Scuola di

Danza Autopoietica

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SCUOLA  di  SIGMASOFIA AUTOPOIETICA MARZIALE

o DANZA AUTOPOIETICA

L'ARTE MARZIALE INTERIORE

per il terzo millennio

Nella danza-gioco-combattimento autopoietici, vince non chi sopraffà l’altro, ma chi trova, riconosce, vive il punto d’incontro, l’unione, con l’altro e scopre forme di cooperazione, di creatività-creazione, da agire con se stesso: gli Universi-parte

Presentazione

La Scuola di Danza autopoietica (o Sigmasofia autopoietica marziale) ha lo scopo di formare Istruttori, tecnicamente in grado di orientare gli allievi verso l’autorealizzazione, la conoscenza e l’autorigenerazione autopoietiche, proponendo le tecno-ontos-sophos-logie Io-somato-autopoietiche sigmasofiche. Tra gli effetti considerati maggiormente significativi, è possibile riconoscere i risultati nell’ambito della prevenzione, della profilassi e della remissione degli stati identificativi discrasici

La Danza autopoietica, quindi, si configura come disciplina formativa, scientifica, filosofica, artistica e d’avanguardia peculiare, in quanto utilizza come strumenti operativi le morfologie del Progetto Genoma Coscienziale. Queste sono realizzate direttamente dal ricercatore che segue la maieutica autopoietica sigmasofica, agita dal Maieuta all’interno del processo formativo.

La Sigmasofia autopoietica marziale si caratterizza come processo interdisciplinare all’interno della Sigmasofia attinente le aree Ecologica, Io-somatica, pedagogica-psicagogica, artistica, autorigenerativa.

La formazione in Danza autopoietica prevede un modello didattico di interazione vissuta tra ricercatori (relazioni orizzontali) e tra ricercatori e Maieuti-Docenti (relazioni verticali). Si realizza, seguendo un iter formativo personale, realizzato in gruppo.

Tale azione-formazione parte dall’assunto che il Maieuta è colui che predispone il setting, atto alla presa di consapevolezza vissuta dei processi funzionali, autopoietici che già per intero appartengono all’Io acquisito del’allievo che non ne è ancora consapevole.

L’iter formativo è diretta emanazione della Sigmasofia Io-somato-autopoietica e non ha alcun collegamento teorico con altre scuole, con autori contemporanei o legati alla tradizione scientifica e coscienziale.

Consiste in lezioni pratico-teoriche, in tirocinio autopoietico e nella supervisione sia individuale che di gruppo. Per approfondire gli apprendimenti teorici, sono utilizzati seminari, meetings, incontri di bibliosofia e di ergosofia. Ogni allievo è seguito da un Maieuta che cura le autopoiesi della vita e dello stato coscienziale punto morte, concordandoli con i docenti formatori responsabili.

Il ricercatore padroneggerà e maturerà le capacità professionali artistiche e d’avanguardia, attraverso la pratica della Sigmasofia Io-somatica che include, tra l’altro, il role-playing autopoietico e situazioni di vita reale.

La formazione individuale, realizzata in gruppo, potenzia la crescita di autoconsapevolezza e sviluppa le facoltà di autodeterminazione-realizzazione-organizzazione, di autorigenerazione-guarigione, di conoscenza, quali condizioni di base per operare, in seguito, su altri ricercatori

E’ inevitabile che il ricercatore viva e risolva in se stesso ciò che poi dovrà contribuire a sanare in altri: senza questo assioma vissuto, difficilmente potrà assumere nella vita una relazione senza distonie, discrasie proiettive.

L’improvvisazione e il movimento-ritmo autopoietico facilitano l’emergere di tale facoltà, in quanto spontaneità e creatività sono considerate le basi minime, indispensabili ad entrare nella dimensione autopoietica vera e propria. Tutte le modalità di danza autopoietica inmmagogica vengono orientate verso la successiva pratica delle autopoiesi olosgrafiche non locali, da cui sarà possibile riconoscersi come Universi-parte: se stessi.

La remissione spontanea di tutti gli ostacolatori Io-somatici segna la fase di riconoscimento dell’autopoietico sigmasofico e dei relativi principi attivi, da far ricadere nell’azione biosetica quotidiana.

Il potenziamento-integrazione della relazione vissuta dell’Io acquisito con i principi attivi autopoietici, da cui nasce, permette di ottenere la conoscenza vissuta della scaturigine dell’Io acquisito, degli Universi-parte. E’ un processo che, oltre ad iniziare a rispondere alle domande di sempre, chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, che cos’è la coscienza, il post-mortem (…), permette di porre in remissione le problematiche discrasiche, la sintomatologia, lo stato identificativo riflesso del ricercatore: la via verso l’autorealizzazione, l’autodeterminazione, l’omeostasi, l’autopoiesi Continua.

Tutte le Autopoiesi proposte dalla scuola,

  • Io-somato-autopoietiche
  • relazionali-comportamentali
  • autorigenerative
  • terapeutiche
  • Io-sophos-logiche
  • inerenti i sogni lucidi
  • la concentrazione autopoietica onirica
  • il linguaggio Io-somato-autopoietico, verbale, Io-somatico, autopoietico-ieratico
  • non locali
  • inerenti il Progetto Genoma Coscienziale
  • marziali

permettono di riconoscere, attraverso il vissuto diretto, lo stato di consapevolezza della condizione Io-somato-autopoietica del ricercatore, orientandolo, in ogni caso, verso la presa di consapevolezza dei principi attivi autopoietici, omeostatici, di autorealizzazione.

