MUSICA E DANZA AUTOPOIETICHE

La Mousikè autopoietica è l’integrazione, come consapevolezza della manifestazione sensibile del suono-musica-canto con la fisiologia autopoietica, da cui nasce. Nella musica e danza autopoietiche il ricercatore-artista non sosta, non si ripete, utilizza lo strumento musicale per eccellenza: se stesso. …………………
La musica e il suono sono manifestazioni dell’autopoietico innato, con cui sono in continuo collegamento e possono veicolare ogni specifica potenzialità, inerente l’autopoiesi continua che può creare, risvegliare, suscitare ogni sincronicità, ogni intuito, ogni istinto-emozione, ogni sentimento individuale o collettivo.I suoni-musiche sovrasensibili, agenti nel campo morfo-atomico-coscienziale, sono una forma di sensorialità operativa del campo stesso. A questo livello, il suono-musica-danza-canto, che agiamo nel sensibile, trova risonanza e forme di armonia autopoietica, universali. Per questi motivi, il suono, la musica, la danza, il canto possono essere considerati un linguaggio universale: di fatto, e concretamente, esplicano effetti autopoietici di autorigenerazione e di autoguarigione. La base è che i principi attivi autopoietici non hanno bisogno di essere diretti, essi sanno esattamente come muoversi: per il suonatore, è necessario il lucido abbandono a queste forze. C’è un segnale preciso che cambia il ritmo o una scena: è il bios, cioè un atto sostenuto da un’emissione concentrata, potente, ma brevissima, del respiro, da cui sgorga un suono, simile a quello dei gatti quando soffiano verso qualcuno o qualche cosa.

Se istintivo e pre-istintivo, il suono delle percussioni e del gong può attrarre ipnoticamente il pubblico, incantarlo, specialmente se agito attraverso l’utilizzo degli opposti: a destra, il ritmo cresce, a sinistra, il ritmo diminuisce progressivamente. I ritmi alternati e l’abbinamento del bios possono condurre a sé l’attenzione, a livelli progressivamente più profondi. Ogni ricercatore in formazione deve inoltre saper danzare la danza autopoietica. L’uso di strumenti musicali speciali, riproducenti suoni naturali, concorrono a saldare ancora di più l’atmosfera del Teatro autopoietico.

Il ritmo è quello dello stato di consapevolezza del Maieuta, realmente raggiunto. Va dal fermo-lento-veloce al veloce-lento-fermo e può unire simultaneamente nello stesso atto il fermo, il lento e il veloce. E’ una fisarmonica che va dal sovrasensibile al sensibile e viceversa, dall’autocoscienza autopoietica all’autocoscienza acquisita e viceversa, dal locale al non locale.


È l’Arte Marziale Interiore per il terzo millennio, fondata da Nello Mangiameli, sinteticamente denominata ∑igma.
Può condurre a vivere, direttamente e consapevolmente, i significati-significanti dell’esistenza, della vita-autopoiesi, nelle espressioni sensibili e sovrasensibili, consce e inconsce, localistiche e non locali. È l’azione pedagogica-psicagogica che indica le tecnologie psicosomatiche, utili a olosdirezionare l’essere umano verso la presa di consapevolezza dei principi attivi innati di auto-determinazione-realizzazione, auto-organizzazione, autorigenerazione-guarigione, di omeostasi e conoscenza, disponibili ad ogni Io-psyché.
La capacità di porre in remissione la depressione, le angosce, lo stress, le diverse patologie psicosomatiche (…) prepara l’Io-psyché alla pratica della ∑ophy-dance, vivendo l’euforia, l’estasi, in danza integrale, in stato fusionale consapevole con la natura, con quella parte di sé che è l’altro. Per la prima volta, vengono presentate le tecnologie, denominate Pancrazio autopoietico (pan, il Tutto e Kration, forza) e ∑igma-gym (sommatoria di tecniche per allenare la muscolatura dell’Io-psyché, del soma e dell’energia).
È l’Io-psyché che vive la danza olistico-autopoietica dell’Universi-parte che partecipa-osserva, vive e consapevolizza se stesso.