale e durante le giornate Sigmasofiche. I laboratori di Ergosofia sono: giullarismo autopoietico, pittura e disegno autopoietici, scultura autopoietica, canto individuale e corale armonico autopoietico, danza autopoietica, danza tribale, trance dance, teatro autopoietico, fotografia istintiva, cinema e video autopoietici, bibliosofia, scrittura autopoietica, ecologia, torrentismo, speleologia, archeologia, subacquea, volo libero, fire walking autopoietici, tiro autopoietico con l’arco e con l’ascia, giardinaggio e coltivazione biologica, muratoria autopoietica.