Le Autopoiesi olosgrafiche marziali permettono la disidentificazione e il decondizionamento dell’Io acquisito dalla sola manifestazione sensoriale, per accedere a visioni autopoietiche del sovrasensibile, della non località, per entrare in quei processi di percezione dell’autopoietico, del sovrasensibile e per vivere la funzionalità acquisita e autopoietica dell’Io, riconoscendo ciò come un processo unico: l’autocoscienza autopoietica, complessiva che, come acquisito, riconosce se stessa, la propria scaturigine.

Le Autopoiesi non sono tecniche fisse, da seguire intellettualmente: per funzionare, devono esprimersi scaturendo direttamente dall’insight intuitivo e sincronico, permettendo così di utilizzare qualsiasi situazione sensibile e sovrasensibile, come strumento autopoietico.

Indico in generale alcune funzionalità delle Autopoiesi olografiche:

  • la visione Autopoietica
  • l’immagogia Sigmasofica[1]
  • le forme autopoietiche, inerenti il Progetto Genoma Coscienziale, marziali.

Le Autopoiesi olografiche Marziali (le Forme del Progetto Genoma Coscienziale, ossia il cifrario di riferimento della Sigmasofia) sono caratterizzate dalla pratica di danze e di musiche autopoietiche, attraverso cui l’Io acquisito, decidendo di praticarle, di parteciparle e di trasmutarle, entra in uno stato differente di coscienza, in cui vive sequenze d’immagini cronovisive autopoietiche[2], sempre differenti. Osservate da uno dei 3 +1 focus autopoietici, queste permettono la presa di coscienza di processi Io-somato-autopoietici che si svolgono continuamente nell’inconscio acquisito o autopoietico.

Quando, visualizzando e partecipando quelle immagini in scorrimento, il ricercatore entra in un focus, ne riceve diverse impressioni. Queste possono essere oggetto di elaborazione di un Momento analitico autopoietico e, successivamente, risalite e trasmutate fino alla percezione della fonte che le genera, per permettere reintegrazioni, sia acquisite che autopoietiche.

Esistono diverse forme d’immagogia Sigmasofica:

acquisita

e

autopoietica,

che formano, in realtà, un processo unico.

Il raggiungimento di questo stato di consapevolezza può essere utilizzato dall’Io acquisito, anche verso l’esterno: si tratta di una visione autopoietica, applicata alla normale percezione del sensibile, al di là della sua immediatezza, per cui si possono proiettare fuori anche immagini correlate ad eventi di ogni tempo, verificatisi nel luogo osservato. Tale visione autopoietica consente al ricercatore di utilizzare facoltà dell’Io acquisito che, sia nella percezione interiore che esterna, non utilizzava più.

In Sigmasofia, le Autopoiesi olografiche marziali divengono strumenti di conoscenza vissuta, esistenziale.

La pratica delle Autopoiesi olografiche marziali permette il raggiungimento del sonno-sogno lucido, di entrare con le facoltà risvegliate, la funzione Ypsi, nel mondo onirico dell’inconscio, luogo in cui le immagini si muovono, anche secondo logiche autopoietiche[3], autorealizzanti, che l’Io acquisito del ricercatore, spostandosi consapevolmente nella fase NREM, REM e di Autopoiesi non locale, dovrà vivere e riconoscere, in modo da poter utilizzarle e trasferirle nell’azione quotidiana.

Tutti questi processi, la visione e la cronovisione autopoietica di sequenze di immagini, di storie interiori acquisite, autopoietiche[4], vengono coscientizzate, gestite e utilizzate al di fuori delle forme identificative che questi assumono: la propria storia esistenziale autopoietica e acquisita, generatrice di istinti-emozioni, di ostacolatori, come campo di forza da reintegrare consapevolmente.

Le immagogie, risvegliate attraverso le Autopoiesi olografiche marziali, costituiscono il contenuto della propria storia, in cui ogni singolo stato coscienziale, di qualunque tipo e natura, viene riconosciuto e assunto e, a volte, posto a sostegno dell’azione, in modo da agire processi che sono realmente in circolo nel ricercatore: è la pratica di sé, del proprio stato di autoconsapevolezza, della propria storia e dei propri insight intuitivi e sincronici.

La pratica di sé ha come epilogo quanto vissuto ed intuito di sé, e talvolta assume un reale riconoscimento della propria linea del destino.

Insieme alla pratica delle Autopoiesi, la danza e la musica autopoietiche attuano un’azione di ricerca e di autorigenerazione Io-somato-autopoietica, che facilita enormemente la relazione dell’Io acquisito del ricercatore con se stesso e, di conseguenza, con il Docente. Di qui, progressivamente, l’Io-somato-autopoietico si destruttura, si libera, si decolpevolizza, entrando in forme di vissuto al di fuori dell’intellettualità, della razionalità che soltanto successivamente, nella fase della Costruzione della propria Teoria conseguente al vissuto, sarà recuperata.

Tutte le forme di Autopoiesi olografiche marziali vengono utilizzate, per ricostruire l’Io acquisito del ricercatore in formazione, dopo la fase della destrutturazione. Rappresentano, quindi, gli strumenti operativi autopoietici consapevoli che l’Io acquisito potrà immettere nel proprio acquisito individuale, nella propria e irripetibile storia, in modo che ogni azione attuata, pur nella diversità di ognuno, veicoli consapevolmente la fisiologia autopoietica, dando tensegrità, unità, coesione alle molteplici morfologie della manifestazione sensibile.

Approfondiamo.

La Sigmasofia autopoietica marziale è finalizzata a sperimentare il vissuto diretto del sovrasensibile, dell’inconscio autopoietico (o campo morfo-atomico-coscienziale), oltre ad incontrare l’esplorazione consapevole delle dimensioni collegate. Ha lo scopo di aiutare a riconoscere e a vivere il punto d’incontro o danza autopoietica con quella parte del proprio corpo che denominiamo l’altro, la natura, il cosmo.

Nella danza-gioco-combattimento-meditazione, vince non chi sopraffà l’altro, ma chi trova, riconosce, vive il punto d’incontro, l’unione, la danza autopoietica e scopre forme di cooperazione autopoietica[5], di creatività-creazione da agire con se stesso: la natura complessiva, gli Universi-parte.

Non si tratta di azioni finalizzate all’adattamento, alla convenzione esistente in quest’epoca, ma il tutto è finalizzato a nuove forme di comunicazione con gli Universi-parte: noi stessi.

Durante gli anni di formazione, previsti dalla Scuola, il ricercatore, il cultore di tale arte marziale interiore allenerà specifici stati coscienziali, anche nella loro forma di principio attivo autopoietico (Progetto Genoma Coscienziale). Tra le altre cose, la danza autopoietica può trovare applicazione, anche nel combattimento esterno (normalmente inteso), utilizzando particolari ritmi, suoni, musiche, rigorosamente non riconducibili alla tradizione classica.

E’ una delle pochissime arti marziali interiori ed esterne, realmente sostenuta da suoni, da musiche, da canti, da mantra corporei, da armoniche sensibili e sovrasensibili nascenti direttamente dal vissuto dell’inconscio autopoietico. E’ anche sostenuta dalle forme, dalle situazioni, dalle persone presenti.

In conclusione, tutte le componenti dei principi attivi autopoietici e dei rispettivi stati coscienziali appena indicati, vissuti direttamente, durante gli anni formativi, finalizzati al potenziamento, all’espansione e al vissuto della non località dell’Io acquisito, saranno elaborati e approfonditi nelle lezioni teoriche di danza e musica autopoietiche. I temi teorici coincidono con i principi attivi autopoietici, studiati durante la pratica delle Forme e dello stile unico Sigma-Poiesis.

Ogni singola componente della forgiatura e del potenziamento dell’Io acquisito, profondamente vissuto dal ricercatore in formazione, verrà trasformato nella teoria personale, emergente direttamente dal vissuto. Contemporaneamente, approfondirà la costruzione della propria Tavola Autopoietica e dell’archetipo funzione Ypsi che inizierà a delineargli elementi più importanti della via di conoscenza che conduce a se stessi: gli Universi-parte.


 

L’AUTOPOIESI DELLA VITA E DELLO STATO COSCIENZIALE PUNTO MORTE

Il programma della Scuola comprende principi e tecnologie operative dell’Autopoiesi della vita e dello stato coscienziale punto morte, nonché delle tecnologie denominate

  1. Sigmasofia della sopravvivenza
  2. Pancrazio Autopoietico
  3. Sigma-Gym®

Si tratta di allenamenti autopoietici[6] molto particolari e duri che puntano a potenziare la muscolatura dell’Io acquisito, del soma e dell’autopoiesi.

Ci si prepara scrupolosamente al superamento di situazioni di vita ritenute difficili e a ricevere potenze di principi attivi autopoietici e sovrasensibili che, altrimenti, non sarebbero sopportabili e integrabili dal corpo. In definitiva, una ricostruzione, una forgiatura e un potenziamento dell’Io acquisito, finalizzati a nuove forme di comunicazione con se stessi: gli Universi-parte.

Si praticheranno inoltre:

  • i principi attivi autopoietici del respiro, il rituale dell’inspirare anidride carbonica e dell’espirare ossigeno
  • i rituali di olospresenza
  • il rituale dello spino dopo spino
  • il rituale dei cinque giorni: Autopoiesi olografiche non locali (l’autonomia dell’Io dal sistema nervoso)
  • il sonno-sogno lucido autopoietico
  • lo stato coscienziale punto morte e il post mortem.

La pratica della Sigmasofia autopoietica, in luoghi di rilevante interesse storico-naturalistico, vissuti durante gli incontri di Sigmasofia Ecologica, quali le escursioni[7], la speleologia, l’archeologia[8] e il Torrentismo Coscienziale autopoietico e tutte le tecnologie di progressione Io-somatica in acqua (danze autopoietiche subacquee)[9], in aria (danze autopoietiche durante i lanci a volo libero[10]), sul fuoco (selfpoiesisfiredancing[11]), saranno gli elementi fondamentali che completeranno i contenuti formativi.

 

1.    Sigmasofia della sopravvivenza.

Si tratta della preparazione pratico-teorica progressiva a superare situazioni di difficoltà, problematiche, ostacoli o condizioni impossibili, insuperabili, interiori ed esterne.

A questo scopo, propone un adeguato equipaggiamento dell’Io sia interiore che esterno (le diverse attrezzature e materiali).

Durante la pratica dell’Arte Marziale Interiore, attuata durante la Sigmasofia Ecologica, il ricercatore in formazione può trovarsi, all’improvviso, isolato, in luoghi impervi e pericolosi, in acqua, nel deserto, in montagna, in una foresta, in un fiume, in forra, in una grotta sotterranea, ecc. o, interiormente, in stati di stress, di stanchezza, di paura, di angoscia, di terrore, di panico, ferito o infettato, ecc., ed è anche per questi specifici motivi che, durante la formazione prevista presso la Sigmasophy University, attua tutta una serie di azioni e di Autopoiesi olosgrafiche, utili a prevenire e, se necessario, a porre in remissione spontanea l’eventuale shock Io-somato-autopoietico che può verificarsi.

La base fondamentale della Sigmasofia della sopravvivenza è la forgiatura ed il potenziamento degli ingredienti fondamentali sensibili e sovrasensibili che compongono l’Io, dando particolare attenzione ai principi attivi autopoietici, formanti la volontà, l’intenzionalità e l’autodeterminazione autopoietica.

La Sigmasofia della sopravvivenza è uno stato coscienziale in perfetta sintonia e simmetria con la pulsione autopoietica a Risalire.

Quando l’Io-soma-autopoiesi è guidato dalla pulsione autopoietica a vivere, nasce una specifica caratteristica dell’essere umano, quella di saper adattarsi ad ogni situazione, alle leggi del luogo e, dall’interno, iniziare a modificarle: immaginate esattamente che cosa fa l’acqua che ha la capacità di assumere la forma del suo contenitore, e inizierete a capire tale orientamento.

Durante la pratica sigmasofica, nel ricercatore in formazione, progressivamente può crescere la consapevolezza della necessità di prepararsi a se stesso, per cui, come mostra l’esperienza, inizia a praticare con vivo interesse le Autopoiesi della vita e dello stato coscienziale punto morte, integrando nel vissuto moltissime tecnologie di Sigmasofia della sopravvivenza. Ad esempio, si è sempre verificato, che durante la formazione, è possibile potenziare la condizione Io-somato-autopoietica che pone in remissione lo stato di paura dell’ignoto, trasformandolo in interesse autopoietico puro, che pone in remissione il dolore, utilizzando i principi attivi autopoietici che lo formano, a sostegno dell’azione che si vuole attuare. La paura, il terrore, il dolore divengono pulsioni di adrenalina (e altro) che sono messe a sostegno dell’azione, pura arte marziale interiore.

La chiave consiste nella capacità di Concentrazione-transmutazione autopoietica che il ricercatore in formazione deve essere in grado di somministrare a se stesso. Quando vige questa capacità, la paura, il dolore, non possono entrare nell’escalation che li farà diventare panico, terrore o somatizzazioni Io-somato-autopoietiche immobilizzanti. Non c’è scampo: per giungere a questo, è necessaria una dura e lunga formazione a se stessi, all’unità ecosistemica cosmica che siamo.

La Sigmasofia autopoietica marziale, proposta durante la formazione, ha, tra gli altri scopi, quello di destrutturare l’identificazione dell’Io acquisito a vivere in luoghi chiusi e in qualche modo protetti da quelle che di solito si dicono essere minacce della natura o minacce ambientali.

Di solito, le persone vivono in edifici considerati sicuri, in parte riscaldati e, in generale, ci sono sempre abbastanza acqua e cibo. Molti dei metabisogni sono ampiamente soddisfatti: il mangiare, il bere, il dormire, l’evacuare, il congiungersi, il respirare, di fatto, in generale, sono facilmente reperibili. Mi riferisco, in particolare, all’Occidente. Ma, durante le escursioni, il torrentismo, la speleologia, i viaggi autopoietici, ci si potrebbe trovare senza la possibilità di poter soddisfare alcuni di questi metabisogni. Se non ci si organizza, non ci si prepara, la mancanza improvvisa della possibilità di soddisfare i metabisogni potrebbe far cadere in forme di shock, depressive. Con tali identificazioni acquisite, di fatto, usciamo dalla simpatia-empatonia-autopoiesi con l’oikos, con la natura, e non vivendola più, il linguaggio autopoietico, l’essere umano, si pone, di fatto, in una posizione di scissione, in una base schizoide, da sanare.

Non si tratta di rinunciare alle forme acquisite che noi tutti utilizziamo, quanto di mantenere viva, consapevole, allenata l’integrazione che dobbiamo avere con la natura in quanto ne siamo parte integrante, indivisibile. E’ nostro specifico interesse saper vivere con la meteorologia degli Universi-parte e non soltanto con quella dei termosifoni o dei condizionatori!

La natura è autopoiesi, Creazione Continua, dinamismo, che spesso è violato dall’identificazione nelle forme della routine dell’epoca.

 

2.    Pancrazio autopoietico

Secondo la Via di conoscenza Sigmasofia, con Danza autopoietica, l’arte marziale interiore per reintegrarsi consapevolmente con se stessi, gli Universi-parte, si intende una formazione, una disciplina legata alla conoscenza, all’autodeterminazione, all’autorigenerazione che, in presenza di specifici stati di coscienza Io-somato-autopoietici discrasici, identificativi, può necessitare di conoscere attraverso il vissuto diretto le azioni bioetiche, tra cui il combattimento, per risalirle e transmutarle. Tali azioni bioetiche marziali, suddivise in dodici forme e in uno stile unico, si fondano sui principi pratico-teorici della S.T.o.E.

La danza autopoietica, la possibilità tecnica di esprimere arte marziale interiore, è da sempre un processo presente nei principi attivi autopoietici, da cui nasce e si evidenzia l’autocoscienza.

Il termine è entrato in uso recentemente, per introdurre negli Universi-parte, noi stessi, un’arte marziale per l’essere umano.

La danza autopoietica permette di raggiungere abilità di autodeterminazione-realizzazione, autorigenerazione-guarigione, conoscenza a cui si integrano perfettamente, combattimento, autodifesa, sport, autocontrollo, meditazione, consapevolezza delle proprie possibilità e limiti.

Per sgombrare il campo da equivoci, è possibile affermare che questa arte marziale non si prefigge di sconfiggere fisicamente un altro essere umano o di difendersi da un’aggressione fisica, anche se include naturalmente tali facoltà, bensì potenzia l’Io-soma-autopoiesi. La caratteristica fondamentale della danza autopoietica è di essere codificata in dodici forme e in uno stile unico, denominati Progetto Genoma Coscienziale, in transmutazione conseguentemente alla continua attività di ricerca. Si tratta di una sequenza di tecno-ontos-sophos-logie prestabilite, da eseguire inizialmente contro uno o più ostacolatori al naturale fluire della formazione a se stessi, gli Universi-parte, anche quando deve affrontare più ostacolatori o discrasie (patologie) che attaccano simultaneamente.

In generale, nelle diverse forme si utilizzano tecniche Io-somato-autopoietiche che coinvolgono l’intero Io-soma-autopoiesi, nulla escluso. Tutte le tecniche includono principi attivi di autorigenerazione e di autoguarigione.

La storia della danza autopoietica è complessa. Durante la sua gestazione, è accaduto che molti ricercatori abbiano sentito l’esigenza di formarsi con maggiore profondità a se stessi, per cui hanno sviluppato intenzionalità autopoietiche potenti. Sebbene le convenzioni, gli stati identificativi abbiano assunto per molti notevoli significati-significanti, l’intenzionalità a formarsi a se stessi, agli Universi-parte, è li che opera alla radice dell’autocoscienza, come aggredior, pulsione autopoietica. Ciò è dovuto al fatto che pulsione autopoietica e aggredior sono processi innati che si trovano alla radice di ogni coscienza.

Tale pulsione determina la caratteristica peculiare della danza autopoietica, elevandola ad azione bioetica autopoietica, autoformativa. L’insegnamento della danza autopoietica segue la olosdirezionalità, autocoscienza acquisita-autocoscienza autopoietica, conscio-inconscio, locale-non locale, come ad ogni tipo di autoformazione. Al vertice di questo insegnamento, risiede l’autocoscienza acquisita che con l’aiuto del Maieuta si forma a se stessa.

Basandosi sulla formazione dell’Io a se stesso, quindi dei principi attivi comuni, nell’arte marziale interiore, tutti sono considerati dei ricercatori in formazione a se stessi, gli Universi parte, di cui ognuno è parte integrante, e si pongono in remissione fratellanze, sorellanze, gerarchie maestro-allievo, padre-madre-figlio (…). Tale condizione è utile a formare il principio di reciprocità fusionale simultanea.

Nella danza autopoietica, i ricercatori non devono ricevere una certificazione dal presunto Maestro, ma un’autoriconoscimento determinato da loro stessi e coincidente con la presa di consapevolezza di processi autopoietici che già per intero appartengono al loro Io e che possono essere osservati insieme al Maieuta. Durante l’intera formazione, il ricercatore rimane sotto l’orientamento di se stesso, azione che condivide con il Maieuta.

Essendo un processo che vive nelle estensioni coscienziali, l’interesse per l’arte marziale interiore esiste pressoché da sempre. Ne troviamo le prime dimostrazioni nelle azioni di creazione continua che osserviamo negli Universi-parte: è lo spettacolo della natura dell’ecosistema, di cui siamo parte integrante e inscindibile.

La presa di consapevolezza di tali processi autopoietici naturali ecosistemici è danza autopoietica è arte marziale interiore

La presenza di esseri umani ovunque sul pianeta e del campo coscienziale autopoietico ovunque negli Universi-parte è ciò che crea la possibilità di assunzione sul piano dell’autoconsapevolezza di tale disciplina, tanto da poter considerarla la più diffusa negli Universi-parte. E’ la danza di autocreazione degli Universi, di cui siamo parte inscindibile e da cui ci evidenziamo.

La danza autopoietica è parte integrante dello stile dell’orientamento di vita del ricercatore che la pratica, consapevolmente o inconsapevolmente.

La danza autopoietica include il pancrazio autopoietico (dal greco pankration, di cui pan significa tutto e kratos potere, forza autocreati). E’ l’intera forza, potere dell’Io-soma-autopoiesi. Lo scopo è quello di formarsi a se stesso e di integrare quella parte di sé, denominata l’altro, utilizzando tutte le proprie forze e facoltà. I danzatori autopoietici o cultori dell’arte marziale interiore si assumono di utilizzare tutte le facoltà consce e inconsce, sensibili e sovrasensibili, locali e non locali, attraversando una fase iniziale di destrutturazione degli ostacolatori e delle discrasie che si frappongono alla presa di consapevolezza di se stessi, gli Universi-parte. In questa fase di destrutturazione, lo scopo è utilizzare tutte le proprie facoltà a Io nudo, assumendo la possibilità di utilizzare tutte le azioni di vita possibili per procedere verso se stessi. Il pancrazio autopoietico si evidenzia dopo la fase di destrutturazione e di attraversamento dell’Io-somatico, identificato in ostacolatori e in discrasie.

Se ben praticato il pancrazio autopoietico è una delle componenti autoformative che in Sigmasofia viene svolto, nell’ambito della pratica delle autopoiesi della vita e dello stato coscienziale punto morte. La durezza autoformativa è tale che il ricercatore viene orientato alla presa di consapevolezza dello stato coscienziale punto morte in tutte le sue manifestazioni, raggiungimento decretato dall’aumento e dal potenziamento del proprio stato di autoconsapevolezza e di carisma autopoietico. Tale processo è dovuto al fatto che l’assunzione dell’autoformazione orienta verso l’esplorazione consapevole di qualunque regione remota dell’inconscio autopoietico, senza esitazione o proiezione ostacolante.

Il pancrazio autopoietico non è una disciplina sportiva, non ha vincitori ne vinti, ma soltanto stati di autoconsapevolezza autopoietica, forgiati in situazioni di vita difficili, estreme e decreta la consapevolezza autopoietica dalla consapevolezza integrata dello stato coscienziale punto vita e punto morte.

  

Pancrazio (esterna) nell’antica Grecia

 

In alcune forme della danza autopoietica, si utilizza lo scettro denominato Ypsilambd che rappresenta l’essere umano in una postura ieratica autopoietica:

  

Lo scettro viene utilizzato in alcune forme della danza e del pancrazio autopoietici.

Sigma-poiesis, ossia la sommatoria e la proprietà emergente della creazione di cui si ha consapevolezza, è lo stile unico proposto dalla danza autopoietica praticato dai ricercatori in Sigmasofia. E’ lo stile che somma e sintetizza i principi attivi autopoietici formanti l’autocoscienza finora riconosciuti, vissuti e include ogni forma.

Lo stile unico sigma-poiesis è lo strumento per aprirsi al vissuto diretto di altri principi attivi autopoietici, ancora non riconosciuti.

Tutte le arti marziali interiori ed esterne nascono dall’Io che le ha inventate, ideate. Per questo la danza autopoietica che vive e studia i principi attivi autopoietici, da cui l’Io stesso si evidenzia, nasce e trova uno specifico ruolo e una funzione in ogni arte marziale o danza autopoietica di formazione a se stessi, gli Universi-parte.

La storia della danza autopoietica è parte integrante della storia degli Universi-parte, di noi stessi: influenza l’operato dei ricercatori sulla coscienza, in quanto tutti sono veicolatori di Io.

La danza autopoietica è innata. Da sempre, viste le modalità di vita che attua e la presenza della pulsione autopoietica a vivere, l’essere umano è propenso alla formazione a se stesso: la storia, le religioni, la scienza, le filosofie (…) lo dimostrano.

Nella genesi dell’arte marziale interiore, la danza autopoietica per il terzo millennio da me elaborata e proposta, si evidenzia lo stato di coscienza, in conseguenza del quale l’Io dell’essere umano segnala il proprio stato di incompletezza sul piano dell’autoconsapevolezza degli Universi-parte complessivo, transfinito. Pertanto, propongo le tecno-ontos-sophos-logie necessarie alla formazione a se stessi, per tentare di completare con il processo di autopoiesi continua tale stato di incompletezza e di riduzione identificativa ai soli processi sensoriali. Ciò richiedeva la destrutturazione di tutti quegli stati ostacolanti che, in tale processo di autoconoscenza vissuta, hanno dato inizio alla danza autopoietica e che, in alcuni momenti, richiedevano l’azione di una vera e propria arte marziale interiore, per essere superati e trascesi: in tal modo, l’Io poteva aprirsi all’orientamento verso la completezza sul piano della consapevolezza.

Nella danza autopoietica, non si pensa ad altro che a formarsi a se stessi e questo, in alcuni momenti, può richiedere l’uso di forme di combattimento, soltanto momenti di passaggio funzionali all’autoconoscenza e parti integranti della virtù autopoietica che procede verso l’integrazione della pratica delle autopoiesi olosgrafiche (forme e stili della danza autopoietica), vivendo.

Entrata principale della scuola di danza autopoietica

La danza autopoietica è composta da 12 forme e da uno stile unico, il Sigma-poiesis composti complessivamente da 120 autopoiesi olosgrafiche, derivanti dallo studio degli stati coscienziali producibili dall’Io dell’essere umano:

pensare, volere, sentire, concettualizzare, immaginare, sognare, facoltà sovrasensibili (…) che rappresentano le sue essenze funzionali.

In particolare, nelle forme di danza autopoietica, ogni principio attivo da cui nasce il corrispondente stato coscienziale presenta peculiari difficoltà autoformative e di vissuto che possono richiedere anche molto tempo per esser assimilate.

I maieuti sigmasofici, praticanti la danza autopoietica, sintetizzano la loro arte  nell’azione bioetica autopoietica svolta nella scuola di Caporipa che è costituita essenzialmente dall’intenzionalità autopoietica, secondo cui la formazione a se stessi è autoformazione e che questa non può essere che effettuata dall’Io di ognuno su se stesso, intraprendendo delle azioni risolutive contro chiunque, scisso, voglia impedire tale diritto-dovere autopoietico ad autoformarsi.

 

3.        Sigma-Gym®

L’Io-soma-autopoiesi, dal concepimento al punto morte, registra e non dimentica nessuna esperienza. Molte delle somatizzazioni, degli irrigidimenti-flessibilità, dei crampi-elasticità, del dolore o del benessere muscolare rivelano tutte le esperienze dell’inconscio acquisito e autopoietico (…), rivelano la propria storia dalla nascita ad oggi.

Fin dal concepimento, dopo nove mesi di autopoiesi continua, inerente l’edificazione del corpo, abbiamo iniziato a doverci conformare alla pedagogia-psicagogia dei genitori e/o tutori, acquisendo ed adattandoci a indicazioni di altri Io e, per conformarci a quegli orientamenti, spesso abbiamo deformato la simmetria con l’autopoiesi. La Sigma-gym® libera dalla programmazione della propria storia e ci fa riscoprire l’Io-soma, in cui vivere benessere autopoietico. Lavorando sulla liberazione Io-somatica, saniamo le deviazioni identificative nell’acquisito dell’Io-soma.

Sigma-gym® non è una ginnastica che forza l’Io-soma per ammaestrarlo, suddividendolo in parti vissute come separate; si tratta di reintegrazioni, sul piano dell’autoconsapevolezza, con la totalità di se stessi: sentendo, vivendo l’istinto-emozione, l’aggredior, la razionalità, i metabisogni, i bisogni-desideri, rispettandone le esigenze, allentando le tensioni e gli ostacolatori che lo inibiscono, ponendo in remissione squilibri, diventando coscienti della propria unità, che è Universi-parte, diventando consapevoli della propria intelligenza Io-somato-autopoietica.

La Sigma-gym Io-somato-autopoietica® propone semplici esercizi che preparano l’Io a vivere e ad esistere; specifiche azioni per riscoprire la propria autonomia fusionale autopoietica e, perché no, divertendosi autopoieticamente. E’ una forma di Autopoiesi olosgrafica marziale, che ha come obbiettivo quello di migliorare la mobilità Io-somato-autopoietica, ovvero di permettere l'esecuzione di movimenti, azioni, completi o parziali, tendenti all’avanguardia dell’ampiezza, in quel momento raggiungibile, agendo sull'estensibilità degli ingredienti autopoietici, formanti l’Io-soma-autopoiesi. L’avanguardia è l’orientamento di base verso cui direzionarli e, se tale azione è ben realizzata, si può procedere verso l’allungamento o il superamento dell’avanguardia stessa, generando così lo spazio di scoperta, di presa di consapevolezza di maggiore funzionalità: lo stretching autopoietico. Le tecniche di Sigma-gym Io-somato-autopoietica® in uso sono personalizzabili, anche se, come orientamento, ne indichiamo una sola che è relativamente semplice: consiste nel mettere in estensione ogni singolo ingrediente Io-somato-autopoietico assumendo la posizione, anche dinamica, suggerita mediante diverse e specifiche azioni, con lentezza, tranne quando non esplicitamente specificato o sentito. La posizione di avanguardia naturale deve essere mantenuta per un certo periodo di tempo, per esempio 5 secondi, a cui, aiutati dalla respirazione autopoietica, segue l’allungamento, posizione che deve essere mantenuta per 18 secondi. Praticando con regolarità e in maniera appropriata, possono ottenersi continuità di espansione e di consapevolezza.

Sigma-gym® ci fornisce una tecno-ontos-sophos-logia insuperabile per rendere l’Io-soma-autopoiesi agile, armonico, sereno, migliorando la salute, controllando il peso, tonificando l’Io e il soma. La Sigma-gym® è la chiave per riconfigurare l’Io-soma-autopoiesi, è la fonte della giovinezza autopoietica. E’ l’inversione Io-somato-autopoietica del processo denominato invecchiamento, mantenendo in continua attività, particolarmente utile ad essere tonici, in piena tensegrità, tutti gli ingredienti formanti l’Io-somato-autopoietico. .

Molte delle tecno-ontos-sophos-logie sono nuove, mai divulgate prima.

La Sigma-Gym® è adatta a tutti e può essere praticata a qualunque età. Aiuta ogni Io acquisito (di qualunque formazione o di qualunque grado di consapevolezza) a recuperare, a migliorare, ad ampliare l’autoconsapevolezza nell’azione e a ridurre il rischio di identificazioni, il che, sul piano somatico, significa evitare gli infortuni. L’intensità da applicare è dosata direttamente dall’Io acquisito che la pratica e che seguirà peculiari accorgimenti, come nel caso in cui siano presenti lesioni muscolo-tendinee o capsulo-articolari, nonché stia vivendo peculiari momenti distonici sul piano dell’Io.

A breve termine, la Sigma-Gym® è un’azione di profilassi contro ogni tipo di trauma e di microtrauma Io-somato-autopoietico. L'accentuata mobilità consente azioni più ampie, d’avanguardia e di allungamento dell’avanguardia e, quindi, una migliore esecuzione dell’azione autoformativa. La pratica della Sigmasofia autopoietica marziale dimostra che la Sigma-Gym®, riducendo la tensione Io-somato-autopoietica, riduce anche il dispendio di forze. A medio termine, una pratica regolare migliora la circolazione, autopoietica e acquisita, di ogni sostanza presente nell’Io-soma-autopoiesi (sangue, ormoni, stati coscienziali, autopoiesi), facilitando l’eliminazione di scorie di ogni tipo. Si approfondisce, inoltre, la capacità respiratoria. A lungo termine, è funzionale a porre in remissione l'invecchiamento degli apparati sensibili Io-somato-autopoietici.

Come tutte le arti di vita, anche la Sigma-gym® offre delle continuità di consapevolezza che tendono a ridursi se non la si pratica per un certo periodo di tempo.

Liberando, sciogliendo noi stessi, saremo più armonici con gli altri.




[1] Immagogia Sigmasofica. E’ l’Io acquisito che, applicando le Autopoiesi olosgrafiche, incontra, vive immagini, presenti nell’inconscio acquisito individuale e collettivo. Si manifestano esattamente come le immagini oniriche durante la fase REM, e possono assumere forme archetipiche, mitologiche. Inoltre, si tratta dell’incontro vissuto con i principi attivi autopoietici formanti l’immagine, sia quella con valenza prevalentemente individuale che quella collettiva, e rappresenta anche la percezione di archetipi autopoietici, presenti nel campo morfo-atomico-coscienziale, totalmente autonomi dalla loro manifestazione nell’acquisito, nella percezione sensibile. L’immagogia Sigmasofica può essere raggiunta con percorsi totalmente direttivi, guidati o con percorsi totalmente liberi, spontanei, istintivi-emozionali e pre-istintivi-emozionali, intuitivi e autopoietici e, in molti casi, attraverso l’integrazione delle due modalità. E’ la conseguenza naturale della danza e della musica autopoietica a cui si abbina. Favorisce il raggiungimento dell’insight intuitivo. Intuito significa guardare dentro, mentre immagogia significa agire dentro dopo avere guardato: i due termini sono perfettamente integrabili. Quindi, i livelli d’immagogia Sigmasofica sono: immagogia Sigmasofica Io-somatica individuale; Io-somatica collettiva; Io-somato-autopoietica.

[2] Immagini cronovisive autopoietiche. Figure interiori, più che tridimensionali, percepite mediante la visione autopoietica nel passato, nel presente e nel futuro, che può attuare l’Io acuisito forgiato e potenziato e, pertanto, in grado di esprimere le facoltà autopoietiche.

[3] Logica autopoietica. E’ il vissuto in base al quale si trova la conferma che la Costruzione della propria teoria elaborata durante la formazione in Sigmasofia è simmetricamente corretta.

[4] Storia autopoietica E’ l’accadere delle vicende formative dell’Io acquisito, lo svolgersi dell’indagine vissuta dell’Io acquisito su se stesso. Narra sistematicamente attraverso la costruzione della prpria teoria conseguente al vissuto, il cifrario la tavola auotpoietica le prese di consapevolezza degne di evocazione invocazione, memoria di quell’Io acquisito. La storia è autopoietica quando descrive vissuti del campo morfo-atomico-coscienziale e dei principi attivo autopoietici.

[5] Cooperazione autopoietica. Quando l’Io acquisito opera, agisce insieme ad altri Io acquisiti e tutti contribuiscono al conseguimento del fine, dello scopo formativo. E’ autopoietica quando l’intenzionalità di cooperare nasce ed è consapevole dei principi attivi autopoietici.

[6] Allenamento autopoietico. Rendere adatto, attraverso la pratica delle autopoiesi olosgrafiche, l’Io acquisito a raggiungere attraverso il vissuto diretto la consapevolezza di se stesso, degli Universi-parte.

[7] Escursioni autopoietiche. Viaggio studio-ricerca in luoghi naturali con scopi autoformativi pratico-teorici attraverso l’attuazione delle tecnologie sigmasofiche.

[8] Speleologia, archeologia autopoietiche. Speleologia, sinteticamente, è la scienza che studia le grotte, la loro origine e le caratteristiche morfo-bioslogiche. Nel tutto è legato che siamo è uno dei tanti elementi di cui siamo parte. Da spelaion che significa caverna. Per analogia in determinate situazioni facciamo coincidere con lo spazio più che tridimensionale che si forma interiormente quando chiudiamo gli occhi e in cui, per intenderci, visualizziamo i sogni. Archeologia, sinteticamente è la scienza che studia le civiltà antiche considerandone le realizzazioni pratico-artistiche quali, ad esempio, i monumenti, gli oggetti, le costruzioni, si tratta quindi di memorie, di pensieri che hanno trovato concretizzazione fisica. Tali memorie per così dire antiche da cui sono nati quei prodotti sono contenuti dell’Io acquisito di interesse nella formazione in Sigmasofia. Durante la speleologia e l’archeologia una studiando l’ambiente l’altra il prodotto dell’Io, sono considerate azioni autopoietiche, auto-create dall’Io acquisito che assumono interesse nella formazione a se stessi.

[9] Tecnologie di progressione Io-somatica in acqua (danze autopoietiche subacquee). E’ la pratica delle autopoiesi olosgrafiche e della danza autopoietica, realizzate durante le esperienze di progressione in forre, in canyon o in immersione in laghi, fiumi mari, sotto cascata, con o senza bombole d’ossigeno (in mare, laghi).

[10] Danze autopoietiche durante i lanci a volo libero. Si tratta della pratica delle forme del Progetto Genoma Coscienziale realizzate durante la progressione in aria, attraverso lanci con il paracadute, applicata durante la prima fase a volo libero e autopoieticamente danzato.

[11] Selfpoiesisfiredancing. Si tratta della pratica della danza autopoietica realizzata su carboni ardenti e con i piedi nudi, in uno stato autopoietico, sigmasofico di coscienza, su un camminamento a 900° centigradi superiore ai 9 metri di lunghezza (più di otto passi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sigmasophy Institute